Tobagi, Colombo e le associazioni: autonomia reciproca

Autonomia reciproca: questo il concetto cardine attorno al quale ruota il primo incontro tra Benedetta Tobagi, Gherardo Colombo e le Associazioni che li hanno indicati al PD, per la loro nomina nel Cda della RAI.

“Noi – esordisce Roberto Natale della Fnsi – siamo tutti d’accordo per cambiare nettamente il metodo della partitocrazia, che pretende un controllo dei propri consiglieri. Voi rappresentate la vostra storia e la vostra credibilità e per noi questo è sufficiente”.
“Certo questo è solo l’inizio di un processo -  aggiunge Fulvio Fammoni (CGIL) – che dovrà continuare fino alla completa autonomia della Rai dalla partitocrazia. Dovranno entrare nelle trasmissioni le tante realtà attive del paese,  che non accetteremo  siano relegate in uno dei tanti canali analogici, perché le vogliamo sentire e vedere nei programmi dove si parla dell’Italia “.
“Se parliamo di mafia - dice il rappresentante di Libera – non possiamo sempre far vedere i morti ammazzati, ma iniziamo a mostrare  i tanti giovani che hanno reagito e quelli che lavorano nelle terre sottratte ai boss, non in modo “palloso”, ma magari costruendoci una bella storia per una fiction”.
“C’è una parte importante di cittadini attivi – dico al mio turno – che è stata completamente rimossa, quella che si batte per l’interesse generale. Questa opinione pubblica, data spesso per mancante, invece c’è, ma  deve entrare nella cronaca politica, anche se non appartiene ai partiti.
“Molti vorrebbero il fallimento di questo esperimento per poter dire che è impossibile cambiare  il vecchio metodo; mentre insieme siamo riusciti a concordare su due persone di qualità, facendo un’importante esperienza pubblica di ritorno alla priorità dell’interesse generale”.
Tante le denunce degli “addetti ai lavori” : come l’assurda chiusura di Rai International proprio quando Monti esorta ad alzare lo sguardo sull’Europa e sul mondo; il drastico ridimensionamento delle redazioni estere (Santo La Volpe), l’appiattimento della fiction su stereotipi per lo stesso pubblico, senza il coraggio di sperimentare per “creare” nuova audience, il brutale piano per snaturare Cinecittà ed altro.
Ma c’è spazio anche per proposte concrete: come la presentazione del palinsesto non solo ai pubblicitari, ma anche a chi paga il canone; nonché l’organizzazione in autunno di un incontro con tutti i consiglieri del Cda allargando la partecipazione alle altre associazioni interessate.
“Io vi ringrazio – fa Benedetta Tobagi concludendo l’incontro dopo aver ascoltato tutti e preso fogli di appunti –  della concretezza delle vostre testimonianze e proposte. Questa esperienza ci ha colti di sorpresa nel giro di un week end. Dovremo riflettere su tutto quello che oggi abbiamo condiviso e trovare il modo per continuare a confrontarci in modo più sistematico, pur nel rispetto dei nostri ruoli”.
“Condivido quanto ha detto Benedetta – aggiunge Gherardo Colombo – Anch’io  voglio ringraziarvi per quanto ci avete aiutato a capire con i vostri interventi. Ma soprattutto per aver posto l’accento sull’autonomia. Questo ci fa sentire ancor più responsabili e impegnati. Non è un compito facile quello che ci aspetta, ma sapere che ci state vicini, ci dà forza”

3 commenti

  • Allora che autonomia sia.
    Come è stata autonoma la direzione di questa associazione nella scelta dei candidati senza nessun coinvolgimento degli iscritti, nemmeno per quanto riguarda i criteri di scelta, non dico le persone.
    E che i nostri bravi consiglieri espressione della società civile si assumano tutta quanta la responsabilità dello stipendio assegnato al nuovo direttore generale, da pagarsi con i soldi nostri.
    E se il buon giorno si vede dal mattino, siamo a posto!

  • Cari Tobagi e Colombo.
    Non avete nulla da eccepire sullo stipendio del direttore genereale RAI? E sul fatto che sia stato assunto a tempo indeterminato?

    Vorrei sapere se avete votato a favore di questo scandaloso contratto.

    Cari di Libertà e Giustizia,
    voi non pensate di fare un appello contro questo stipendio che pare sia stato approvato con il voto di due rappresentanti della società civile?
    Saluti
    Gallini

  • Non è facile adeguare la gestione della RAI ai concetti di libertà,indipendeza e democrazia e cancellare ora finalmente ogni ricordo dell’E.I.A.R. alla cui logica di strumento di propaganda di partito è rimasta la RAI ancorata in questi sessant’anni di Repubblica sorretta da una Costituzione che tutti ci invidiano.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>