Invertire la rotta, forse si può

Quella siciliana è una vittoria amara per il Pd, che ha perso molti voti rispetto alle consultazioni precedenti. Ma, paradossalmente, non è dolcissima neppure per i trionfanti grillini, che avrebbero potuto rallegrarsi davvero solo se la percentuale dei votanti fosse stata di almeno dieci punti superiore. Di fatto, come rileva l’istituto Cattaneo, i partiti si dividono una torta elettorale sempre più piccola, e nessuno sembra in grado, neppure il M5S, di arginare il dilagante rifiuto della politica.
Probabilmente ci sono peculiarità siciliane alla radice di quanto è accaduto la scorsa domenica. Ma tutti i sondaggi dicono che il fenomeno, pur se in proporzioni più contenute, è di sicura rilevanza nazionale. E dunque è d’obbligo chiedersi perché. La risposta, naturalmente, è difficile, ma qualche ipotesi si può avanzare, specie alla luce delle prime analisi dei flussi elettorali.
Il grosso delle astensioni, al netto della quota fisiologica, viene dai delusi del centro destra. E questo significa che anni di scontri frontali hanno lasciato il segno: chi ha creduto in Berlusconi non può neppure pensare di dare il suo voto a chi gli è sempre stato additato come un nemico mortale. Perciò non può votare per “i comunisti”. Ma non riesce neppure a votare per Grillo, nonostante lo stesso Grillo abbia provato a scippare al Cavaliere qualcuno dei suoi argomenti più incendiari: dalla polemica sugli immigrati alle sfuriate contro l’euro. Non gli hanno creduto e hanno preferito rifugiarsi nella scelta più facile, quella dell’astensione, perché tanto “sono tutti uguali”.
Viceversa, il M5S è riuscito a drenare voti dalla sinistra, perché tra quegli elettori è forte la rabbia per un’azione di contrasto al berlusconismo percepita come inefficace se non, a volte, addirittura complice. Tutto questo, però, non ci porta lontano. Perché se l’astensionismo non serve a fini pratici, dato che la minoranza che vota deciderà comunque il governo di tutti, sarà però assai difficile governare bene senza, o contro, la maggioranza dei cittadini.
Il problema è che ci vorranno anni per smaltire le tossine accumulate in un ventennio di berlusconismo, e ricominciare a ragionare con la testa e non con la pancia. Ma non abbiamo tutto questo tempo di fronte a cambiamenti planetari che rischiano di fare dell’occidente il terzo mondo del futuro. E allora bisogna lavorare per invertire la rotta. A dir la verità qualche segnale positivo c’è. Le prime prudentissime aperture che i grillini e il neogovernatore siciliano si sono scambiati sembrano segni di consapevolezza. Non si potrà, e nessuno lo immagina, pensare ad alleanze vecchio stampo. Ma è possibile sperare che, con un po’ di coraggio, si faccia strada un modo diverso di fare politica: leggi che rompano con il passato, nuovi e più austeri costumi da parte degli eletti, proposte che raccolgano consensi al di là degli schieramenti tradizionali. Crocetta ha promesso novità, il M5S ha risposto che se saranno buone le voterà. Bene, a patto che tutti siano ragionevoli e realisti, che si controllino a vicenda con severità ma senza pregiudizi, che nessuno imbocchi la strada del populismo per fare il bene della propria bottega senza curarsi del bene comune.
Se andrà così la Sicilia potrà davvero diventare il primo esperimento di buona politica dopo tanti anni di marciume. Ma andrà così? Ai posteri…

3 commenti

  • “””e nessuno sembra in grado, neppure il M5S, di arginare il dilagante rifiuto della politica.”””
    Vuoi vedere che il disastro di 20 anni di politica fatta da B. e dalla sinistra, politica che ci ha portato sul lastrico, è ora, secondo la gentile Signora Patrizia Rettore, colpa di Beppe Grillo e di quei facinorosi “grillini” che non hanno saputo arginare il dilagante rifiuto della politica?
    Signora, ma che sta dicendo?

  • non mi sembra di leggere, nell’articolo di patrizia rettori, accuse a grillo e ai grillini.
    il disastro di vent’anni di berlusconismo e di vent’anni di opposizione, che qualcuno avrebbe definito “ad minchiam”, si manifesta nel numero di astenuti alle elezioni siciliane, una legione di persone disgustate dai partiti delle quali nemmeno il neopulismo di grillo è riuscito a catturare il consenso.
    io sono convinto che molti degli astenuti ragionino con la testa e non con la pancia: prprio per questo non hanno ritenuto di riconoscere validità a nessuna delle proposte politiche presentate in sicilia

  • Fino a non molto tempo fa scriveva su questo sito un certo collaboratore, il cui nome non è più nemmeno presente sul colophon, che usava apostrofare di qualunquismo e di fascismo mascherato chi si permetteva di parlare di una “sedicente sinistra” e “opposizione venduta”. Vecchia pratica di becero stalinismo di piccolo cabotaggio – quello di grande cabotaggio baffone lo faceva gestire a Berjia.

    Mentre confermo la mia radicata convinzione che vent’anni di berlusconi e (ciò ch’è peggio) vent’anni di mutazione sociologica sono imputabili a questa invereconda e sedicente sinistra à la d’alema, à la veltroni, à la violante che ha svenduto il Paese alle bande di malviventi, corrotti e corruttori di cui sono piene la cronaca politica (cioè la nera), mi auguro solo che crocetta – oltre che un affermato professionista dell’antimafia – non si dimostri essere anche l’ennesimo uomo della provvidenza. Così, magari solo per smentire un apparentemente ineluttabile destino di questo Paese.

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