Ecco perché pagare l’Imu

Pagherò l’Imu (come milioni di altri italiani), entro la metà di giugno, disciplinatamente. Non posso dire di essere proprio felice, ma capisco la situazione drammatica nella quale ancora vive il paese, nonostante tutto. E questa
contestata tassa porterà ben 21 miliardi circa di euro nelle casse dello Stato e dei Comuni: un bel sollievo per il bilancio.
Voglio fare un ragionamento controcorrente, motivandolo. Credo che sia giusto pagare l’Imu, perché dappertutto nel mondo economicamente evoluto, in occidente (e non solo), esiste una forma di imposizione fiscale sulla proprietà immobiliare, prima casa compresa. Come ha detto nei giorni scorsi con efficace sintesi Giovanni Sabbatucci, storico alla ‘Sapienza’ di Roma e editorialista del ‘Messaggero’: ” Che si paghi una tassa sulla casa…non ci vedo nulla di male”.
Invece in Italia  c’è una corrente di pensiero e di opinione politica, che rifiuta la tassa, con motivazioni varie. La più comune viene proposta dal segretario Pdl Alfano, il quale – già in campagna elettorale – riecheggia lo slogan del suo caro leader Berlusconi “meno tasse per tutti”, e adesso promette impavido che “se a vincere sarà il fronte dei moderati…..prendo un impegno….nel 2013 l’Imu sulla prima casa verrà tolta di nuovo”. E perché? “La prima casa è un bene sacro. Questa tassa è quasi un sopruso dello Stato sulla vita del cittadino-contribuente”. Il
quale compra l’abitazione “con faticati risparmi”, già tassati (intervista ad “Avvenire”). Infatti Berlusconi abolì l’Ici sulla prima casa appena riprese possesso di palazzo Chigi nel 2008, dopo averlo promesso durante la campagna elettorale, per raccattare voti in ogni modo.
Adesso, rispettosi dei consigli spregiudicati del segretario Alfano, 50 sindaci lombardi Pdl,  giorni fa hanno organizzato una manifestazione di protesta a Monza, per chiedere a Monti di cancellare l’Imu, almeno per la prima casa.  Sembra proprio il momento giusto per  rivendicazioni di questo tipo! Siamo nel pieno di una
crisi finanziaria epocale, con paesi sull’orlo della bancarotta, con l’Italia che ha un debito pubblico mostruoso di quasi 2 mila miliardi di euro, eppure uomini politici al vertice dei partiti hanno ancora il coraggio di proporre ricette populistiche ingannevoli al grido: “Ai proprietari toglieremo la tassa sulla casa”. Inconcepibile e suicida.
Si può immaginare quale effetto producono tali propositi negli altri paesi e tra i governi e i cittadini nostri vicini (ai quali magari chiediamo anche di investire in titoli di Stato italiani), che pagano regolarmente le tasse sulla prima casa, acquistata, ovviamente, anche all’estero, con i “risparmi di una vita”, senza scendere in piazza. Perché è esattamente ciò che prescrivono le leggi dell’Europa e degli Usa.
In tempi recenti, in Italia, la prima autorità (in questa materia non bastano le  frettolose opinioni o i dati approssimativi) che ha ricordato con competenza questa semplice verità, è stato Ignazio Visco, il quale, in forma ufficiale, in un’audizione di fronte alla commissione Bilancio del Senato il 30 agosto dell’anno scorso (non
era ancora Governatore di Bankitalia, ma vicedirettore generale dell’istituto), affermò (Berlusconi governante) che “tra i principali paesi europei, l’Italia è caratterizzata da un’imposizione sulla proprietà immobiliare piuttosto bassa. Secondo i dati Ocse, in Italia il prelievo è stato in media pari a circa l’1,5 per cento del Pil l’anno tra il 2000 e il 2008 ( successivamente si è ridotto perché è stata eliminata l’Ici sulle prime abitazioni indipendentemente dai redditi)”.  Invece in Francia, per esempio, gli incassi si sono attestati sul 2 per cento del Pil l’anno, mentre nel Regno Unito e in Spagna sono stati di circa il 3 per cento. Concludeva l’estate scorsa Visco davanti ai deputati: “L’Italia è l’unico paese ad aver abolito completamente l’imposta sul possesso dell’abitazione principale””. Più chiaro di così…Un primato in Occidente, che si accompagna alla più alta evasione fiscale (insieme alla Grecia). Medesima opinione esprimeva (sempre nella sede ufficiale della commissione Finanze del Senato) a metà ottobre 2011 un altro qualificato rappresentante di Bankitalia, Daniele Franco, capo della ricerca economica: “L’esenzione dall’Ici delle abitazioni principali costituisce, nel confronto internazionale, un’anomalia del nostro ordinamento tributario”.
