Cara Bonsanti, non parlo dei caimani ecco perché non sarò mai uno di voi

UNA persona che stimo come Sandra Bonsanti, su Repubblica Firenze di giovedì, pone alcuni interrogativi su mie “posizioni e atteggiamenti che non sono affatto chiari… e che possono far nascere malintesi”. Argomenti come le primarie aperte, il rinnovamento del Pd, la rottamazione, singole scelte del Governo Monti. Non può essere un articolo a dare la risposta a questioni così complesse. Peraltro in tutte le sedi, a partire dalla Leopolda, abbiamo spiegato come la richiesta di rinnovamento sia generale prima che generazionale e come le primarie libere e aperte siano oggi l’unico strumento per sottrarre scelta di leadership e parlamentari all’autoreferenzialità della classe dirigente. Mi scuserà Bonsanti se concentro la risposta soprattutto sul rapporto tra l’antiberlusconismo e la sinistra, che mi sembra peraltro il punto centrale del suo ragionamento.
“Non capisco quale sia il tuo atteggiamento nei confronti di Berlusconi candidato a guidare un nuovo governo”, scrive Bonsanti. Provo a dirlo con la franchezza e la libertà di chi non ama giri di parole. Silvio Berlusconi si è dimostrato uno straordinario uomo da campagna elettorale, riuscendo a vincere sfide che sembravano impossibili, anche grazie a una sinistra che attaccandolo in modo sguaiato gli ha consegnato una parte del Paese. Ha vinto persino quando ha perso, come nel 2006, complice una maggioranza – quella della presunta Unione – che dal giorno dopo si è disgregata in modo vergognoso. Berlusconi è “sceso in campo” nel 1994: i bambini di allora sono già maggiorenni: alla faccia della novità. Eppure la maggioranza degli italiani lo ha votato più volte. Lo rivoterebbero ancora, ci domandiamo noi sorpresi? La risposta è: sicuramente una parte sì. Ma non tutti, finalmente. E questa è la novità politica più interessante. C’è infatti una significativa fetta di italiani che è delusa dal fallimento dei governi del Cavaliere. Io non sono deluso dal governo di destra: non mi aspettavo infatti molto di più di quello che ha fatto e soprattutto di quello che non ha fatto. Non avevo fiducia in loro, non li ho votati, dunque hanno confermato le mie previsioni. Peccato.
Mi sarebbe piaciuto farmi sorprendere da un governo di avversari politici capaci di fare cose serie e concrete, nell’interesse dell’Italia. Perché io – come te, ne sono certo – faccio il tifo per l’Italia, sempre. Non solo quando gioca agli Europei. E se il Paese migliora non mi interessa se è merito dei miei avversari politici: mi va bene lo stesso. Il Paese, però, non è migliorato. E i primi a saperlo sono quelli che hanno votato Berlusconi e sono rimasti perplessi, delusi, traditi. Gente che sognava la rivoluzione liberale, l’abbattimento della burocrazia e della pressione fiscale, un paese più semplice e più bello: e che immaginava Berlusconi come l’uomo adatto a realizzarlo. A questi elettori – delusi dalla destra – guardo con rispetto.

