Processare lo Stato infedele

Processare lo Stato infedele
2 agosto 1980, strage alla stazione di Bologna

Trentadue anni dopo si debbono rompere il silenzio e le ipocrisie che hanno coperto la verità, respingendola nelle zone più buie e inesplorabili dello Stato.
Trentadue anni dopo è il momento di dare alle cerimonie di ricordo il senso di una esigenza senza appello: vogliamo sapere e vogliamo giustizia. Su tutte le stragi che tra il 1969 e il 1993 hanno massacrato 154 persone e ne hanno ferite alcune migliaia. Vite stroncate d’un colpo, “di segreto in segreto, di deviazione in deviazione” come scrisse Norberto Bobbio, per fini ormai chiari a chi voglia sapere e ricordare.
Noi non ci rassegniamo. Vogliamo giustizia e vogliamo che la storia d’Italia racconti questa pagina drammatica senza ombre, senza cautele, senza “rispetto” per tutti i protagonisti, dai mandanti a chi sapeva e permise, ai depistatori, agli esecutori.
Non è troppo tardi e non può esistere su questa storia alcun diritto all’oblio.
Non si disse che era ormai tardi, quando si decise di cercare di stanare gli autori delle stragi naziste, svuotando gli armadi della vergogna. E ancora oggi una magistratura che non si rassegna insiste a cercare, denunciare, e processare.
Non dissero che era troppo tardi gli argentini che il 4 luglio scorso hanno condannato l’ottantasettenne ex dittatore Jorge Videla a 50 anni di carcere per il sequestro dei figli dei desaparecidos, in quell’efferato programma di “ristrutturazione nazionale” ideato dall’ammiraglio Massera, iscritto alla Loggia P2 di Licio Gelli.
Oggi è possibile anche in Italia non rassegnarsi: la disponibilità di una gran massa di documenti raccolti da varie magistrature rende doverose una nuova lettura e la ricerca di tutte le possibili correlazioni sulle verità indicibili.
Oggi è inevitabile scavare nella storia di quella guerra non ortodossa scatenata alla fine degli anni sessanta per controllare la democrazia italiana, indirizzandone la strada: quanti degli strumenti preparati allo scopo, quante delle formazioni create sugli avanzi di gruppi della Repubblica sociale e finanziate direttamente dallo Stato italiano perché diffondessero il terrore, operarono oltre ogni controllo politico e parlamentare?
Quanti sapevano e parteciparono alla strategia affidata a Gladio, alla P2, a Ordine Nuovo, all’Anello, alla mafia in Sicilia e nel continente?
Non è troppo tardi per scrivere fino in fondo la storia del 2 agosto 1980, degli 85 morti e dei 200 feriti alla stazione di Bologna.
Dopo trentadue anni si ha tutto il diritto di pensare che lo Stato occulto stia lavorando ancora oggi al servizio di chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani che ordinarono le stragi del ’92 e del ’93.
Dopo trentadue anni si ha tutto il diritto di pensare che la strategia non sia cambiata e le persone coinvolte e quelle che “sanno” forti di un eterno potere di ricatto, siano ancora al centro della vicenda politica italiana.
E’ stato detto che la vera “ragion di Stato” è fare chiarezza sui “delitti di Stato”, dello Stato infedele. Finché i misteri resteranno tali, sulla nostra democrazia graverà un’ombra pesante.
Chiediamo alle istituzioni, compresa la magistratura, di adoperarsi concretamente per rendere possibile questo obiettivo di civiltà e di giustizia.

