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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. STEFANO VOLANTE scrive:

    Carissimi, il momento che stiamo vivendo è reso ancora più preoccupante dall’indifferenza dei grandi organi d’innformazione e della maggioranza dei cittadini, ancora inconsapevoli del Baratro in cui li sta precipitando il Renzismo, riuscito con un discutibilissimo colpo di mano ad impadronisi di due centri nevralgici come la Segreteria del P..D. e la Presidenza del Consiglio:se poi aggiungiamo che il Nostro non è mai stato votato dagli Italiani, visto che nè le Elezioni Europee nè tantomeno le Primarie del PD possono essere spacciate per Elezioni Politiche Nazionali, mi chiedo se non sia azzardato di una forma di Fascismo peggiore di quella tristemente nota. Vogliamo organizzare qualcosa con tutte le Associazioni, i Comitati e i Cittadini anche a Milano, dove il silenzio sembra rotto solo da qualche iniziativa come quella di ieri alla Casa della Cultura? Resto in attesa di una risposta e di una proposta di incontro, vista la necessità di organizzare “qualcosa” anche a livello locale e vista la differenza con l’atmosfera del Referendum del 2006. Cordialmente Stefano Volante 333.7160823

  2. Maurizio Manca scrive:

    Grazie a tutti coloro che hanno organizzato questo convegno!
    Ho notato però con amarezza come molti partecipanti siano ancora nella fase di negazione dell’esistenza di circa 140 parlamentari che sui temi trattati a Firenze hanno fatto e continuano fare grandi battaglie, magari con modi e metodi criticabili ma pur sempre in difesa dei principi espressi dalla nostra Costituzione.

    L’accorata partecipazione di tutti gli illustri relatori ha sottolineato l’importanza dei temi trattati.

    Barbara Spinelli ha parlato di legge in difesa della pratica del whistleblowing e di boicottaggio del trattato di libero scambio tra USA e Europa (TTIP).
    Francesca Businarolo ha presentato in Parlamento la Proposta di Legge che riguarda il primo tema mentre da mesi il M5S informa sulle conseguenze della futura ratifica del TTIP e soprattutto denuncia le trattative lontane dagli occhi dell’opinione pubblica.

    Ci ricordiamo ancora la salita sui tetti dei deputati M5S in difesa dell’articolo 138 della Costituzione e, ancora, è il M5S l’unica forza ad aver votato contro “l’abominevole legge” (così l’hanno definita Lorenza Carlassare e Sandra Bonsanti) sulla responsabilità civile dei magistrati.

    Quando Alberto Vannucci elencava le inchieste per corruzione riguardanti il Mose, l’Expo, Mafia Capitale, era impossibile non ripensare alle denunce fatte mesi prima dello scoppio dei vari casi dal movimento stesso, denunce spesso inascoltate ma poi rivelatesi estremamente fondate.

    E’ stato un peccato non poter ascoltare anche il Prof. Rodotà: magari avrebbe anche accennato al principio di solidarietà, argomento del suo ultimo libro, che dovrebbe rimanere uno dei cardini di una società democratica propriamente detta.
    Anche su questo il Movimento, rischiando a volte di essere tacciato di populismo, porta avanti delle proposte serie e concrete.

    Abbiamo ascoltato il Prof. Zagrebelsky parlare di LeG come associazione di cultura politica che vuole rimanere giustamente all’esterno del Parlamento.
    Perché non utilizzare proprio gli eletti del M5S come “portatori sani di Costituzione” all’interno delle Istituzioni?
    Chiaramente non sto parlando di un “gemellaggio” quanto piuttosto di instaurare un rapporto di collaborazione come potrebbe esserci tra insegnante e allievo (a volte ribelle e irrispettoso…).
    Per farlo, il primo passo sarebbe quello di riconoscere l’esistenza di questa parte di società civile che ha deciso di entrare in Parlamento e combattere contro gli stessi poteri denunciati nella due-giorni di Firenze, valorizzarne l’operato quando coincidente con gli obiettivi di LeG e fornire gli strumenti teorici ad eletti che il più delle volte sembrano impreparati.

  3. daniela scrive:

    carissimo Civati, sostieni allora la LIP contro la Buona Scuola! grazie

  4. Paolo Barbieri scrive:

    “…Il popolo affascinato dai capi”

    Non è certo una novità, e meravigliarsene non ha senso: le masse popolari sono da sempre vittime naturali del plagio del potere costituito o di qualsiasi “pifferaio magico”, che le porta dove vuole solo che le condizioni socio-economiche siano appena soddisfacenti (la storia ci ricorda le adunate di piazza Venezia come di ogni altra capitale europea o mondiale, fino ai “predicatori” via web).

    Poi accadono cose che portano la sofferenza prevalere sul plagio, e allora si determinano le condizioni per il cambiamento.

    Come in questo momento da noi: ma perchè sia virtuoso ci vuole una guida all’altezza, altrimenti la gente fa solo casino o finisce nelle mani di un nuovo pifferaio.

    Ora ci sono fattori convergenti perchè si possa almeno provare a produrre un cambiamento progressista. Ma occorre far presto perchè altrimenti il potere costituito inizierà a suonare, con l’abilità che gli viene oggettivamente riconosciuta, gli strumenti mediatici più pervasivi di cui dispone, pubblici e privati, facendo leva su un cambio di ciclo economico, vero o presunto, o su qualche (contro)riforma sparata come manna dal cielo, per ripristinare il consenso classico.

    Questi fattori sono: 1° la saggezza di Rodotà e f.lli;
    2° le braccia operative di Landini e dell’associazionismo virtuoso;
    3°gli artt della Costituzione ancora fruibili, da esercitare in modo congiunto e sinergico: UNO La Sovranità Popolare “REALIZZATA”, non solo enunciata, 50 e 71 che consentono la Democrazia Diretta PROPOSITIVA, 40 il diritto di sciopero (magari nella forma del “conclave laico”);
    4° quel mondo della comunicazione che da anni alimenta la nostra indignazione con denunce quotidiane di misfatti antichi sempre rinnovati, capace di diffondere e sostenere l’iniziativa
    5° una Cittadinanza che ancora all’ultima indagine demoscopica della Demos di I. Diamanti, denunciava di disprezzare l’offerta politica al 97% e il Parlamento al 93%.

    Ma è urgente “fare presto” perchè i fattori 3° e 5° sono ad “alto rischio”!

    E neppure accontentarsi dell’articolo 81 o del 18: se la via sarà quella della “Coalizione Sociale”, allora gli obiettivi da prendere contemporaneamente in considerazione sono più numerosi, giustizia, fisco, scuola, territorio, conflitto d’interessi, …

    Ma soprattutto bisogna fare presto!

  5. Franco Pischedda scrive:

    Il prof. Zagrebelsky qualche giorno fa aveva rilevato (dibattito “Meno democrazia”, Torino, organizzato dalle associazioni Libertà e Giustizia e I popolari), con riferimento all’attuale discussione delle riforme in parlamento e le polemiche sulla decisione del presidente del consiglio di andare avanti nonostante le polemiche con l’opposizione, il degrado attuale del pensiero politico, “quasi il punto zero della democrazia”.

    Il decisionismo dei capi di governo è in Italia da sempre considerato, giustamente, una manifestazione di autoritarismo e di antidemocrazia.

    Anche De Gasperi, per dire di cose accadute in tempi ben lontani dall’ultimo ventennio, che era insofferente delle lungaggini parlamentari e cercò di far approvare una legge elettorale che gli garantisse una maggioranza parlamentare sicura ( la famigerata legge truffa), era sotto questo profilo autoritario e antidemocratico.

    Il prof. Zagrebelsky si chiedeva poi se le riforme che sono attualmente in cantiere vadano nella direzione di aprire spazi alla politica e alla democrazia o piuttosto di valorizzare il “momento esecutivo” in senso non compatibile con l’ampliamento della democrazia.

    Il governo della repubblica italiana, per come è stato configurato in sede costituente, non è definibile “esecutivo” nella accezione della tradizione risalente al tempo della coesistenza del monarca e del parlamento, ma è a pieno titolo “governo parlamentare”, con pieni poteri in ordine alle scelte politiche almeno fino a che la maggioranza parlamentare non faccia venir meno la propria fiducia.