Molti esponenti della sinistra li giudicano con disprezzo (Ma come? Parli con chi ha votato per Berlusconi? Punti all’elettorato che la volta scorsa ha scelto il centrodestra? Ma non ti vergogni?). Qualcuno mi accusa di intelligenza con il nemico perché ho più volte detto che voglio i voti di queste persone, giudicandoli fondamentale per tornare a vincere. Voglio convincerli a stare con noi, perché noi non li deluderemo. E voglio convincerli perché prendere il voto di chi l’altra volta non ti ha scelto significa realizzare un punto che vale doppio. Ma voglio convincerli, più banalmente, perché senza di loro non si vince. Lo dice la logica, lo dicono i numeri, lo dice la realtà. Quella realtà che una parte della sinistra ignora, sentendosi più al rifugio nel porto dell’ideologia che non nel mare aperto della quotidianità. Per convincere, e per vincere, dobbiamo dirci una verità che mi sembra semplice: l’antiberlusconismo non può essere il collante di una coalizione. Se ci mettiamo insieme tutti, contro Berlusconi, forse vinciamo le elezioni (forse) ma dopo non governiamo. Lo sforzo che ci è chiesto non è quello di rinunciare a un giudizio negativo sulla destra, ma provare a raccontare cosa vogliamo noi. Non sto a sinistra, insomma, perché parlo male di Berlusconi. Sto a sinistra perchè voglio parlar bene dell’Italia, perché voglio più giustizia sociale, perché sogno un maggiore rispetto del territorio, perché punto su un modello energetico diverso, perché credo nella cultura, perché voglio l’Europa dei popoli e non delle banche e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Dunque, non sarò mai tra quelli che si esercitano nell’attacco ad personam. Chi mi conosce sa che quando mi danno del berlusconino c’è solo da ridere. Non c’è diversità tra Berlusconi e il sottoscritto: c’è un’alterità totale che parte dall’idea di politica e arriva fino al conto corrente passando per le donne e per la religione. Ma non accetterò mai di diventare anch’io uno dei tanti che trova in Berlusconi il proprio alibi per non fare politica accontentandosi di un buon capro espiatorio. Davvero, cara Sandra, è solo Berlusconi il responsabile dello sfascio morale degli italiani? Della tv diseducativa? Delle difficoltà economiche degli italiani? Della crisi e del debito pubblico? Della mancata attenzione alla cultura e alla pubblica istruzione? Delle spaventose statistiche sulla disoccupazione giovanile? Del ritardo infrastrutturale? Certo, stiamo parlando dell’uomo che ha governato a lungo negli ultimi vent’anni, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma noi non abbiamo nulla da rimproverarci? Troppo facile è pensare di individuare un solo colpevole per mettere a tacere le responsabilità di una generazione intera di italiani che ha perso la sfida del futuro e oggi vorrebbe mettere noi, più giovani, nelle condizioni di rimpiangere solo il passato. Mentre il berlusconismo falliva alla prova del governo, l’antiberlusconismo falliva nel modello di opposizione. Non è un caso se quando Berlusconi è andato a casa, non ci sono state elezioni – come altrove in Europa – ma si è dovuto ricorrere alla supplenza tecnica del Governo Monti. Perché la classe dirigente della sinistra non era sufficientemente autorevole e credibile per governare. Alle primarie noi proveremo, con amministratori di tutta Italia, a cambiare questa sinistra per dare un futuro all’Italia.

La crisi è un problema, lo sappiamo: ma per come siamo fatti noi italiani è la più grande opportunità per fare davvero i cambiamenti necessari alla nostra comunità. Cara Sandra, so che molti dei tuoi amici e colleghi profondamente antiberlusconiani faticano a considerarmi uno di sinistra. Non basta loro lo sforzo sui servizi sociali e educativi del Comune, gli investimenti in cultura, la politica ambientale di stop al consumo del territorio e di pedonalizzazioni, l’abbassamento della pressione fiscale e l’Imu che qui si configura come una minipatrimoniale per la diversità che c’è tra prime e seconde case. No, non bastano i fatti. Vogliono le parole. Vogliono sentirmi parlare di caimani e di pericoli per la democrazia. Non lo farò mai. Non sarò anti qualcosa o qualcuno. E se questo vorrà dire non appartenere al vostro club, vorrà dire che non sarò mai uno di voi. Io parlo e parlerò delle famiglie che non arrivano alla fine del mese e dei ragazzi cui offrire un’opportunità. Delle cose concrete, quelle di tutti i giorni, quelle che un sindaco che sta nelle piazze e nelle strade, nei circoli e nelle scuole sa essere veramente necessarie. Sono fatto così. Non riesco a star bene nei salotti in cui molti di voi stanno, nel confortevole rifugio di intellettuali di professione, nella riserva degli antiberlusconiani per vocazione.

Un po’ vi invidio, perché se aveste ragione sarebbe tutto più semplice. Ma la storia di questi vent’anni ci insegna che non è andata come voi speravate. E se la vostra generazione ha raggiunto il paradosso di proclamare l’antiberlusconismo, regalandoci “a sua insaputa” vent’anni di berlusconismo, beh, sappiate che toccherà a noi rimediare. Non parleremo dalla mattina alla sera del Cavaliere di Arcore. Parleremo dell’Italia e dei suoi valori. Parleremo di una sinistra che sia capace di essere per qualcosa e non solo contro qualcuno. Parleremo di una generazione che non starà ad aspettare che sia troppo tardi. Lo faremo con il sorriso e l’entusiasmo di chi crede nel valore della politica come servizio e nella vocazione originale e originaria del Partito Democratico.

