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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. Montiss scrive:

    Se Renzi fa quel che vuole, è perchè gli italiani sono stanchi di NO DA PARTE DI PARTITINI e di inghippi parlamentari c he non risolvono i problemi. Quelli che sono contrari alle sue proposte (che magari non si attueranno) mettano in campo proposte alternative! Non se ne sentono! E allora? Che fanno i vari 5 stelle divisi e tutti gli altri cespugli che sono cresciuti e pasciuti a destra e sinistra?

  2. Carla come si chiama dicognome?

  3. salvo scrive:

    Lapsus calami di cui chiedo scusa. Può servire a tutti,in particolare a Renzi ed…,ricordare che … .KBL3

  4. salvo scrive:

    Può servire a tutti,in particolare a Renzi ed ai renziani della carta piegata,che gli undici milioni di italiani (10.955,947) votanti il PD alle ultime politiche europee,da lui vantati e lanciati a fasi alterne nell’etere,sono in realtà una consistente minoranza rispetto ai 37 milioni circa – tra assenti e presenti alle urne – che NON hanno votato il PD.

  5. Antonio Palese scrive:

    Non basta una bella costituzione per tutelare i cittadini dalle vessazioni dei prepotenti costituiti in oligarchia. Il presidente della Repubblica e il ministro della Giustizia volsero il capo dall’altra parte quando gli furono denunciate le seguenti vicende: il Tribunale di Milano respinge la domanda di un lavoratore (10366/1998) ed accoglie identica domanda di altro lavoratore (6634/1999); la Corte di Cassazione “abroga” la legge 1108/1955 e applica una norma inesistente (15293/2001); dichiara che l’applicazione di una norma inesistente non costituisce errore di fatto, ma di diritto (6840/2004); accoglie la domanda di un lavoratore (6733/2001) e respinge identica domanda di altro lavoratore (13937/2002); dichiara “sorretta da una motivazione puntuale, completa e convincente” la sentenza della Corte d’Appello che aveva ritenuto “di condividere pienamente gli argomenti svolti dal tribunale di Milano” nella sentenza cassata “perché non sorretta da alcuna motivazione” (4499/2007).
    1993, prof. avv. Alberto Crespi: “In effetti stupisce che chi doveva vigilare non sia intervenuto. Nessuno si degnò di inarcare nemmeno uno dei sopraccigli. Certo di decisioni sbagliate sono lastricati i tribunali. Nel caso specifico, però, non si tratta di un errore, ma di giustizia letamaio. Devo escludere mancati interventi per ignoranza di legge. Nel merito anche uno studente del secondo anno di legge è in grado di rendersene conto”.
    2003, Michele Vietti, già sottosegretario alla Giustizia ed oggi v. presidente del CSM: “Chi vi parla ha fatto parte per tre anni della I Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura; quando è arrivato al Consiglio ha trovato nella sua stanza un migliaio di fascicoli pendenti a carico di magistrati siciliani, alcuni dei quali risalenti a lustri… casi eclatanti di inidoneità e di infermità mentale di magistrati non hanno portato alla destituzione… e quindi anche chi è affetto da gravi turbe mentali, e quindi è un pericolo per l’amministrazione della giustizia, rimane al suo posto”.
    Giulio Andreotti, più volte presidente del Consiglio, su Tangentopoli: “Va distinto l’arricchimento delle persone, da colpire senza pietà, dalle distorsioni di un sistema che era più o meno tollerato e conosciuto da tutto lo Stato”.
    Nel 2008, il Presidente del Consiglio Romano Prodi, contrariato per l’arresto del presidente del Consiglio della Regione Campania, Sandra Lonardo, moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella, dichiarava che il magistrato non deve perseguire “ogni disfunzione, ogni fenomeno di malcostume, di cattiva amministrazione o di devianza dai criteri di correttezza istituzionale.” Sulla vicenda interveniva il v.presidente del CSM, Nicola Mancino: “…il magistrato colpisce il singolo, e non può non farlo, ma se dalle indagini emergono problemi di malcostume e di un uso indiscriminato del potere, chi se ne deve far carico è la politica, sono i partiti. Personalmente però ritengo che questi siano troppo deboli per intervenire nell’immediato”.
    Il ministro delle Finanze Vincenzo Visco (Repubblica, 07.05.1997): “Il problema di evitare il rientro in servizio di servitori infedeli dello Stato è un problema reale… Al ministro non è riconosciuta facoltà di esercitare direttamente alcuna azione disciplinare, neppure quando ragioni di tutela dell’Amministrazione o dei cittadini sembrerebbero richiederlo con urgenza…”.
    L’ex ministro del Lavoro Gino Giugni (Repubblica, 09.09.1995): “Affittopoli, salvo i casi di autentico imbroglio, deve essere materia di inchiesta parlamentare, non giudiziaria. C’è stata mancanza, non inosservanza di regole… Dietro ad Affittopoli c’è un sistema deprecabile certo, ma ne è responsabile solo chi aveva il potere di cambiare le regole e non lo ha fatto”.
    Prescindendo dalla considerazione che la giustizia letamaio e l’uso indiscriminato del potere non dovrebbero essere esenti da sanzioni penali, il compito delle associazioni della società civile (e, quindi, di LEG) non può essere più quello della sterile manifestazione per la legalità o contro la mafia (come se i provvedimenti legislativi, esecutivi e giudiziari illegali fossero opera della mafia), ma quello di agire non contro la giustizia letamaio, le distorsioni del sistema, l’uso indiscriminato del potere, il sistema deprecabile, ma contro ogni singolo atto illegale dei pubblici poteri. Perché la persona di buon senso, in cuor suo, qualifica incompetente o criminale il pubblico ufficiale che vìola in modo grave e manifesto la legge e imbecille o criminale il ministro che difende l’operato di quel pubblico ufficiale; e ben comprende che i principali responsabili della estesa illegalità pubblica sono le alte cariche dello Stato, le quali, in spregio al giuramento di fedeltà, omettono di adoprarsi per abrogare le innumerevoli norme incostituzionali, secondo l’auspicio di Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea costituente: “L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore”; ed anzi ne emanano di continuo, al punto da far dire al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, oggi presidente del Senato: “Oggi sembra di assistere alla presenza di una rete criminale in cui c’è uno scambio di favori talmente complicato che non rientra nei nostri modelli giuridici, in particolare nel nostro modello di reato di corruzione”.