    I costituenti avevano ritenuto evidentemente che il modello governativo da essi adottato, condizionato alla fiducia del parlamento, fosse rispondente all’esigenza primaria, insita nel concetto di democrazia, che l’organo governativo non potesse che adottare decisioni politiche con stretto riferimento alla sovranità popolare rappresentata appunto dal parlamento da cui otteneva la fiducia.

    Ma il modello costituzionale è risultato sin dall’avvio solo teoricamente valido.

    Di fatto è avvenuto, sin dall’avvio dell’esperienza repubblicana, che sia la rappresentatività parlamentare sia la funzione di governo si tramutassero da istituti di democrazia (governo del popolo nella forma della rappresentatività) in vera e propria presa del potere, con uso strumentale a proprio vantaggio delle regole costituzionali, e che la regola democratica della maggioranza venisse usata strumentalmente dal potere per attuare quel fenomeno antidemocratico che Montesquieu aveva definito “dittatura della maggioranza”.

    Ci si chiede a questo punto se si tratti di una situazione ineluttabile, a cui ci si debba fatalmente rassegnare, o se sia possibile fare in modo, con l’introduzione di adeguati strumenti costituzionali, di far cessare con ogni urgenza il fenomeno della “dittatura della maggioranza” intesa nel senso dell’uso antidemocratico dei poteri da parte del “governo parlamentare”.

    È illusorio pensare che questo strapotere possa essere combattuto con argomentazioni anche le più raffinate come quelle elaborate dal prof. Zagrebelsky in difesa delle buone ragioni del popolo sovrano.

    In tempi storicamente lontani, contro lo strapotere del potere dominante (re, principi, signori) si ricorreva ad alleanze con lo straniero, con il risultato, come osservava Manzoni, di mettersi sul collo due padroni. Oggi il fenomeno rischia di ripetersi in forma non di dominio militare ma più subdola di dominazione economica aggiungendo all’asservimento interno quello esterno dell’Europa.

    Per questo è necessario, prioritario data la gravità attualmente assunta dal fenomeno dell’autoritarismo antidemocratico, promuovere l’avvio di un movimento politico nazionale per elaborare nuove regole, nuovi istituti costituzionali a difesa della sovranità popolare, da affidare all’esame finale ed approvazione di una assemblea costituente, organo per sua natura super partes.

  6. Silvana Pelosi scrive:

    E’ su prenotazione, ma le iscrizioni sono chiuse perché i posti sono esauriti

  7. Sergio Santi scrive:

    Concordo sulla considerazione che la prima condizione per salvare la democrazia sarebbe la riforma degli attori politici e, più in generale, del modo di pensare e di agire collettivo della maggioranza degli italiani. Al di là delle solite generiche petizioni ideali: più educazione civica, più cultura, più senso etico e dello Stato, nessuno è in grado di prospettare se e come una tale riforma possa essere realizzata e mediante quali interventi “miracolistici” possa essere raggiunto, nell’arco dei prossimi anni e non in tempi storici (il bel sol dell’avvenire), l’obiettivo di migliorare la qualità del ceto politico, della classe dirigente e, ciò che sarebbe fondamentale, la scorza civile e morale della popolazione. A fronte la novità rappresentata dalla nuova generazione che, con Renzi, ha preso il potere, il mio atteggiamento, influenzato dalla mia formazione laica, è quello di attendere il tempo ragionevole per valutare i risultati dell’azione di governo, che è entrato in carica da un anno appena. A mio parere le aspre critiche (iniziate fin dai primi mesi) cui continuano ad essere sottoposte le sue iniziative sono viziate da pregiudizi in gran parte dovuti a pregresse concezioni ideologiche. Questo che viviamo è tempo di decisioni per cui parafrasando il detto latino, concludo così: Nunc oportet facere plus quam philosophari.

  8. Paolo Bertini scrive:

    Vorrei sapere se l’entrata per il Congresso di venerdì 27 ore 15,30 è libera. Grazie, vorrei esserci, molto interessante.

  9. Paolo Barbieri scrive:

    Rilevo che ci si avvicina lentamente, troppo lentamente vista la velocità di Renzi, alle tesi che suggerisco da anni anche su questi spazi: coalizione sociale o società civile, associazionismo già impegnato nella società, proposta di legge di iniziativa popolare, Costituzione come faro nella notte della repubblica.

    Manca ancora il concetto di “Sovranità Popolare Realizzata” (non solo enunciata) e della “tavola delle leggi” da proporre, non una sola che una rondine non fa primavera, per dare all’azione in studio, il carattere di “cambiamento ampio e profondo”.

    Ma è necessario fare in fretta, perchè il PdC è riconosciuto quale efficace comunicatore e con gli strumenti mediatici, pubblici e privati a disposizione, avrà buon gioco per la sua strategia di larga occupazione delle istituzioni e del Paese.

    Avrà buon gioco verso le masse vulnerabili al plagio del potere costituito, abile comunicatore, che saprà sfruttare abilmente l’inversione del ciclo economico e le (contro)riforme vendute come grandi eventi di progresso.

    La mia bozza è a disposizione come il sottoscritto H24; ma non perdiamo altro tempo! Chi la conosce, legge e condivide la mia preoccupazione, mi aiuti a riproporla!

  10. Grazie, Zagrebelsky.
    E’ tutto molto chiaro e l’umiliazione del Parlamento non è altro, per la sua stessa definizione, che l’umiliazione della voce della gente (anche se le distorsioni della legge elettorale hanno obbligato il popolo a scegliere rappresentanti poco buoni i quali accettano di umiliare, a loro volta, il potere giudiziario di cui temono il controllo essendo corrotti).
    E poi chi l’ha detto che il Presidente del Consiglio può “mandare a casa” il Parlamento? Caso mai è il Parlamento che chiederà al Presidente della Repubblica di “mandare a casa” l’Esecutivo.
    Zagrebelsky, nel mio piccolo, sono a disposizione. Gregorio Monasta

  11. daniela scrive:

    SONO PERFERTAMENTE IN ACCORDO CON QUANTO DETTO DAL PROFESSOR RODOTA’ E,VISTO CHE PARLA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE DELL’AART 81,RICORDO CHE ESISTE ANCHE UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA SCUOLA,LIP, GIA IN PARLAMENTO E SOTTOSCRITTA DA CENTOMILA FIRME CERTIFICATE ddl1583 2/08/2014 ALsENATO E ddl2630 DEL 12/09/2014 ALLACAMERA CHE TUTTAVIA RIMANE SCONOSCIUTA AI PIU ANCHE PER IL TAM TAM CHE RENZI FA CON LA SUA PESSIMA ED INGIUSTA PROPOSTA DENOMINATA LA BUONA SCUOLA CHE CENTINAIA DI COLLEGI DOCENTI HANNO RIGETTATO.QUINDI SE IL PROFESSORE LA CITASSE E LA APPOGGIASSE NELLE SUE INTERVISTE GLIENE SAREMMO GRATI

  12. Mario Castello scrive:

    A fronte di questa esposizione così chiara e dettagliata, tutto quello che posso dire è che sono pienamente d’accordo

  13. Giovanni Lamagna scrive:

    Mirabile! Come al solito…

  14. salvo scrive:

    Ben detto. Ma a che vale delle radici il rinforzo se il terreno è sozzo ?.

