Ogni viltà convien che qui sia morta

Quello che determineranno le elezioni in Italia del 2013 non sarà un comune scenario di governo del nostro paese, come  ce ne sono stati a decine dagli anni ’50 in poi. Sarà per l’Italia un passaggio storico ( l’aggettivo più appropriato sarebbe epocale, ma…).
Chi riceverà il mandato dagli elettori dovrà gestire e ridisegnare prospettive e riferimenti politici e sociali più o meno del peso e del valore (politico e sociale) paragonabili a quelli che si trovarono sulle spalle i padri costituenti. Credo che per questo le elezioni del 2013 vadano prese terribilmente sul serio.
Vi arriverà un paese che ha visto svuotati i propri riferimenti di coesione sociale, le proprie certezze costruite con le fatiche ed i sacrifici di generazioni, alimentati troppo facilmente da illusioni create ad arte da chi poi, per interesse egoistico, ha deciso di far saltare il banco.
Un paese ( quasi) totalmente allucinato dal sistema di pensiero dominante negli ultimi trent’anni, il liberismo ed il mercatismo più sfrenato, della finanza regina del destino del pianeta e dei suoi abitanti.
Tutto questo sta lasciando sul terreno intere generazioni di cittadini, e soprattutto di cittadine, senza un minimo di futuro : le certezze e le reti di protezioni sociali sgretolate e annientate. Lavoro che non sarà davvero più un diritto, welfare ridotto ai minimi termini, istruzione pubblica sfibrata e totalmente inadeguata.
Questo sarà un paese al quale è stata tolta metà della sua anima.
Sarà essenziale quindi capire con chiarezza strategie e prospettive di chi si presenterà a queste elezioni epocali.
E non da meno sapere prima con chi intenderanno realizzarle.
Questo il palcoscenico sul quale si muoveranno gli attori.
L’attenzione che poniamo verso una precisa parte politica, il Pd, deriva da considerazioni storiche , sociali ed attuali.
In teoria, questo partito, dovrebbe rappresentare l’asse della coalizione di centrosinistra , che si propone di affermare una profonda critica verso il sistema liberista , affermando delle nuove coordinate politiche e sociali, che riportino al centro dell’agenda politica e culturale la dignità e la centralità del lavoro, della libertà e dell’eguaglianza, della giustizia sociale e di un’economia che ponga al centro il cittadino e non il consumatore indebitato; che crede ed opera per la difesa e la reale tutela del nostro paesaggio storico ed ambientale e per la difesa dei “beni comuni”.
In estrema sintesi dovrebbe ricollocare le stelle polari della nostro presente e del nostro futuro in quadranti molto distanti se non opposti rispetto a quelli che ci han condotto a questa apocalisse.
Occorre aver ben chiara la situazione.
Vorremmo allora chiedere al Pd, al Segretario Bersani e a tutta la direzione, da quale parte intendono stare, senza se e senza ma.
La ricorrente pratica di ammiccamenti tattici a parti politiche che nel corso degli ultimi 18 anni hanno condiviso con il “berlusconismo” la propria anima e le proprie agende politiche, producono solo repulsione e distacco empatico ( che si traduce in distacco elettorale). A poco valgono i richiami che Bersani ha fatto ad es. in occasione dell’incontro svoltosi lo scorso venerdì 29 con la nostra associazione a Milano, ad un’adunata democratica dei “progressisti e dei moderati”contro i fantasmi dell’estrema destra populista e reazionaria che si aggirano per l’Europa…
L’ emergenze più drammatica ,oggi e purtroppo anche domani, si chiama coesione sociale.
Le risposte che la politica potrà e dovrà indicare non ammettono alibi,che forse già odorano di opportunismo votato al mantenimento di sicure posizioni e rendite ( politiche e di potere), barattate con la condivisione delle ricette del “ma anche…”.
Ricordiamo poi le tante battaglie civili e democratiche, condotte per le vie e per le strade dell’Italia, in difesa della Costituzione nel 2005/2006 culminata con la straordinaria vittoria referendaria, contro le innumerevoli leggi liberticide o ad personam dei governi Berlusconi, per la difesa della dignità delle donne con Snoq,per i referendum contro il nucleare e l’acqua pubblica,per le strade di Milano, Napoli e Cagliari, per la difesa del lavoro e la condivisione delle battaglie della Fiom…ci hanno visto fianco a fianco di tanti cittadini, studenti, lavoratori le cui bandiere hanno sventolato assieme alle nostre.
E domani dovremmo rinnegare la condivisione di questi principi ? In ordine a cosa , Segretario Bersani ?
Forse queste elementari considerazioni potrebbero indurre ad una riflessione.
Diversamente vedo un Pd che in caso di abbraccio con “ i moderati”( Udc e terzo polo) perderà oltre metà dei suoi potenziali elettori, finendo subalterno ad una area di centrodestra, parallelamente a quanto è accaduto in Grecia nelle ultime elezione al Pasok.
Un maestro, Norberto Bobbio, ci dice : “La storia è una selva intricata,dove non vi è talora che un piccolo sentiero che conduce all’aperto. Nei momenti cruciali ci pone di fronte a dure alternative. O di qua o di là !”.