Primi firmatari:
Gustavo Zagrebelsky – Presidente onorario di LeG
Sandra Bonsanti – Presidente di LeG
Gae Aulenti – garante di LeG
Giovanni Bachelet – garante di LeG
Umberto Eco – garante di LeG
Aldo Gandolfi – garante di LeG
Guido Rossi – garante di LeG
Salvatore Veca – garante di LeG
Paolo Bolognesi – Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione dei Bologna del 2 agosto 1980
Manlio Milani – Presidente Associazione dei caduti di Piazza della Loggia
Giovanna Maggiani Chelli – Presidente Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili
Gian Luca Luccarini – Presidente dell’Associazione familiari delle vittime degli eccidi nazifascisti di Grizzana-Marzabotto-Monzuno 1943-1944
Antonio Celardo – Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage sul treno rapido 904 del 23 dicembre 1984
Ilaria Moroni – Archivi della Memoria
Sergio Flamigni – scrittore
Ennio Di Francesco – già ufficiale dei Carabinieri e funzionario di pubblica sicurezza
Benedetta Tobagi – scrittrice
Don Luigi Ciotti – fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera
Nando dalla Chiesa – presidente onorario di Libera
Agnese Moro – figlia dello statista Aldo Moro
Mauro Volpi – costituzionalista, già membro del Csm
Claudio Nunziata – ex magistrato
Giuliano Turone – ex magistrato
Sergio Materia – ex magistrato
Pasquale Sibilia – ex magistrato
Barbara Spinelli – giornalista
Leonardo Coen – giornalista
Roberto Scardova – giornalista
Camillo Arcuri – giornalista
Daniele Biacchessi – giornalista
Tana de Zulueta – parlamentare
Filippo Di Robilant – presidenza LeG
Giunio Luzzatto – presidenza LeG
Stefano Pareglio – presidenza LeG
Simona Peverelli – presidenza LeG
Elisabetta Rubini – presidenza LeG
Ha aderito Articolo 21

Appello non attivo

168 commenti

  • sono nata credendo di vivere in uno stato democratico, ma nel corso del tempo mi sono accorta dell’illusione e del progressivo restringimento degli spazi di democrazia. Non posso però rassegnarmi.

  • Il vero e più grave problema dell’Italia non è la crisi economica, ma la sua profondissima crisi morale e culturale. Occorre che qualcuno (non saprei bene chi, al momento)) metta finalmente al centro della sua azione la rifondazione educativa e pedagogica del nostro paese. Ciò che più ferisce del nostro popolo (di una parte, almeno, di esso) non è solo l’ignoranza, la volgarità, la mancanza di senso dello Stato, la propensione all’evasione e alla corruzione, quanto la sensazione che tutto ciò cada nella generale indifferenza, se non addirittura, in un plauso sotteraneo e condiviso.
    Siamo tutti chiamati a questa opera di rifondazione, dalla scuola, alle istituzioni, alle famiglie, alla televisione, alla pubblicità, alla stampa, allo sport, ognuno ha le sue responsabilità, ma al tempo stesso i mezzi per poter reagire. Solo così potremo sperare di bonificare la fetida palude che nutre i segreti di Stato, i crimini impuniti, le mafie. Diversamente, saranno sempre e solo chiacchere retoriche, sforzi vani, frustrazioni continue.

  • Chiunque a qualsiasi titolo contribuisce a mantenere nascosta la verità su azioni criminali, anche se non vi ha partecipato personalmente, di fatto ne diventa complice.

  • Voglio vendetta contro questi assassini che pur di difendere un regime infame di privilegi, della ingiustizia fatta sistema, dei difensori degli avventurieri, dei ricchi evasori è disoposto a qualunque minaccia fascista o di imitazione squadrista.
    Voglio venddetta.

  • Per piacere i rappresentanti dello Stato la smettano di considerarci minus abentes, abbiamo diritto e vogliamo sapere sempre tutta la verità dal nostro governo

  • Solo un paese dove la maggioranza dei cittadini partecipa attivamente alla costruzione del bene comune diviene costituzionalmente immune da mafie, P2, poteri occulti, stragi di stato, corruzione dilagante, ….

  • la verita semplice è che lo stato repubblicano italiano è nato con la collusione mafiosa già dall’inizio nel 1945-46 dopo la 2 guerra mondiale, avendo il fascismo alle spalle , o in pancia, se preferite, come base della propria organizzazione istituzionale, e la monarchia parlamentare piemontese come input d’avvio e di supporto. Stato non nazionale, perchè dualistico, non democratico nella struttura, perché condizionato dall’autoritarismo fascista, e neppure integro moralmente perché condizionato dal malaffare mafioso e non solo. lo leggeremo sui libri di storia, dopo che la pagina sarà girata, per ora ci siamo ancora dentro fino al collo. ciao a tutti.

