Diventa Socio
Invia questo articolo Stampa
La crisi della politica

Non si salva nessuno: liste civiche?

17 maggio 2012 - 25 Commenti »

Non si salva nessuno. E’ sicuramente la sensazione che coglie chiunque non abbia voglia e tempo di approfondire e cercare di distinguere fra questi e quelli, fra chi è più corrotto e chi lo è meno, chi ha rubato di più e chi forse ha solo assistito senza muovere un dito mentre altri rubavano. E ora? Da dove può ripartire questo disgraziato paese se nemmeno le elezioni con questa legge rappresentano il normale sbocco democratico? “Un doveroso atto di umiltà e sottomissione” chiede Leg nel documento sulla legge elettorale.  Ma sappiamo che non ci sarà.
Liste civiche per la legalità? Parliamone. Ma avendo chiare alcune cose: non saranno liste di Leg, che per statuto non è né deve apparire un partito. Certo, è possibile che aiutererebbero i partiti a cui fossero collegate , ma non aiuteranno quegli stessi partiti a rinnovarsi, a dire qualcosa di nuovo. Anzi, semmai  il contrario: la vecchia casta potrebbe chiudersi a riccio, tanto la società civile avrebbe le sue liste.
Però la casa brucia e non si salva nessuno. E allora, chissà… se non si salva nessuno, tutti possono servire, soprattutto quelli che della legalità  hanno fatto da sempre la loro ragione di vita.

25 interventi a “Non si salva nessuno: liste civiche?”

  1. Antonio scrive:

    Forse ai tempi di “mani pulite”, la classe politica, indebolita come è peggio di oggi, reagì diversamente, alle inchieste della Magistratura. Oggi, con l’avvento di B. le cose sono diverse, in quanto costui ha paralizzato il Parlamento facendosi approvare leggi ad personam e con il tacito assenso della sinistra è arrivato a un punto tale di tracotanza, vedi in ultimo di tempo il Dl sulla corruzione, per rendersi conto, che l’Italia è a un punto di non ritorno. La casta non vuole fare le riforme, perchè sa, che altri con libere elezioni prenderebbero il loro posto e allora lasciano che tutto rimane come prima “porcellum” compreso. Per far desistere questa casta, l’unica cosa è di scendere in piazza, pacificamente e protestare contro i dinosauri della politica.

  2. Bertolin Rosetta scrive:

    E’ certo che, se i partiti non sono in grado di dare nessun segnale di rinnovamento di fronte allo sfacelo a cui assistiamo in questi giorni, non si salveranno alle elezioni.
    Sono d’accordo per liste civiche per la legalità. Eviterei di collegarle ai partiti, al massimo si può dare una indicazione di area.
    E ben venga anche un rinnovamento della classe politica e dei modi di fare politica.
    Da curare soprattutto il programma e fare attenzione a non lasciar entrare gli infiltrati, quelli sempre pronti a cavalcare qualsiasi occasione pur di procurarsi un posto a tavola.

  3. Basandomi su quanto ho già esposto in questo forum il 18 u.s., non posso che condividere in pieno quanto scritto da Luciano De Chigi: discutere di teoria politica e fare analisi politica è certo bello, interessante ed utile, ma se c’è qualcosa di concreto da fare, bisogna farlo e non parlarne solamente.