* Coordinatore LeG Toscana

2 commenti

  • Le prossime elezione saranno importanti ,si certo, come lo sono le elezioni sempre.Anche se i prossimi parlamentari dovranno guidare il paese fuori da questa crisi che sembra non finire mai,non credo che si possa parlare di alcuna nuova costituente,così come noi una costituente abbiamo avuto alla fine della seconda guerra mondiale.Una costituzione c’è , è pienamente valida ,contiene le norme di principio sulle quali regolare i rapporti fra i cittadini con senso di giustizia e di ragionevolezza adatti ad un paese civile .E’ il mancato rispetto del dettato costituzionale che ha prodotto la crisi nel paese ,lo ha lasciato preda di coloro che hanno spinto verso un mercato padrone incontrastato,dimenticando che nella costituzione l’impresa ha fini sociali.Con le parole di Monti :il mercato ha finalità sociali. .Se nel corso del tempo vi sono stati ,inevitabilmente,cambiamenti nella società,essi vanno governati con le normali leggi fatte da un parlamento che abbia la capacità di individuare ,nell’interesse generale del paese ,i meccanismi più adatti a far fronte ai problemi che ci si pongono d’innanzi.Questo non significa dover scrivere una nuova costituzione.Sicuramente sarà importante la scelta dei candidati al parlamento,dovranno eleggere il nuovo presidente della repubblica.per ciò che potrebbero essere le alleanze elettorali il Pd alleato di un ex alleato di Berlusconi lo vedo male.Troppo pochi sono i punti di convergenza fra gli elettori dei due soggetti politici.Molti non capirebbero.Da entrambe le parti .

  • Gli è che bisogna ricreare il tessuto connettivo del nostro paese, lacerato da vent’anni di demagogia pseudo liberista.
    Dico pseudo, perché in fondo in fondo, questi liberisti vogliono un mercato blindato per le loro aziende e ogni sempre reclamano l’istituzioni di dazi doganali nei confronti dello straniero che pretende di penetrare nei nostri mercati: liberisti sì, ma solo quando si tratta di licenziare, di ridurre gli emolumenti, di discriminare i dipendenti.
    Oggi la disgregazione sociale ha mutato ancora aspetto: è quella del si salvi chi può, di chi si aggrappa al posto di lavoro e di chi si lamenta perché “i privilegiati” non mollano il posto di lavoro, di chi si consola per essere tra gli esodati che non “corrono rischi” e di chi se la prende con i “privilegiati che non corrono rischi”.
    È la disgregazione del mettere le generazioni una contro l’altra, allegando i privilegi dei vecchi (posto fisso, pensione) che chiudono ogni prospettiva ai giovani. uno dei profeti di questa ideologia pseudo giovanilista è il buon Adinolfi, il pokerista da poco diventato deputato del pidì; stava addirittura nel programma che a suo tempo aveva presentato per candidarsi alla segreteria del partito.
    Ma il posto di lavoro non è un privilegio e pacta sunt servanda: chi non si vede togliere i diritti maturati non è un privilegiato, è un cittadino trattato in modo equo, invece che un suddito soggetto alla benevolenza del signore.

    Nel frattempo il governo dei progressisti alleati con i moderati (che ci sarebbe già, ma forse Bersani non se ne è accorto: è il governo Monti) opera una cosiddetta spending review che si traduce in tagli dei servizi (scuola e sanità) e tagli del personale e degli emolumenti: decimazione degli impiegati dello stato e sospensione della liquidazione. Revisione dei processi? Ma quando mai: è così semplice e molto più immediato risparmiare sulla pelle degli altri!
    È ora di stabilre qualche discriminante. Se l’obiettivo di un’alleanza tra progressisti e moderati è unicamente sbarrare la strada ai demagoghi della destra al prezzo di una macelleria sociale quale quella portata avanti dal Governo Monti, allora è arrivato il momento di dire un “NO” forte e chiaro. Noi non ci stiamo, e non ci staremo mai.
    Noi vogliamo ripristinare la coesione sociale di questo paese, noi vogliamo porre un termine alle guerre tra poveri, noi vogliamo ripristinare quel welfare che abbiamo pagato e stiamo pagando con le nostre tasse e i nostri contributi, noi vogliamo una scuola pubblica che sia formativa, noi vogliamo una sanità pubblica che sia un diritto dei cittadini e non il pozzo a cui attingere per le prebende dei privilegiati, quelli veri, quelli che stanno seduti nelle loro comode poltrone, nominati dalle segreterie dei partiti.
    Ci dica l’onorevole Bersani, se è quello che vuole anche lui, e cosa intende fare per realizzarlo.

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