La Costituzione italiana: riformarla o attuarla?

11 giugno 2012
17:30 - 19:30

Città: Firenze
Luogo: Auditorium Istituto Niels Stensen
Indirizzo: Viale Don Minzoni 25/c

Politica e Società e Libertà e Giustizia organizzano un Convegno

Partecipano:
Rosy Bindi, Vice Presidente Camera dei Deputati
Sandra Bonsanti, Presidente “Libertà e Giustizia”
Paolo Caretti, Professore ordinario di Diritto Costituzionale
Vannino Chiti, Vice Presidente del Senato
Ugo De Siervo, Presidente emerito della Corte Costituzionale

Segreteria organizzativa Politica e Società: Marcella Mugelli 393.2871338 – associazione@politicaesocietà.it
Ufficio stampa: Tiziana Isitani 3295926354 – redazione@politicaesocieta.it – www.politicaesocieta.it

Leggi l’articolo di Rosy Bindi e Vannino Chiti sull’Avvenire

2 commenti

  • Mi auguro che, nell’occasione, la nostra presidente faccia ben presente a quei signori del pastrocchio che noi, il Popolo Italiano, non riconosciamo a questo Parlamento di nominati il diritto di modificare nemmeno una virgola della nostra costituzione.

    Nemmeno un voto a questa gentaglia!

  • Alla redazione di Libertà e Giustizia

    Mi auguro che nella situazione straordinaria creatasi Libertà e Giustizia faccia sentire forte e alta la sua voce contro il rischio di una Babele costituzionale che fa comodo solo a chi rischia di perdere il potere.

    Il fatto che il presidente della Repubblica parli apertamente di riforme costituzionali intendendo con queste la riforma di tipo semipresidenzialista alla francese sarebbe estremamente preoccupante se non si accompagnasse all’affermazione solenne che per questa riforma è ineludibile il ricorso diretto ai cittadini. O nella forma del referendum – che però non è obbligatorio a Costituzione vigente e non c’è dubbio che il 99% dei parlamentari opterà per la scelta disperata di approvare una qualsiasi riforma utile a salvare il potere- o nella forma della nomina di un nuovo Parlamento in cui i rappresentanti siano liberamente scelti e non designati dall’alto e che decida anche sui mutamenti costituzionali.
    Altrimenti non si tratta di emendare la Costituzione, ma di salvare il potere dei parlamentari e dei gruppi politici al potere ( il semipresidenzialismo oggi servirebbe per creare un “partito del presidente” ).

    Per poter quindi procedere a questo maxi emendamento ( semipresidenzialismo) bisognerebbe già emendare la costituzione. Per questo credo che la strada maestra sia quella delle elezioni politiche in cui preventivamente si propongono ai cittadini le alternative. Ma siamo sicuri che il vero obiettivo non sia quello di rimandare le elezioni politiche a dopo quelle presidenziali? Magari uno o due anni dopo , spread ed “Europa” permettendo?

    Fuori delle elezioni parlamentari entro la data prevista dalla legge c’è però solo la decomposizione di quella Costituzione che da più di un decennio hanno tentato invano di smontare, ma che oggi parecchi ex difensori hanno deciso di non difendere più.

    Umberto Baldocchi

    Lucca

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