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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. ” Il disprezzo del dissenso e la volontà di soffocarlo è propria dei sistemi autoritari. Non è lo spirito della Costituzione “. Potessero queste poche ma formidabili parole raggiungere – anche sotto forma di tweet – la piccola (per spessore culturale e politico) oligarchia dei Renzi, degli Zanda, delle Boschi, delle Finocchiaro e dei Napolitano. E potessimo tutti riprenderci dalla ‘ sbornia ‘ del maggioritario, ingannevole panacea del degrado della nostra democrazia ! A proposito del quale ‘ sistema ‘ mi permetto di inoltrarvi questa riflessione a margine di un invito pervenutomi dall’ Avv. Besostri, uno dei legali cui dobbiamo la…fine del Porcellum:
    Giorni fa, l’ Avv. Besostri – uno dei legali alla cui iniziativa dobbiamo la…fine del Porcellum – mi suggeriva di sensibilizzare l’ associazione di cui faccio parte – Libertà e Giustizia – sul tema ( che, alla luce della riforma in discussione al Senato, assume – come potete facilmente capire – una ‘ speciale ‘ rilevanza ) della probabile incostituzionalità di alcune leggi elettorali regionali. A questo proposito mi segnalava l’ ordinanza del Tar della Lombardia dell’ ottobre 2013 già approdata all’ esame della Consulta ( pubblicata sulla G.U. dell’11.6.2014 ).
    Molte sarebbero le considerazioni da fare. Mi limito a constatare che, poichè le …’ pietre dello scandalo ‘ sono sempre le stesse – abnorme premio di maggioranza e irragionevole soglia di accesso /sbarramento – ( che violerebbero gli articoli n.3, 48 comma 2, 51, 121 e 122 della Costituzione ) – il problema è evidentemente di fondo ed è collegato , a mio modestissimo avviso, alla eccessiva disinvoltura con la quale – in nome della governabilità e dell’ efficienza decisionale – si è voluto introdurre in un ordinamento costituzionale – molto attento al principio della rappresentanza e ai diritti delle minoranze – non soltanto un sistema elettorale di tipo maggioritario ma la vera e propria mitizzazione della ‘ cultura ‘ del maggioritario che a quel principio e a quei diritti fa ‘ ontologicamente ‘ e quotidianamente violenza.
    Il confronto, quindi, non è tra due sistemi elettorali, bensì tra due culture politiche, tra due concezioni di democrazia rappresentativa.
    La mia opinione – davanti allo spettacolo ‘ ridicolmente ‘ autoritario, messo in scena dagli attuali governanti – è che la frettolosa demonizzazione del ‘ proporzionale ‘ ( senza neanche valutarne versioni ‘ rivedute e corrette ‘ ) e l’ opzione ‘ fondamentalista e acritica ‘ a favore del maggioritario, descritto ( in tutti questi anni che ne registravano impietosamente il fallimento, a livello nazionale come a livello locale ) come più efficiente, più moderno e – addirittura – superiore ‘ eticamente ‘ al corrotto e inciucesco sistema proporzionale, hanno sulla coscienza la responsabilità politica e culturale dell’ attuale degrado della nostra democrazia : partiti degenerati in caste sempre più