“Costituzione, solo i cittadini possono cambiarla”

La Costituzione non è una tavola sacra intoccabile. Ma neppure un testo che si possa modificare in modo incisivo senza coinvolgere i cittadini e senza salvaguardarne i fondamenti di garanzia della tenuta democratica. E’ questo il contenuto comune degli interventi dei costituzionalisti Paolo Caretti e Ugo De Siervo e dei vicepresidenti di Camera e Senato Rosy Bindi e Vannino Chiti che ieri hanno dialogato con la presidente di Libertà e Giustizia Sandra Bonsanti sull’ipotesi di riforma in attualmente discussione. Al centro del dibattito anche la proposta sul semipresidenzialismo lanciata dal Pdl. «Qui a Firenze siamo già pronti a raccogliere le firme», avverte Bonsanti, ma vorremmo che il Pd avesse una posizione chiara». Secondo De Siervo «la Costituzione può essere migliorata nel pieno rispetto delle procedure previste». Attenzione però a quello che si modifica: «Va bene ridurre il numero dei parlamentari, anche se solo del 20 per cento, ma perché rinunciare a far diventare uno dei rami del Parlamento la camera delle Regioni?». Quanto al semipresidenzialismo né De Siervo né Bindi hanno dubbi: «E’ solo un diversivo del Pdl per non votare la riforma elettorale».
Chiti assicura che questa non è e non sarà l’opzione del Pd: «O il Pdl ritira la proposta oppure non si può intervenire. Un cambiamento così radicale deve essere votato dai cittadini con un referendum. Mentre la riduzione dei parlamentari può essere fatta subito con una legge costituzionale». Bonsanti incalza i politici, chiede perché la classe dirigente continui a promuovere persone poco competenti e a sistemare ex sindaci o ex parlamentari nelle aziende pubbliche e nei consigli d’amministrazione: «Vogliamo che la politica torni ad essere una passione e non sia più una professione».

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