Primarie: c’è qualcosa che non convince?

Confesso una profonda difficoltà ad analizzare le ultime vicende legate alle primarie del Pd e della eventuale coalizione. E mi chiedo se io sia la sola in questa condizione, infastidita da un surplus di opacità.
Ma come, mi si può obiettare, se tutto è accaduto davanti a tutti, in una assemblea trasmessa in diretta, dove tutti hanno votato e detto la loro…se tutti non fanno che parlare e dichiarare, se sono sempre in Tv e sul web, che spazio può esserci al non detto?
Ripeto, c’è qualcosa che non mi convince e cercherò di dirlo con parole semplici e dichiarandomi da subito pronta a fare ammenda.
Da qualche mese ho la sensazione sgradevole che la tanto invocata “scalabilità” del Pd (e anche degli altri partiti, ovviamente…) sia stata intesa da alcuni nel senso di una licenza a scalare non da singole personalità, competenti e onestamente impegnate in politica.
No.
Penso piuttosto a quella “scalabilità” in cui sono state impegnate nel passato cordate interessate più a   operazioni finanziarie che non politiche.
Qualcuno o qualcosa sta scalando il Pd? E chi sono e quali gli obiettivi?
Per cercare di spiegarmi, parto da un giudizio sulla situazione che mi pare di intravedere dopo l’assemblea di sabato, facendo tesoro delle opinioni di molti osservatori.
1)    Chi ha perso: probabilmente gli “anziani” di provenienza Pd e Popolari (intesi i D’Alema, Bindi, Veltroni).
2)    Chi ha vinto? Bersani e Renzi e tutti quelli (tanti) che sono rimasti a metà strada.
3)    Chi è fuori? L’anima “laica” se mai c’è stata.
4)    Cosa sta accadendo? Sembra di intravedere tra l’altro che ci sia anche una sorta di braccio di ferro fra mondo cattolico vicino a Cl e mondo cattolico di diversa tradizione
5)    Dove sta Bersani? In una posizione di evidente distacco dalla nomenclatura da cui proviene e in un ascolto non ostile a Cl, movimento del quale è amico da molti anni.
6)    Renzi si è confermato un emergente, ben consigliato, ha fatto bene (nel suo interesse) a non andare e Bersani comunque lo ha rimproverato solo il giorno dopo.
7)    La partita è aperta? Come andrà a finire? Non riesco ad appassionarmi, come tanti altri cittadini che hanno anche loro la sensazione di non capire e chiedono spiegazioni. E’ proprio vero che le primarie questa volta sono una cosa seria? O c’è qualcosa di già deciso, ovvero di quasi già deciso?
Io non ho risposte ma solo domande. Forse ingenue, forse maliziose. E chiedo scusa se sono totalmente fuori strada.

11 commenti

  • Non saprei. E’ che sono domande che mi faccio anch’io, ma sono domande che ne implicano inevitabilmente un’ottava.
    Vale ancora la pena interessarsi del Pd?

  • Questa volta mi sembra che ci sia un po’ troppa dietrologia…. Intanto che abbiano “perso” gli anziani della nomenclatura è di per sé un fatto positivo. Bersani sembra onesto, e di questi tempi non è poco, e aperto al confronto, più di Renzi, anche con le altre forze della coalizione ( che non mi pare comprenda Cl…)Come andrà a finire probabilmente lo deciderà il popolo delle primarie, scegliendo non solo le persone, ma anche e soprattutto i programmi.

  • Sostenere che le primarie di coalizione, in un contesto in cui i confini di detta coalizione non sono definiti né da un programma, né da chiare adesioni di definite parti politiche, ma solo da un nome “centro&sinistra”, composto di due termini sì, ma incerto persino nella grafia (con trattino, senza trattino, una sola parola, in ordine alfabetico, ?????)…..

    ….. sono elezioni “aperte” e indifferenti al modello di legge elettorale con cui si andrà a votare…..

    …. come ha ribadito Bersani dinnanzi all’unica domanda “imbarazzante che gli ha posto l’intrepido Fabio Fazio….

    giustifica ben più di un dubbio sul loro significato.

    Uso senza pudore il lessico del prof. Franco Cordero, e sono per sostenere che ……. tutti …..

    “gli interessati eludono nelle pieghe d’una lingua sonora, enfatica, vacua, dove le parole nascondono la cosa”…..

    il “pacco, doppio pacco e cotropaccotto” che ci stanno preparando.

    Ed oggi manca pure lo spirito di servizio con cui cineasti come Nanni Loy e suoi coetanei anche più prestigiosi, almeno denunciavano alle coscienze più avvertite quanto stava accadendo.