  6. grc scrive:

    “Negli altri paesi le Costituzioni garantiscono la stabilità dei governi. Negli altri paesi c’è sempre stato solo un governo per legislatura. Negli altri paesi i governi possono prendere delle decisioni, mentre nel nostro la Costituzione in vigore lo impedisce.”

    Ma davvero?

    Mi piacerebbe capire in che modo la costituzione di un qualsiasi paese europeo “garantisca” la stabilità di un governo. Forse con la “sfiducia costruttiva” presente in Germania? Ma la sfiducia costruttiva non ha affatto impedito che, ai tempi, un governo Kohl di centro-destra sostituisse il governo Schmidt di centro-sinistra.
    E non è mica vero che negli altri paesi c’è sempre solo un governo per legislatura: in Francia, per esempio, il governo è appena cambiato in seguito all’insuccesso del PS alle ultime elezioni europee.
    Io credo, invece, che la stabilità dipenda dal consenso che una maggioranza riesce ad ottenere nel paese, come sembra dimostrato anche dall’esempio francese.
    Credo che tutti noi ricordiamo dei governi durati per una intera legislatura, a parte un rimpasto a metà percorso: il governo Craxi del 1983, il governo Berlusconi del 2001 sono degli esempi che, per la verità, starebbero proprio a dimostrare la scarsa auspicabilità di governi stabili per il nostro paese. Poi ci sarebbero, andando indietro nel tempo, il governo De Gasperi del 1948 e il governo Moro del 1963.
    Ma a voler ben vedere, l’instabilità dei governi italiani è sempre stata molto più apparente che reale. Tra il 1948 e il 1992 sono stati ben pochi i casi in cui la maggioranza parlamentare che sosteneva il governo è cambiata nel corso della legislatura: mi sembra di ricordare il 1960 (due volte) e il 1973, e nessuna altra occasione.
    Quanto alle decisioni, non mi è chiarissimo quale sia l’articolo della Costituzione che impedisce al Parlamento di prendere delle decisioni. E d’altra parte mi sembra di ricordare che gli ultimi Parlamenti abbiano preso delle decisioni piuttosto importanti per il paese, sia nel bene che nel male. Ricordo l’ingresso nell’euro, le riforme della legge elettorale, la legge 40 sulla procreazione assistita, la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge Fornero e la legge Severino.
    Alcune (poche) di queste leggi sono state positive per il paese, altre (la maggioranza) molto negative, ma questa è la democrazia.
    Dirò di più: la Costituzione non ha nemmeno evitato di promulgare delle leggi contrarie ad essa, come la legge elettorale Calderoli o la legge 40. Quindi, come si vede, non è certo la Costituzione che ostacola il lavoro del legislatore, semmai è il legislatore che tende a non rispettare i principi costituzionali.