Questa era la situazione al tempo del governo Berlusconi. Poi è arrivato Monti, il quale, tra proteste e lamentele molto diffuse, ha….sanato “l’anomalia” e ha chiesto agli italiani di pagare l’Imu (commettendo però nell’applicazione della tassa anche qualche errore ed ingiustizia, tanto che si sta studiando come ‘alleggerirla’, dal 2013). Quindi, forse, quando l’Imu sarà a pieno regime, alla fine del 2012 e nei prossimi anni, il prelievo sulla casa potrà essere in linea con gli altri paesi Ocse.  D’altronde non c’erano alternative e non si poteva continuare con l’esenzione del passato: infatti ” la tassa si è resa necessaria per contribuire al risanamento dei conti pubblici….e sono state seguite le indicazioni che venivano da organismi internazionali, per i quali è un bene attuare uno spostamento del carico fiscale sul patrimonio e sui consumi” (sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, 3 maggio). E ancora, si ripeteva che “l’Italia era l’unico paese al mondo in cui il proprietario di un immobile non pagava l’imposta sull’immobile stesso” (Ceriani).
E va anche considerato che in Italia esiste un’altra “anomalia” nel settore: il catasto non è aggiornato e la legge delega di riforma è appena avviata e avrà tempi lunghi. Per cui, per esempio, a Roma accadrà che case di gran pregio situate in zone di prestigio, nel centro storico (in piazza di Spagna, piazza del Popolo, via della Croce) pagheranno zero Imu, perché ancora oggi classificate in categoria A5 o A4, come alloggi popolari, senza ascensore o bagno in ballattoio. Naturalmente le ristrutturazioni e migliorie non sono mai state denunciate agli uffici comunali. Così le classificazioni sono quelle risalenti al 1939 (con la rendita catastale non adeguata, migliaia di unità immobiliari non dovranno pagare nulla al fisco, per effetto delle detrazioni di legge).
Giova ora ricordare il tipo di imposizione in vigore all’estero e le modalità di pagamento della tassa. Guardiamo anzitutto al paese a noi vicino, la Grecia: da novembre 2011 esiste un tributo straordinario sugli immobili che viene richiesto insieme alla bolletta della luce. Quindi chi non paga l’imposta sulla casa si vede tagliare la corrente elettrica. E’ un deterrente piuttosto forte per contrastare l’evasione!
In Francia ci sono due imposte sulla casa, entrambe prelevate dallo Stato: la ‘taxe fonciere’ e la ‘taxe d’habitation’. L’ammontare delle due tasse per un appartamento , per esempio di 40 mq, nel centro di Parigi, è di circa 1400 euro l’anno. In Spagna esiste l’Ibi (impuesto sobre bienes immeubles), una tassa locale e corrisponde ad una percentuale tra 0,3 e 1,1 per cento del valore catastale. In Belgio c’è la ‘precompt immobilier’ (sempre sul valore catastale, dal 10% delle Fiandre, al 12% di Bruxelles). In Gran Bretagna esiste una tassa sugli immobili variabilesecondo il valore della casa, e copre i costi dei servizi municipali  (ritiro rifiuti, manutenzione strade) ed è piuttosto elevata: la ‘council tax’ a Londra può variare in media tra 1200 e 3000 euro per unità abitativa. Negli Stati Uniti c’è la ‘property tax’ che da Stato a Stato va da un minimo dello 0,2% al 4% del valore della casa.
Forse non è noto che perfino in Cina (in Cina!) si è avviato un programma di tassazione degli immobili: secondo una informazione diffusa dall’agenzia di stampa statale Xinhua news agency, l’imposta sulla casa (una specie di Ici ‘rossa’) in quel paese, si è fatta concreta un anno fa. Le prime tasse sono state infatti introdotte in due città, Shanghai e  Chongqing (Cina centrale, quattro milioni di abitanti): si tratta di una imposizione praticamente simbolica, molto  ridotta e che si applica solo a poche migliaia di abitazioni, per lo più seconde case, molto grandi o appartamenti di lusso, di proprietà di una sola famiglia. Ma il principio della tassazione ormai esiste anche per Pechino. Ecco: nella Cina postmaoista si sono rassegnati a pagare una quota sia pur modesta di proprietà, mentre a Roma….molti  fanno resistenza  e scendono  in piazza!

