Politica e corruzione. Un “vizio” tutto italiano

Si è concluso con la conferenza “Tangentopoli: un destino italiano?” il ciclo di sei incontri dedicati ad “Etica pubblica e pratica della politica”, promosso dal circolo vicentino-bassanese di Libertà e Giustizia. Nella biblioteca del liceo Brocchi, ospiti d’eccezione hanno dibattuto sul lascito di quei gravi episodi che, nei primi Anni ’90, sconvolsero l’Italia minando le fondamenta stesse della Repubblica. Moderatore dell’incontro il direttore del nostro Giornale, Ario Gervasutti, che ha dialogato con uno dei magistrati del pool di Mani pulite, Piercamillo Davigo, e con lo storico del diritto Aldo Schiavone. Tema centrale il difficile rapporto tra potere politico e magistratura, con le conseguenti ripercussioni sulla società e sulla cultura italiane. Il dubbio emerso è che, nonostante gli sforzi, il virus della corruzione affligga il nostro Paese per una sorta di specificità italiana, ovvero di una disposizione quasi fisiologica della nostra politica a non saper accettare e rispettare le regole. «Anche dopo la fine dell’inchiesta – ha ricordato Davigo – c’è stato il tentativo da parte del politico italiano di restaurare un sistema di illegalità diffuso al punto che anche l’uomo politico onesto ha cominciato ad essere percepito dai cittadini in modo contrario». Schiavone ha quindi insistito sull’urgenza di una generale riforma della politica che deve andare di pari passo con una rivalutazione dell’idea di “cittadinanza”. «Pilastri senza i quali – ha sottolineato – anche se la magistratura è sana non ci sarà scampo. Il compito della magistratura è dunque fondamentale, ma è ancora più decisiva un cambiamento nelle basi culturali della politica stessa». L’incontro si è concluso con una nota di Schiavone sulla crisi economica, dalla quale si potrà uscire solamente attraverso un processo di globalizzazione della democrazia e con una regolamentazione sovranazionale del capitalismo finanziario.

2 commenti

  • Ma perché non vi informate bene su chi è Aldo Schiavone, che gira l’Italia a parlare di come combattere la corruzione politica ecc. ??

    Lo sapete che è indagato per peculato per avere sperperato soldi pubblici nel suo SUM? Se non fosse protetto dai suoi amici di REPUBBLICA e company starebbe finalmente zitto.

    leggetevi una nota di Gad Lerner, uno dei pochi a parlare di questa faccenda:

    Mi è dispiaciuto quest’oggi non trovare nè su “La Repubblica” nè sul “Corriere della Sera” dei resoconti esaurienti sull’inchiesta per “Viaggi, lussi e cene. La bella vita a spese dello Stato” (cito da “La Stampa”, unico giornale a scriverne insieme a “Il Manifesto”), riguardante L’Istituto di studi umanistici di Firenze. Fra gli indagati compare il professor Aldo Schiavone, docente di Diritto romano e direttore dell’Istituto, prestigioso editorialista di sinistra e di recente coautore di un dialogo con Ernesto Galli Della Loggia, pubblicato da Einaudi. Comprendo l’imbarazzo, ma è stato difficile rintracciare la notizia nelle cronache locali. Se è vero, come risulta dalle imputazioni, che la pubblica amministrazione si è vista accollare note spese con 1500 voci irregolari per un importo totale di 3 milioni di euro, beh, non c’è prestigio intellettuale che tenga. Attendiamo maggiori dettagli pure dai docenti, fra i quali ci sono altre persone che stimo, firmatari di un documento in cui esprimono “piena fiducia nell’accertamento della verità”. Fra gli altri, Franco Cardini, Roberto Esposito, Nadia Fusini e lo stesso Ernesto Galli Della Loggia.”

    Anna Busetto Vicari

  • Perché non vi informate un po’ su chi è Schiavone? Che forse dovrebbe un po’ smetterla di andare in giro per l’Italia a parlare di come combattere malcostume corruzione?

    Lui è indagato, o almeno lo è stato, per peculato. Ha usato i soldi pubblici per i propri affari privati, fingenodli spese del SUM di Firenze. Se non fosse così protetto dagli amici di REPUBBLICA e company forse se ne starebbe un po’ a casa.

    Leggetevi questa nota su di lui di Gad Lerner

    Mi è dispiaciuto quest’oggi non trovare nè su “La Repubblica” nè sul “Corriere della Sera” dei resoconti esaurienti sull’inchiesta per “Viaggi, lussi e cene. La bella vita a spese dello Stato” (cito da “La Stampa”, unico giornale a scriverne insieme a “Il Manifesto”), riguardante L’Istituto di studi umanistici di Firenze. Fra gli indagati compare il professor Aldo Schiavone, docente di Diritto romano e direttore dell’Istituto, prestigioso editorialista di sinistra e di recente coautore di un dialogo con Ernesto Galli Della Loggia, pubblicato da Einaudi. Comprendo l’imbarazzo, ma è stato difficile rintracciare la notizia nelle cronache locali. Se è vero, come risulta dalle imputazioni, che la pubblica amministrazione si è vista accollare note spese con 1500 voci irregolari per un importo totale di 3 milioni di euro, beh, non c’è prestigio intellettuale che tenga. Attendiamo maggiori dettagli pure dai docenti, fra i quali ci sono altre persone che stimo, firmatari di un documento in cui esprimono “piena fiducia nell’accertamento della verità”. Fra gli altri, Franco Cardini, Roberto Esposito, Nadia Fusini e lo stesso Ernesto Galli Della Loggia.

    Mi è dispiaciuto quest’oggi non trovare nè su “La Repubblica” nè sul “Corriere della Sera” dei resoconti esaurienti sull’inchiesta per “Viaggi, lussi e cene. La bella vita a spese dello Stato” (cito da “La Stampa”, unico giornale a scriverne insieme a “Il Manifesto”), riguardante L’Istituto di studi umanistici di Firenze. Fra gli indagati compare il professor Aldo Schiavone, docente di Diritto romano e direttore dell’Istituto, prestigioso editorialista di sinistra e di recente coautore di un dialogo con Ernesto Galli Della Loggia, pubblicato da Einaudi. Comprendo l’imbarazzo, ma è stato difficile rintracciare la notizia nelle cronache locali. Se è vero, come risulta dalle imputazioni, che la pubblica amministrazione si è vista accollare note spese con 1500 voci irregolari per un importo totale di 3 milioni di euro, beh, non c’è prestigio intellettuale che tenga. Attendiamo maggiori dettagli pure dai docenti, fra i quali ci sono altre persone che stimo, firmatari di un documento in cui esprimono “piena fiducia nell’accertamento della verità”. Fra gli altri, Franco Cardini, Roberto Esposito, Nadia Fusini e lo stesso Ernesto Galli Della Loggia.

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