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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. Stefano Longo scrive:

    Ciao Edoardo, ti ricordi di me? Il Socialista di Parma della Lega Laica e riformista? Mi piacerebbe essere informato in merito alle vostre iniziative. Un abbraccio e buon lavoro.

  2. Sirio Maurino scrive:

    aderisco in toto al documento del Comitato Nazionale dell’ANPI e mi auguro che le iniziative volte ad impedire stravolgimenti della nostra CARTA, diventino sempre più pressanti e , di contro, si intensifichino quelli volti a realizzare quel rinnovamento istituzionale in senso democratico, così bene indicato nel predetto documento.

  3. [...] basta. L’obbediente e disciplinata ministro se la prende, piccata, con gli autorevoli e numerosi costituzionalisti contrari: “Loro fanno i professori, noi abbiamo la responsabilità delle scelte. Anche istituzionali“. [...]

  4. elia vetrano scrive:

    stanchi di cavalcate sul nulla,di televendite e partite del cuore,di ritorni sulla scena di berlusconi e di un regime mediatico che non un solo cenno ha fatto o intende fare alla lista Tspiras,al delirio verso il nuovo affabulatore di un popolo stremato e per questo sensibile .La vostra voce resta l’unica che urla la verita’ agli Italiani circuiti da 80 euro che gli saranno tolti con gli interessi.Per questi filibustieri dalla faccia pulita,la costituzione e’ un loro giocattolo da rompere a piacimento.Naturalmente mi auguro di sbagliare ma temo che un nuovo ventennio possa prospettarsi se non si agisce subito.Io e molti docenti dell’universita’ Napoli2 siamo con le vostre battaglie.EV

  5. Corinna Ferrari scrive:

    E’ ripugnante che la riforma del Senato debba avvenire entro la data delle elezioni europee, e sia quindi trasformata in uno spot elettorale.

  6. grc scrive:

    Era il 2007 e c’era il governo Prodi. Nasceva allora una grande speranza: il Partito Nuovo, non un nuovo partito, la geniale intuizione di Walter Veltroni, l’organismo nel quale sarebbero confluiti i Grandi Movimenti politici del XX secolo, il melting pot nel quale Socialdemocratici e Cattolici avrebbero costruito la sintesi politica per nuovi e più avanzati equilibri.
    Allora erano poche le voci di chi gridava nel deserto che la legge 40 era ancora in vigore, che la legge elettorale era ancora in vigore, che il falso in bilancio era ancora depenalizzato, e che nessuno stava facendo niente per cambiare quello stato di cose.
    Ma i Partiti di allora rispondevano a quelle voci che la cosa più importante era il Partito Nuovo, che milioni e milioni di italiani avevano votato per eleggere Veltroni come Leader del Partito, simbolo di un’Italia che cambiava, simbolo di un’Italia in movimento verso nuovi e luminosi destini.
    Destini che si sono poi materializzati nella caduta del Governo Prodi e nella schiacciante vittoria elettorale del Popolo delle Libertà alle elezioni del 2008; perché è pur vero che il Partito Nuovo aveva superato di slancio la quota trenta per cento, ma è anche vero che gli avversari avevano superato con altrettanto slancio la quota del quaranta.
    I risultati di quella svolta sono oggi sotto gli occhi di tutti. E non riguardano soltanto le condizioni economiche e sociali nelle quali si trova il nostro paese, ma hanno inciso profondamente sull’atteggiamento di noi italiani nei confronti della politica, dei partiti e della stessa democrazia. Il sorrisino scambiato tra Merkel e Sarkozy in riferimento all’allora Presidente del Consiglio, è lo stesso che si scambiano oggi due cittadini qualsiasi al solo sentir nominare uno qualsiasi dei nostri leader politici, Renzi compreso.
    Dal 2007 ad oggi molte altre cose sono cambiate. il Partito Democratico oggi è retto da ex democristiani e non più da ex comunisti, che peraltro comunisti non erano mai stati, quanto meno a sentir loro. La legge 40 e la legge elettorale sono state cassate perché incostituzionali: almeno in qualcosa quegli urlatori del deserto sono stati accontentati, anche se il falso in bilancio ancora oggi non è reato.
    Ma la gioia per l’abolizione della legge elettorale è stata di breve durata: quella che sta venendo fuori dall’accordo fra il diavolo e l’acqua santa è, se possibile, ancora peggiore di quella che è stata cassata; non parliamo poi delle riforme costituzionali che sembrano costituire un accrocchio ancora più deleterio di quello bocciato nel 2006, grazie anche all’impegno di quel partito che oggi guarda con sufficienza a Professoroni e Soloni, che si mettono di traverso per bloccare l’avanzata del Nuovo (ancora lui!) .
    Per questo vorrei sommessamente dire che non è necessario avere militato in qualche partito o in qualche sindacato per formarsi un’idea completamente negativa dei partiti che sono oggi presenti nel panorama nazionale; e nemmeno la militanza deve costituire una condizione necessaria per esprimersi nel merito. Si tratta di guardare ai risultati: non tanto al disastro economico, che pure ha la sua importanza, ma al degrado sociale, culturale e della vita associativa del nostro paese.
    Io non sono un politico: di fare politica non sono capace; io sono un semplice cittadino, che si ostina a pensare e a sbagliare con la propria capoccia. Ma di questi partiti non ne posso più, finché ci saranno questi qui, io non vado più a votare. E non ditemi che così facendo faccio decidere agli altri: io nel 2013 ho votato per Bersani, chi ho mandato in Parlamento in realtà non lo so, ma chi sta decidendo del mio futuro sono Renzi e Berlusconi e un Parlamento delegittimato. E allora?