14 commenti

  • credo che il problema non sia se pagare o meno l’imu; credo che il problema sia perché pagare l’imu.
    per ridurre il deficit dell’anno 2012? per ridurre il debito dello stato? per garantire servizi alla cittadinanza?
    eliminerei subito l’ultima, dal momento che i servizi al cittadino stanno diminuendo anno dopo anno in quantità e in qualità. restano le prime due.
    ma se questa tassa deve venire incontro alle esigenze di riduzione di deficit o di debito, il cittadino che paga l’imu si chiede come mai sia tanto difficile in italia introdurre una tassa patrimoniale.
    la casa fa parte del patrimonio, non è tutto il patrimonio, per lo meno non per tutti.
    se il nostro sistema fiscale deve essere improntato a criteri di progressività, sarebbe bello vedere tassati i grandi patrimoni almeno lo 0,1% in più rispetto alla prima casa.

    al momento non è così: male. però fino a che non sarà così mi piacerebbe tanto che nessuno venisse a farmi delle prediche su quanto è bello e quanto è giusto pagare l’imu.
    tanto la paghiamo comunque.

  • Speriamo che questa tassa, se pur rivista, rimanga per sempre, perché quando si costruiscono case, si costruiscono poi strade, servizi pubblici ecc.. tutto questo ha un costo. Berlusconi avendo tolto l’ICi sulla prima casa ha fatto un danno enorme ai comuni e direttamente ed indirettamente ai cittadini, che purtroppo non si informano a sufficienza e parlano spesso per frasi fatte, populiste e prive di fondamento.
    Sono assolutamente d’accordo con Palladino, finalmente si parla anche dei doveri degli italiani che in questi ultimi 20 anni, dietro alle urla di Berlusconi e Bossi, sono stati messi a tacere e si è solo parlato di diritti.

  • Purtroppo i grandi patrimoni, che non sono immobili, sono difficilissimi o quasi impossibili da identificare. Conti correnti aperti da finte società che vanno a coprire l’evasore ricco, in un momento di emergenza come quello italiano non si poteva fare. Speriamo che finita l’emergenza si inizi a dare la caccia ai patrimoni mobili. L’immobile non si sposta per fortuna e se uno a 2 3 o più case o appartamenti è molto più facile identificarlo e tassargli il patrimonio. Attenzione a non semplificare troppo il discorso della tassa sui patrimoni, perché in Italia è una vera giungla… provare per credere.

  • Non capisco. I grandi patrimoni sono difficilmente rintracciabili, quindi è giusto non tassarli ed è invece giusto tassare le case perché, vivaddio, queste sono intestate correttamente ai proprietari?
    Io dico che questo non è un sistema corretto di tassazione, io dico che lo Stato deve essere in grado di ricostruire l’entità dei patrimoni e di tassarli di conseguenza.
    Questa si chiama equità fiscale, non certo tassare le proprietà di chi non può sfuggire.

    Mi piacerebbe anche che la predica di Francesco Palladino si estendesse alle Fondazioni Bancarie, che non pagano l’Imu perché non hanno fini di lucro.
    Sarebbe interessante sapere quale è il guadagno ricavato da chi abita la prima casa.