    Forse bisognerebbe confrontare gli slogan che quotidianamente ci vengono ammanniti dalla propaganda governativa e berlusconiana con la realtà dei fatti, di oggi e di ieri. E forse ci accorgeremmo che tanti di questi slogan non sono proprio parole di verità

  7. grc scrive:

    È sempre interessante osservare il comportamento dei pastrocchiani in servizio permanente effettivo, quando devono difendere l’operato del proprio governo.
    Fateci caso. da una parte utilizzano argomenti tipicamente berlusconiani, gli stessi cioè che utilizzava il nano grasso pelato e truffatore per difendere la cosiddetta riforma costituzionale del 2006:
    1) chi si oppone è un conservatore contrario a tutti i cambiamenti perché fautore di uno status quo che gli porta dei vantaggi
    2) chi propone i cambiamenti gode della fiducia e dell’approvazione della stragrande maggioranza della popolazione, come dimostrato dalle ultime elezioni (politiche per il nano, europee per lo scoutino)

    ma qui i pastrocchiani fanno un passo in avanti di ampiezza non trascurabile: citano i padri nobili del Partito. “Terracini non voleva il bicameralismo”, un ipse dixit da cui dovrebbe conseguire che il bicameralismo è un’anomalia da correggere quanto prima. Sarebbe interessante proporre a questi pastrocchiani in S.P.E. il discorso fatto da Togliatti in Parlamento in sede di discussione della legge truffa, e poi verificare la coerenza con il cosiddetto premio di maggioranza proposto dal loro capo attuale per la nuova legge elettorale.
    Ma sicuramente ci racconterebbero che le condizioni sono cambiate, che Togliatti – contrariamente a Terracini – era un servo di Stalin e dell’URSS e altre amenità del genere. Chissà perché i discorsi dei nostri maggiori funzionano sempre e solo quando servono a rafforzare le nostre debolissime argomentazioni, e mai in caso contrario.
    A proposito: negli interventi precedenti il mio, non ho letto nessun argomento razionale a favore dell’istituzione di Senato di comandati part-time, della riforma del Titolo V della Costituzione e della abolizione del Cnel. Voglio sperare che non sia per l’assoluta mancanza degli argomenti di cui sopra, anche se – sinceramente – io di questi argomenti non riesco proprio a trovarne.

    Il referendum bisogna assolutamente provare a farlo, ammesso che ce lo lascino fare, ma purtroppo ho anche io poche speranze.