  • Punto per punto
    1) Chi ha perso: Veltroni sì, D’Alema no, Bindi chissà.
    2) Chi ha vinto? Bersani sì, Renzi no perché col doppio turno bloccato alle primarie Bersani recupera i voti di Vendola e Renzi ha già perso.
    3) Cos’è l’anima “laica”? E se c’è, dov’è? Valdo Spini?.
    4) Cl è un progetto profondamente usurato e bloccato dal suo stesso interno. Che sia iniziata la parabola discendente (anche come modello di organizzazione economica)? Magari.
    5) Dove sta Bersani? Con un progetto di lungo respiro che condivide con D’Alema.
    6) Renzi ha sbagliato a non esserci. Ha dimostrato distacco se non timore e questo lo ridimensiona
    7) Ognuno la pensa come crede. Io alle primarie ci vado e con convinzione.

  • A mio modo di vedere non c’è nulla di serio, per il semplice fatto che se vinceranno alcuni il PD si spaccherà e si creeranno nuovi partiti. Ciò mi sembra ovvio. E ciò dipende dal fatto semplice che il PD è rimasto più che altro un marchio, apposto su un prodotto che è un miscuglio di cose eterogenee che non hanno mai fatto sintesi. E questo soprattutto perché i portatori insani di queste eterogeneità sono rimasti gli stessi da 20 anni a questa parte.
    Io trovo ridicolo che si parli di primarie da due mesi, perfino di primarie di coalizione, senza uno straccio di programma di governo condiviso, comune e vincolante.
    La scalata di cui giustamente si parla mi sembra più che altro una scalata al diritto di usare il marchio “PD” alle prossime elezioni. Detto questo, un soggetto come Renzi potrà anche acquisire tale diritto, ma di certo non acquisirà il voto politico di tanti milioni di italiani che usciranno beneficamente da certe sciocche fedeltà ai loghi. Altri, in preda a rabbia, frustrazioni e assenza di alternative rimarranno affiliati e il PD diverrà altra cosa, un bel partito alleato con l’UDC e Fini e pronto a invocare Monti.

  • Condivido il suo pensiero. Anch’io non capisco e mi pongo domande. Quello che sento è un movimento più o meno sotterraneo e più o meno trasversale di recupero di tutto un mondo cattolico-democristiano. E mi chiedo: ma che c’entra con il Pd? perchè non rifondare una nuova Dc? o, forse, l’obiettivo è lo smantellamento definitivo del Pd?

  • non vedo programmi o pezzi di programmi condivisi. Dunque, par di capire, ognuno corre da solo salvo poi, chi vince, decide per tutto il centrosinistra . Una filosofia di fondo che conferma la mancanza di rispetto per gli elettori di centrosinistra che vanno a votare. Forse quelli di centrodestra avranno più fortuna? Questa costante sensazione di non contare nulla nonostante il voto espresso ( già ben collaudata con i referendum) é davvero insopportabile.

  • Ho letto l’intervista di Nico Stumpo, responsabile organizzazione del PD, rilasciata al Mattino e riportata nell’edizione del 9 ottobre.
    Parlando di regole delle primarie afferma tra l’altro “….Chi si registra, infatti, aderisce ad un appello pubblico di sostegno al centrosinistra ottenendo il diritto di voto, non sarà invece pubblico l’elenco dei votanti alle primarie.”
    Dunque uno dei cardini di un regolamento che rende realmente trasparente il processo di voto alle primarie viene cancellato senza troppo clamore.
    Mi chiedo e, come me, credo se lo chiedano tanti altri cittadini, che cosa intendeva Bersani quando nel suo intervento all’assemblea del PD affermava, testuali parole, che chi vota alle primarie deve metterci la faccia. La stessa sollecitudine manifestata da Tabacci in un’intervista del 3 ottobre.
    Evidentemente su questo punto cruciale è passata la linea di Renzi che, trincerandosi dietro il pretesto della privacy, ritiene non scandaloso che elettori del centrodestra si scelgano anche il leader del centrosinistra che deve competere con il loro candidato.
    Siamo davvero alle comiche finali!

  • Siamo sicuri di essere noi a nominare il futuro Presidente del Consiglio? E se il Presidente della Repubblica, anche in caso di vittoria elettorale della coalizione di centrosinistra, volesse nominare una persona diversa dal vincitore delle primarie? Forse che non potrebbe farlo? Oppure pensiamo che sarebbe obbligato ad adeguarsi all’esito delle primarie? La Carta
    Costituzionale parla chiaro: la nomina del Presidente del Consiglio spetta al Capo dello Stato! O qualcuno pensa di portarsi avanti con il “semiprenzialismo alla francese” o qualcosa del genere? Apprezzo naturalmente l’iniziativa delle primarie come momento di confronto di proposte all’interno dell’area di centrosinistra; l’obiettivo delle primarie è chiaro e condivisibile?

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