L’Euro non è un imbroglio

L’Euro, che ne dica Silvio Berlusconi, sempre pronto a cavalcate populiste ammiccanti ai sentimenti di pancia degli elettori, non è un imbroglio. Semmai è un prodotto non finito, da completare. Ma non è un imbroglio. E l’implosione dell’Euro, oggi come oggi e nonostante tutto, sarebbe un danno. Non solo – ovviamente – per economie fragili come la nostra, ma anche per i primi della classe (o sedicenti tali) come la Germania. Angela Merkel, infatti, sa benissimo che il famigerato boom dell’export, grande volano della ripresa economica tedesca degli ultimi anni, deve molto del suo successo proprio alla moneta unica. E la dichiarazione di Silvio Berlusconi – l’«uscita della Germania dall’Euro non sarebbe un dramma» – ha suscitato la reazione piccata della Cancelliera, che l’ha definita “semplicemente assurda”.
Ma c’è di più, «la fine dell’Euro porterebbe ad una catastrofe economica per la Germania, l’Europa e il mondo». A pronunciare queste parole non è un fanatico dell’integrazione europea, un fondamentalista dell’europeismo: lo ha affermato niente meno che il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, quest’estate, in un’intervista alla radio tedesca Rbb Inforadio.«Negli anni Novanta – continua Schaeuble – abbiamo detto: iniziamo da un’unione monetaria e un giorno arriverà il momento di fare un passo successivo; ora dobbiamo trarre le conseguenze e creare una struttura europea migliore per le politiche finanziarie ed economiche». Proprio qui sta il punto. La moneta unica, oltre ad essere, come è ovvio, questione economico-finanziaria, ha a che fare con il percorso comune intrapreso dai paesi europei. Quella “comunità di destino” di cui parlava Edgar Morin già nel 1987, nell’intenso “Pensare l’Europa”. «Benché non sia ancora visibile alla maggior parte degli europei, un destino comune s’impone loro, a dispetto di tutte le differenze di situazioni e di problemi. E’ il destino di subire gli stessi fattori di decadenza e di decomposizione e di non potervi resistere che in modo comune».
Ora, però, è arrivato il momento di chiudere il cerchio e portare a compimento l’esperimento europeo, costruendo una vera e propria federazione europea. Se l’altra faccia della crisi è l’opportunità – di cambiare, innovare e rinnovare – allora è proprio il terremoto sociale, economico e finanziario di oggi a costituire la vera finestra sul cambiamento. Non si tratta, dunque, di tornare indietro rispetto all’Euro, ma di ristrutturare la governance economica europea, affiancando ad essa una costruzione politica, a forte connotazione democratica e sociale. Sono in tanti ad affermarlo, in Europa, anche se, spesso e volentieri, non occupano le prime pagine dei giornali, monopolizzate da spread altalenanti e mercati schizofrenici. In Italia lo stanno ribadendo con forza (ed autorevolezza) personaggi come Sandro Gozi, Emma Bonino e Pier Virgilio Dastoli, che – insieme ad altri – si sono fatti portatori di un messaggio chiaro e forte: l’Unione europea non potrà uscire da questa crisi senza un cambio di paradigma. La via di uscita c’è, purché i costi della non-Europa vengano denunciati, ridotti e progressivamente annullati. Nonostante colpevoli ritardi, imperdonabili incertezze e ciniche tentazioni nazionalistiche, insomma, le basi per un’Unione giusta, solidale e democratica ci sono. Ora è il momento della responsabilità e delle scelte. Perché la salvezza dell’economia è, ancora una volta, la politica.

12 commenti

  • Aver ceduto la sovranità monetaria all’attuale circuito bancario è stata una boiata pazzesca.
    L’euro è una moneta non sovrana che le banche ottengono a in prestito all’1-2% e con cui comprano i nostri titoli di stato al 5-6%.
    E se qualcuno guadagna (le banche) qualcun’altro ci rimette (i cittadini europei).
    Aggiungo che in Europa ci siamo da molti anni ma la mafia, la corruzione, la propaganda televisiva sono rimaste inalterate perchè l’Europa i nostri problemi non li ha mai risolti.
    Il catastrofismo della fine dell’euro è assolutamente indimostrabile, e per chi avesse studiato un po’ di storia ed economia è un’altra boiata pazzesca (infatti la Germania ha già pronto un piano indolore per l’uscita).