  • E’ un sogno per cui vale la pena vivere quello di uno Stato democratico. Forse non lo vedrò, ma non si può delegare a nessun altro se non a noi.

  • verita’ e giustiza anche e soprattutto a distanza di anni
    la storia, intanto, è stata scritta

  • Il senso dello Stato contro la “ragion di stato”. Essere fedeli Servitori dello Stato significa difendere Giustizia e Verità perché non c’è nulla che i Cittadini (=lo Stato) debbano non conoscere per “ragion di stato”

  • se bastava solo una raccolta di firme perchè ora e non ieri?
    in questo paese manca una guida seria e responsabile a cui
    fare riferimento, non solo per quello che è successo, ma anche per quello che sta accadento.

  • Ricordo ancora quando, a sette anni, mio padre ascoltò alla radio la notizia della bomba del 2 agosto a Bologna. Lo vidi sbiancare e piombare nel vuoto.
    Quello stesso vuoto me lo porto dentro anch’io da allora. E si è ingigantito fino alle stragi del ’92 e del ’93.
    Vivere in Italia, da allora, è stata per me un’angoscia e una vergogna .
    Un’angoscia e una vergogna – sempre crescenti di anno in anno e di decennio in decennio – dalle quali voglio essere liberato.

  • verità, e giustizia sono un DIRITTO!!! non dimentichiamoci MAI che lo stato siamo noi !!! è un DIRITTO di tutti i cittadini onesti vivi o morti, sapere se dentro il sistema ci sono topi che si mangiano i pezzi del nostro STATO…PER ELIMINARLI!!!!!

  • Abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli uno stato di diritto (karbonaro). Ad ora non é così, fino ai più alti vertici.

  • siamo in un momento storico le cui scelte comporteranno conseguenze epocali sul mondo dei ns figli. sarebbe bello sentrsi rappresentati da persone coraggiose, leali, pronte a metterci la faccia per porre la verità al primo posto. ma è purtroppo tutto così tremendamente opaco. ed io faccio una fatica immane a sentirmi rappresentato … e non ci riesco!

  • Provengo da una famiglia di persone oneste. Mi hanno insegnato che il rispetto delle regole e della verità è fondamantale per il vivere civile.
    E’ molto duro vivere in Italia dove tutto questo è un optional.

  • Uno dei principi fondamentali dell’individuo rispetto la società è non mentire, dunque chi sa parli.

  • Pingback: Stragi: Verità e giustizia per il Paese e per le vittime (come firmare

  • Che delusione un Presidente della Repubblica che, nel ventesimo anniversario di Via D’Amelio, assume un’iniziativa di fatto delegittimante verso i PM che coraggiosamente ricercano la verità…

  • Siamo riuscite a parlare di fascismo e Mussolini piuttosto rapidamente. Sarebbe ora di darsi da fare per scoprire i colpevoli e magari arrestarli!!!

  • Le tragiche vicende ricordate fanno parte della recente storia d’Italia così come si è venuta a configurare in base alla struttuta stessa dello Stato italiano. Da “questo Stato” sarà difficile avere avere la verità perchè ciò significherebbe mettere in discussione soprattutto la sua componente umana, che ha costruito una realtà lontana dalla Costituzione che avrebbe dovuta ispirarla.
    Ottenere la verità coinciderà con un cambio generazionale che al momento non si intravede.
    Ad ogni buon conto andiamo avanti!

  • Condivido la campagna di verità e chiarezza su tutte le vicende passate…..forse ci vuole gente diversa al parlamento….. tutti a casa ripartiamo dal basso dalla società civile e dal popolo che ogni giorno combatte per sopravvivere a questa povertà diffusa.

  • Impedire che in Nuovo Ordine Mondiale programmato dalla nuova ideologia turbocapitalista corroda e demolisca la sovranità nazionale dei singoli stati.
    Un cambiamento universale di mentalità e un Nuovo Mito contro l’ateismo morale e la piaggeria religiosa è quanto mai necessario. Solo la cultura ci saverà.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>