autoreferenziali, cittadini sempre più disamorati e disimpegnati dall’ agòne politico, esasperata polarizzazione e conseguente mortificazione di qualsiasi spazio di mediazione, ingenua – per non dire infantile – fiducia nelle forme di cosiddetta partecipazione diretta da parte delle stesse persone che poco o nulla hanno fatto, in questi anni, per ricucire il difficile rapporto tra rappresentati e rappresentanti, rassegnata accettazione di forme ‘ corrotte ‘ di democrazia – come quella ‘ di investitura ‘ o come quella ‘ plebiscitaria ‘ -, crescente inclinazione alla sudditanza nei confronti delle oligarchie di turno al potere .
    Il ‘ cancro ‘ del ‘ voto utile ‘ ha prodotto gravi e, forse, mortali metàstasi nel corpo ‘ democraticamente già molto indebolito ‘ della nostra società.
    Se leggete il ricorso di Besostri al Tar della Lombardia, non potrete che chiedervi – anche voi – perchè mai un cittadino libero e responsabile di questo Paese dovrebbe impegnarsi nell’ agòne politico. Così come – specularmente – non possiamo non chiederci perchè mai un presidente del consiglio, un presidente di regione, un sindaco, eletti da meccanismi elettorali tanto efficienti quanto illiberali ( perchè contrari , non proprio a delle bazzecole, ma a principi costituzionali come la libertà e l’ eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la libertà e l’ eguaglianza del voto, le eguali opportunità di accedere a cariche elettive, ecc. ecc.) dovrebbero poi – una volta eletti in codesto modo – esercitare ‘ democraticamente ‘ l’ enorme potere loro attribuito da un sistema che , di fatto, elimina qualsiasi possibilità di dissenso o, almeno, di serio confronto democratico all’ interno di una maggioranza sempre più ‘ ostaggio nelle mani del leader ‘ e cancella inesorabilmente la voce delle minoranze.
    Auspicare il ritorno al proporzionale, allora, lungi dall’ essere un’ operazione nostalgica, significa credere nella democrazia come confronto tra maggioranze libere e minoranze libere. Significa credere nella funzione pedagogica della ‘ partecipazione ‘ che non può limitarsi al salire sul carro del vincitore di turno per ‘ amministrare ‘ posti di potere – centrale o periferico – ma deve trasformarsi in quel ‘ progetto ambizioso ‘ che l’ art.3, comma 2, Cost. chiama ‘ pieno sviluppo della persona umana ‘ . Conditio sine qua non affinchè la ‘ partecipazione ‘ dei cittadini-lavoratori non sia il frustrante e de-responsabilizzante risultato di una concessione ‘ demagogica ‘ dell’ oligarca di turno ma sia la ‘ partecipazione effettiva ‘, critica, responsabile, aliena da sentimenti di sudditanza, di cui parlano sia l’ articolo richiamato che l’ art.49 : il famoso articolo che – parlando di ‘ metodo democratico ‘ all’ interno dei partiti – dovrebbe indurre i partiti-degenerati-in-caste-oligarchiche-ed-autoreferenziali a dedicarsi – lì, sì, senza perdere troppo tempo – ad una seria riforma della propria organizzazione interna e della ineludibile funzione pubblica cui la Carta li chiama.
    Giovanni De Stefanis