  7. Maurizio scrive:

    Il saggio fornisce un’analisi molto approfondita e illuminante, le conclusioni purtroppo non possono essere altrettanto forti.
    Credo che l’uomo occidentale sia andato oltre la fede e l’ideologia e sia approdato alla scienza anche in campo sociale.
    In politica le coordinate di fondo sono stabilite da regole economiche che hanno alla base matematiche dimostrazioni di assunti logici. (vedi teoria di Arrows).
    Con l’Europa ogni Stato ha rinunciato ad una quota di sovranità e ha posto l’economia come strumento per il raggiungimento della razionale felicità.
    La scuola sostiene Zegrebelsky può fornire una via di salvezza, Augré aggiunge anche la donna. Eva che offrì il frutto dell’albero della conoscenza ad Adamo che ne mangiò anche lui.
    La scuola non offre valori, ma solo informazioni, (prima serviva a preparare cittadini obbedienti).
    Da Eva è nato Caino che è stato il primo fratricida.
    Non rimane altro che la scienza.

  8. [...] L’obbediente e disciplinata ministro se la prende, piccata, con gli autorevoli e numerosi costituzionalisti contrari: “Loro fanno i professori, noi abbiamo la responsabilità delle scelte. Anche [...]

  9. Silvia Venier scrive:

    Splendida riflessione. Grazie.

  10. [...] mezzo e come strumento delle relazioni internazionali. Oggi (nonostante in Italia emergano ancora tentazioni autoritarie), la liberazione dalla minaccia fascista, in quanto regime, è sostanzialmente realizzata, mentre [...]

  11. [...] Leggi anche:  Chiti replica a Boschi: “Non si piega la Costituzione alle contingenze” [...]

  12. Giampiero Buccianti scrive:

    C’è da temere chi, forse un po’ inebriato dalle proprie ambizioni, si arrischia a maneggiare un’arma carica, senza avere la più pallida idea della devastazione che può creare, in aggiunta a quella già in essere. Il Ministro Boschi dice “tengo alta l’asticella” come se il voto sulle riforme del Senato si riducesse a chi salta più in alto per arrivare primo. Inoltre liquida le non infondate obiezioni di Zagrebelsky e Rodotà con un seminario del PD a cui “spera vorranno partecipare”, precisando però che il dibattito non può essere accademico e che, comunque, “siamo noi a decidere, avendo sentito molti altri “e più numerosi, a favore della proposta del Governo. Qui non sono in discussione la benvenuta, giovanile baldanza, l’assoluto bisogno di un cambiamento ed i tempi rapidi e certi in cui attuarlo: argomenti più che validi e condivisibili da tutti coloro che hanno interesse che il destino del Paese migliori. Ma la politica non può essere soltanto competizione per vincere in fretta e preoccupa non poco la disinvoltura con cui la Boschi intende scavalcare, con evidente fastidio per il solo fatto di essere stati posti, argomenti che un grande toscano, oggi, purtroppo, anch’egli definibile “professorone”, Pietro Calamandrei , non si sarebbe certo azzardato ad accantonare con tanta leggerezza. Giampiero Buccianti

  13. giacomo scrive:

    Bellissimo inervento! Come sempre, de resto.