  15. Posso ‘ osare ‘ di dissentire dal Maestro Rodotà ? Non si può continuare a parlare della Costituzione come la nostra ‘ bussola ‘ ( la ‘ Via Maestra ‘ che – tutti ricorderanno – volevamo percorrere proprio a fianco di realtà come quelle rappresentate da Landini e don Ciotti, giusto per riprendere due dei nomi citati da Rodotà ) e trascurare il piccolo particolare che i partiti sono previsti dall’ art.49 della Costituzione come lo strumento associativo – liberamente associativo – ” per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale “. Credo di sapere anche io, come le pietre di questo nostro complesso Paese, che i partiti che avevano in mente i padri costituenti non erano ciò che i partiti oggi ci appaiono. Ma neanche le istituzioni disegnate dai costituenti hanno molto in comune con le istituzioni che abitano l’ Italia da quasi un quarto di secolo. E neanche i cittadini, popolo sovrano o società civile che dir si voglia, sono esenti da critiche rispetto ad un modello di partecipazione, per esempio, che prevede i ” doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale ” ( art.2,Cost.). Cosa voglio dire. Voglio dire che una affermazione come quella secondo la quale ” la politica non si chiude tutta dentro i partiti ” è terribilmente banale e, allo stesso tempo, pericolosa. Banale perché ignora le cause, legate prevalentemente ad un modello di sviluppo che non ha bisogno di ‘ metodi democratici ‘ e di ‘ buona politica ‘ ma, appunto, di oligarchie ristrette, poco partecipate e molto autoreferenziali. Pericolosa perché lancia un segnale chiaro di forte delegittimazione, non soltanto dei partiti-come-sono ma, inevitabilmente, anche dei partiti-come-dovrebbero-essere. Sembra, insomma, che allo stato non sia possibile una militanza buona, critica, democratica, all’ interno di ‘ questi ‘ partiti e che per fare buona politica ci si debba solo impegnare nel mondo dell’ associazionismo, all’ insegna della cultura e del volontariato. Valori indiscutibili, questi ultimi, ma non certo per la loro impoliticità che – invece – sembrerebbe ( non certo nel pensiero di Rodotà ma nella lettura strumentale che se ne può dare ) essere la caratteristica vincente, quella che garantirebbe l’ agognata ‘ discontinuità ‘ rispetto – per esempio – ad esperienze come quella di SeL ( nata alla fine del 2010 ) o delle ancora più recenti Alba, Rivoluzione Civile, Lista Tsipras. Non è più ammissibile, insomma, una dicotomia – rivelatasi funzionale all’ antipolitica e foriera sia del disimpegno dalla militanza politica tradizionale che del crescente astensionismo elettorale – come quella tra i partiti, incorreggibilmente oligarchici, e le associazioni più o meno culturali e più o meno basate sul volontariato che, proprio nella loro distanza dai partiti, troverebbero la consacrazione a luogo privilegiato per le buone pratiche e la buona politica. Spero che il professore, nella sua relazione al convegno di Firenze sulla ‘ Democrazia minacciata ‘ , ci parli anche della lotta per il diritto a riappropriarci dei partiti come strumento di democrazia e partecipazione.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  16. toni80 scrive:

    Questo signore non ha mai fatto il mestiere per il quale è lautamente pagato.
    Vuole scippare il mestiere ai preti: fa ‘prediche apocalittiche’ (per lui e quelli come lui). Magari si avverassero!

  17. Marina Boagno scrive:

    Semplicemente, grazie.

  18. DITEMI COME SI FA A NON ESSERE D’ACCORDO.

  19. lucia morelli scrive:

    Una cortese domanda:

    Per favore potete dirmi quale è la causa primaria della corruzione in Italia?

    A mio avviso – e dico una ovvietà – la corruzione è il SINTOMO di una situazione che sta a monte e che si manifesta proprio attraverso i fenomeni corruttivi. Ma, QUALE E’ LA SITUAZIONE CHE STA A MONTE ?
    (Io mi sono data una risposta, e ne scriverò, ma sono estremamente interessata a conoscere il parere dei “pensatori” che militano in Libertà e Giustizia. Grazie.

  20. Giampiero Buccianti scrive:

    Nel luccicante schermo sempre acceso di Renzi si svolge un video-gioco ambiguo e pericoloso, di cui molti sono spettatori non consapevoli. In un crescendo ossessionante, colpiti da raggi megagalattici, si sono dissolti via, via Letta, Bersani, Bindi, D’Alema e le altre cariatidi, ostacoli all’uscita dal bozzolo del Rottamatore che, nobilmente, almeno all’inizio ha risparmiato il più acerrimo avversario dell’antica sua parte, il Grande Vecchio Gaudente, alleandosi con lui ed i Pirati della Legalità, un variegato, invincibile esercito da tempo accampato in Parlamento. Si crea un onda d’urto mediatica e nelle scene più impressionanti si vedono la Costituzione dilaniata pezzo per pezzo, le opposizioni imbavagliate e fatte scomparire, la Magistratura attaccata e posta sul banco degli accusati, il sindacato ribelle accerchiato , lo scontro dei manipoli in Parlamento e le Istituzioni date alle fiamme, mentre nel cielo sfrecciano slogan d’artificio che incitano a distruggere il nemico. Paurosa la scena finale, con il popolo dei supplicanti, ai lavori forzati, intento a trasportare casse di leggi roboanti, inutili , se non peggiorative, e, sotto l’occhio vigile di Sacconi, riempire vagoni di monete d’oro ai loro padroni, mentre, curvo al dovere, acclama il Benefattore che, modestamente, chiamerà alla ribalta anche le fedeli Boschi e Madia, eroine quasi per caso. In questo contesto, non del tutto immaginario, se, come dice Zagrebelsky, “chi parla di politica è sospettato di ideologia” perché “non ci sono alternative”, può valere solo la legge del più forte, ovvero una pericolosa prevaricazione della democrazia costituzionale: speriamo che almeno il Capo dello Stato se ne sia accorto . Giampiero Buccianti

  21. Uccio scrive:

    Considerato che la democrazia é stata svuotata di significato sopratutto con il momento elettorale, e visto che siamo nell’epoca “del fare per compiacere ai meno”, perché non sfidare l’esecutivo sul loro stesso terreno, proponendo una verifica intermedia dell’attività di governo,(ben articolata), effettuata la quale se detta verifica non é superata il governo rassegna le dimissioni e se ce un’altra maggioranza, bene, altrimenti si torna al voto ? Perché un governo che si dice del fare non dovrebbe trovare difficoltà a fare per il bene della collettività e, dunque, non dovrebbe disdegnare una verifica intermedia sulle cose fatte. Ovviamente, detta verifica intermedia devono farla direttamente i cittadini, on line, e se il governo si sottrae, o non é un governo del fare PER tutti o non é un governo DI tutti o non é proprio un governo. Questa proposta, bisognerebbe integrarla con un’altra, per la parte in cui non prevede una verifica sull’efficacia delle singole leggi. Andrebbe introdotto nell’ordinamento un meccanismo, anche su piattaforma informatica, per verificare l’efficacia delle leggi approvate e nel caso non abbiano avuto ricadute positive sui cittadini i propositori, decadono direttamente da parlamentare.

  22. Grazie Maestro. Descrivi un processo di decivilizzazione che attraversa in primo luogo le coscienze. E rispetto al quale parlare di “svolta autoritaria” è in certo modo limitativo. E in fondo anche “svolta impunitaria”. Forse bisognerebbe parlare proprio di processo di annientamento di tutte le grandi strutture normative che reggono una civiltà democratica, processo che si è consumato con lentezza per troppi anni e ora si fa repentino tracollo. Con l’ultimo decreto sulla responsabilità civile dei magistrati e quello incombente sulla Rai in barba all’antitrust e al conflitto di interessi l’opera si compie. Forse oltre a invitare al Convegno sulla Democrazia Minacciata il Presidente della Repubblica, Libertà e Giustizia dovrebbe stendere un Cahier de doléances e portarlo, in delegazione, al Quirinale. E forse almeno su alcuni punti ancora possibili di resistenza bisognerebbe preparare un referendum.

    “Soprattutto, influisce sul giudizio della situazione il silenzio totale su due punti cruciali: la democrazia nei partiti e la vitalità dell’informazione. Qui sta la materia prima della democrazia e se la materia è corrotta, quale che sia il manufatto (cioè l’impalcatura istituzionale) il risultato non potrà non portare i segni della corruzione. Il guscio sarà svuotato della sostanza. Anzi, servirà a mascherare lo svuotamento”.

  23. Paolo Barbieri scrive:

    E allora illustre professor Zagrebelsky,

    è tempo di passare dai documenti a futura memoria, a progetti operativi ad utilizzo immediato!

    Perchè più tempo passa, più sarà consolidata la presa sulle istituzioni e sul paese con l’efficacia comunicativa, l’ampia disponibilità di media invasivi, e la vulnerabilità della Cittadinanza largamente sprovvista degli strumenti culturali capaci di ben cogliere la cruda realtà dietro la propaganda!

    Personalmente, pur lontano dalla Sua cultura, ho percepito la gravità della situazione paludosa e da tempo suggerisco insistentemente una via per uscirne, anche su questi spazi.