  • Condivido e dico di più! Se i parassiti non fosserro là a delinquere in continuo l’Europa intera andrebbe a gonfie vele. Ci sarebbe lavoro per tutti e benessere, nonché tante malattie sarebbero in breve sconfitte perché la ricerca avrebbe i fondi necessari. Ma a loro questo non sta bene, perché sin che ci sono malati, tossici, povertà ed alto, loro sì che stanno bene e sanno che nessuno andrà veramente a tirargli un colpo. Ma si è Italia, pese di banane e pupazzi con i fili… sapete che per il giorno delle elezioni è previsto un campionato di calcio detto importantissimo (per chi?) che durerà 9 ore? Quanti andranno a votare?
    Come dicono a roma: “Nun te la pijà, ma pietela nder cu*o!”

    Sì, vedrai che “indolore”… meglio la rivoluzione ora che gli stenti e la morte dopo!

  • Ma secondo voi cosa volete che vi dicano La boni & C. che campano con l’europa? E l’altro il banchiere DE secondo cosa ti aspetti che ti dica un banchiere? Ma secondo voi se vado a farmi visitare da un omeopata cosa spero di sentirmi dire, che forse sono da operare?
    L’imbroglio al pari della truffa necessitano entrambi di due attori. L’imbrogliato o truffato e dell’imbroglione o del truffatore.
    Mi pare che in questo caso sia presenti entrambi. Quindi l’imbroglio è assodato.

  • Sarà anche stata una boiata pazzesca. Sarà anche che con un tasso di sconto superiore le banche non comprerebbero i titoli di debito emessi dallo Stato oppure ci guadagnerebbero di meno.
    Ma forse bisognerebbe ritornare con la mente al 1992, quando c’era la lira. Bei tempi, direbbe qualcuno.
    Bei tempi, forse, ma è bastato che uno speculatore come Soros attaccasse la nostra moneta, che ci siamo trovati a pagare il 12,5% di interessi sui titoli di Stato e a svalutare la nostra moneta del 25%.
    Posso solo immaginare cosa sarebbe successo l’anno scorso, se ci fosse stata ancora la lira.

  • Credo che dovremmo smettere di commentare le dichiarazioni di Berlusconi.Gli si da un peso ,una rilevanza che non si merita.Ha già ampiamente dimostrato quanto incapace sia nella gestione di politiche economiche .Se si volesse proprio dire qualcosa basterà ciò che la Merkel ha detto:Una assurdità !

  • Se non sai cosa sarebbe successo l’anno scorso puoi comunque chiederlo a tutti quei paesi che non adottano l’euro che sono la stragrande maggioranza al mondo! Mi sembra che stai cercando la pagliuzza non vedendo la trave nell’occhio.

  • Non facciamo discorsi da bar sport, per piacere. Non è che nel 92 tutte le divise abbiano svalutato del 25% nei confronti del marco tedesco e che tutti gli stati si siano trovati a pagare gli stessi interessi che pagavamo noi sui titoli di debito.
    L’Italia non è la Svizzera, né il Regno Unito, né la Norvegia: ha un enorme debito pubblico e un’economia in recessione, non ha il petrolio e non è un centro della finanza internazionale. Se a fine 2011 la speculazione ha quasi messo in ginocchio una divisa come l’euro, è facile immaginare cosa sarebbe accaduto alla lira, e non è proprio insensato pensare che per il nostro paese si sarebbero aperti scenari di tipo argentino.