  4. Luciano De Chigi scrive:

    Applichiamo a LeG la democrazia diretta con un referendum in rete fra gli iscritti per una modifica dello Statuto che le permetta di diventare partito o di sostenere partiti e/o liste civiche. A che serve discutere di politica organizzare scuole di politica se poi ci si impedisce di farla. Riorganizziamo LeG in due settori: uno di discussione, ricerca e formulazione di proposte politiche precise, con costante referendum in rete, ed uno di organizzazione (partito) che trovi le persone disposte a sostenere in parlamento e negli altri organi elettivi i risultati raggiunti dal democratico confronto nel primo settore, dandosi tutte quelle regole che gli altri partiti rifiutano. Tento un elenco :
    -Rapporto di mandato nei confronti del primo settore con obbligo di dimissioni se richieste (modifica dell’art.67 della Costituzione).
    -Divieto di rielezione oltre il secondo mandato, a qualunque livello;
    -Rigoroso criterio nelle candidature del 50% fra maschi e femmine;
    -Regola dell’estrazione a sorte per il 90% dei candidati con rispetto del punto precedente;
    -Esclusione di ogni possibile conflitto di interessi
    -In sostanza carica politica come contributo da dare alla comunità e non come via per ottenere privilegi ai quali poi nessuno vuole più rinunciare.
    Nell’ultimo suo discorso, che ho potuto ascoltare, Gustavo Zagrebelski ha giustamente fatto osservare che le rivoluzioni non possono venire che dal basso. E’ quindi inutile fare la predica ai partiti perché cambino, quando i partiti esistenti sono fatti appunto da quegli uomini che pensano a tutto meno che ad andarsene, che hanno fatto della politica il loro mestiere, che hanno costruito i privilegi della casta a cui appartengono e non conoscono quindi altre logiche oltre a quelle che hanno applicato finora. Perchè le cose cambino occorrono uomini nuovi e nuovi modi di fare politica. Bisogna offrire agli elettori, che non vanno più a votare, o votano turandosi il naso per il meno peggio, o esprimono col movimento Cinque Stelle un voto di protesta, una seria e precisa alternativa. Quella che si indica come “Società Civile” deve esprimersi fondando un nuovo partito con tutte quelle regole che gli altri partiti rifiutano. Altrimenti dovremo subire ancora una volta una rivoluzione cruenta con tutte le folli conseguenze.

  5. bruno vacca scrive:

    Scordavo. non sono d’accordo a fare apparentamenti e tantomeno con il PD che rappresenta anch’egli la casta immobile e chiusa, autoreferenziale e lontana dai problemi reali del nostro Paese.

  6. bruno vacca scrive:

    Liste civiche per la legalità?
    Insomma, qualcosa bisogna fare. Leg non può farle ma anche Leg ha il dovere e il diritto di contribuire a dare una mano per organizzare nuove forme di mobiltazione civile per chi ( e siamo tanti) non si riconosce nei partiti attuali.
    Altrimenti l’unica alternativa non alternativa veramente rischia di restare solo il movimento 5 stelle.
    Bruno Vacca
    Presidente Terra di Lavoro per la Legalità

  7. [...] Qui il sito di Libertà e Giustizia. E qui l’editoriale di Eugenio Scalfari “La rabbia dei barbari”, del 13 maggio, in cui veniva avanzata la proposta, nel caso di mantenimento del Porcellum, di formare “una lista civica apparentata con il Pd e rappresentativa del principio di legalità, del cui recupero c’è urgente bisogno e che interpella la società civile prima ancora dei partiti politici”. [...]

  8. g.r.c. tessera lg 4706 scrive:

    Io non voglio certo paragonare Bersani ad Alfano, e ci mancherebbe altro.
    Però, sinceramente, io da Bersani e dal partito democratico non mi sento rappresentato manco per niente. Vogliamo parlare della legge elettorale proposta da Violante, o della riforma delle pensioni, o della patrimoniale che non c’è, o della riforma della Rai che non c’è, o dell’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, o di quel grandissimo imbroglio della Tav in Val di Susa che poi si riduce ad una galleria?
    Vogliamo parlare della legge 40 che ci mette ai margini dell’Europa rispetto alle problematiche della procreazione assistita?
    Vogliamo parlare di conflitto di interessi, di scuola privata, di tassazione delle rendite finanziarie?
    Che cosa ha fatto, fino ad oggi, il pidì per queste cose?
    Ha approvato la bastonata ai pensionati e pensionandi.
    The rest is silence.
    Scusate se non mi fido di voi, ma qualche ragione, ammettetelo, ce l’ho.

  9. Arrivati al punto di quasi generale indecenza politica mi permetto di fissare alcune idee che a me sembrano importanti in questo momento così critico per tutti noi cittadini :
    1) Un ragionamento quasi vicino al QUALUNQUISMO è quello di impastare tutti i partiti nella stessa melma putrida in cui essi guazzano allegramente.
    2)Non tutti i partiti si immergono nella corruzione e nel populismo con la disinvoltura che noi sappiamo. Pur con i loro difetti ne possiamo salvare almeno tre in ordine di merito:a) Pd ,SEL, UDC.
    b)Parlerò solo del PD anche perché quello che mi sta più a cuore:il suo leader BERSANI sta lavorando con un certo successo e ha migliorato in decisione ,nelle proposte,ed in lungimiranza.Vi sembra poco?Perché non distinguerlo dal leader del PDL Alfano (in realtà segretario di “berlusconi”)che guida un partito allo sbando e costituito per la maggior parte da uomini mediocri ,corrotti e con una considerevole fronda di “fascisti” che si permettono di inneggiare la Signora Le Pen. Non parliamo poi per carità di patria dei leader e dei partiti di opposizione tra cui anche il Signor Grillo che predica addirittura l’uscita dall’Euro.
    c)Se dovesse perdurare nel governo su ogni riforma e su ogni decisione per la crescita la fase di stallo a cui noi assistiamo,. il Predente del Consiglio Signor Monti dovrebbe assumere una maggio decisione sulla falsariga del Signor Bersani e sui suoi intendimenti.Un partito allo sbando come il PDL non non si deve permettere di agire con ostruzionismi che rallentano l’azione del governo e gli impediscono di portare a termine le riforme più necessarie al paese .
    d)Per la crescita abbiamo due problemi da risolvere :Uno esterno con l’Europa e forse riusciremo a risolverlo ; l’ altro interno rappresentato dal PDL che deve essere per così dire messo in riga costringendolo ,come non ha mai fatto, a pensare solo ed unicamente al bene del PAESE.