    Abbiamo ancora poco tempo, e sta per esaurirsi. Ma esistono fattori sociali convergenti e strumenti costituzionali efficaci che attendono solo di essere attivati ed esercitati perchè i destini del Paese possano volgere verso una democrazia di miglior qualità e un progresso continuo. Riportando in Parlamento il rigore morale e culturale dei Costituenti, unica garanzia della qualità delle leggi prodotte.

    1° le persone capaci della saggia guida teorica (professoroni e parrucconi e c.)

    2° le associazioni già operative nella società: Libera, la Rete per l’Acqua Pubblica, CittadinanzAttiva e le altre 10 mila associazioni nelle quali si sono rifugiati i Cittadini per scambiarsi solidarietà in questa cattiva fase della vita nel Paese, pronte a raccogliere e a tradurre in azioni i suggerimenti.

    3° gli strumenti costituzionali di efficacia assoluta ancora a disposizione: la Sovranità Popolare “Realizzata” e non solo annunciata, art, UNO, armata degli articoli della Democrazia Diretta Propositiva 50 e 71 e se servisse 40, lo sciopero, e se servisse il “conclave laico”.

    4° il mondo dell’informazione e comunicazione che da lustri e decenni ci ammanisce delle disgrazie del Paese e dei misfatti della politica, madre e matrigna di tutto questo sfascio, che non è riuscito a produrre una minima reazione, potrà finalmente partecipare al “cambiamento” sostenendo l’iniziativa diffondendola nella Società Civile.

    5° la Società Civile che al 97% dichiara all’indagine demoscopica qualificata ed indipendente che la Demos svolge ogni anno, di non aver più alcuna fiducia e di disprezzare l’offerta politica attuale. 97% confermato dall’analisi dei flussi e delle astensioni dal voto nelle ultime occasioni: con un Aventino in continua crescita intorno al 45/50%, con un voto “contro” al M5S (D’Arcais “uno sputo in faccia alla casta”) che raggiunge 7/8 milioni, chi ancora si ostina ad esercitare lo fà per votare il meno peggio, o il male minore, o contro B., o contro il comunismo… Insomma nessuno che voti con entusiasmo, credendo in ciò che sta facendo.

    Concludendo un 97% in attesa di un cambiamento, e pronto a cogliere l’occasione, a “realizzare” la Sovranità Popolare per portare a termine in breve il progetto delle guide riconosciute, avviato dalle associazioni alternative ai partiti, nel segno, nel solco e nella legalità Costituzionale, diffuso dai “denunciatori professionali” e raccolto dalla Cittadinanza indignata in attesa del “cambiamento qualitativo”.

    Ma professore stimatissimo, troviamo in fretta il catalizzatore capace di attivare il processo, cogliamo i fermenti che si avvertono, pur tardivi, e procediamo rapidamente con entusiasmo!

    Sovranità Popolare Realizzata per una tornata di Democrazia Diretta Propositiva per “cambiare verso” nel segno del Bene Comune!

    p.s. esiste ed è disponibile una bozza di progetto in attesa di integrazioni, di adozioni e di autori, ma facciamo presto!

  24. Davide Muratori scrive:

    Perché tanta corruzione Lucia :
    Troppa mafia dentro lo stato

  25. Dopo Bertinotti, Cofferati, il quale, se non lo avessero battuto i “cinesi”, starebbe ancora al caldo nel PD. Ancora un paio di endorsement così e siamo allo 0,5%. Ad ogni modo, visto che non cambiano idea solo i paracarri, e che bisogna evitare il frazionismo che ha sempre caratterizzato la sinistra, suggeriamo a Landini un semplice rimedio. Dica subito che, qualsiasi sia lo sbocco della sua iniziativa, coloro che hanno già fatto due mandati di rappresentanza (la più bella idea di M5S), non potranno essere candidati a nulla. Chi resterà a questa chiara condizione sarà il benvenuto.

  26. lucia morelli scrive:

    Una cortese domanda:

    Per favore potete dirmi quale è la causa primaria della corruzione in Italia?

    A mio avviso – e dico una ovvietà – la corruzione è il SINTOMO di una situazione che sta a monte
    e che si manifesta proprio attraverso di essa.

    Grazie,

  27. Alfredo Codarin scrive:

    Nella mia presunzione ho provato a fare un raffronto su come dovrebbe essere il ns\o Parlamento nel suo complesso, dopo aver letto tutti gli interventi di “Una Italia libera e onesta”. Confesso che ho fatto fatica perchè i concetti espressi non era che fossero difficili da capire, anzi, ma man mano che leggevo era come se mi scoppiasse un petardo nel cervello. Sono arrivato alla conclusione che l’attuale modo di governare è l’anticamera della dittatura e che il”Buon governo” è una parola sconosciuta. Poveri quelli che verrano dopo di noi perchè cresceranno senza che venga insegnato loro cos’è la democrazia e forse non arriveranno neanche a comprenderne il significato. Scusatemi per queste due righe che sembreranno sconclusionate, sono solo uno sfogo. alfredo

  28. Antonio scrive:

    I dipendenti della Pubblica Amministrazione condannati per gravi reati vengono licenziati, perdono stipendio e devono risarcire danni. Ingiusto lasciare vitalizio agli onorevoli infedeli. Il godimento del diritto è legato al rispetto delle regole connesse allo stato giuridico che ha determinato emolumento, comportamento indegno determina perdita stato e connessi

  29. democrazia: 10 filosofi e 11 imbecilli, vincono gli imbecillihttp://www.laculturavivente.it/minima-democratia/#more-7527

  30. […] Da libertaegiustizia.it […]