14 commenti

  • Non trasformiamo le prossime elezioni politiche nell’ennesimo referendum pro o contro Berlusconi.
    Perderemmo altri cinque anni di legislatura.
    Sarebbe come vincere la semifinale e poi, stremati e disuniti, perdere la finale del governo del paese.
    Berlusconi sarà uno dei tanti candidati premier e neppure il favorito.
    E poi perchè non combattere, con la stessa forza, contro la marmellata di corruzione ed interessi, di favori e di scambi, che invischia questo paese, da nord a sud, da ovest ad est e da Sinistra a Destra?

  • magari un giorno ci spiegherà come vuole fare a rimettere in carreggiata questo paese con qualche idea che fino ad oggi oltre agli inceneritori nei centri citta’ non ne ha mai detta una.

  • Caro Matteo, i mantra servono a poco in politica, almeno in quella che piace a noi.Serve l’onestà intellettuale e la passione almeno in democrazia.
    Vorrei ricordarti che prima della parola “rottamazione” ( n.b.: copyright Pippo Civati), abbiamo parlato di bisogno di rinnovamento della classe politica, di merito,di apertura, imputando responsabilità e correità con nomi e cognomi ( “senza se e senza ma”espressione a te cara) dell’intera classe politica di centrosinistra al costo di essere etichettata come antipolitica…già da qualche anno ( Rompiamo il Silenzio-febbraio 2009 e successivi).
    Esistono poi, nella Politica Buona, dei requisiti prepolitici e preamministrativi ( che vanno chiariti prima di arrivare alle buone pratiche “…sugli sforzi sui servizi sociali,abbassamento della pressione fiscale…”pratiche comunque comuni a tanti sindaci e amministratori di sinistra).
    Sono i principi Matteo, quelli che orientano non le parole , ma a partire dalle coscienze e dalle passioni formano un’agenda politica.
    Il nostro club è fatto di centinaia di persone ( p.s.: a Firenze e provincia abbiamo oltre 700 soci) che non hanno mai disdegnato le vie e le piazze delle città per informare, volantinare, raccogliere firme per difendere quei principi a noi tanto cari, minacciati e vilipesi da Berlusconi; è forse grazie anche all’impegno di questo “club” che nel giugno del 2006 milioni d’italiani dissero no al referendum che stravolgeva i principi a noi cari della Costituzione.
    Ma forse per te “…non c’erano pericoli per la democrazia”.
    Anche noi t’invidiamo, perché rispondere, o meglio non rispondere, come hai fatto nel merito alle varie domande di Sandra ti toglie un bel po’ di responsabilità.
    La politica per noi, quella buona, ci indica dove vogliamo andare, quale strada seguire e con chi percorreremo il cammino.

  • Parole assennate, finalmente una sinistra che esce dal luogo comune e pieno di alibi dell’Antiberlusconismo fine a se stesso. Parole sante, finalemente, da vero cambio generazionale del Centro Sinistra. Parole di programmazione, perchè tra le righe ci viene detto cosa dobbiamo pretendere dalla Politica quando va a governare. Avanti con i Renzi e le Serracchiani, a casa quelli che per venti anni non hanno saputo fare l’alternativa di questo Centro Destra arroccato ai poteri forti, che non ha saputo portare un minimo di novità e di liberalizzazione…vera! Se i Renzi e Serracchiani non potranno fare politica da protagonisti, allora una sola cosa il cittadino medio italiano deve auspicarsi: <>.

  • @ANDREA120750. evviva il nuovo, voglia iddio!!! Ma per cortesia ci dica dove e con chi andare, e attraverso quale strada; per quanto ci riguarda assegni in bianco li abbiamo già dati, adesso mai più, né a Renzi né a Serracchiani né a nessun altro

  • Caro Alessandro, certo che non si parla di assegni in bianco, perchè si ha la possibilità di rimandarli a casa, almeno così dice la “democrazia”. Però, alla fine della storia di questi ultimi 20 anni, di chi ti fideresti? Di qualcuno dei soliti noti che, per sua fortuna o dabbenaggine, sia stato fino ad ora in seconda linea, quindi non accusabile direttamente delle nefandezze della Casta? Se permetti un minimo di credibilità la si da sempre a chi non abbia potuto mettersi in vetrina per dimostrare cosa sappia fare! O no? Quindi a mio parere, fatto saldo il preambolo che debba dirci chiaro cosa vorrebbe fare, con chi lo farebbe e con quali aspettative di risultato si aspetta, diamogli credito poi, ripetro, si vedrà e lo si giudicherà. Tanto, con quello che ci hanno combinato dal ’90 ad oggi, peggio non potrebbero fare e…chissà!

  • Caro Andrea, ma perché non chiarisce questi punti in maniera inequivocabile? Proviamo a convocarlo in un pubblico incontro?