  10. Guglielmo Lozio scrive:

    Le liste civiche apparentate al PD potrebbero contribuire a cambiare la sua classe dirigente. Sono certo che il PD dovrebbe tener conto di quanto dicono i parlamentari eletti nelle liste civiche che – non è da escludere – potrebbero essere in numero superiore a quelli eletti nel PD.
    Un’ altra ipotesi potrebbe essere il maggioritario a doppio turnoalla francese che non costringerebbe il PD ad allearsi con nessuno in prima battuta, liberandolo dall’incubo di alleanze con SEL e IDV che metterebbero in crisi un eventuale governo oppure non lo farebbero lavorare; con il terzo polo che bloccherebbe ogni riforma sui temi civili.
    Oppure, dato che probabilmente si andà a votare con il “Porcellum”, il PD dovrebbe fare le primarie di collegio, ossia tutti i candidati dovrebbero sottoporsi alle primarie, altro modo per cambiare, almeno in parte la classe dirigente.
    Mi scuso per le imprecisioni terminologiche, ma non non sono esperto di elezioni.
    Guglielmo Lozio

  11. SALVO scrive:

    E’ da ventanni che la Costituzione del 1948 viene regolarmente calpestata dal padrone della televisione privata e della pubblicità televisiva con il partito di sua proprietà personale e con il suo faccione reclamizzato sui tazebau 5 mt X 7 mt sparsi su tutti muri d’Italia … CON IL CONSENSO DI PARTITI E SINDACATI COSIDDETTI DEMOCRATICI DI SINISTRA E DI CENTRO che non hanno mai denunciato la palese illegalità costituzionale nelle apposite sedi istituzionali,

  12. Mi riesce alquanto difficile seguire il vostro ragionamento : data l’attuale situazione rovinosa ed in apparenza irrisolvibile ( giudizio che condivido), i cittadini potrebbero esprimersi mediante liste civiche, che però non saranno liste di Leg, per motivi statutari, e non aiuteranno i partiti a rinnovarsi, cosa del resto da considerarsi impossibile , viste le premesse : ed allora , cosa mai saranno queste liste civiche e come agirebbero ? Sembrebbe che l’unica via di azione reale sarrebbe il presentarsi ad elezioni politiche, dove, per poter essere di peso risolutivo ( altrimenti non servirebbero a niente ) dovrebbero avere una rete a livelllo nazionale : alias dovrebero essere un partito , un partito su base allargata nata dal basso. Ma ricordo una precente esperienza,quella del popolo blu, scomparso nel nulla. Francamente non vedo altra via realmente UTILE che non sia quella suddetta. L’unica altra via sarebbe la formazione di aggregati capaci di operare pressioni forti sui partiti per un loro concreto cambiamento , via però che da quanto detto non si vorrebbe seguire : va inoltre tenuto presente che l’unica pressione efficace su qualsiasi partito sarebbe rappresentata solo da una concreta minaccia della loro sostituzione ma, di nuovo, per fare ciò in modo concreto si dovrebbe aver creato la base per un partito nuovo. E questo sembra non si ritenga opportuno dover fare. Se queste liste debbono servire solo per aver occasione di discutere di politica, credo che di occasioni e luoghi oggi ve ne siano a sufficienza, nè le critiche teoretiche avrebbero un qualsiasi peso su questi partiti di oggi, palesemente pù attaccati al molto concreto che alle discussioni sui massimi sistemi.