  • sono sconvolta dalle argomentazioni del sig Palladino che non so chi sia. fermo restando che ovviamente, e per l’ennesima volta, i cittadini onesti sono chiamati a salvare lo stato le affermazioni del sig Palladino meritano i seguenti commenti: 1) perchè lo stato lo debbono salvare sempre e soltanto i proprietari di case?; 2) ha un senso pagare le tasse sul reddito degli immobili e non sull’immobile che può non rendere nessun redditoe i cittadini onesti già lo pagano l’irpef ; 3) se proprio un’altra tassa si deve pagare sull’immobile è giusto che la paghi chi usa l’immobile e non chi lo possiede; 4) se serve come a Londra a pagare i servizi come la raccolta dei rifiuti bene, ma noi già la paghiamo con questo nome la tassa sui rifiuti e quindi l’IMU diventa un doppione della tassa rifiuti, 5) sempre se fosse giusto pagare l’IMU in assoluto bisogna poi vedere quale è l’entità della tassa e non dire che è giusta in assoluto. Faccio un esempio: ho un immobile affittato a 1000 E al mese. poichè il mio scaglione Irpef è il 43% sul reddito con l’IMU al valore attuale il complesso delle tasse arriva al 62 %. una tassazione complessiva al 62 % è una tassazione umana? chiedo al sig Palladino. tra l’altro esiste all’estero una tassazione al 2% solo sulla registrazione dei contratti? no è la risposta? vi consiglio di andare nei vari CAF in questi giorni e vedere che cosa stà determinando la vostra amata IMU. Mi dispiace che libertà e giustizia abbia pubblicato un simile articolo con tanto trionfalismo. non c’è nessun trionfalismo da fare. i vecchietti stanno tutti pensando a vendere le case o la nuda proprietà consentendo ai soliti di fare lauti affaroni.

  • Le tasse si devono pagare, è fuori di dubbio. Nel particolare l’IMU è ingiusta perchè non tiene conto della progressività del reddito ed è applicata per ora su valori catastali non uniformi (da anni si discute di applicare valori catastali riferiti ai vero valore commerciale dell’immobile). Ai cittadini poi è fatto carico di districarsi fra norme e regole contradditorie e faragginose per cui il pagamento è soggetto al dubbio di aver applicato la norma e non aver commesso errori. Se si correggessero tali contraddizioni forse non avremmo questo stillicidio di proteste.

  • L’Imu va pagata perché e’ una tassa dello stato e il governo Monti e’, ke piaccia o no, legittimo.
    Uno dei tanti problemi della Ns. Nazione e’ che si vuol discutere tutto e il contrario di tutto in modo spesso sterile, inutile e come in questo caso pretestuoso. L’ articolo in sostanza non e’ altro ke un attacco politico al PDL e ovviamente, strano ma vero, a Berlusconi. Penso che siamo in un momento in cui ci vuole buon senso anche da parte di Voi giornalisti che siete una parte importantissima della società. Se vuole criticare, attaccare il PDL lo faccia ma cosa c’entrano i motivi per pagare l’Imu ?

  • Certo che l’Imu va pagata perché è una tassa dello Stato, e di per sé è anche corretta: è giusto pagare le tasse sui beni posseduti.
    Però questo deve valere per tutti, mi spiego: se l’Imu è una tassa dello Stato, che insiste su dei beni posseduti, perché ci sono delle esenzioni? Esenzioni che non riguardano le condizioni economiche del possessore, che potrebbero essere anche accettabili: se tu hai una casa di proprietà e hai un reddito inferiore a “x”, allora sei esentato dal pagamento dell’Imu. Che potrebbe anche andare bene, fatti salvi i problemi rinvenienti dall’evasione fiscale. ma esentare le fondazioni bancarie e le scuole cattoliche, sinceramente, mi sembra un abuso e una colossale ingiustizia nei confronti dei cittadini onesti che pagano tutte le tasse.

    E questo è un primo punto.

    Perché, invece, e con buona pace di chi pensa il contrario, è giusto chiedersi il motivo per cui si paga una tassa?
    Innanzitutto perché noi siamo cittadini e non sudditi, e quindi dobbiamo conoscere i motivi che portano lo Stato a chiederci dei quattrini che (non dimentichiamocelo) sono nostri. E poi perché vediamo che i servizi che lo Stato ci eroga diminuiscono e peggiorano ogni giorno.
    Il Governo ci dice: per salvare l’Italia. Benissimo! Ma allora perché le fondazioni bancarie sono esentate da questa missione? Perché i grandi patrimoni sono esentati da questa missione?
    Parliamoci chiaro: alla missione di salvare la patria questo Governo ha chiamato i pensionati (e pensionandi) e i proprietari di appartamenti. E gli altri?

