LeG: Liste civiche per la legalità? Parliamone

Un Paese “disgraziato”. Si parte da una percezione diffusa: “Non si salva nessuno”. Destra, centro, sinistra. “La sensazione che coglie chiunque non abbia voglia e tempo di approfondire e cercare di distinguere fra questi e quelli, fra chi è più corrotto e chi lo è meno”. Un Paese bloccato, “disgraziato”, da salvare. Libertà e Giustizia apre il dibattito sulle “Liste civiche per la legalità”. Scrive Sandra Bonsanti, presidente dell’associazione: “Parliamone. Ma avendo chiare alcune cose: non saranno liste di Leg, che per statuto non è né deve apparire un partito”.

“La casa brucia”. Ancora la Bonsanti: “Certo, è possibile che aiuterebbero i partiti a cui fossero collegate, ma non aiuteranno quegli stessi partiti a rinnovarsi, a dire qualcosa di nuovo”. Anzi, il contrario: “la vecchia casta potrebbe chiudersi a riccio, tanto la società civile avrebbe le sue liste. Però la casa brucia e non si salva nessuno. E allora, chissà: se non si salva nessuno, tutti possono servire, soprattutto quelli che della legalità hanno fatto da sempre la loro ragione di vita”.

Qui il sito di Libertà e Giustizia. E qui l’editoriale di Eugenio Scalfari “La rabbia dei barbari”, del 13 maggio, in cui veniva avanzata la proposta, nel caso di mantenimento del Porcellum, di formare “una lista civica apparentata con il Pd e rappresentativa del principio di legalità, del cui recupero c’è urgente bisogno e che interpella la società civile prima ancora dei partiti politici”.

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