  8. Dopo anni e anni di ‘ lavoro ai fianchi ‘ della democrazia ( grande e ancora non raggiunto ideale ) e della buona politica ( unica ‘ via ‘ per fare di una moltitudine anònima di esseri umani una ‘ comunità civica ‘ o ‘ popolo ‘ davvero sovrani ), non c’è da meravigliarsi che arrivino lettere amare come questa dell’ amico Montella. Il cui sfogo, naturalmente, è umanissimo e comprensibile, ma anche pieno di …umanissime contraddizioni.
    Sostenere, infatti, che un’ associazione delle nostre dimensioni possa, anzi, debba costituirsi in partito politico, in un contesto dove impera ormai la cultura del maggioritario, con le implicazioni ‘ anti-costituzionali ‘ che ben conosciamo, non solo non ha alcun fondamento logico ma suona davvero culturalmente e politicamente arrogante come tutto ciò che sa di aristocraticamente settario. Una vera e propria ‘ resa ‘ alla ineluttabilità della degenerazione oligarchica degli attuali partiti. Che, invece, Libertà e Giustizia deve continuare a ” spronare perché esercitino fino in fondo il loro ruolo di rappresentanti di valori, ideali e interessi legittimi “.
    Se Montella ( e l’ amico Carmine, che esprimeva lo stesso auspicio di ‘ impegno più incisivo ‘ ) credessero un po’ di più nella evoluzione democratica della cosiddetta ‘ società civile ‘, da un lato, e dello spazio ufficiale della politica ‘, dall’ altro, sono certo che si impegnerebbero di più per l’ incontro di questi due ‘ mondi ‘ egualmente in crisi. Perché la verità – amici carissimi che deridete o, comunque, guardate con tanta sufficienza l’ impegno di LeG e dei suoi soci e , contemporaneamente, la vorreste trasformare in partito – è proprio in questa irriducibile sfiducia nella possibilità che questi due mondi – il ‘ civile ‘ e il ‘ politico ‘ – tornino a comunicare ( o, se preferite, inizino a comunicare ) e ad arricchirsi reciprocamente. Nell’ unico modo che una cultura politica, autenticamente democratica, conosce : riconoscendo laicamente , cioè, i propri errori e i propri limiti anziché puntare – moralisticamente – il dito accusatorio contro gli errori e i limiti dell’ interlocutore.
    Libertà e Giustizia è nata per svolgere questa preziosa funzione di raccordo, di ricucitura, tra mondi che – finchè si divertiranno infantilmente ad individuare le ‘ pagliuzze ‘ altrui ignorando le proprie ‘ travi ‘ – ritarderanno inesorabilmente qualsiasi evoluzione democratica del nostro Paese. E a nulla – caro Gennaro e caro Carmine – varrà invocare scorciatoie non auspicabili come l’ assimilazione ‘ agli odiati partiti ‘ di una associazione che ‘ fa un altro mestiere ‘. E che lo fa piuttosto bene, evidentemente, se la ritenete in grado di prendere in mano addirittura il timone del Paese.
    C’è un estremo bisogno di spazi di ‘ discussione serena ‘ e di ‘ occasioni di approfondimento e di documentazione sui fatti fondamentali che stanno mettendo in crisi la nostra democrazia “. C’è, insomma, un estremo bisogno di ‘ questa ‘ Libertà e Giustizia ‘. Invocarne un’ altra non è segno di saggezza. E’ solo segno di ‘ zelotismo ‘ alla Grillo. E, alla luce dei risultati conseguiti da questo movimento, tanto infantile quanto poco ( o nulla ) democratico, direi che la soluzione anti-politica per la crisi della politica non è un esempio da seguire.
    Giovanni De Stefanis, Leg Napoli

