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Berlusconi e la Costituzione

25 maggio 2012 - 20 Commenti »
La Presidenza di LeG

La Presidenza di Libertà e Giustizia di fronte alle ultime uscite comunica ai suoi soci quanto segue: la Costituzione e le sue riforme sono cose serie.

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20 interventi a “Berlusconi e la Costituzione”

  1. [...] Berlusconi e la Costituzione | Libertà e GiustiziaIn conferenza stampa Berlusconi e Alfano hanno lanciato la proposta dell' elezione diretta del Capo dello Stato. La risposta di LeG.www.libertaegiustizia.it/2012/05/…/berlusconi-e-la-costituzion… [...]

  2. Antonio scrive:

    La disperazione politica del Cavaliere, che ancora si ostina a proporre l’improponibile, ma lui sa per primo che il suo è solo un escamotage, un revival, in quanto l’uomo nel tempo ci ha abituato alle sue estemporaneità e nel momento di difficoltà propone tutto e il contrario di tutto, pur di galleggiare, per far passare la nuttata. Per quanto mi riguarda, la credibilità del cav. è sotto zero, non per partito preso, ma per vita politica vissuta per 20 anni sulla scena del bel paese, dove il degrado morale ed etico è sotto gli occhi di tutti. Il povero maggiordomo, ormai anchesso è allo sbando e non sa come ingraziarsi il suo capo e cerca di spararla grossa, non si rendono conto che sono alla frutta.

  3. Antonio Carastro scrive:

    Concordo sul giudizio di “irricevibilità” della proposta, per la preliminare considerazione dei tempi e dei modi con cui la proposta stessa viene fatta. Non può essere questo parlamento “delegittimato” – per usare un’espressione in voga nel centro-destra qualche anno fa – ad ipotecare il futuro della democrazia del nostro paese; mi sento di aderire, tuttavia, a quanto scrive oggi sul “Corriere” il prof. Sartori; il tempo per fare una legge elettorale a doppio turno ci sarebbe, e questo forse potrebbe essere una via d’uscita all’attuale pericolosissimo “stallo” istituzionale, anche alla luce del nuovo “appello” di Di Pietro e Vendola al PD di Bersani; mettiamo da parte le c.d. “primarie” e lasciamo che siano gli elettori, con il voto nel primo turno, a “selezionare” le direttive politiche e le leadership più convincenti, in modo maturo e trasparente; penso anch’io, comunque, che non sia più procrastinabile una mobilitazione su questi temi, il tempo stringe ed il più becero populismo al momento sembra prevalere…

  4. Antonio scrive:

    Spero davvero che il Pd non cada nella solita dabbenaggine dell’ “andare a vedere le carte”, come già qualche autorevole esponente ha detto. NO – NO E NO al semipresidenzialismo. A parte il fatto che non si può improvvisare una riforma del genere in pochi mesi, nell’Italia dello strapotere berlusconiano sui media l’elezione diretta del capo dello stato è improponibile. Come sempre da vent’anni a questa parte, Berlusconi ha un solo interesse: se stesso. Non c’è minima proposta o decisione da parte sua che sfugga a questo obiettivo. Ora è alla frutta – come dimostrano i risultati delle amministrative – e ha tirato fuori questa trovata. Come ha detto L&G, nessuno caschi nella trappola. Anzi, se il Pd iniziasse a mostrare segni di cedimento, si organizzi una grandissima MANIFESTAZIONE a difesa della Costituzione.

  5. nino labate scrive:

    ERRATA CORRIGE :”…LEGGE ELETTORALE DA DISCUTERE IN COMMISSIONE”. NINO LABATE

  6. SALVO scrive:

    TENTA DI TRASFERIRE IL BUNGA BUNGA DA ARCORE ALLA SALITA DEL QUIRINALE.

    INTANTO IL VENDITORE LANCIA L’OPA E COSTRINGE GLI ITALICI PIFFERI DALLA SCHIENA CURVA A FAR PARLARE DI SE. E il mondo assiste e se la spassa.

  7. nino labate scrive:

    Sono d’accordo: la Costituzione e le sue riforme sono cose serie. Per questo dobbimo risvegliare dal sonno il comitato “Salviamo la Costituzione”.
    Entro brevemente nel merito con alcune divagazioni.
    Ricordo che quando i ragazzini terminavano una partita di calcetto con una sonora sconfitta, tra le tante scuse per invalidare il risultato spesso si puntava il dito contro la regole di auto-arbitraggio stabilita per convenzione: occorreva un arbitro esterno autorevole e sopra le parti che prendesse in mano il gioco. Perché arbitrarlo da soli non era possibile: le discussioni, le punizioni inesistenti e la perdita di tempo erano troppe. Qualcuno ci cascava e ragionava sull’ idea. Ma era evidente che si trattava di un modo come un altro, per tentare di rimescolare le carte con la speranza di rifare la partita e ribaltare il risultato.
    Questi episodi mi sono tornati in mente quando ho saputo della proposta di Berlusconi sulla riforma del nostro Stato:”… il capo dello Stato sia eletto direttamente dal popolo”. In questo caso non si ha però da fare con ragazzini, almeno anagraficamente. La proposta era nell’aria e si supponeva da tempo. Ma il dado diventa ufficialmente tratto:abbiamo bisogno di un capo forte e centrale. Dopo la batosta alle elezioni amministrative, il gioco da bambini di quando si è in difficoltà, “…che porta partiti e gruppi a mercanteggiare fra loro ” – come dice Valerio Onida – per rimandare alle calende greche la legge elettorale già approvata in Commissione, ha dimostrato tutta la sua infantile e ingenua, ma nello stesso tempo dirompente forza populista. Degna di un Paese senza storia e cultura democratica, per venti anni e ancora oggi nelle mani di un proprietario di aziende che ha chiuso un suo ciclo padronale, ma che ha sempre creduto e ancora crede di aver da fare con un Paese di allocchi da governare. Il “do-ut-des” che avevamo previsto – io ti faccio cancellare il Porcellum solo se tu mi dai il presidenzialismo – si è così rivelato in tutta la sua banale novità irresponsabile. Cambiare la forma di Stato con epicentro il Parlamento , quella forma che abbiamo conosciuto in questi 60 anni grazie ai nostri Padri costituenti cattolici, liberali e socialisti, – come se si trattasse di una legge sulla tutela del carciofo nazionale – in cambio del doppio turno elettorale, diventa così più un gioco di rivalsa che una esigenza di modernizzazione e di più avanzata democrazia politica. Una rivalsa mascherata da riformismo per lasciare in fondo le cose come sono.
    Firmata per primo da Calderisi, un radicale eletto nel Pdl che si ispira a Pacciardi e a Giorgio Almirante, sicuramente a De Gaulle, forse a Giulio Cesare e a Napoleone pur dichiarandosi liberale, la proposta fa capire che quando si è a corto di idee le scorciatoie sembrano le strade più comode almeno per ritornare al centro del teatrino mediatico oggi in grande espansione. Ma forse c’è di più. Ed è il ricatto nascosto che si unisce ad un avvertimento! Non toccando il Porcellum, si manda infatti a dire ai parlamentari eletti nel Pdl, che il bandolo della matassa è sempre nelle mani del Fondatore , e chi vuole essere eletto – o ri-eletto – pur se sconfitto, deve passare dalle sue forche caudine; che correnti e correntine si diano una regolata.
    Nino Labate – Roma

  8. renatafranchi scrive:

    Senza pregiudizi ( anche ridicoli, se posso ) si vada veramente a vedere le carte.
    Il PD e molti costituzionalisti avevano scritto e parlato del doppio turno e di molte riforme come cosa buona e giusta : oggi ci si deve ripensare e trovare il male laddove ieri non c’era ?
    Suvvia un poco doi serietà nel laicamente ( è di moda scrivere laicamente ) parlare e giudicare il progetto.
    Stanare l’avversario che sino ad oggi non ha fatto nulla anche e soprattutto perchè il PD non ha mai proposto con capacità e voglia un cambiamento : sono passati 8 , otto anni dal porcellum e mi sapete indicare il progetto PD ?
    Otto anni sono pochi ? E nei due anni di governo Prodi ?
    Peraltro vittoria ottenuta con differenza di 28000 voti ed abbondante premio del porcellum !! Che il PD non voglia cambiare nulla ? RF

  9. Alfredo Laudiero scrive:

    vero, sono cose serie, ma mi sembra che il PD la veda in modo diverso.
    i giornali sono pieni di articoli ( a volte indicando i nomi di esponenti del PD a volta parlando di orientamenti in generale ) che “non escludono la possibilità di prendere in considerazione”, “non chiudono”, “chiedono dimostrazioni di serietà al PdL”, “rilanciano la proposta proponendo un processo in due stadi”, …
    mi rendo conto che i PD sono in parlamento e che si accordano, formulano leggi e votano e le persone dotate di senso no, ma le sollecitazioni alla responsabilità, le richieste di alzarsi e lasciare i bianchi vuoti mi sembrano del tutto fuori posto. in qualche modo sostengono l’idea che possano capire, invertire la rotta.. : del tutto irrealistico. è stato messo Violante a presidiare la questione delle riforme istituzionali! e di fronte alla rivoltante idea che Berlusconi possa diventare presidente della Repubblica nessuno che salti sulla sedia. è buffo, sembra che di fronte alla scelta di dire “in primo luogo via Berlusconi, poi si parla” è stato più esplicito Casini!
    l’unica possibilità di opposizione a questo scempio viene da fuori dei partiti attuali.

