Dal centrosinistra alla società civile in piazza Lombardia per dire basta

Le adesioni, nelle sedi di Pd, Idv e Sel, stanno arrivando da ieri: e sono tanti quelli che domani sera in piazza città di Lombardia alle 20,30, saranno pronti a dire a Roberto Formigoni che — Lega o non Lega, governo tecnico o meno — il suo quasi ventennale governo della Regione è arrivato al capolinea. Maurizio Martina, il segretario lombardo del Pd, non ha dubbi: «Deve essere una manifestazione inclusiva, non sono solo i partiti, è la gente che non ce la fa più, soprattutto ora, davanti a questo teatrino finale con la Lega che minaccia e torna indietro».
A fare da portafortuna, per la speranza che nutre il centrosinistra, arriveranno alcuni dei sindaci eletti nelle ultime tornate, quelle in cui il centrodestra ha iniziato a mostrare i segnali forti di cedimento nella regione che è stata la sua storica roccaforte. Roberto Scanagatti da Monza, Lorenzo Guerini da Lodi, Virginio Brivio da Lecco saranno in piazza assieme a Roberto Vecchioni, che a maggio del 2011 cantò per il candidato Pisapia (invitato, domani sera) in una piazza Duomo stracolma. Con lui ci sarà sua moglie, la scrittrice Daria Colombo, che non ha dubbi: «Ha sempre senso andare in piazza, è così che si esprime la democrazia. Soprattutto davanti ad accuse che fanno accapponare la pelle anche a una garantista come me». Perché per Daria Colombo, come per tanti di quelli che arriveranno in piazza, vale una regola: «Formigoni aveva la responsabilità politica degli uomini scelti per governare, quindi ora deve avere la dignità di dimettersi ».
Anche la Cgil parteciperà al presidio, e il segretario cittadino Onorio Rosati è netto: «Andiamo avanti sino a quando Formigoni e i suoi alleati non se ne andranno, non aspettiamo la Lega». Al secondo appuntamento — era già andato a manifestare per la prima prova di “liberalasedia”, a fine marzo — è Giorgio Gori, il fondatore di Magnolia ora impegnato nella campagna per le primarie di Matteo Renzi. Di (auto) candidati, del resto, ce ne saranno diversi, domani sera: il consigliere di Sel Giulio Cavalli e Bruno Tabacci, l’assessore al Bilancio di Milano, entrambi in odore di primarie per le Regionali, e Stefano Boeri, l’assessore alla Cultura che ha dato la sua disponibilità per le primarie nazionali (ma da giunta e Consiglio comunale sono attese tante altre presenze). E ancora, partiti: il Psi (anche Roberto Biscardini, consigliere comunale socialista del Pd si candida alle primarie regionali) e Api. Piazza eterogenea, quindi, che sintetizza Emanuele Fiano, deputato Pd: «Ha ragione il sindaco Pisapia, la città si ribelli a corruzione, malaffare, infiltrazioni mafiose e inconsistenza politica che ha caratterizzato la guida della Regione in questi ultimi anni ».
L’appuntamento di domani non esaurisce l’agenda dei movimenti che chiedono la fine di questo governo regionale e nuove elezioni subito. Domenica prossima, il 21, sempre sotto il nuovo Pirellone, si prevede un nuovo presidio che parte dall’appello che Alessandra Kustermann ha diffuso ieri per chiedere che Formigoni e i suoi vadano a casa. «Vogliamo subito una buona legge anticorruzione e una politica di responsabilità al servizio dei cittadini», spiega la responsabile del centro antiviolenze della Mangiagalli. Già duecento le adesioni, tra cui quelle di Eva Cantarella, Salvatore Bragantini, Guido Rossi, Guido Martinotti, Cini Boeri, Michele Salvati, Bianca Beccalli, Augusto Bianchi. Il 24 novembre, poi, appuntamento al forum di Assago: Libertà e Giustizia sta organizzando una grande manifestazione sul tema della corruzione. E per parlarne, tra gli altri, saranno sul palco Umberto Eco e Gustavo Zagrebelsky.

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