  • @g.r.c. tessera lg 4706
    A me sembra che il bar dello sport lo frequenti tu e che scrivi tanto per sentito dire o letto a seguito di qualche ricercatuccua. Tanto per cominciare la lira non si è svalutata nei confronti del marco ma si è svalutata. Ti voglio ricordare che già era in vigore nel ’90 il cambio fisso tra gli stati facenti parte della ue con un’oscillazione vincolante del 5%. In pratica si stava già usando l’euro (non a caso già le transazioni su estero avvenivano con i due valori espressi) e tutto ciò faceva parte del percorso – che l’italia aveva sottoscritto – per giungere poi all’effettiva emissione dell’euro avvenuta gli anni successivi. In tale contesto vigeva anche il vincolo di bilancio al 3,5%, che avrebbe fatto si rispettandolo, che nel passaggio da moneta sovrana a moneta a debito il tutto fosse sostenibile.
    Mi pare superfluo ricordare che non avevamo i conti in ordine – non lo dico io ma in questo caso una ricerca può esserti utile – ed i risultati sono sotto i nostri occhi. Il debito, come chiami tu in modo generico si distingue in due tipi: debito primario o disavanzo primario e debito monetario.
    Nel primo caso e pressochè in pareggio e lo stesso governo attuale a confermato la possibilità di poterlo raggiungere nel 2013. Diversa cosa è il debito monetario che, a causa dell’uso dell’euro, fa si che detta moneta si debba procacciare attraverso i mercati acquistandolo a credito quindi pagando interessi che fissano gli stessi creditori attraverso i mercati.
    Se prima potendo stampare moneta si generava inflazione che tra l’altro anche se i più la intendono come debolezza economica, gli addetti ai lavori la apprezzano per la capacità di stimolare l’economia incentivando le esportazioni in generale ma è riconosciuta soprattutto come facente parte di quel complesso di politiche che sono prerogativa di un governo e si chiamano POLITICHE ECONOMICHE.
    L’unica analogia citata, anche se non per il motivo che intendi tu, è l’argentina. La sua crisi acuta fu generata dall’uso (anche loro) di una moneta non loro che fisso in una notte il cambio con il dollaro alla pari.
    Fu un disastro, le esportazioni crollarono in quanto i loro prodotti in un sol colpo non furono più competitivi, da contraltare divennero molto vantaggiose, è fu così che si innescò una spirale che portò ad deindustrializzazione generalizzata e con un disavanzo estero ed interno che viaggiava a suon di dollari e non più di pesos. Per non parlare poi delle politiche successive che si concentrarono tutte sulle privatizzazioni e sulle svendite selvagge di beni pubblici, vedi fondi pensione etc.
    Per fortuna il popolo dell’argentina si è ribellato ed ora la Kirchner da anni sta attuando politiche tutte volte a nazionalizzare quelle che sono le industrie e le attività di interesse strategico e di interesse della collettività, anche mettendosi contro il fmi e la stessa ue (vedi caso repsol).
    Ti consiglio, tra le altre letture di leggerti qualcosa su come usciti dalla crisi in argentina ma anche su come in generale l’america del sud abbia fatto cartello (vedo equador, venezuela, brasile) contro questa ondata aggressiva di politiche neo-liberiste che con modalità sempre uguali ripropongono sempre e solo dei disastri senza aver – ancora oggi – un solo esempio da poter esibire.

  • Chiedo scusa, ma a volte occorre fare un piccolo sforzo per vedere la luna invece del dito. Io ho scritto “non è che TUTTE le monete si siano svalutate nei confronti del marco”, non che la lira si era svalutata nei confronti del marco. Si tratta di un esempio: non potendo affermare che tutte le monete si erano svalutate perché si trattava di un nonsenso, ho preso l’esempio di una moneta forte e ho scritto che non tutte le monete si erano svalutate nei confronti di quella, ma soltanto alcune, per l’esattezza la lira italiana e, in misura minore, la sterlina inglese. Questo per rimarcare che l’attacco speculativo si era rivolto contro due monete particolari, che risultavano particolarmente deboli per ragioni contingenti o strutturali.

    In particolare l’Italia aveva e ha tuttora il problema del debito pubblico che in gran parte era finanziato attraverso l’emissione di certificati di credito del tesoro (oggi buoni poliennali del tesoro).
    Sulle virtù dell’immettere liquidità nel sistema mi permetto solo di porre una domanda, e cioè se dalla crisi degli anni 70 sia uscita meglio l’Italia che ha immesso enormi liquidità nel sistema generando un’inflazione che ha toccato il 20%, oppure la Germania che ha costantemente mantenuto sotto controllo l’inflazione, che in quel paese non è mai arrivata alla doppia cifra.

