Libertà e Giustizia tra Epitteto e Machiavelli, tra Bersani e Renzi, e un po’ anche Zagrebelsky

Scegliere bene per il bene comune, in momenti (anni) di tempeste come quelle che stiamo attraversando, richiede doti che non appartengono a tutti.
A me pare che queste doti stiano abbandonando anche i pochi possessori tra coloro che hanno avuto questa possibilità di scelta per le sorti di tutti noi, nel corso degli ultimi trent’anni.
Lo scenario politico , economico e sociale che si delineerà nei prossimi mesi sarà storico, epocale, ma per davvero: per le nostre vite e per le generazioni future.
Storditi in una vertigine apocalittica , ricorriamo alla ricerca di punti d’approdo, di stelle polari al di sopra del muro di nubi sulla nostra testa e soprattutto sul nostro orizzonte.
E’ la saggezza del sapere antico, la filosofia degli antichi maestri che riesce a segnare queste certezze. Epitteto, nel suo “Manuale” divide la realtà tra ciò che è in nostro potere e ciò che non lo è .
Questo, credo, possa divenire un fondamentale insegnamento per tutti noi il ”day after” la fine delle tempeste che stiamo vivendo. A prescindere dalle macerie che potremo trovarci davanti.
Collochiamo allora la realtà che non è in nostro potere (al di fuori delle nostre volontà e delle nostre scelte…ciò che succede fuori dai nostri confini) da un’altra parte , concentrandoci invece su ciò che è in nostro potere, che riguarda e consegue unicamente dalle nostre scelte, non scelte e dal nostro impegno.
Il filosofo ci rammenta che è proprio questa dimensione che determinerà la qualità della nostra vita sociale e relazionale, in sostanza anche e soprattutto la vita della nostra “polis”.
Sarà la qualità della Politica che sapremo ricostruire a determinare il nostro futuro, perché come ci ha insegnato il nostro presidente emerito Gustavo Zagrebelsky la Politica non è altro ciò che ci indica “… in quale mondo vogliamo vivere, attraverso quale strada vogliamo arrivarci e con chi vogliamo percorrere questo cammino.”
Niente di più elementare.
Noi società civile, noi di Libertà e Giustizia, che nel corso almeno degli ultimi dieci anni ( assieme a tantissimi compagni di cammino), abbiamo gridato ovunque contro il disfacimento ed al mercimonio dei sacri (a noi) principi della Costituzione, lo svilimento della dialettica politica a baratto di rendite di potere garantite, il servile consenso elettorale scambiato per consacrazione che pone al di sopra di tutti i principi costituzionali, ripartiremo proprio da qui.
La Politica che vorremo, ed appoggeremo, dovrà indicarci con semplice chiarezza proprio quello che Gustavo Zagrebelsky ha definito “ Politica”.
Cosa sono le “..alleanze con i democratici ed i progressisti…” (Bersani ieri alla direzione nazionale del PD) od ad esempio cosa significa (“…il liberismo è di sinistra…” Renzi sempre ieri nell’intervista su “Il Foglio”).
Noi non siamo alla ricerca di etichette o di ideologie, ma di chi sia all’altezza di definire e perseguire una identità politica.
La buona politica deve tornare a parlare di fini, deve raccogliere le nostre passioni ed i nostri sentimenti, le nostre ragioni e deve dirci “…in quale mondo vivere…” (S. Veca).
Sono quindi i fini collettivi a lungo termine, e non negoziabili, che generano identità.
E’ questa identità che ci rende (in politica) diversi da altri.
Non pensi di trovare il nostro consenso alle primarie o alle prossime elezioni chiunque non sia in grado di dire pochi ma chiari ed inequivocabili “sì, sì o no, no…” identitari sui principi che riguardano i fondamentali della nostra Costituzione (Giovanni Ferrara “…perché le Costituzioni sono l’anima di un Popolo), sulle modalità di relazione e partecipazione dei cittadini ai momenti decisionali dei “partiti”, alla loro contendibilità, alla loro totale trasparenza.
Il tempo delle facili e remissive illusioni, delle deleghe fiduciarie in bianco, delle cooptazioni all’interno da parte di un mondo e di modalità che hanno prodotto una sfiducia nei propri confronti pari al 95% dei cittadini italiani, sono terminati.
Il reset deve essere totale e nel caso non scordiamo di “rottamare” il vecchio disco di back up.

* Coordinatore LeG Toscana


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