  31. Giulio MANCABELLI scrive:

    Ormai non si può più far finta di non vedere l’immanente necessità di soluzioni più equilibrate adottando sistemi elettoral-istituzionali che enucleino dinamiche e poteri controbilanciati è ormai divenuto un MUST presente ad ogni latitudine, questo per poter sopperire alla crisi della rappresentanza oltre che a quella economica che sono ormai diventate le ineludibili contingenti prossimità da dover superare! Questo dovrebbe fondamentalmente preoccuparci e spronarci a cambiar effettivamente verso per non ritrovarci prossimamente ESODATI perfino dalla stessa DEMOCRAZIA! Implicita diventa l’urgenza d’addivenire ad un più equilibrato e completo sistema elettorale quanto il SEMIALTERNO si propone estrapolandola dall’evolversi della stessa storia. Essendo le democrazie rappresentative contemporanee l’esito e l’espressione permanente di una lunga serie di lotte cicliche alterne volte a contenere poteri gerarchici fondati su ragioni non estendibili a tutti, e in questo senso arbitrarie, come l’età, il genere, una competenza specifica, la proprietà, la sacralità, la forza militare, ecc. Il processo storico di sviluppo della democrazia è stata una sintesi composita osmotica di principi ed esperienze che si sono consolidati nel corso di secoli. Cominciato da quello “star up” nell’antica Grecia la democrazie è arriva fino a noi, alle nostre democrazie rappresentative frutto di alterni scanditi, innescati eventi con più o meno cruente pulsioni e contrasti fra potenza e potere, che hanno innescato quelle più o meno lunghe estensive o restrittive fluttuazioni, quanto talora cruente! Pertanto, lo studio della democrazia non può essere concepito in una prospettiva antistorica o puramente astratta, giacché i suoi principi hanno una validità che sconfina il tempo nel quale sono stati ideati e sperimentati. Dove, talora pur restando sottotraccia sono stati sempre lì pronti ad emergere dalle più carsiche pieghe della cronistoria per assumerne sempre nuove, diverse ed inedite articolazioni nelle prassi e nei processi specialmente quelli sulle modalità volte alla determinazione delle stesse rappresentanze. Da cui sgorga l’imprescindibile esigenza di ricercare ed acquisire di sempre nuove ed inedite. Specialmente per quanto attenga ai meccanismi elettorali, per trovarne dei nuovi più equilibrati e più completi quanto inediti come col sistema elettorale SEMIALTERNO si propone rispetto agli attuali compassati modelli dal Proporzionale al Maggioritario quanto i loro ibridi derivati dal Mattarellum al Porcellum quanto il prossimo Italicum in quanto strutturalmente limitati e limitanti in altrettanto modo non potranno che esserne i loro risultati!
    Pertanto, non possiamo decretare la fine della storia accontentandoci in perpetuo del solito obsoleto esistente! (Fukuyama) In quanto già gli stessi Greci antichi avevano concepito il “ciclo” come l’uovo di Colombo e l’hanno introdotto come criterio dinamico evolvente per praticamente applicarlo nelle prassi dell’esercizio della democrazia, dove sistematicamente il ciclo veniva usato per l’assolvimento delle cariche cosicché, si alternavano nei ruoli e nelle funzioni per meglio poter contrastare rischi di cadere nel dispotismo. Così in altrettanto dinamico alterno modo, praticavano il ciclo, oltre i Greci anche gli stessi Romani, con riferimento perfino anche al loro impianto istituzionale giacché, quando reputavano la loro Repubblica a rischio, la sospendevano per inserirvi un ciclo d’assoluta governabilità attraverso l’elezione di un dictator – dittatore per poi (dopo sei mesi) ritornare alla Repubblica! Questa era la prassi, anche se espressa in modo sbrigativo, permetteva loro di concepire in modo elastico flessibile l’istituzione per mantenerla il più possibile integra incarreggiandola entro quegli evolventi termini alterni fra “Senato e Governatore“!? Pertanto anche da questi soli aspetti se ne dovrebbe evincere quell’insito latente assioma diade che il SEMIALTERNO esprime ed intende sintetizzare nella sua articolazione: “Governabilità e Rappresentatività” ancora dai meccanismi elettorali data la complementarietà di entrambi. Da cui sgorga il sistema elettorale SEMIALTERNO quale dispositivo che si basa su mandate (elettiva) al proporzionale (senza soglia) che verrebbero sostituito da una mandata (elettiva) al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate (elettive) a base proporzionale. Quale modalità per ingenerare e riprodurre quella osmotica fisiologica tensione propulsiva dell’ingenerare un autentico contendibile meritocratico BIPOLARISMO APERTO all’accountability quale pretensione a massimizzare governabilità coniugata alla rappresentatività per far sì che chi governa governi! E, che fa l’opposizione puntualmente controlli! Giacché alcun sistema mai potrebbe “reggersi” restando in equilibrio se si trova obbligato a muoversi nello spazio tempo su una sola induzione centrifuga tipica dei Proporzionali che spinge verso la moltiplicazione opzionale partitica oppure, su quella centripeta tipica dei Maggioritari incardinata sulla governabilità a scapito della rappresentatività quando per reciproca complementarietà devono in un siffatto implicito evolvente modo vicendevolmente richiamarsi per coniugarsi e per compiutezza equilibrarsi. Questa reciproca esigenza auto-equilibratrice autorigenerante che il SEMIALTERNO esprime, la si evince oggigiorno, osservando lo sferzo d’una siffatta sempre più iperbolicamente accelerata globalizzazione che sta intensificando sempre più l’affastellarsi di queste fluttuazioni estensive e riduttive sulle front line. I meccanismi elettorali preposte alla determinazione delle rappresentanze politiche rendendone ancor più assordante il loro echeggiar “indomito” tanto da farle rimbalzare in modo magniloquente perfino fra le democrazie ottriate (Westminster) e quelle filo rivoluzionarie Repubblicane Proporzionaliste così da figurativamente doverle obbligare per “mainstream” confluenze a reciprocamente (schiudersi come un pandora) per reciprocamente correggersi per insita “mainstream” forzata convergente complementarietà!?
    Un processo resosi ormai irreversibile dal quale si dovrebbe evincere l’”inedita-atavica-diade” ineluttabile assiomatica complementare coniugazione centripetocentrifuga che si conforma e, si espleta sintetizzandosi nel sistema elettorale SEMIALTERNO che articola vicendevolmente il Proporzionale col Maggioritario in modo evolvente! E’ una siffatta accelerata e cangiante realtà che procedendo ormai a velocità “digitale” porta sempre più palesemente al pettine detti nodi, di siffatte intrinseche palesi magagne presenti nei tradizionali modelli elettorali sin qui conosciuti! Giacché nei confronti di siffatte esigenze detti tradizionali modelli sclerano in presenza d’una realtà che reclama adeguamenti radicali strutturali! Un siffatto epocale momento di cambiamento antropologico, sociale, economico, ecc. reclama ovunque sistemi assemblati in modo più equilibrate anche nei meccanismi elettorali ovvero, che l’articolazione del Proposizionale venga distintamene montata con i suoi integri attributi quanto lo sia per il Maggioritario in altrettanto integro e distinto modo per generare un più equilibrato e completo sistema evolvente come quanto appunto col SEMIALTERNO si propugna! Giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato! Tant’è che per contestuale conseguenza d’una siffatta accelerata realtà globalizzata come detto, per “mainstream” confluenza tutto fa sempre più ineluttabilmente convergere facendo emergere dette contraddizioni, specialmente e particolarmente sul versante dei meccanismi elettorali che sempre più dimostrano la loro strutturale inadeguatezza dal Proporzionale al Maggioritario ai suoi derivati ibridi misti dal Mattarellum al Porcellum al prossimo Italicum!
    Questa esigenza autocorrettiva oltretutto, ce lo sta sempre più evidenziando l’implicita impellente necessità che i Britannici si vedono sempre più dover correggere il loro Westminster Maggioritario con iniezioni al Proporzionale e noi viceversa far il suo contrario! Giacché dopo aver abbandonato il Proporzionale affondandolo con la Prima Repubblica abbiamo intrapreso un’assurda impaludante Odissea avendo doppiato un Mattarellum, riaffondato nuovamente la Seconda con un incostituzionale Porcellum, per rischiare poi, un prossimo limitato e limitante Italicum per sempre più approssimarsi ad un Maggioritario con Premio, con la supposizione di poter risolvere quando andremmo a ritrovarci nelle medesime peste dalle quali i Britannici tenteranno d’uscire. Quando l’intrinseca soluzione per entrambi è la più semplice, equilibrata e pertinente rappresenta da quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO esprime!
    Pertanto assurdo diventa voler continuare ad insistere famigeratamente a mordere sempre le solite stesse ossa! Quando sarebbe opportuno riflettere che oggigiorno, è il modo con la quale si montano, si strutturano le cose che fa ineludibilmente la differenza del rendere un sistema più competitivo rispetto ad un altro! (Monod) Pertanto, non possiamo a causa di siffatti modelli elettorali limitati e limitanti lasciar ulteriormente incurvare la nostra democrazia su se stessa e soffocandola: già siamo con un astensionismo al 73%! Oltretutto questa cifra esprime quanta scarsa concorrenza politica sussista riprodotta con una siffatta mantenuta obsolescenza elettorale! Quanto deprecabile sarebbe, come considerazione generale, indulgere sull’insoddisfazione della democrazia dal fatto del non avere ormai a livello globale, alcun legittimo concorrente… senza renderci conto che una siffatta “solitudine planetaria” non la potrà mai rendere invulnerabile fintanto che, non la si vorrà rendere lei stessa internamente strutturalmente più contendibile! Conseguentemente, per evolvere, diventa implicito ed inderogabile la necessità del rendere la nostra democrazia strutturalmente competitiva sin dalle sue “front line”, dai meccanismi elettorali per poi ritrovarci coerentemente competitivi nel compendio mondiale per “benchmark democratico”! E’ pertanto che si propone un sistema elettorale SEMIALTERNO quale dispositivo più completo ed equilibrato per potersi costantemente autorigenerarsi verso in un costante processo d’implementazione continuativa di democraticità per una maggiore inclusività ovvero, verso quel futuro che ci appartiene!