  14. Francesco Russo scrive:

    1) Se non si vuole più il bicameralismo c. d. perfetto voluto dai padri costituenti, si abolisca il Senato e basta. 2) Se, invece, si vuole un Senato delle c. d. autonomie, questo abbia poteri pari a quelli della Camera dei Deputati sulle materie di competenza regionale – ancorchè non esclusiva – definite dalla Costituzione (con la possibilità di formulare pareri e mozioni su qualsivoglia altra materia); in tal caso, il Senato dovrebbe essere composto da rappresentati regionali eletti da ciascun Consiglio Regionale in proporzione alla popolazione residente. 3) In materia elettorale, concordo con l’ANPI che “Porcellum” e “Italicum” siano aberranti ma non va riproposto il sistema proporzionale bensì il sistema maggioritario con i collegi uninominali. Buon lavoro. Francesco Russo
    P.S.: non ho rinnovato l’iscrizione perchè non ho condiviso la deriva eccessivamente orientata al buonismo insensato degli ultimi tempi(come nel caso dello “ius soli”, questione coppie di fatto e altro), dove forse – dico forse – di tutela la Libertà ma certo non la Giustizia.

  15. Anna Vanini scrive:

    Condivido e sottoscrivo. Anna Vanini

  16. [...] Non siamo contro il cambiamento e neppure contro le riforme istituzionali. Ormai è chiaro che attorno ad alcune linee fondamentali come quelle indicate in questo appello dell’Associazione Partigiani, come da altre associazioni, da quasi tutti i costituzionalisti e da buona parte della sinistra fuori e dentro il parlamento, vi sarebbero tutte le condizioni per procedere subito ad una revisione del bicameralismo perfetto e ad una legge elettorale che non stravolgano la nostra repubblica parlamentare così come definita dalla Costituzione (nandocan). ****Martedì 29 aprile a Roma, al Teatro Eliseo, dalle ore 16:30, manifestazione pubblica dell’ANPI sul progetto di riforma costituzionale ed elettorale all’esame del Parlamento. Il Comitato nazionale dell’ANPI rileva che: l’indirizzo che si sta assumendo nella politica governativa in tema di riforme  e di politica istituzionale non appare corrispondente a quella che dovrebbe essere la normalità democratica; si sta privilegiando il tema della governabilità (pur rilevante) rispetto a quello della rappresentanza (che è di fondamentale e imprescindibile importanza) si continua nel cammino – anomalo – già intrapreso da tempo, per cui è il Governo che assume l’iniziativa in tema di riforme costituzionali e pretende di dettare indirizzi e tempi al Parlamento; un rinnovamento della politica e delle istituzioni è essenziale per il nostro Paese, come già rilevato nel documento dell’ANPI del 12 marzo 2014; sono certamente necessari aggiustamenti anche del sistema parlamentare, così come definito dalla Costituzione, rispettando peraltro non solo la linea fondamentale perseguita dal legislatore costituente, ma anche le esigenze di centralità del Parlamento, della rappresentanza dei cittadini, del controllo sull’attività dell’Esecutivo, delle aziende e degli enti pubblici, in ogni loro forma e manifestazione; in questo contesto, è giusto superare innanzitutto il cosiddetto bicameralismo “perfetto”, fondato su un identico lavoro delle due Camere e quindi, alla lunga, foriero anche di lungaggini e difficoltà del procedimento legislativo; ma occorre farlo mantenendo appieno la sovranità popolare, così come espressa fin dall’art. 1 della Costituzione e garantendo una rappresentanza vera ed effettiva dei cittadini, nelle forme più dirette; il Senato, dunque, non va “abolito”, così come non va eliminata l’elezione da parte dei cittadini della parte maggiore dei suoi componenti; possono essere individuate anche forme di rappresentanza di altri interessi, nel Senato, come quelli delle autonomie locali, della cultura, dei saperi, della scienza; ma in forme tali da non alterare il delicato equilibrio delle funzioni e della rappresentanza; la maggior parte dell’attività legislativa può ben essere assegnata alla Camera, così come il voto di fiducia al Governo; ma individuando nel contempo forme di partecipazione e tipi di intervento da parte del Senato, così come previsto in molti dei modelli già esistenti in altri Paesi; in nessun modo il Senato può essere escluso da alcune leggi di carattere istituzionale, nonché dalla partecipazione alla formazione del bilancio, che è lo strumento fondamentale e politico dell’azione istituzionale e dei suoi indirizzi anche con riferimento alle attività di Autonomia e Regioni; 2. tutto questo può essere realizzato agevolmente, anche con una consistente riduzione di spese, non solo unificando la gran parte dei servizi delle due Camere, ma anche riducendo il numero dei parlamentari, sia della Camera che del Senato, vista l’opportunità offerta dalla differenziazione delle funzioni; bisogna  anche dire che concentrare tutti i poteri su una sola Camera, per di più composta anche col premio di maggioranza, lasciando altri compiti minori ad un organismo non elettivo, con una composizione spuria e fortemente discutibile ed obiettivi e funzioni altrettanto oscure,  non appare rispondente affatto al disegno costituzionale, dotato di una sua intima coerenza proprio perché fatto di poteri e contropoteri e di equilibri estremamente delicati; un disegno che in qualche aspetto può – e deve – essere aggiornato, ma non fino al punto di stravolgere quello originario. Queste sembrano, all’ANPI, le linee  fondamentali di un cambiamentodemocratico delle istituzioni, che esalti il ruolo del Parlamento, rafforzi la rappresentanza dei cittadini in tutte le sue espressioni, ed assegni ad ognuna di esse il ruolo che le compete secondo gli orientamenti generali della Carta Costituzionale e le esigenze della democrazia, da perseguire con economicità di spesa ed efficienza dei risultati. leggi tutto [...]

