LeG Brescia: «Il confronto esca fuori dai partiti»

Libertà e Giustizia chiede che le primarie di coalizione nel centrosinistra ci siano, ma che non si riducano ad una pura e semplice contrapposizione tra partiti. Reduce dall’incontro con l’organizzatore della campagna elettorale per Pisapia Paolo Limonta, il circolo di Brescia ha steso un documento nel quale emerge chiara la richiesta di un cambio di metodo. «SAREBBE GRAVISSIMO non fare le primarie. Anzi, andranno fatte abbastanza presto», chiarisce la coordinatrice Gisella Bottoli. I candidati però, per L&G, dovranno confrontarsi «sui programmi, e non in base ad appartenenze partitiche». Finora infatti, spiega la portavoce, Del Bono è stato appoggiato dal Pd mentre Fenaroli, pur non candidato da Sel, viene visto come punto di riferimento per le forze alternative al Pd stesso. Tutto insomma, dice L&G, si sta riducendo ad un percorso imposto dall’alto. Il modello Pisapia invece ha vinto perché «il programma ha visto il grande e ricco apporto di gruppi, donne, comitati di quartiere, proprio in base alle loro esperienze e quindi ai bisogni delle diverse zone cittadine». Insomma va bene che si mettano sul tavolo alcuni punti di massima che tutti condividano, ma «l’elaborazione di un programma concreto deve avvenire con i gruppi di base. Chi vince le primarie dovrà battere con i sostenitori i quartieri, incontrando tutti quelli che già vi lavorano, chiedendo a tutti le loro esigenze». Come Milano «anche Brescia – si legge nel documento di L&G – è ricca di associazioni e comitati che a stretto contatto con il territorio da sempre raccolgono bisogni ed elaborano proposte. È dall’incontro con queste realtà che, secondo noi, dovrà nascere il programma del centrosinistra, per ritornare ad una Brescia solidale, accogliente, laica, rispettosa dei diritti dei cittadini tra cui anche quello fondamentale della salute, attenta alle tematiche di genere nell’ottica di una democrazia paritaria. Non con un programma calato dall’alto». Se è vero infatti che nell’ultima tornata elettorale si sono verificate sorprese in termini di risultati (dal Movimento Cinque Stelle al Pd che ha vinto anche dove non ha corso in coalizione), è vero anche – ricorda Bottoli – che la percentuale di astensionismo è stata elevata. «Questa, siamo convinti, può essere la strada per tornare a coinvolgere i tanti cittadini che, stanchi di non contare nulla e di vedere scelte già decise altrove – ricorda la nota – , possono ritrovare il senso di un’attiva partecipazione politica, consci che il governo di Brescia è cosa loro e non è più tempo di deleghe». Se questo sarà il percorso di partecipazione, il circolo di Libertà e Giustizia assicura che farà la sua parte «auspicando che altre associazioni della “società civile” facciano sentire la loro voce e valere la ricchezza del loro contributo».

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