  32. Giulio MANCABELLI scrive:

    UN MITO da SMITIZZARE!!!!
    Ormai non si può più far finta di non vedere l’immanente necessità di soluzioni più equilibrate adottando sistemi elettoral-istituzionali che enucleino dinamiche e poteri controbilanciati è ormai divenuto un MUST presente ad ogni latitudine, questo per poter sopperire alla crisi della rappresentanza oltre che a quella economica che sono ormai diventate le ineludibili contingenti prossimità da dover superare! Questo dovrebbe fondamentalmente preoccuparci e spronarci a cambiar effettivamente verso per non ritrovarci prossimamente ESODATI perfino dalla stessa DEMOCRAZIA! Implicita diventa l’urgenza d’addivenire ad un più equilibrato e completo sistema elettorale quanto il SEMIALTERNO si propone estrapolandola dall’evolversi della stessa storia. Essendo le democrazie rappresentative contemporanee l’esito e l’espressione permanente di una lunga serie di lotte cicliche alterne volte a contenere poteri gerarchici fondati su ragioni non estendibili a tutti, e in questo senso arbitrarie, come l’età, il genere, una competenza specifica, la proprietà, la sacralità, la forza militare, ecc. Il processo storico di sviluppo della democrazia è stata una sintesi composita osmotica di principi ed esperienze che si sono consolidati nel corso di secoli. Cominciato da quello “star up” nell’antica Grecia la democrazie è arriva fino a noi, alle nostre democrazie rappresentative frutto di alterni scanditi, innescati eventi con più o meno cruente pulsioni e contrasti fra potenza e potere, che hanno innescato quelle più o meno lunghe estensive o restrittive fluttuazioni, quanto talora cruente! Pertanto, lo studio della democrazia non può essere concepito in una prospettiva antistorica o puramente astratta, giacché i suoi principi hanno una validità che sconfina il tempo nel quale sono stati ideati e sperimentati. Dove, talora pur restando sottotraccia sono stati sempre lì pronti ad emergere dalle più carsiche pieghe della cronistoria per assumerne sempre nuove, diverse ed inedite articolazioni nelle prassi e nei processi specialmente quelli sulle modalità volte alla determinazione delle stesse rappresentanze. Da cui sgorga l’imprescindibile esigenza di ricercare ed acquisire di sempre nuove ed inedite. Specialmente per quanto attenga ai meccanismi elettorali, per trovarne dei nuovi più equilibrati e più completi quanto inediti come col sistema elettorale SEMIALTERNO si propone rispetto agli attuali compassati modelli dal Proporzionale al Maggioritario quanto i loro ibridi derivati dal Mattarellum al Porcellum quanto il prossimo Italicum in quanto strutturalmente limitati e limitanti in altrettanto modo non potranno che esserne i loro risultati!
    Pertanto, non possiamo decretare la fine della storia accontentandoci in perpetuo del solito obsoleto esistente! (Fukuyama) In quanto già gli stessi Greci antichi avevano concepito il “ciclo” come l’uovo di Colombo e l’hanno introdotto come criterio dinamico evolvente per praticamente applicarlo nelle prassi dell’esercizio della democrazia, dove sistematicamente il ciclo veniva usato per l’assolvimento delle cariche cosicché, si alternavano nei ruoli e nelle funzioni per meglio poter contrastare rischi di cadere nel dispotismo. Così in altrettanto dinamico alterno modo, praticavano il ciclo, oltre i Greci anche gli stessi Romani, con riferimento perfino anche al loro impianto istituzionale giacché, quando reputavano la loro Repubblica a rischio, la sospendevano per inserirvi un ciclo d’assoluta governabilità attraverso l’elezione di un dictator – dittatore per poi (dopo sei mesi) ritornare alla Repubblica! Questa era la prassi, anche se espressa in modo sbrigativo, permetteva loro di concepire in modo elastico flessibile l’istituzione per mantenerla il più possibile integra incarreggiandola entro quegli evolventi termini alterni fra “Senato e Governatore“!? Pertanto anche da questi soli aspetti se ne dovrebbe evincere quell’insito latente assioma diade che il SEMIALTERNO esprime ed intende sintetizzare nella sua articolazione: “Governabilità e Rappresentatività” ancora dai meccanismi elettorali data la complementarietà di entrambi. Da cui sgorga il sistema elettorale SEMIALTERNO quale dispositivo che si basa su mandate (elettiva) al proporzionale (senza soglia) che verrebbero sostituito da una mandata (elettiva) al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate (elettive) a base proporzionale. Quale modalità per ingenerare e riprodurre quella osmotica fisiologica tensione propulsiva dell’ingenerare un autentico contendibile meritocratico BIPOLARISMO APERTO all’accountability quale pretensione a massimizzare governabilità coniugata alla rappresentatività per far sì che chi governa governi! E, che fa l’opposizione puntualmente controlli! Giacché alcun sistema mai potrebbe “reggersi” restando in equilibrio se si trova obbligato a muoversi nello spazio tempo su una sola induzione centrifuga tipica dei Proporzionali che spinge verso la moltiplicazione opzionale partitica oppure, su quella centripeta tipica dei Maggioritari incardinata sulla governabilità a scapito della rappresentatività quando per reciproca complementarietà devono in un siffatto implicito evolvente modo vicendevolmente richiamarsi per coniugarsi e per compiutezza equilibrarsi. Questa reciproca esigenza auto-equilibratrice autorigenerante che il SEMIALTERNO esprime, la si evince oggigiorno, osservando lo sferzo d’una siffatta sempre più iperbolicamente accelerata globalizzazione che sta intensificando sempre più l’affastellarsi di queste fluttuazioni estensive e riduttive sulle front line. I meccanismi elettorali preposte alla determinazione delle rappresentanze politiche rendendone ancor più assordante il loro echeggiar “indomito” tanto da farle rimbalzare in modo magniloquente perfino fra le democrazie ottriate (Westminster) e quelle filo rivoluzionarie Repubblicane Proporzionaliste così da figurativamente doverle obbligare per “mainstream” confluenze a reciprocamente (schiudersi come un pandora) per reciprocamente correggersi per insita “mainstream” forzata convergente complementarietà!?
    Un processo resosi ormai irreversibile dal quale si dovrebbe evincere l’”inedita-atavica-diade” ineluttabile assiomatica complementare coniugazione centripetocentrifuga che si conforma e, si espleta sintetizzandosi nel sistema elettorale SEMIALTERNO che articola vicendevolmente il Proporzionale col Maggioritario in modo evolvente! E’ una siffatta accelerata e cangiante realtà che procedendo ormai a velocità “digitale” porta sempre più palesemente al pettine detti nodi, di siffatte intrinseche palesi magagne presenti nei tradizionali modelli elettorali sin qui conosciuti! Giacché nei confronti di siffatte esigenze detti tradizionali modelli sclerano in presenza d’una realtà che reclama adeguamenti radicali strutturali! Un siffatto epocale momento di cambiamento antropologico, sociale, economico, ecc. reclama ovunque sistemi assemblati in modo più equilibrate anche nei meccanismi elettorali ovvero, che l’articolazione del Proposizionale venga distintamene montata con i suoi integri attributi quanto lo sia per il Maggioritario in altrettanto integro e distinto modo per generare un più equilibrato e completo sistema evolvente come quanto appunto col SEMIALTERNO si propugna! Giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato! Tant’è che per contestuale conseguenza d’una siffatta accelerata realtà globalizzata come detto, per “mainstream” confluenza tutto fa sempre più ineluttabilmente convergere facendo emergere dette contraddizioni, specialmente e particolarmente sul versante dei meccanismi elettorali che sempre più dimostrano la loro strutturale inadeguatezza dal Proporzionale al Maggioritario ai suoi derivati ibridi misti dal Mattarellum al Porcellum al prossimo Italicum!
    Questa esigenza autocorrettiva oltretutto, ce lo sta sempre più evidenziando l’implicita impellente necessità che i Britannici si vedono sempre più dover correggere il loro Westminster Maggioritario con iniezioni al Proporzionale e noi viceversa far il suo contrario! Giacché dopo aver abbandonato il Proporzionale affondandolo con la Prima Repubblica abbiamo intrapreso un’assurda impaludante Odissea avendo doppiato un Mattarellum, riaffondato nuovamente la Seconda con un incostituzionale Porcellum, per rischiare poi, un prossimo limitato e limitante Italicum per sempre più approssimarsi ad un Maggioritario con Premio, con la supposizione di poter risolvere quando andremmo a ritrovarci nelle medesime peste dalle quali i Britannici tenteranno d’uscire. Quando l’intrinseca soluzione per entrambi è la più semplice, equilibrata e pertinente rappresenta da quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO esprime!