  9. Immaginate il bar all’angolo di casa vostra dopo una partita della nazionale italiana. Tutti gli avventori ritengono di essere più bravi dell’allenatore e di conoscere le soluzioni per poter vincere la prossima volta.
    LeG a volte mi da questa impressione.
    Ci troviamo di fronte alla più grave crisi politico istituzionale della storia d’Italia, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Politici incapaci e incompetenti, che cambiano costituzioni e leggi ordinarie con l’avallo del partito presieduti da uno dei più potenti e diabolici politici di tutti i tempi: corruttore di giudici, evasore fiscale, amico di mafiosi e camorristi.
    Circa il 20% (e non il 40%) degli italiani vota per un personaggio mai eletto da nessuno, fidandosi delle sue spacconate.
    Il resto dell’Italia va per i fatti suoi, aziende piccole e grandi che chiudono quotidianamente, famiglie intere ridotte sul lastrico, le istituzioni allo sfascio, salvaguardando però prebende e pensioni dei politici e loro protetti.
    Gli altri partiti inesistenti ed inconsistenti per mancanza di uomini, idee, programmi.
    E LeG, che io ritenevo impropriamente una fucina di idee e uomini in grado di movimentare la vita politica italiana e ancora più impropriamente una possibilità offerta al paese per cambiarlo radicalmente in modo democratico che fa?
    Promuove la “Costituzione” , ritenendo che solo attraverso la sua conoscenza e diffusione l’Italia si salverà!
    (Alla “promozione” a Pescara hanno partecipato 120 studenti. Quante generazioni occorreranno per poter prendere coscienza di ciò che sta avvenendo nel paese?)
    I suoi iscritti parlano sui blog o facebook solo in terza persona, delegando alle future generazioni il compito di modificare questa situazione politica, evidentemente disillusi e resi non reattivi da questo schifo, o semplicemente per mancanza del coraggio civico che in altre occasioni avrebbe provocato una Rivoluzione pacifica e civile?
    Gente ormai senza speranza del futuro, che si lava la coscienza di aver votato il PD o SEL, partecipando alle manifestazioni indette nelle piazze italiane per sentire i soliti “fondatori” dire le stesse cose e ribadire in modo ossessivo: noi non costituiremo un partito. Salvo poi farsi eleggere con i voti di LeG (compreso il mio) come la Spinelli che alla fine fa anche finta di farsi venire le crisi di coscienza per accettare un posto al Parlamento Europeo, facendo fare una figura da perecottari a LeG, cosa che tutti aspettavano.
    Il blog dell’associazione è diventato il teatrino, con pochissimi spettatori, dei soliti noti che “professoreggiano” sulla politica italiana, ostentando cultura storica e politica, ma senza dire niente (mi viene in mente lo psicostoriografo – scienza inventata da Asimov nell’opera Trilogia della Fondazione – Seldon, che analizzando i discorsi dei politici ne deduce, ogni volta, che non avevano detto niente). Addirittura altri si ergono a segretari del professore Zagrebelsky, annunciando seri e incazzati che il prof. mai diventerà capo di un partito; denunciando così mancanza di interpretazione di ciò che avevo ipotizzato o sognato, cioè un nuovo partito.
    I circoli, compreso quello cui appartengo, sembrano Tea party (senza nessun riferimento a quelli neo-fascisti americani), dove si discute solo della “via maestra”, e poi al tempo delle elezioni si fa politica per far eleggere, come è successo in Abruzzo, il presidente pluriinquisito , dimentichi che la “via maestra” non è solo la Costituzione, ma anche la moralità che ogni giorno noi Cittadini dovremmo mettere nelle nostre scelte politiche.
    A questo punto ritengo di non poter ricevere niente che non abbia già dalla mia permanenza nell’associazione. E che le mie idee, in fondo, sono limitate dall’associazione stessa.
    Do quindi le mie dimissioni da LeG, augurandole di trovarla, prima o poi, questa “strada maestra” e che intanto che la si cerchi, l’Italia non sprofondi ancora di più nel nulla.

  10. Richard Ferreri scrive:

    Ragazzi e dai ! la nostra sovranità è bella che andata dall’11/11/2011 il vegliardo Napolitano ed i Mercenari Draghi e Monti al soldo dei Rotschild fecero carte false perché ciò accadesse e con il trattato di Lisbona rischiamo pure di essere attaccati dal resto d’Europa e dalla Nato se noi solo pensassimo di uscire dall’Europa o dall’Euro ,L’unica Condizione che ci rende ancora una NAZIONE LIBERA ED INDIPENDENTE E’ LA NOSTRA BELLISSIMA COSTITUZIONE , per questo che cercano in tutti i modi di disfarla ,a quel punto i loro giochi saranno fatti . ITALIANI USATE IL CERVELLO FOSSE SOLO PER QUESTA VOLTA !

  11. carmine scrive:

    Ormai è palese, la repubblica parlamentare è stata per lungo tempo in coma ed ora sta per morire. Al suo posto sta per nascere la repubblica dell’esecutivo in un quadro culturale incentrato su un pensiero unico e sull’indifferenza dalla massa. Libertà è giustizia non può stare a disertare dottamente chiusa nella sua torre d’avorio, deve essere trasformarsi in movimento e sviluppare azioni incisive nella vita sociale e politica del Paese, perchè lo esigono i tempi.

  12. carmine scrive:

    Ormai è palese, la repubblica parlamentare è stata per lungo tempo in coma ed ora sta per morire. Al suo posto sta per nascere la repubblica dell’esecutivo in un quadro culturale incentrato su un pensiero unico e sull’indifferenza dalla massa. Libertà è giustizia non può stare a disertare dottamente chiusa nella sua torre d’avorio, deve essere trasformarsi in movimento e sviluppare azioni incisive nella vita sociale e politica del Paese, perchè lo esiggono i tempi.