    P.s.: condivido in pieno che il tempo per i rottamandi è scaduto, finito.

  • Non mi straccio certamente le vesti perché nessuno, voglio dire Matteo Renzi, l’uomo della Ruota della Fortuna, non sarà uno di noi.
    Vorrei ricordargli che non è la “mia” generazione che ha regalato all’Italia 20 anni di Berlusconi, ma sono tutte le generazioni che hanno votato dal 1994 in poi, quindi anche la sua.
    Vorrei ricordargli che noi non parliamo dalla mattina del Cavaliere di Arcore, e non andiamo nemmeno ad Arcore a parlargli; noi parliamo di Costituzione, di diritti dei cittadini, e qualche volta parliamo anche di politica, magari non fermandoci al solo Partito Democratico, ma cercando di avere orizzonti più ampi.
    Certo fa piacere che l’uomo della Ruota della Fortuna parli e abbia intenzione di parlare ancora delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, ma sarebbe interessante sapere anche cosa sta facendo adesso, in concreto, per queste famiglie.
    O per le scuole, o per i giovani che non hanno opportunità.
    Poi, se non vuole entrare nel nostro Club, ce ne faremo una ragione.

  • Se ci troviamo in queste condizioni non ha fatto bene all’italia Berlusconi, ma certamente nemmeno i Dalema, i Veltroni, i Marini, I Betinotti, i Diliberto, i Vendola, ecc….. Di cosa si ha paura? Via con la rottamazione.

  • Mi pare che il sindaco Renzo abusi di uno strumento retorico, consistente nel presentare la posizione del proprio interlocutore in maniera tanto riduttiva da farla apparire sciocca. Davvero Renzi pensa che Libertà e Giustizia sia “antiberlusconiana” in quanto si riempie la bocca di slogan personalistici e di definizioni offensive (“caimano”)? Ritengo che l’attività svolta da LeG in questi ultimi dieci anni dimostri che l’opposizione praticata dalla nostra associzione non ha avuto come oggetto la persona di Berlusconi, bensì le caratteristiche della sua discesa in politica e del suo modo di intendere il governo del paese. E precisamente: la vendita di illusioni (ricorda? la ricchezza per tutti, la riduzione delle imposte, la crescita del paese), la spregiudicata gestione della cosa pubblica nell’interesse proprio e dei propri sodali, la guerra contro la magistratura, l’assenza di una politica economica degna di un paese moderno, la presenza di una politica estera indegna di un paese occidentale (ricorda? Putin, Gheddafi, il dittatore bielorusso), la tolleranza per le tentazioni razziste, l’icapacità di gestire il problema dell’immigrazione, il tentativo di stravolgere la Costituzione, il maschilismo esasperato, la subcultura alimentata sulle televisioni. Questi sono gli aspetti dell’era berlusconiana che LeG ha combattuto, e che continuerà a combattere, al di là di qualsiasi etichetta. E se il sindaco Renzi non ritiene che queste battaglie siano degne di essere combattute, non rimpiangeremo la sua assenza nella nostra associazione, che non è un club e tantomeno un salotto.

  • Rottamare!! Rottamare!!
    Non sono sempre d’accordo col sindaco di Firenze, ma mi pare sia l’unico in grado di sparigliare la situazione.
    Basta con Berlusconi, ma anche con D’Alema, Veltroni e i soliti che per 20 anni sono rimasti lì anche grazie a lui.

  • Ho letto l’articolo della Bonsanti e sinceramente mi sono arrabbiato. Le domande rivolte a Renzi, in relatà erano accuse; gli inviti a spiegare alcune sue posizioni, in realtà erano lezioni di moralità. Ciò che ho colto è una chiara ostilità della Bonsanti nei confronti di Renzi colpevole di non alzarsi ogni mattina pensando a come distruggere Berlusconi. Non mi sento troppo vicino a Renzi, ma questi attacchi che sta ricevendo dalla nomenclatura del PD (D’Alema e la Bindi in primis) e dall’ala più snob della sinistra (quella che ritiene di avere il pedigree dell’etica e della moralità), sono molto fastidiosi. Io vorrei capire da Renzi la sua idea di partito, come immagina l’architettura dello Stato, quale riforma elettorale preferisce e quale politiche delle alleanze intende portare avanti, se davvero ritiene che prima debbano venire i programmi e quale tasso di liberalismo questi debbano contenere. Alla Bonsanti, invece, interessa sentire il mantra quotidiano dell’antiberlusconismo. Mi pare che la risposta di Renzi sia appropriata nel merito e nei toni e spero veramente che da questo momento in poi anche LeG abbia un atteggiamento più rispettoso nei confronti del Sindaco di Firenze. In questo sito leggo spesso dell’esigenza di rinnovare la politica e di ricostruire un rapporto con i cittadini e Renzi, piaccia o no, sta provando a fare la sua parte contro una classe politica che non cede di un centimetro, che continua a garantirsi i suoi privilegi sottoponendoci al rischio di una deriva populista. Con persone che sono disposte a mettersi in gioco, che credono che i partiti siano contendibili e non di proprietà di qualcuno o in mano a capobastone che continuano a comandare senza mai mettersi in gioco, è giusto confrontarsi con rispetto.