  17. mario scrive:

    ADERISCO
    ”Vedi alla voce: amore” di David Grossman,
    Sono abbastanza convinto che tutto sarà approvato in maniera indolore. Senza colpo ferire. La politica di questi anni d’altronde ha addomesticato gran parte degli italiani senza rendersene conto col populismo e con le varie istituzioni locali:sindaco d’Italia, governatore delle regioni, le primarie (premierato). Ci hanno fatto già sentire l’odore insoportabile dei loro governi nei quali in maniera arrogante e sfacciata hanno sempre pensato a spadroneggiare nel mare magnum della ricchezza pubblica per irrobustire sempre più il loro insindacabile potere proietato verso l’appropriazione delle istituzioni. Penso che solo una grande manifestazione popolare promossa dalle associazioni LIBERE E GIUSTE che hanno a cuore questo grande problema possano fermare questa antipolitica. Ho citato il libro di Grossman perchè nella prima parte del libro si parla: ….del nonno che insegna al nipotino di stare attento al pericolo perchè si può nascondere anche nel cinguetio di uccellino…)

  18. Non so perché, questo governo e questo premier non mi convincono neanche un po’. La storia degli 80 euro mi sembra un trucco miserando (e ancora nessuno li ha visti) e così pure lo sbandierato giovanilismo di contorno, che non si fa scrupolo di tacciare di rottame, a suo insindacabile giudizio, chi abbia più di quarant’ anni o difenda il prudente iter delle leggi attraverso la bicamerale. Spero che i senatori difendano il senato e i cittadini la Costituzione, sempre che costui si degni di interpellarli. Mi fermo, per non incappare in misure che non permettano la lettura di quanto ho scritto.

  19. giorgio cerqua scrive:

    Aderisco: Dissento dal disegno di legge che ridurrebbe il Senato a una vuota noce di cocco; mentre credo che la riforma del bicameralismo si potrebbe attuare con un efficace e stringente revisione dei regolamenti parlamentari per una tempestività deliberativa. Non va intaccata la delicata architettura costituzionale ne va ridotto in particolare il potere legislativo, ripetutamente e diffusamente prosciugato. Ciò dovrebbe essere associato a una profonda riduzione del numero complessivo degli eletti dei due rami, assieme allo forte smagrimento del personale (diretto e indiretto) dell’intera macchina.

