Solidarietà ai circoli dell’Emilia e della Romagna

Cari Loredana, Edoardo, Derek e Marinella,

dopo la dura scossa di terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna,
vi siamo ancora più vicini.
E disponibili ad essere coinvolti in ciò che riterrete opportuno.

Con profonda solidarietà
Massimo Marnetto

Libertà e Giustizia di Roma

Alla solidarietà di Massimo si aggiunge quella di Sandra Bonsanti e di tutta LeG

Scrive in risposta Marinella Isacco, coordinatrice di LeG Ravenna:

A parte le ansie personali e tanto spavento,  penso che al momento le molte squadre di volontariato, la protezione civile e le istituzioni locali debbano avere modo di lavorare senza intralci.
Personalmente ho due motivi di grande scoramento e amarezza, motivi che ci riguardano e che potrebbero valere il nostro lavoro. Combattere contro la normativa che “scarica” sulle spalle del cittadino le spese relative ai disastri ambientali, appena approvata, il 17 maggio scorso.
E, grande dolore, gli operai morti durante il loro turno di lavoro, negli stabilimenti (turno di notte, di sabato, pochi a lavorare, per fortuna!). Ogni giorno muoiono sul lavoro tanti operai, tanti lavoratori, ora anche il terremoto ha sollevato incurie e pecche nella costruzione e allestimento di posti di lavoro. Sono molti altri i motivi di dolore, certo. Ma nel cuore al momento questi prevalgono.

Mi unisco a Massimo a Sandra nella solidarietà, mi rendo disponibile per qualsiasi iniziativa utile
un abbraccio
Marinella

1 commento

  • Conosciamo gli eventi e la fragilità del territorio che si evidenzia maggiormente nei cambiamenti climatici piu intensi ed in tempi ristretti, conosciamo le ciclicità dei terremoti, e le cause che li determinano, conosciamo il nostro presumibile futuro, non mi spiego perche lo stato non si fa carico delle problematiche future e abdica al principio di unità con questa legge approvata l’altro ieri, nonostante gli avvenimenti della Liguria, Toscana, Aquila, Calabria, Sicilia….la fragilita accentuata dal liberalismo sfrenato del profitto edile e l’evoluzione nella conservazione del territorio, ci dicono che non può sostenersi con assicurazioni individuali di fronte a calamità naturali e/o incurie provocate dall’avidità umana.
    Ciò non ostante la difficoltà del momento, in termini di disponibilità economiche dello stato, mi appare un’errore imperdonabile persistere su questa visione di soluzione dei problemi, anzicche agire su pianificazione con conoscenza dettagliata del territorio con mappe temporali degli eventi sul territorio, e l’approntare fondi per la conservazione e l’adeguamento di esso all’evoluzione climatica.
    E possibile coinvolgere anche assicurazioni private all’intervento post calamità, ma il costo dovrebbe essere assunto in prima persona dallo stato Italia, e valutati i pro e i contro, in termini di costi procedere verso questi salvaitalia, cosi impostate le cose si richiederebbe all’edilizia di costruire in base al territorio su cui si edifica, con buona pace dell’interesse nazionale.

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