Diffamazione, maggioranza subito al test

Legge di stabilità, ma anche diffamazione, alias legge bavaglio, e anti-corruzione. La prima verifica parlamentare dopo la “svolta” di Berlusconi 1 arriva subito e su tre leggi determinanti. In tre giorni – poi sarà vacanza per il ponte d’inizio novembre – tra Camera e Senato si capirà subito se il Cavaliere vuole mettere in scacco Monti. Si parte con la diffamazione alle 17 a palazzo Madama e con il voto segreto shock sull’entità a cinque o sei zeri delle multe contro i giornalisti. A Montecitorio s’avvia in aula l’anti-corruzione, legge piena di trappole e da sempre oggetto di mugugni anti-Severino. In commissione tocca alla stabilità. Il Pdl potrebbe dare un triplice segnale ostile. Al Senato, grazie ai fan del carcere per la stampa, potrebbe bocciare l’emendamento che porta da 5mila a 50mila euro la multa per la diffamazione che nel ddl tocca i 100mila. Potrebbe far di più e col voto segreto far saltare l’articolo uno e quindi l’intera legge. Zeppe simili per anti-corruzione e stabilità.

Per la legge bavaglio il weekend non fa registrare particolari accordi rispetto alla débacle di giovedì quando, grazie a 68 senatori Pdl, è passata la norma per cui saranno gli editori, con i fondi dell’editoria, a coprire le diffamazioni. Nel Pd s’impone l’idea di rinviare tutto in commissione piuttosto che arrivare a una cattiva legge. Lo teorizza Vincenzo Vita: “È auspicabile un ripensamento. Sarebbe meglio andare a un ulteriore rigoroso approfondimento per evitare una troppo affrettata conclusione”. Il Pdl invece non mal vede lo stralcio delle sole norme su diffamazione e ingiuria che, una volta approvate, eviterebbero il carcere per Sallusti. Il gruppo del Pdl, previsto alle 15, non si potrà riunire per via dei funerali a Rieti del senatore Cicolani e ciò potrebbe far slittare l’intera seduta.

Al Pantheon oggi nuovo sit-in Fnsi. Il ddl è criticato pure dalla Federazione internazionale dei giornalisti che esprime “viva preoccupazione” per una legge che se adottata “avrebbe l’effetto di scoraggiare il giornalismo investigativo e favorirebbe l’autocensura per paura di non reggere multe smisurate”.

Preoccupazione alla Camera per l’anticorruzione, dove la modifica dell’originaria norma Giachetti sulle toghe fuori ruolo creerà contrasti e dove ampi settori del Pdl sono pronti ad affondare la parte penale riscritta dal Guardasigilli Severino rispetto al vecchio testo Alfano. Già in commissione Sisto (Pdl) ha chiesto di abolire il traffico d’influenze e la corruzione tra privati. Il Pd dovrà fare i conti con i pareri del Csm e dell’Anm critici verso la legge. In particolare il sindacato dei giudici ha parlato di “parziale amnistia” per via della norma sulla corruzione per induzione che manderà al macero molti processi.

 

1 commento

  • Con le critiche ai lavori parlamentari i giornalisti non fanno altro che legittimare La Repubblica del privilegio e del malaffare, fondata su un ordinamento criminogeno custodito da un parlamento costituito in gran parte da condannati, indagati e analfabeti di andata. Dalla elezioni siciliane emerge che i partiti che occupano il parlamento sono sostenuti da circa il 30 per cento degli aventi diritto al voto.
    Chi l’avrebbe detto che l’iniziativa per liberare il popolo italiano da un’oligarchia corrotta e incapace sarebbe stata presa dai siciliani!

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