  20. Franco scrive:

    Da cittadino comune, senza laurea in legge o diritto costituzionale, ho l’impressione che ci troviamo in questa situazione rischiosa per la democrazia da quando (nei primi anni novanta più o meno) si è voluto far credere (non solo da mario segni) che il sistema elettorale proporzionale era la causa del cattivo governo e della corruzione in italia Con il sistema maggioritario (non quello inglese) tutto si sarebbe risolto. Non dobbiamo meravigliarci se poi a ogni tornata elettorale qualcuno ha voluto modificare la legge in senso sempre più maggioritario (che concentra il potere in mani sempre più ristrette e fa si che i voti vengano sempre più pesati e sempre meno contati). Bisognerebbe rendersi conto che in Italia il maggioritario produce governi non certo più stabili ed efficienti ma probabilmente più rischiosi per la democrazia. L’alternativa “logica” dovrebbe essere il ritorno al sistema proporzionale, con lo sbarramento al 4-5% come in Germania, che è legato all’attuale nostra costituzione e assicura risultati migliori di buon governo nel medio-lungo periodo

  21. SALVO scrive:

    Immagino che la nostra Presidente abbia letto l’articolo domenicale di Repubblica del 13/04/014,a firma Eugenio Scalfari.
    Nonagenario anch’io capisco come sia naturale compiere errori.

  22. Rossella Guadagnini scrive:

    Bello, Costanza. Auguri

  23. Emanuela scrive:

    Sottoscrivo alla grande!!!

  24. Paolo Volpato scrive:

    Bello leggere così tanti incoraggianti commenti. A me piacerebbe capire quali sono gli strati sociali, i gruppi, le categorie – oppure le classi sociali, se si può ancora dire – che sostengono i cambiamenti proposti dal Governo al fine ultimo di stravolgere questa Costituzione e questa democrazia. A volere questi cambiamenti è forse la grande imprenditoria? Oppure la borghesia statale e del pubblico impiego? O forse gli operai? Magari sono i sottoccupati, disoccupati e sottoproletariato in genere? O sono solo Renzi e Berlusconi? Oppure a volere questi cambiamenti sono il piccolo commercio e la massa delle singole partite Iva? O forse sono tutti o in parte assieme, uniti da chissà quale interesse? Oppure è il capitale straniero? O gli intellettuali? Anche se, come tanti, un’idea ce l’ho, mi piacerebbe che L e G rispondesse all’interrogativo pure nei comunicati e appelli, in modo che si capisca chi è bene che stia da una parte e chi dall’altra e perchè. Paolo Volpato, Torino

  25. Fulvia scrive:

    Ad Antonella Paci: sono d’accordo, ma guarda che Grillo e Casaleggio hanno firmato l’appello. Qualcosa non torna, e non è quello che tu hai scritto, che condivido.

  26. giacomo rondone scrive:

    Finalmente qualcuno si Muove!
    Ricordare a Renzi che B. oltre ad essere un pregiudicato è uno spergiuro sulla Costituzione.

  27. Alberto Zennaro scrive:

    Il popolo voterà e, credo, respingerà la riforma di Renzi-Berlusconi.

  28. giuseppe nida scrive:

    Purtroppo molti italiani non riescono ad imparare nulla dalla .Storia : Mussolinini , Craxi , Berlusconi ed ora Renzi che vorrebbe cambiare la Costituzione in accordo con un delinquente condannato in 3° grado. Ma in quale Nazione cosiddetta civile potrebbe succedere una situazione simile!? Dove un condannato viene ricevuto dal capo di uno Stato !? Dove un condannato è libero di scorrazzare per l’Italia e tenere comizi “pro domo sua”!? Ma ci rendiamo conto in che Paese viviamo ? Cosa trattiene gli Italiani tutti dal gridare alto e forte l’ estrema vergogna di una simile paradossale situazione . Ed il capo dello Stato ,non dovrebbe essere il garante della nostra Costituzione!? E cosa fà , nulla ! E il PD , vuol rendersi complice di un tal tradimento
    nei confronti del popolo italiano e dei Padri Costituenti ?! Non vi sembra il cosiddetto
    “italicum” simile alla legge “Acerbi” che nel 1924 aprì legalmente le porte del Parlamento a Mussolini e fascismo?
    Allora cosa stiamo ancora aspettando per manifestare ancora una volta il nostro democratico ma fermo dissenso in tutte le piazze d’Italia e fermare l’attuazione del piano della P2: Ogni tanto ci riprovano , tocca a noi gli Italiani , fermare costoro e difendere la Democrazia che i nostri Padri hanno conquistato con i loro sacrifici ed il loro sangue.