  13. Paolo Barbieri scrive:

    Forza Presidente Bonsanti! Lanciamo queste proposte di legge di iniziativa popolare! Almeno un paio: elettorale e anticorruzione per dare una mano al ministro Severino! Ma anche per il taglio al 50% dei rimborsi elettorali! C’è un modo semplice e molto efficace: si faranno firmare secondo la Carta da almeno 50 mila elettori e poi si lancerà, secondo l’art. 50 una “petizione a sostegno” dell’insieme delle proposte, per concretizzare e valutare la consistenza della Volontà Popolare che, per diventare SOVRANA, deve raggiungere una dimensione plurimilionaria, non potendo definirsi tale una raccolta percentualmente troppo piccola. Dalla stessa Carta mi pare si possa desumere la misura che definisce la Sovranità: per l’art. 75 un referendum è valido se il 50% + 1 degli aventi diritto partecipa al voto e se la metà + 1, ciè il 25% + 1 degli aventi diritto vota Sì, viene sconfessato il Parlamento anche se il 25% meno 1 vota no! E’ questo che ci da la misura perfetta della Sovranità Popolare, il 25% +1, circa 12 milioni di voti! E raccoglierli in modo semplice sotto una petizione è una cosa che la Società Civile, con il suo associazionismo diffuso, puo fare in pochi giorni (lo fecero Bersani e il PD diversi mesi fà genericamente per una petizione contro il governo). C’è tutto un mondo associato che aspetta solo un valido motivo per impegnarsi: la rete per i referendum dell’acqua, la rete delle donne per la rivoluzione gentile, il SNOQ, il popolo viola, l’astensionismo elettorale, che da solo secondo la Demos vale oltre 10 milioni di voti e tutta una cittadinanza che al 95% è nauseata da tanta mediocrità che ci ha portato in questo stato drammatico. Forza Presidente! Tragga il dado e un mondo gliene sarà grato!

  14. Si alle liste civiche, per un governo “tecnico” di salute pubblica, perchè siamo in stato di emergenza. Questa non deve essere un’esercitazione. Occorre tuttavia vigilare perchè esse non abbiano la pretesa populista di sostituirsi ai partiti come metodo alternativo per l’elezione dei rappresentanti al governo. Lo spirito che dovrebbe informare la composizione di tali liste dovrebbe essere quello di eleggere una “Camera alta” composta da persone di alto profilo culturale, in grado di ripristinare la politica vera che è la visione dell’interesse lontano.

  15. Roberto Folgori scrive:

    Ben vengano le liste civiche “garantite ” da un organismo come LG x la selezione di perone che diano ragionevole aspettativa di legalità .
    Ma oggi gli italiani sono ( siamo) attanagliati soprattutto dalla crisi economica, dalla paura per il futuro, e la sola promessa della legalità può apparire un lusso apprezzato solo dai chi non ha problemi economici.
    Direi dunque “Liste civiche per il Lavoro Benessere e Legalità” convinti ,e spiegando, che solo nella legalità e con la ricerca della legalità si possono, in questa crisi, trovare risorse per il lavoro, ed il benessere di tutti e non solo di pochi .roberto

  16. DARIO TOMASELLI scrive:

    Finalmente si capisce cosa serve per cambiare.Chi fa parte di un sistema del genere quali interessi di cambiamento può avere?? Dario

  17. Giancarlo Nobile scrive:

    Non si salva nessuno dal corto circuito in cui sono caduti tutti i partiti politici, il PD non sa che cosa è, l’UDC è tra due padroni Caltagirone ed il Vaticano, il PDL difende il suo sovrano fino all’autodistruzione, la Lega è in disfacimento, SEL è tutta la sinistra e dunque non è niente, questo comporta un’antipolitica dal Palazzo a cui rispondono demagoghi piazzisti dal vuoto programmatico e progettuale. Occorre un nuovo inizio della nostra Repubblica dunque si ha bisogno di un azzeramento ed una ripartenza e l’unica via Democratica è quella di presentare Liste Civiche, una spinta da parte dei cittadini che riprendono la Storia della loro Nazione

  18. Regina Cusmano scrive:

    Sono perfettamente d’accordo. Mi sto sfinendo anch’io a non vedere traccia di programma sulle primarie, sulla composizione delle liste con almeno meta’ donne, sullo svecchiamento, piu’ che per motivi angrafici, per il ricambio delle “facce”. Riproporre tutte “le vecchie facce” che da decenni popolano la tv, seppure onestissime, e’ un rischio enorme. Soprattutto perche’ cio’ accadrà nella destra dove si scanneranno per rimettersi tutti in lista (neri e azzurri), Nel C/Sinistra non possiamo fare “pendant”. Io comunque sono pronta a contribuire. Ho molta esperienza nel campo organizzativo e della comunicazione. Chiamatemi.