    Pertanto assurdo diventa voler continuare ad insistere famigeratamente a mordere sempre le solite stesse ossa! Quando sarebbe opportuno riflettere che oggigiorno, è il modo con la quale si montano, si strutturano le cose che fa ineludibilmente la differenza del rendere un sistema più competitivo rispetto ad un altro! (Monod) Pertanto, non possiamo a causa di siffatti modelli elettorali limitati e limitanti lasciar ulteriormente incurvare la nostra democrazia su se stessa e soffocandola: già siamo con un astensionismo al 73%! Oltretutto questa cifra esprime quanta scarsa concorrenza politica sussista riprodotta con una siffatta mantenuta obsolescenza elettorale! Quanto deprecabile sarebbe, come considerazione generale, indulgere sull’insoddisfazione della democrazia dal fatto del non avere ormai a livello globale, alcun legittimo concorrente… senza renderci conto che una siffatta “solitudine planetaria” non la potrà mai rendere invulnerabile fintanto che, non la si vorrà rendere lei stessa internamente strutturalmente più contendibile! Conseguentemente, per evolvere, diventa implicito ed inderogabile la necessità del rendere la nostra democrazia strutturalmente competitiva sin dalle sue “front line”, dai meccanismi elettorali per poi ritrovarci coerentemente competitivi nel compendio mondiale per “benchmark democratico”! E’ pertanto che si propone un sistema elettorale SEMIALTERNO quale dispositivo più completo ed equilibrato per potersi costantemente autorigenerarsi verso in un costante processo d’implementazione continuativa di democraticità per una maggiore inclusività ovvero, verso quel futuro che ci appartiene!
    Pertanto non possiamo permetterci di lasciare che la nostra democrazia s’assopisca o, la si lasci incantare da siffatte sempre nuove populistiche, demagogiche sirene o, farsi strapazzare dai quei sempre nuovi carismatici incantesimatori di turno “svernati” in quelle assurde propinateci austerità tecnocratiche alla faccia di Keynes o Piketty! E’ pertanto, che la nostra democrazia urge attrezzarla in modo più equilibrato e completo per non lasciarla che s’incagli in quei soliti detti obsoleti modelli dell’anatra zoppa, del compassato: che mai potranno darci buoni performance in governance adeguata! La realtà ce lo sta quotidianamente a testimoniare in quanto, ci ritroviamo con tutti gli indicatori negativi e, reputati di serie BBB- come affidabilità debitoria! Pertanto, urge attrezzare la nostra democrazia con più adeguati equilibrati e completi carburatori – propulsori quanto il meccanismo SEMIALTERNO si propugna per ingenerare quel necessario Bipolarismo Aperto indispensabile a poter contrastare ogni Bipartitismo blindato strutturalmente schierato come quel prossimo Italicum prefigura riprodurre in un assurdo perpetuo opportunistico modo che accentrerebbe il potere nelle mani di una persona, con un Parlamento indebolito! Quanto già risulta esserlo attualmente, questo Parlamento esendo stato parecchie volte bypassato, non ultimo sui licenziamenti collettivi del Job Act! Figuriamoci quando sarà a regime un siffatto Italicum le conseguenze?! E’ pertanto che si propone il SEMIALTERNO per infondere contendibilità per non lasciarci imprigionare in cicli perversi a regimi d’austerity prodromi riproduttori e manutentori del solito carismatico di turno – l’uomo forte del tokenismo rampante! Il SEMIALTERNO serve per ingenerare una più pervasiva maggiore professionalità politica (e non solo ingombri!) indispensabile ad indurre quell’accountability necessaria a contrastare sistematicamente quelle viziose autoreferenzialità sin dagli ingressi – dai meccanismi elettorali per avversare ogni circolo vizioso –partito unico – inciucio! Per poi non ritrovarci ogniqualvolta, dover chiamare in “supplenza” la magistratura in tutti i Cantoni d’Italia! Giacché serve a stroncare quei subdoli rapporti come afferma il Presidente della Corte dei Conti nella sua relazione che la: “Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra” che urge drasticamente troncare agendo anche sul fronte dell’anticorruzione introducendo norme che diano la certezza della pena e, non i soliti inefficaci palliativi, pannicelli d’inasprimento delle pene… quando necessitano strategie adeguate per meglio combattere la corruzione secondo l’esigenza dei nostri tempi. Quindi, serve poter inserire l’agente sotto copertura come già avviene per altri reati: mafia, pedofilia, ecc.
    Inoltre l’esigenza d’addivenire ad un sistema elettorale più equilibrato e completo quanto col SEMIALTERNO che si propugna, emerge appunto conseguente anche alla reciproca correttiva confluente nella quale risultano ritrovarsi ad affrontare le stesse Democrazie Parlamentari dove, indipendentemente dalla loro radice d’appartenenza la Maggioritario Westminster ed al Proporzionale della nostra Prima Repubblica, entrambe queste Democrazie Parlamentari, si ritrovano costrette a reciprocamente correggersi scambiandosi i modelli elettorali l’una: – la Britannica Westminster-Maggioritaria si ritrova nelle condizioni di dover ricercare soluzioni di ri-equilibrio nel Proporzionale e, – noi, dopo aver abbandonato il Proporzionale stiamo tuttora nel guado annaspando per procedere all’incontrario verso un Italicum Maggioritario con premio in quanto non ancora paghi d’aver intrapreso una siffatta assurda Odissea restiamo coerenti e conseguenti all’italiota virtù dello estendere un arabesco roccocò per collegare due punti… anziché stenderci una semplice… risposta quale il SEMIALTERNO enuclea e propugna!
    In ultima analisi molte sono le motivazioni che portano alla necessità d’acquisire il SEMIALTERNO!
    Essendo risaputo ed assodato che le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato, per l’appunto, è da quel “come” si montano le cose che poi, si potrà fare la differenza dell’esser e, del ritrovarsi conseguentemente più strutturalmente competitivi nel compendio mondiale per efficienza ed efficacia rispetto ad altri da cui il sistema il SEMIALTERNO! Essendo oggigiorno la ricerca d’architetture elettoral-istituzionale più equilibrate e complete un imprescindibile MUST! Questo dato dai molti che si sono spesi iniziando da A. Ljphart a G. Sartori e tanti altri ancora che vi si aggiungeranno per continuare in modo appropriato ad indagarne di più nuove ed inedite e più pertinenti forme… Oltretutto il semplice fatto che nella compagine mondiale, molte e diverse sono le modalità dei meccanismi elettorali presenti quanto le democrazie, implicita non può che esserne la sua perfettibilità! Da cui sgorga la ricerca di migliori soluzioni rispetto al contingente senza rischiare di arrenarsi gingillandosi sull’oblio o per scarsa, distorta o distolta quanto disinvolta memoria storica per di soppiatto, giocarvici quell’ITALICUM opportunistica mossa volta a rinforzare una siffatta autoreferenzialità in verso autoritario! Che tenderebbe rinchiuderci dentro un BIPARTITISMO blindato di quei nominati che già ne rappresentano una sinistra premessa! Giacché con l’Italicum, si tenderebbe comprimere forzosamente in un Bipartitismo con soli due partiti inclini a sempre più istituzionalizzarsi per istaurare quell’assoluta deterrenza in campo che impedirebbe quelle più fisiologiche alternative e ricambi che il nostro tempo reclama secondo quanto col SEMIALTERNO si proporrebbe una maggiore contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo, senza dover radere a zero sin dallo stato nascente di qualsivoglia diversa alternativa o ricambio!
    Pertanto, anche la categoria dei meccanismi elettorali quanto il nostro impianto Istituzionale non possono esimersi dall’essere sottoposti ad una più pertinente rigenerante riformulazione per adeguarsi ad una siffatta sempre più accelerata, cangiante e liquida realtà (Bauman) che impone sostanziosi radicali aggiornamenti! Come quanto oltretutto, già nel mondo reale da tempo è accaduto essendo riuscito a ridurre i propri costi accorciando sempre più le filiere d’intermediazione, grazie ai sempre pervasivi nuove e straordinarie strumentazioni, quanto all’aver saputo confluire per “mainstreaming” convergenza i propri know how” concentrandoli in quelle risorse (asset) e, trasformale in sempre più potenti dispositivi: dagli i-Phone agli i-Pad e quant’altro. Un fruttuoso processo per esternalizzare sempre maggiori potenzialità multifunzionali per nel contempo, facilitarne sempre più l’intuitività nel loro utilizzo. Questo al ritmo del raddoppiarne il loro potenziale (moore’s law) e, simmetricamente permettendone di abbassare in continuazione la soglia in difficoltà del loro utilizzo di siffatti gadget al solo tocco: touch & click for a ping! Strumenti che stanno invadendo e pervadendo ormai ogni ambito e livello!
