Liberi di pensare

Pubblichiamo degli articoli – alcuni ve li risparmiamo – sulla polemica della trattativa Stato-Mafia, sui poteri del Quirinale e sul dibattito che ne è scaturito. Rispondiamo così alla richiesta di soci e amici che durante la pausa estiva si sono persi alcuni passaggi e ci chiedono una ricostruzione cronologica attraverso la rassegna stampa.

la Repubblica – Napolitano la Consulta e quel silenzio della Costituzione
Europa – Pd: né con Monti, né con Zagrebelsky
la Repubblica – Perché attaccano il capo dello Stato
l’Unità – II disegno dietro l’attacco al Colle
La Stampa – “C’è un populismo giuridico che ha come obiettivo Monti e Napolitano”
Il Fatto Quotidiano – “Eugenio … “Eugenio che dici”, i 10 motivi per cui Scalfari sbaglia sulla trattativa Stato-mafia
Linkiesta – Bersani tenga duro, e ci libereremo di questo “fascistume manettaro”
Corriere della Sera – «Così vogliono abbattere Napolitano e Monti»
Corriere della Sera – «Dagli ex pci critiche staliniane» Bonsanti: «Non c’è una volontà politica contro il presidente della Repubblica»
la Repubblica – Il Colle, le procure e la Costituzione
Corriere della Sera – «Il vero stalinismo è la cultura degli eterni sospetti» «Da Bonsanti linguaggio preoccupante. Contro Napolitano un disegno politico»
la Repubblica – Un giornale le procure e il Quirinale
la Repubblica – Tragici dilemmi che dividono l’Italia
Il comunicato di LeG – Accuse deliranti

 

 

 

2 commenti

  • Un Paese a civiltà limitata

    Sono un cittadino, cerco di essere un cittadino libero e pensante, e non un “suddito” né un “adepto”.

    Sono consapevole dei miei limiti, che sono rilevanti, soprattutto se misurati alla luce dell’ambizione sopra richiamata.

    A differenza di Adriano Sofri, intellettuale di chiara fama (detto senza alcuna ironia e precisato scanso equivoci), considero che il termine “sinistra” inteso in senso politico, non sia affatto una “superficiale etichetta”, come vale d’altronde per il termine opposto, “destra”.

    Da quando Norberto Bobbio ha scritto il saggio “Destra e Sinistra”, e sono ormai passati quasi vent’anni, trovo in quelle pagine quanto mi occorre per convincermi anche sul piano “teorico”, oltre che su quello istintivo, empirico e financo emozionale, che la “sinistra” è la parte politica in cui identifico le mie idee sul piano generale.

    Da quando il PSI è morto, imploso causa la mutazione genetica cui è stato progressivamente soggetto a partire dal 1976, sono senza partito, ad eccezione del tempo in cui, fra il 1998 e il 1999, ho coltivato l’illusione che a Firenze si fosse aperto un cantiere per costruire un “partito nuovo” della sinistra, laico, libertario, socialista; capace di ospitare al proprio interno tutte le frazioni del socialismo che in un secolo e mezzo di storia, hanno via via assunto un ruolo ed una dignità politica, fatta di meriti ed errori, ovviamente, “frazione comunista” compresa.

    Le delusioni, e cito una data come riferimento, da quando Riccardo Lombardi ci ha lasciato, sono andate rincorrendosi senza soluzione di continuità, ed oggi, per me, lettore da sempre de “la Repubblica”, de “Il Fatto Quotidiano”, de l’Unità (in particolare quella di Colombo e Padellaro e poi De Gregorio), azionista senza dividendo de “il manifesto”, si aggiunge l’ennesima, forse la più cocente di tutte, quella di assistere, sul terreno tragico e minato della lotta alle mafie, lotta propedeutica a qualsiasi crescita civile del nostro Paese, ad una ulteriore divisione, e quanto mai acrimoniosa, delle personalità riconoscibili per la loro disponibilità a sostenere la vasta area politica che si chiama “sinistra”.

    Ne ricavo l’amara conferma che aveva visto giusto Paolo Sylos Labini, a scrivere di un paese a civiltà limitata.

    Vittorio Melandri

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