    Introdurre una nuova tassazione sugli immobili, per giunta ben maggiore di quella ante-nano, senza contemporaneamente introdurre una tassa patrimoniale equivale a imporre l’Irpef solo sui lavoratori dipendenti.
    Certamente è giusto pagare una tassa sul reddito, però occorre che la paghino tutti, e in proporzione al reddito accertato.

    E non valgono le scuse, care a qualcuno, che il reddito di imprenditori e liberi professionisti, commercianti e imprenditori è difficilmente accertabile: è preciso dovere dello Stato imporre il pagamento delle imposte a tutti ed accertare il reddito effettivo, facile o difficile che sia. Lo stesso vale per il patrimonio.
    E non valgono le scuse, care ad altri, che si è fatto qualcosa di contrario a quello che aveva fatto il nano grasso e pelato.
    Bisogna fare le cose giuste: Imu per tutti, senza esenzioni. E tassa patrimoniale.
    Mi spiace, ma è così, e non in un altro modo.

  • E’ giusto pagare l’IMU che si pagava in precedenza come ICI che in seguito era stata tagliata dal gov. Prodi e quindi cancellata, per un ulteriore regalo alle classi più agiate, dal gov.classista del cavaliere “unfit to lead”. Ho un figlio in Belgio che per l’acquisto della casa ha pagato tasse del 12.50% sull’ammontare del bene con possibilità di controllo da parte del comune di appartenenza e ora pagherà circa 1000 euro di IMU. Il problema in Italia è che questa tassa in questo momento incide su pensioni e stipendi tra i più bassi d’Europa e dove l’alta evasione fiscale nasconde una serie di percettori di reddito che usufruiranno di sconti non dovuti. E’ vero che in Inghilterra la tassa locale è alta ma la tassazione IRPEF è più bassa rispetto alla nostra e questo fa la differenza . Solo un controllo “feroce” dell’evasione fiscale potrà convincerci del fatto che “pagare le tasse è bellissimo”

  • Al di là del qualunquismo della spiegazione, Palladino non tiene in assoluto conto il fatto che gli italiani, almeno quelli onesti, per scelta od obbligo, paghino le tasse più alte d’Europa, così come il pagare l’IMU non vada minimamente ad incidere sul debito pubblico, ormai insostenibile, ma solo sugli interessi relativi. Inoltre che cosa significa che sia necessario pagare l’IMU perché nel mondo altri paghino tasse sulla casa? Se, per assurdo, si volessero suicidare, allora, per imitazione, lo dovremmo fare anche noi?

  • No, non è giusto pagare l’IMU, o per meglio dire non è giusto pagarla in questi termini perchè vengono paradossalmente messi sullo stesso piano il pensionato che vive nella sua casetta comprata a suon di sacrifici e il possidente di vari immobili, anche se la cifra da pagare sarà ovviamente differente. Sarebbe stato più equo introdurre una patrimoniale e stanare i grandi evasori senza limitarsi a occasionali blitz. A tutto ciò mi permetto di aggiungere la necessità inderogabile sui tagli alla politica: se hanno riformato la legge sulle pensioni in così breve tempo possono farlo anche per la casta.

  • E’ giusto che le tasse devono essere pagate,per consentire a uno stato di assicurare i servizi sociali a una nazione.Ma mi consenta sig.Palladino non si può prendere a paragone le nazioni in area euro a uso e piacimento.Che le devo dire che assicurare un’auto in Italia costa quanto un’IMU,uguale per un passaggio di proprietà e nn ne parliamo della vecchia tassa di circolazione(tassa di possesso ora la chiamano tassata come l’imu).Le conosce le tariffe della tassa per lo smaltimento di rifiuti in campania,vede potrei andare all’infinito.Ma la cosa più bella in questa nazione di tasse è che nn possono essere detratte dalla dichiarazione ,e diciamolo,vengono ritassate partendo dalla fascia minima del 23%.Ditele tutte le cose, tasse ritassate,arrivederci.

  • Una tassa sulla casa, anche sulla prima, mi sembra assolutamente normale. Oggi sarebbe meno cara se fosse stata lasciata l’ICI. Ma togliere una tassa fa aumentare l’indice di gradimento al momento delle elezioni. Poi se il comune non può affrontare le normali spese di manutenzione, pazienza.

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