Perdono tutti i partiti, Carroccio meno 67%. Grillo trionfa solo al nord, l´Udc tiene

I vincitori delle amministrative sono Beppe Grillo e il suo movimento 5 Stelle. Sconfitti, in modo e gradazioni diverse, tutti gli altri partiti. Con la parziale eccezione dell´Udc. Il giudizio netto, basato su schede scrutinate e voti veri, arriva dall´Istituto Cattaneo di Bologna che è andato a guardare nelle pieghe del voto di domenica. L´analisi riguarda 24 comuni capoluogo, i dati di Palermo e Catanzaro non erano ancora disponibili, ed è stata condotta paragonando i voti, non le percentuali, delle amministrative 2012 con le Regionali 2010, le Europee 2009 e le Politiche del 2008.
Il primo dato è sicuramente il trionfo di Grillo. Il suo movimento si è presentato in 101 comuni su 941 e ha ottenuto quasi 200 mila voti per una percentuale nazionale, con tutte le avvertenze del caso, dell´8,74 per cento. Ma nel Nord, in termini assoluti, si registra la quadruplicazione dei voti ad Alessandria rispetto al 2010. A Verona i voti si sono triplicati, a Parma, Monza, Cuneo e Belluno sono più che raddoppiati. Un fenomeno che però non si è verificato nel Mezzogiorno, dove, secondo il Cattaneo, ha pesato di più l´effetto del voto di scambio e meno la propensione all´innovazione e al voto di opinione del Nord.
Negli altri accampamenti regna invece lo sconforto. Specie nel centrodestra, travolto da una valanga elettorale. Piangono soprattutto i leghisti. Alle elezioni del 2008 avevano avuto nelle 24 città esaminate 331 mila voti, nel 2009 alle Europee 308 mila voti , 311 mila alle Regionali del 2010. Domenica il bottino si è fermato a quota 145 mila voti con una perdita secca del 67 per cento. Un risultato che è più marcato in Piemonte ed Emilia Romagna e un po´ meno in Lombardia e Veneto. Nel tracollo i leghisti riescono a mantenere al 30 per cento il calo in valori assoluti nei comuni sotto i 15 mila abitanti.
Un dato molto negativo segna anche il risultato del Pdl. Secondo l´Istituto bolognese perde 175.000 voti rispetto alle precedenti Regionali. Un calo che riguarda soprattutto il Nord e le regioni rosse ma che non risparmia il Centro-Sud, dove Berlusconi vede sparire il 40 per cento dei voti avuti nel 2010.
Non ha però ragione di gioire di queste cifre il centrosinistra. A partire dal Partito democratico che ha perso 91 mila voti che rappresentano il 29 per cento del preferenze raccolte nel 2010. Risultato frutto di una perdita di 60 mila voti al Nord, 19 mila nella zona rossa e di 19 mila nel Centro sud. Anche l´Idv perde consensi: meno 55 mila voti distribuiti in maniera omogenea sul territorio nazionale che rappresentano il 58 per cento dell´elettorato del 2010. Perdono voti anche Sel e la Federazione della Sinistra: meno 12 mila voti pari al 16 per cento dei consensi del 2010.
Infine rimane il voto dell´Udc. Secondo i ricercatori del Cattaneo il partito di Casini «tutto sommato tiene, contenendo le perdite al 6,5 per cento a livello nazionale rispetto alle Regionali del 2010». Ma il risultato nasconde un´avanzata nelle zone rosse, più 13 per cento, e nel Centro-Sud più 32 per cento e un forte arretramento nel Nord: meno 44 per cento.

1 commento

  • ma, avete calcolato il peso delle liste civiche? il confronto per il PD sull’anno 2010 non può essere relativo alle elezioni amministrative, svoltesi nel 2007. o mi sbaglio?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>