    Dopo avere meditato su questi fatti, si tratta di riflettere su un problema che è insito nella necessità di finanziare il debito pubblico attraverso l’emissione di certificati di credito, e cioè il costo del debito. En passant ricordo che l’emissione di titoli di stato non dipende in alcun modo dall’esistenza dell’euro. Non devo certo essere io a ricordare che a fronte di un’emissione di titoli lo Stato avrà pagato alla scadenza il valore nominale del titolo più gli interessi maturati e corrisposti nel tempo. Il costo dell’operazione sarà quindi tanto maggiore quanto più alto il tasso di interesse del titolo.
    Attualmente il tasso dei BTP è del 3,75%; nel 1992, ai bei tempi della lira, il tasso era del 12,5%.
    Devo aggiungere altro?

    Ah, l’Argentina. Premesso che non credo che una qualsiasi persona sana di mente si auguri di dovere affrontare le prove attraverso le quali sono passati gli Argentini, restano da fare un paio di osservazioni.
    Non è che sia stata creata una moneta unica tra paesi con economie in qualche misura interdipendenti; il Governo Menem ha deciso arbitrariamente di fissare un cambio 1 a1 con il dollaro, moneta di un paese la cui economia non aveva nessun vincolo di dipendenza reciproca con l’Argentina. Si tratta di una cosa ben diversa dalla creazione della moneta unica europea.
    L’Argentina STA USCENDO dalla crisi, grazie alla cinghia stretta di qualche buco, alle rimesse degli emigrati e all’immenso patrimonio di risorse naturali del paese. Ho letto del caso Repsol: in effetti l’Argentina ha nazionalizzato il petrolio, e ha fatto bene. Il problema è che l’Argentina il petrolio ce l’ha, mentre noi al massimo potremmo nazionalizzare le miniere del Sulcis con un impatto, temo, ben diverso.

  • BERLUSCONI,è SOLO UNO che fa chiacchiere da bar,POCO PIACEVOLE da dover sopportare e star a sentire,sempre inutili offese agli altri,ma cosa ha fatto Berlusconi in quasi 20 anni di quello che sbraitava?,NULLA!!,in compenso ci ha ROVINATO l’Italia,portandola,sprecando denaro a palate buttandoli nelle taste dei suoi …e facendo debiti inutili e assurdi,al punto del FALLIMENTO ITALIA,se ci fosse restato ancora in carica con i suoi nominati veline e inquisiti,lo spred sarebbe a 1200 e oltre come dice Monti ed è vero,forse anche di più,però si è fatto un sacco di leggi per evitarsi condanne,falso in bilancio,prescrizioni brevi ecc.ha rovinato tutti i Comuni,Province e Regioni tagliandogli risorse,di conseguenza obbligandoli ad aumentarci le tasse,per poter dire che non è il suo Sgoverno,che ha aumentato tasse,anche se le ha aumentate anche il suo,altro danno che ci ha fatto,il fenomeno al contrario,ha permesso,con l’entrata Dell’ euro,che i prezzi di quasi tutti i prodotti,aumentasse del doppio,POTEVA ESSERE EVITATO SICURAMENTE,se avessero vigilato e prevenire la speculazione ,prima che avvenga,NON lo ha fatto,ha permesso che i Cittadini subissero l’aggressione.Dicono anche che l’Euro si indebilisce,anche queste sono stravolgere la verità,l’euro è troppo forte ancora oggi e lo è ormai da qualche anno,oggi è più forte del 10,25% sul dollaro,deve ritornare almeno al suo valore iniziale,che su dollaro era € 1,17 per 1 Dollaro,DEVONO FAR CALARE l’EURO intervenendo come fanno gli USA,punto.comunque il VALORE dell’Euro è ancora TROPPO FORTE!.