  10. palinuro scrive:

    Ora si attende solo che D’Alema (un nome a caso?) abbocchio all’amo.

  11. Fabio Viscardi scrive:

    L’uscita di Berlusconi è un patetico tentativo di riportare il PdL al centro della politica, naturalmente l’ex premier sa benissimo che non ci sarà più alcuna maggioranza parlamentare disposta a coagularsi sul suo nome e tenta la carta del voto popolare acquisito a suon di balle come solo lui sa fare. E’ sorprendente come il PD sia l’unico che abbia in qualche modo risposto a una simile proposta e ciò dimostra in che confusione si trova. Come cittadino inorridisco al pensiero che si posssa votare presidente chi ha insultato, screditato le istituzioni repubblicane, fatto ministri personaggi come previsti e brancher. Al peggio non c’è limite ma per noi la misura è colma.

  12. SALVO scrive:

    Ha lanciato l’amo. Attende i pesci. Qualche totano abbocca,qualche granchio,tra i famelici apparati partitocratici che ci campano,si acquatta.

  13. giulio scrive:

    Il primo provvedimento urgente e improcrastinabile è la riforma elettorale che tarda ad arrivare: Il presidenzialismo lasciamolo perdere, almeno per adesso. Se non si fa questo credo che vi sarà una marea di astensioni. E questa non è certamente una buona democrazia.
    gilbtg

  14. Davide Muratori scrive:

    Dopo il disastro delle ultime elezioni ,questo del pdl, sembra un disperato tentativo di riemergere dalle sabbie mobili nelle quali stà sprofondando e scomparendo.Gli altri partiti sembrano averlo capito,e tutti rifiutano di lanciargli una ciambella di salvataggio.Ma quello che più mi preoccupa ,è la proposta del pd per la riforma elettorale.Un doppio turno alla francese che ha come esito logico un sistema presidenziale.Vuoi vedere che dove non riesce il Berlusconi riesce il Bersani !

  15. michele scrive:

    Abbiamo avuto 20 anni per conoscere quali sono le qualità dell’onorevole Berlusconi, quali sono i suoi interessi e quali danni è in grado di fare all’Italia. Ora la sua creatività può essere interessante se fatta con ragazze a pagamento e nella sua villa, ma come è pensabile che gli Italiani gli diano ancora spazio perché lui si attivi per offirirsi come presidente della Republica Italiana? Ed i giornali e la Televesione come può dargli tanto spazio? Non ne possiamo più per favore staccate l’interruttore, siamo stanchi di questa corte dei miracoli fatta di incapaci e profittatori.

  16. Giovanni Marinelli scrive:

    E’ scandaloso che un uomo con un “curriculum” come quello del “Grande Pifferaio” proponga una revisione costitruzionale “ad personam” ! Ancora più scandaloso è che ancora trovi chiu gli da retta !

  17. Sergio Pozzato scrive:

    Proposta B.& A. Co. -elezione diretta del capo dello Stato= un misero colpo di teatro.
    Basta personalismi in Italia!

  18. Giorgio scrive:

    Le riforme costituzionali richiedono ampio dibattito anche quando i partiti, tutti d’accordo fino ad ieri, erano concordi nel trasformare La Repubblica parlamentare in una Repubblica del Presidente del Consiglio, anzi smaniavano – più di tutti i massimi esponenti del PD e perfino il Capo dello Stato – perché se ne affrettasse l’aprovazione e l’invio all’Aula. Poi, oggi Berlusconi rovescia il tavolo e chiede – sembra – l’elezione diretta non più di un Presidente del Consiglio inamovibile per 5 anni ma del Capo dello Stato. Orrore! Disappunto di D’Alema, preannunciato, che dalla Bicamerale in poi manifesta il suo complesso di coazione a ripetere che ha legato le mani all’opposizione per decenni.

  19. Giancarlo Nobile scrive:

    Sono trent’anni, dall’epoca craxiana, col suo decisionismo, che la nostra Costituzione è indicata come cosa inutile facilmente manipolabile, anzi forse non bisogno neanche cambiarla in quanto vi è la costituzione della prassi. Ora occorre dire basta a quest’andazzo che sta formando una distanza enorme tra i cittadini e la nostra Repubblica. Torniamo alla serietà che i padri costituenti seppero infondere in questa bella Costituzione il suo equilibrio tra i poteri, il suo dare dignità a tutti i cittadini, il suo costruire futuro.

  20. La serietà di un avversario va disarmata con il riso e il riso con la serietà. (Gorgia)