Ora non lasciamolo solo

Umberto Ambrosoli ha deciso. Si candida a governare la Lombardia.

Dentro di noi possiamo anche chiederci se sia stato giusto premere tanto affinché accettasse, buttare sulle spalle di questo uomo il peso di riscattare la regione dalle scandalose gestioni degli ultimi vent’anni.

Se sia stato giusto contare su quel nome glorioso e sulla persona che ha già mostrato nella sua vita di essere all’altezza dei principi ereditati, e di essere impegnato a rappresentarli e a diffonderli ai giovani.

A cominciare da quei bambini che oggi hanno l’età che aveva lui, quando il sicario di Sindona uccise suo padre.

E’ stato giusto chiederglielo? Questa domanda mi assilla, mentre so che farò per Betò tutta la parte che la società civile insieme deciderà di fare per lui.

Ci unisce una parola magica: Sariano. E il ricordo di tanti amici che in quella parrocchia vicino a Rovigo si trovavano con don Giuliano Zatterin a parlare di democrazia, di giustizia e libertà.

Insieme a magistrati e semplici cittadini. Così è cresciuto Umberto, insieme a Maurizio De Luca e Gherardo Colombo, discutendo della Costituzione e del Vangelo.

E’ insieme alla storia di Giorgio Ambrosoli che Stajano ha scritto per le generazioni future.

Umberto ha raccontato di nuovo quella vicenda che non poteva non segnarlo per sempre. Perché, ha spiegato nel suo bel libro “Qualunque cosa succeda”, le scelte di suo padre “restano un monito – speranza o vergogna – contro l’elusione della regola, a scapito del bene comune e in favore dell’interesse particolare: che sia di una persona, di una categoria, di un gruppo o di un partito…uno sprone per i rassegnati che davanti alle illegalità diffuse a ogni livello pensano di poter solo dire “questo è il sistema, cosa vuoi che possa farci io?”.

Umberto si è messo in gioco. La società civile e la politica di Milano che glielo ha chiesto ora non lo lasci solo. Sarebbe un gesto che nessuno si può permettere.

6 commenti

  • Ovviamente se parteciperà alle primarie e risulterà vincitore.
    Come dite? Niente primarie?
    E allora sorry: niente mio voto.

  • Umberto Ambrosoli ha deciso di caricarsi di un grossissimo peso: salvare la Lombardia, ridandole prestigio e onore.
    Tutti i cittadini lombardi amanti della legalità, della giustizia e della libertà, orgogliosi di tale candidatura, debbono sostenerlo con ogni mezzo.

  • mi piacerebbe sapere perché dovremmo tutti quanti sostenerlo con ogni mezzo.
    mi piacerebbe sapere perché dovremmo sostenere lui e non (ad esempio) kustermann.
    mi piacerebbe sapere perché non accetta di misurarsi con altri candidati e sottoporre il suo programma a suoi potenziali elettori.
    mi piacerebbe sapere quali sono le doti di questo signore, a parte il fatto di essere democristiano e onesto. categorie alle quali appartiene anche l’onorevole tabacci

    ma temo che non lo saprò mai.

  • mi dispiace per g.r.c……. ma penso dopo quello che avete sopportato o voluto in questi anni, dal celeste alla lega, peggio non vi può andare!!!!!

  • Giusto: anybody but Formigun!
    Però c’è modo e modo di scegliere il candidato: senza il confronto e le primarie, oggi il sindaco di Milano non si chiamerebbe Pisapia.
    E non si possono dimenticare i Cacciari & Company che proponevano una candidatura Albertini per contrapporsi alla Moratti.

    Di sicuro Ambrosoli è persona molto più rispettabile di Albertini, ma io non voglio candidare una persona solo perché è rispettabile. Io sono rispettabile, la maggior parte dei miei amici lo è, ma non per questo ci sentiamo adeguati al compito di presiedere la regione Lombardia.

    Quindi nessun salvatore della patria. Se Ambrosoli vuole candidarsi alla presidenza della regione, si metta in competizione con gli altri: se sarà più votato allora correrà per le elezioni, altrimenti no.
    Semplice, mi pare.

    Senza primarie, io non voto.

  • Caro g.r.c. tessera lg 4706,
    le Persone non si possono valutare o scegliere per la loro campagna elettorale (portatrice solitamente di grandi balle a futura verifica), ma solo e soltanto per la loro storia: per ciò che hanno detto, scritto, fatto, per le loro frequentazioni, la loro coerenza, i loro comportamenti, per ciò che hanno dimostrato realmente. Solo la STORIA parla delle persone con parle credibili, solo essa è garanzia assoluta dei comportamenti futuri!

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