    Berlusconi a solo ROVINATO L’ITALIA E GLI ITALIANI,in seguito,ha incolpato l’euro,da buon raggira frittate,dell’aumento dei prezzi.No!!,sig B. LA COLPA è SUA e del suo Sgoverno,NON DELL’EURO,fatevi spiegare da B. e da tutti i CIARLATANI che abbaiano contro l’Euro,quando dice e dicono queste falsità,fategli la domanda e pretendete una risposta che non sia una BUFFONATA,ma sia la realtà che conoscete tutti,DOMANDA:perchè,se è colpa dell’Euro che sono raddoppiati i prezzi, non sono raddoppiati anche gli stipendi dei Lavoratori?,come mai?,l’euro non li ha visti ?,basta questo per capire che sono stati dei truffatori e raggiratori di tutto.B.se è malato come sembra e come disse la Moglie,dovrebbe farsi curare,basta dire sempre le solite ……..ADESSO,che siamo vicino alle elezioni,e sa che pochi lo voteranno,spara c…e. su EQUITALIA,L’EURO ecc. LA Merkel HA RAGIONE di DIRE CHE BERLUSCONI USA PAROLE ASSURDE,usa parole adatte a quello che è Lui,lui sa solo offendere,dire che è colpa dei comunisti e bla bla bla,solo ciarlatanate,se i suoi tutori non GLI SCRIVONO QUELLO CHE DEVE DIRE,dice solo fesserie,ha detto che serve un’europa politica?,lo sanno anche i topi,ma un conto e saperlo un conto è farlo,serve una banca centrale indipendente,lo sanno e la faranno e si farà,ma fra e con persone serie e professionali,non con personaggi inutili come lui.

  • Così come sono stati assenti in Italia sulle scelte stategiche, così anche in Europa i partiti Italiani non hanno fatto meglio. Anzi i nostri parlamentari di tutti i gruppi, come al solito si sono distinti per il fatto di prendere i voli charter per rientrare in patria e far la cresta pure su quello. Belle speranze queele di Paoletti ma i due gruppi parlamentari più rappresentativi al parlamento europeo, i socialisti e i Popolari, sprattutto italiani cosa hanno fatto per contratare gli interessi finanziari della Bundesbank nella sede dove potevano e dovevano farlo.
    si badi bene: dico della Bundesbank e non del governo tedesco, per chiarezza e chi ha consapevolezza ci ragioni sù. Quando andremo a votare per chi andrà a godersela a Strasburgo spero di ricevere proposte fattibili dai partiti che chiederanno il voto su cose certe che i candidati poi faranno e non sul nulla.
    Mario De Cesare

  • @g.r.c. tessera lg 4706
    Chiedo scusa ma l’ostinarsi a cercare la pagliuzza nell’occhio altrui, distoglie l’attenzione sulla trave conficcata nei propri occhi.
    Consiglio di non limitarsi a leggere fatti accaduti, come ad esempio relativi all’argentina, ma sforzarsi a comprendere appieno le implicazioni che detti avvenimenti comportano, che seppur presentandosi con forme diverse si risolvono poi alla fine con le stesse finalità e modus operandi.
    Quello che accaduto in quello stato e quello che sta accadendo da noi.
    Se non si comprende il significato delle politiche economiche o come molto più probabile manca uno studio a tal riguardo, viene difficile intraprendere in confronto senza che da parte di uno degli interlocutori non si sfoci nel didattico.
    Quindi si documenti e studi. Concludo facendogli un esempio molto sempliciotto cosicché le risulterà di più facile comprensione.
    Le lei con quattro o dieci o cento o mille amici avesse la possibilità di rendersi indipendente e di creare un piccolo stato su un’isola libera da vincoli altrui, lei avrebbe la possibilità di creare uno stato con regole di convivenza che ricalcano quelle in uso in tutte le democrazie intese in senso lato. Naturalmente lei dovrebbe adottare una moneta per agevolare gli scambi delle merci – sempre che non intenda usare il baratto – prodotte in questa ipotetica isola stato. Ebbene la moneta che adottereste la decidereste voi come meglio vi aggrada e la stampereste oppure secondo il suo ragionamento da sveglione ne adotterebbe una estera come può essere ad esempio l’euro, acquistandola sui mercati e chiaramente pagando gli interessi? Il risultato sarebbe che indipendentemente che lei abbia un debito originario o meno, anche solo per il semplice fatto che, per così dire, la sua economia tira, va a gonfie vele, lei e il suo stato si ritroverebbe sempre di più indebitato.
    Consiglio: prediliga il lavoro manuale concentrandosi su di esso e lasci agli altri il modo di ottimizzarlo per il bene comune che il suo sistema applicato è già sotto gli occhi di tutti con i risultati che solo un fesso potrebbe far propri.

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