  19. Liste civiche? Sì. Nuovi partiti? Anche. Il Punto non è tanto come le vogliamo chiamare, queste novità. Il punto sta nella qualità – morale, etica e civica -di coloro che andranno a riempire questi inediti contenitori.

  20. Matteo Del Santo scrive:

    sì, Sandra, coraggio, avanti con le liste civiche e le leggi di iniziativa popolare..
    non abbiamo nulla da perdere e quindi abbiamo una forza immensa!

  21. Paolo Barbieri scrive:

    Presidente Bonsanti!

    sono 3 anni che suggerisco sul FORUM (dalla dirigenza bellamente ignorato) la via della “Democrazia Diretta” con l’uso degli artt. 1-71-50-(e 40 se necessario) per ottenere leggi e rifome attese da decenni. Le sarei grato se volesse spiegarmi il perchè non si possa percorrere quella via per ottenere in tempo per le prossime elezioni, una nuova legge elettorale a misura di cittadinanza e non di cattiva politica. Le faccio presente che prestigisi uomini di diritto, tra cui un socio onorario di L&G, hanno avallato la proposta con mail, telefonate e persino una lettera manoscritta su carta intestata (che posso riprodurle)!

  22. g.r.c. tessera lg 4706 scrive:

    Ecco. Proprio il populismo dei pentastellati, l’uomo solo al comando che detta le regole (televisionen, nein!), la presenza dei decrescenti totalitari e pure felici (beati loro!), la fumosità del programma, ammesso che esista un programma, mi fanno rifiutare in modo netto e assoluto il movimento di Grillo.
    Anche a prescindere dalle battute infelici.
    Abbiamo avuto troppi salvatori della Patria, troppi mentecatti che si sono presentati come diversi dai soliti politicanti, troppi personaggi che si sono autoattribuiti il ruolo di interpreti veri e garantiti della volontà popolare, per sopportane ancora altri.

    E così io mi chiedo perché no alle liste civiche, anzi mi chiedo perché no ad una rete di liste civiche, anzi mi chiedo perché L&G non si fa motore di una rete di liste civiche, che abbia pochi punti programmatici.
    Io non rifiuto i politici attuali perché uno è un ladro e l’altro è farabutto: sono convinto che ci siano anche dei politici che ladri e farabutti non sono. Io li rifiuto per la loro assoluta incapacità di governare il paese, io li rifiuto perché quando c’è da picchiare sodo sui pensionati, lo fanno in tre giorni, e quando si tratta di istituire una patrimoniale, siamo ancora qui che la aspettiamo dopo sei mesi.
    Con questa gente basta, ma basta anche con le scorciatoie del populismo, che alla fin fine è proprio quello che ci porta i Bossi e i Berlusconi.

  23. Stirner scrive:

    Naaaaaaaa.. Avoglia e se possiamo fare: Democrazia diretta e partecipativa: M5S!!

  24. Antonio scrive:

    Nel quadro attuale, l’idea di formare delle liste civiche mi sembra validissima. Tra le tante buone ragioni, non dimentichiamo che sull’altro fronte sembra che B., tanto per cambiare, si appresti a tentare l’ennesimo ritorno, dietro liste Montezemolo-Passera ecc. Sarebbe il colmo se alla fine fosse questo listone di poteri forti a essere percepito come novità. La novità, invece, deve proporla la società civile: non mancano le persone, non mancano le idee, non manca la capacità di comunicarle, come hanno dimostrato le manifestazioni di L&G e le campagne referendarie. Non dimentichiamo che se nel 2006 liste civiche o locali non fossero state bloccate dai miopi interessi di bottega dei partiti, Prodi con ogni probabilità avrebbe avuto una maggioranza più solida. Un errore da cui si può trarre un insegnamento.

  25. Raffaella Rabbi scrive:

    Che possiamo fare? Siamo disorientati e frustrati, io ho fatto della legalità da sempre al mia ragione di vita, perchè sono così, farei fatica a comportarmi diversamente da quello che la mia mentalità naturalmente mi pone. E questo ho sempre insegnato a mio figlio 21enne che l’altro giorno mi ha detto: “mamma per rimanere in Italia o te ne freghi della legalità o se spacciato. Meglio andarsene”.

    Una socia di LeG
    Raffaella Rabbi