Nomine Rai, nessuna lottizzazione

L’indicazione dei due consiglieri della Rai da parte di alcune associazioni è una diversa modalità di lottizzazione?
Secondo Di Pietro, Il Manifesto ed altri commentatori, sì.
Per me no.
Perché la lottizzazione c’è quando ognuno propone uno dei suoi e l’appartenenza diventa dominante rispetto alla competenza. Così, la ricerca esasperata di un equilibrio tra “lotti” finisce per lasciare del tutto in secondo piano le capacità degli indicati.
Al contrario, Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo non sono “soci” delle associazioni che li hanno scelti.
Né la discussione che ha condotto a questa decisione è stata condizionata dalla ricerca di equilibri di forze.
La priorità è andata invece ai criteri, alle qualità delle persone e alla loro capacità di mettersi a servizio dell’interesse generale di una Rai che dovrà diventare dei cittadini, come in molte nazioni d’Europa.
Tutto bene, quindi?  Certamente no, per ottenere un servizio pubblico indipendente la partecipazione va allargata e regolata; ma non si parte da zero, perché  proposte organiche e innovative ci sono da tempo (De Zulueta, Zaccaria ed altri).
Ma questa vicenda è stata comunque  un segnale importante di apertura per il PD che lo ha dato e per le associazioni che lo hanno colto, Un’occasione che ha fatto capire che decidere è difficile, ma se tutti hanno come priorità l’interesse generale, l’intesa si trova. E su donne e uomini di qualità.
Che sono molti, dentro e fuori dai partiti.

*Coordinatore del circolo romano di LeG

1 commento

  • Come dice Marnetto la cosa importante in questa vicenda è l’apertura del PD nei confronti di quella parte di società civile che stà fuori dei partiti ,che chiede ai partiti stessi di cambiare metodi di confronto con la società che li sostiene per permettere quel rinnovamento della classe politica di cui il paese tanto ha bisogno.Le elezione politiche lentamente ma inesorabilmente si avvicinano. Speriamo che questa collaborazione continui e che dia buoni frutti.

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