  2. Paolo Barbieri scrive:

    “Non si può restare prigionieri di parole e riti retorici e non trovare mai il tempo dell’azione efficace”.

    Con la Sovranità Popolare (non è un intercalare inutile, ma l’articolo UNO, IL PRIMO non a caso della Carta) e la Democrazia Diretta Propositiva (art. 50,71 e se serve 40) si può passare dai “Bei Gesti” dimostrativi all’Azione Efficace”.

    Perchè dopo tanto sbattere non proviamo a cambiare verso?

  3. Bruno Palombo scrive:

    Condivido in pieno l’analisi fatta da lei. Ci stiamo avviando in un periodo in cui la democrazia si esprime solo attraverso nominati neanche dai partiti che non rappresentano più nessuno visto la scarsa adesione che hanno, ma da “il cerchio magico” dall’oligarchia che si auto rigenera. Abbiamo ormai partiti in cui non vi è più ricambio con la chiusura ad oligopolio dei partiti. Partiti che non permettono la partecipazione e l’accesso ad essi della società civile.

  4. Caggiati Ezio scrive:

    Salviamo la Costituzione!!!

  5. @Marco_N. Errata corrige. Nel 1996 il centrosinistra con l’ulivo ebbe una stabile maggioranza parlamentare. Nel 2001 fu ampia e stabile la maggioranza di centrodestra. Nel 2006 (per effetto del porcellum) il centrosinistra ebbe una traballante maggioranza sostenuta dai senatori a vita e dai parlamentari eletti nei collegi esteri. Nel 2008 amplissima fu la maggioranza per il centrodestra. Credo che una legge elettorale non possa fare di più nel nome della governabilità che creare ampie maggioranze. Per cui o cominciamo a capire che la governabilità discende più dalla capacità politica che dalle ingegnerie elettorali, oppure dobbiamo abolire il Parlamento. La sua puerile raffigurazione della democrazia in cui chi vince comanda e dopo 5 anni lo si giudica, prefigura questa radicale soluzione.

  6. pierluigi petrini scrive:

    @Marco_N. Nel 1996 il centrosinistra con l’ulivo ebbe una stabile maggioranza parlamentare. Nel 2001 fu ampia e stabile la maggioranza di centrodestra. nel 2006 (per effetto del porcellum) il centrosinistra ebbe una traballante maggioranza sostenuta dai senatori a vita e dai parlamentari eletti nei collegi esteri. Nel 2008 amplissima fu la maggioranza per il centrodestra. Credo che una legge elettorale non possa fare di più nel nome della governabilità che creare ampie maggioranze. Per cui cominciamo a capire che la governabilità discenda più dalle capacità politiche che dalle ingegnerie elettorali, oppure dobbiamo abolire il Parlamento. La sua puerile raffigurazione della democrazia in cui chi vince comanda e dopo 5 anni lo si giudica, prefigura questa radicale soluzione.

  7. GIOVANNA FRUTTERO scrive:

    Ho quasi 90 anni ma voglio ancora battermi perché in questo paese sia ristabilita la democrazia nella sua accezione più alta.

  8. CHIARA MARSAN scrive:

    RENZI E IL SUO GOVERNO DEVONO ESSERE RIDIMENSIONATI.
    VOGLIAMO UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CHE SIA ELETTO.

  9. Giuseppina Battaglia scrive:

    No alla devastazione della costituzione

  10. Giampiero Buccianti scrive:

    Il culto del capo cancella ogni vergogna
    Sorge il fondato sospetto che Renzi ed i suoi stiano prendendo la palla al balzo per abbattere la resistenza della base di sinistra (quella che non se ne è ancora andata o che ancora sta con Grillo) che aveva impedito ai propri eletti di mischiarsi con chi voleva ridurre la Legge ad un elenco di norme per i gonzi, ovvero per i comuni cittadini. Appare ora chiaro come la spinta personalistica imposta da Renzi alle europee avesse lo scopo di creare nel PD una situazione analoga a quella del PDL: il culto del capo cancella ogni vergogna e le vergogne fatte in nome del capo sono buone e giuste: “ai margini i giustizialisti”, anche alla Di Matteo, quelli che rischiano la vita raccogliendo il testimone di Falcone e Borsellino e denunciano con chiarezza quanto sta accadendo. La presenza di Berlusconi nelle riforme legislative, imposta da una misteriosa Ragion di Stato, invisibile ai più, verrà bene anche a coprire e giustificare ulteriori probabili abusi sulla legalità: una figura, la sua, che sarebbe stata allontanata da qualsiasi trattativa da un Presidente come Pertini, che avrebbe saputo parlare alla Nazione per spingere gli italiani a cacciare i mercanti dal tempio delle Istituzioni ed a difendere la Repubblica fondata sul lavoro, che non c’è. Giampiero Buccianti

  11. Giuseppe Aragno scrive:

    Dal 1882 al 1912 in Italia si votò secondo le regole fissate dalla legge n. 593/1882 che, pur riducendo significativamente i requisiti di censo, consentiva un rapporto tra elettori e popolazione che non andava oltre il 7 per cento.

  12. Luigi Cristalli scrive:

    Facciamo comprendere a chi ci governa il nostro sdegno, la nostra ferma opposizione ad azioni che mirano alla cancellazione degli istituti previsti dalla nostra Costituzione per la difesa del sistema democratico nato dalla Resistenza. Facciamo comprendere anche e soprattutto alle forze politiche di opposizione che una parte del popolo è pronto a lottare, con gli strumenti che gli sono consentiti, per sottrarre il proprio Paese alle Lobby che lo hanno prostrato.