  • Resto sempre stupito nel leggere determinate considerazioni, e a volte non riesco a trattenere un sorriso, per esempio quando Ruota-della-Fortuna-Renzi pone la domanda retorica: “cara Sandra… è solo Berlusconi responsabile della Tv diseducativa?” Nooo! Figuriamoci: Berlusconi è solo il tizio che possiede tre reti televisive e ha messo le sue persone a dirigere le altre tre. Ci sono senz’altro altri responsabili, dunque, vediamo un po’: chissà come mai che non me ne viene in mente nemmeno uno, solo qualche dipendente del leader dello schieramento avverso a quello del Ruota-della-Fortuna.
    Ma questa domanda è lo specchio di un problema estremamente serio, e cioè che il Sindaco non si è reso conto che il terreno fertile per vent’anni di Berlusconismo è stato creato non dalla generazione dei sessantenni, non dai politici inetti, ma dalle televisioni, dai programmi televisivi, dalla Ruota della Fortuna (a cui il Sindaco partecipò con tanto successo), da Ok il prezzo è giusto, da Casa Vianello: questi programmi hanno seminato il terreno e dato frutti ancor più rigogliosi per il caimano che non tutti i telegiornali taroccati che ha ammannito per anni alla popolazione.
    E sbaglia ancora il Sindaco quando dice che bisogna parlare con gli elettori di Berlusconi. Sbaglia, perché bisogna parlare agli italiani, non agli elettori di questo o di quel politico; sbaglia perché le elezioni del 2008 sono il passato e non tornano più: oggi la situazione è profondamente diversa, oggi le persone sono profondamente diverse da quelle di allora. Nello stilare un programma non bisogna chiedersi chi lo approverà o chi non lo approverà: è proprio l’errore fatto per tante, troppe volte dalla sinistra (o quasi) italiana. Preoccuparsi di non dispiacere a nessuno, preoccuparsi di dare un contentino a tutti. Non funziona così: il bene comune non è la somma dei desideri individuali.
    Ma non finisce qui: detto che Berlusconi, che ha governato per otto degli ultimi undici anni, non è il solo responsabile dei mali del paese, ecco che il giovin sindaco ritorna al tema che gli sta più caro: il conflitto generazionale. La colpa, signori miei, è di quella generazione di italiani che “ha perso la sfida del futuro”. Sinceramente: ne abbiamo abasta di queste fregnacce! Ce le raccontava già Adinolfi cinque anni fa, ed è finito a fare il video pokerista, anzi no: adesso è arrivato pure in Parlamento, pare. Beato lui.
    Adesso ci prova Matteo Renzi: chissà che dalla Ruota della Fortuna non riesca ad arrivare anche lui in Parlamento. Avanti c’è posto, e poi basta inventarsi due o tre frasi ad effetto e ripeterle come un mantra. Ce lo ha insegnato … Silvio Berlusconi!

  • Gli argomenti che pongono la signora Bonsanti ed il sindaco di Firenze Renzi, possono essere spiegati in poche parole o se vogliamo domante da porci secondo il mio punto di vista .Dopo decenni di attività in politica i vari D’alema, Weltroni , Rutelli, Bindi, Bossi , Maroni , Fini, Casini Gasparri, Alemanno ,Buttiglione, Berlusconi gli ultimi vent’anni del paese dei balocchi, cosa hanno proposto di concreto?? Per favore datemi una risposta ?’Avere contatto tutti i giorni con dei ragazzi anche tanti laureati , che non hanno santi in paradiso occupato da tutti , compreso amici e faccentieri che difendonol’indifendibile . Le proposte concrete a quando? Dico anche a vio di LeG ,QUANDO CI STACCHIAMO DAL SISTEMA E PROPONIAMO UN FUTURO PER I GIOVANI? QUANTI GIOVANI HANNO LA TESSERA LeG????’

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