  13. andersdenstore scrive:

    @Carlo Corsetti: pienamente d’accordo.

    Napolitano è fuori dalla Costituzione dal 30 marzo 2013, quando nominò i famosi «saggi», che non furono una semplice manovra dilatoria, ma:

    1) un vero e proprio arresto arbitrario del processo democratico di formazione del governo o di scioglimento delle Camere (i due poteri sono alternativi per Costituzione, e il secondo, se fosse stato necessario ‒ ma non lo era ‒, poteva ben essere esercitato, bastava dimettersi);

    2) un’usurpazione di poteri del presidente del Consiglio, del Governo e del Parlamento tutti insieme (ad es. formazione del programma di governo e d’una maggioranza parlamentare);

    3) una manovra atta a condizionare l’elezione del presidente della Repubblica, con la presentazione di fatto al Parlamento in seduta comune d’un programma politico (!!!).

    Vedo che finalmente si comincia a rendersi conto del ruolo eversivo giocato dall’inquilino del Colle. Finalmente si leggono articoli che timidamente lo mettono in discussione. Troppo timidamente. E troppo tardi. La democrazia era moribonda quando la si dava solo per malata, e adesso che la date per moribonda forse ha già l’EEG piatto ed è tenuta in vita artificialmente.

    Di fronte all’azione dei suoi carnefici s’è colpevolmente taciuto, sia da parte delle forze politiche d’opposizione (compreso, e di gran lunga, quel tale «movimento» che millanta d’opporsi da solo) e di tutti gli ambienti intellettuali.

    Complimenti, signori.

  14. fs39Rranco scrive:

    difendiamo la democrazia, l’onestà e la Legalità!

  15. anna scrive:

    Fantastico. Travaglio si sta superando. GRAZIE di quello che state facendo per la democrazia.
    Dobbiamo fare qualcosa anche noi, in tutte le città contemporaneamente. Dobbiamo unirci, Leg Il fatto Micromega, senatori di dx di sx, qualcuno che non è marcio là dentro ci sarà pure. Non possiamo stare separati e dobbiamo agire in fretta, contro la stampa di regime, venduti pennivendoli che non sono altro, contro pure un pdr che è pazzesco come si sta comportando….non ce n’è uno di quelli al potere che sia dalla nostra parte, anzi no: dalla parte della Democrazia……non c’è tempo. Bisogna spiegare agli italiani su larga scala quello che sta accadendo e restare uniti.

  16. paolo di mauro scrive:

    E’ di dire basta!svegliati popolo! Buttiamo giu questo muro marcio e corrotto!

  17. enrica dini scrive:

    Fermiamo una legge liberticida.

    Enrica Dini

  18. Luigi scrive:

    Fermiamoli!

  19. felix noel martinez scrive:

    Difendiamo la Democrazia!

  20. Mauro scrive:

    Dopo tutte queste anticostituzionalita adesso ne spetterebbe una al popolo italiano che ne dite.evviva chi le cose le dice in faccia.avanti popolo.

  21. Simona Gaspa scrive:

    Mi associo. La costituzione non può essere cambiata a maggioranza, e il parlamento deve tornare ad essere il luogo ove sono create le leggi.

  22. E qual era all’epoca la legge elettorale iniqua e autoritaria che produceva squilibri tra governabilità e rappresentanza e dava una immagine deformata del Paese in Parlamento ?

    Forse non tutti lo sanno, il maggioritario a doppio turno , quello che ci ha dato il nuovo sistema di elezione dei sindaci che abbiamo applicato al sistema di elezione del Parlamento?

    Umberto baldocchi

    Lucca

  23. lucia lenzi scrive:

    è un nostro dovere fermarli!

  24. Non posso pensare che persone così ignoranti possano toccare la nostra costituzione. Soltanto il pensiero mi fa rabbrividire.

  25. Federico scrive:

    Contro i ladri di democrazia