    E’ per l’appunto che anche la POLIS deve muoversi al fine di poter ridurre sintonizzare ad un siffatto procedere per non ritrovarci complessivamente auto esodati dalla democrazia per eccesso d’autoreferenzialità quali nuovi “Pu Yi”! imperatori del nulla!? Allora, urge ovunque ristrutturare affinché le filiere s’accorcino sempre più fra l’elettorato attivo e quello passivo affinché si renda sempre più idealmente interattivo quel rapporto, al fine di sempre più ridurre quei gap, quello spread, quelle discrasie che separano il Mondo Reale dalla Polis: in ultima analisi il Cittadino dalle Istituzioni e viceversa! Giacché al cittadino poca importa che il governo si qualifichi come coalizione di partiti o partito di corrente purché riproduca efficacia ed efficienza! Perché non si possono continuare a sventolare le stesse bandiere del compassato!
    Un ulteriore considerazione si potrebbe fare anche sulla nostra Prima Repubblica che s’è sfasciata per effetto del ritrovarsi indirizzata sull’induzione prevalente centrifuga esercitata dal Proporzionale che abbiamo abbandonato. Modello che ha praticamente continuato a far riprodurre sempre nuovi partitini, ago della bilancia; considerati nanetti da Sartori! Quelli che rendevano sempre più difficile il costituirsi di governi stabili, coesi quanto duraturi. Questione che ha contribuito a far collassare la nostra Prima Repubblica, caduta anche per Tangentopoli ed altre concause esogene; tipo l’estinzione dei finanziamenti esterni ai partiti dalla caduta del muro dell’89, ecc. Aspetti senza i quali sarebbe stata fatta collassare prima. Giacché preponderante è stato il fattore strutturale endogeno a farla collassare. Quello rappresentato dall’aver portato all’esaurimento quella spinta propulsiva che la indirizzava perpetuamente, sulla induzione centrifuga del Proporzionale che dava di conseguenza un eccesso proliferativo di partitini ago della bilancia! Pertanto, per detto perpetuato indirizzo centrifugo che apriva a sempre nuove opzioni partitiche, tipico dei proporzionali perpetui e pedissequi a regime, rimetteva a quei partitini un abnorme potere contrattuale, talora iperbolicamente superiore alle loro minime espressioni elettorali. Potere che usavano come ricatto per entrare in coalizione con un’inamovibile Balena Bianca, altrettanto fatta ancorare lì, al centro grazie a quello stesso meccanismo proporzionale centrifugo (perpetuo) che li, le permetteva di comodamente sguazzarci. Appunto, sono i modelli proporzionalisti che permettendo la proliferazione partitica e, per contro concedono riprodurre governi prevalentemente centristi. Appunto, era questo stesso meccanismo proporzionale che dava a tutti questi partitini un siffatto perpetuo potere condizionatore che invece col sistema SEMIALTERNO li sarebbe stato precluso. Giacché è grazie al suo insito meccanismo evolvente del SEMIALTERNO dell’ingenerare un’effettiva contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo, li avrebbe fatti sloggiare sia la balena per non continuare a lasciarla sempre al centro quanto avrebbe negato a quei partitini, quel loro assurdo potere ricattatorio superiore alla propria possibile espressioni elettorale. Quindi, sarebbe stato un altro gioco giacché non avrebbero potuto gareggiare in quegli speculativi opportunistici termini e, modi altrettanto, perpetui. In quanto, per la concorrenziale contendibilità che il sistema SEMIALTERNO ingenera ed imprime gli avrebbe tutti ridimensionati relegandoli alle loro effettive consistenze elettorale numeriche! Giacché in presenza del suo meccanismo evolvente alterno si sarebbero potuti costituire governi in coalizione ben più coesi e duraturi dove, ad ogni partito sarebbe stata riconosciuta e valutata la sua effettiva consistenza elettorale e, non superiore alle proprie dimensioni. Appunto i partitini si sarebbero ritrovati impossibilitato a poter ricattare gli altri potenziali suoi partner di coalizione sia nel costituirla quanto al mantenerla come eventuale coalizione governativa, in quanto, se fosse stato elevato od intimato o tentato del volerlo esercitare questo avrebbe potuto interrompere il percorso della legislatura ed anticipandone la scadenza ci si sarebbe rimessi ad una mandata elettorale al Maggioritario con premio. Quindi il ricatto avrebbe creato le condizioni per un fine anticipata della legislatura che conseguentemente, avrebbe potuto mettere a rischio la loro stessa possibile presenza in successivo Parlamento dopo le elezioni con premio al Partito od alla Coalizione vincente. Pertanto i partitini avrebbero potuto scomparire in questa mandata e quindi scomparire. Ovvero, venir spazzati via dal Parlamento alla successiva tornata elettorale! Questa è la potenzialità che s’ingenera applicando il SEMIALTERNO la dinamica auto-ripulente ed autorigenerante insita nello stesso meccanismo che il SEMIALTERNO riprodurrebbe per massimizzare la contendibilità e per conseguentemente agevolare governi coesi e più duraturi, dato dall’automatico evolvente vincolo di governabilità che ingenera coniugata con la rappresentatività! Ovvero, rappresenta il quanto d’ideale ci si dovrebbe aspettare da un sistema elettorale equilibrato e completo! E, non certamente dando un premio di maggioranza al (53-54%) perpetuamente e comunque alla lista che arriva al primo (40%) od al secondo turno col 37% come lo farebbe un “farloccante” Italicum!? Essendo un modello elettorale troppo squilibrato trovandosi incurvato su un autoritarismo rigonfiato con 100 nominati da un manipolo di segretati di partito tesi ad autoperpetuarsi nello spazio tempo! Invece col SEMIALTERNO su ogni legislatura a base proporzionale vigerebbe quella condizionante spada di Damocle che farebbe scattare una mandata incardinata sulla Governabilità-maggioritaria con Premio! Quale criterio condizionatore indispensabile a rendere compiutezza ed equilibrio ad ogni sistema per reputarsi tale! Dinamica evolvente che dovrebbe indispensabilmente enucleare per infondere contendibilità e conseguentemente accountability! Giacché al cittadino poca importa che il governo si costituisca in coalizione di partiti o partito di corrente purché riproduca efficacia ed efficienza attraverso coalizioni più coese e durature! Queste sono le prerogative che il sistema SEMIALTERNO ingenera maggiori rassicurazioni di governabilità coniugata con la rappresentatività ingenerate dalla sua insita evolvente dinamica di reciproca insita nella sua strutturale articolazione: centrifugocentripeta dell’ingenerare e riprodurre contendibilità a tutto tondo ed a tutto campo! Pertanto si potrebbero avere più consecutive legislature sulla sola induzione Proporzionale ma se la legislature terminasse prima dei tempi dovuti automaticamente scatterebbe quella con Premio da cui il temine!
    SEMIALTERNO: “the how to play democracy tomorrow!” Metaforicamente corrisponderebbe elementarmente ad un diarchico PING PONG una diade assiomatica!? Giacché il PING rappresenterebbe il- Proporzionale che permane qualificarsi INCLUSIVO giacché improntato sull’induzione centrifuga del massimizzare la RAPPRESENTATIVITA’ invece il PONG corrisponderebbe al Maggioritario con premio di maggioranza prevalentemente incardinato sull’induzione centripeta della massimizzazione della GOVERNABILITA’ e caratterizzandosi per qualità “esclusive essendo tendenzialmente monocratico” Inoltre, il SEMIALTERNO rappresenterebbe anche la modalità per meglio declinare la stessa democrazia essendo, anche per la prof.ssa N. Urbinati, un sistema diarchico basato sui concetti di volontà e opinione. Dove, l’espressione ‘diarchia” vuol significare che in democrazia ci sono due poteri o due sorgenti di autorità e poi che essi non sono in opposizione ma che, pur restando diversi e distinti, sono in permanente relazione l’una è la volontà e l’altra l’opinione!
    Quindi, non possiamo restare ad aspettare inermi continuando a muoverci ancora nell’ambiente-tecnica con i tratti tipici dell’uomo pre-tecnologico che agiva con un bagaglio di idee in cui si riconosceva è pertanto che serve munirci di coraggio per rafforzale provvedendo a rimontar più appropriatamene ed adeguatamente l’impianto elettoral-istituzionale e, renderci conto che la tecnica semplicemente “funziona” e dovremmo saper sfruttare al meglio per permetterci di saper cogliere queste opportunità e per rigenerare il nostro impianto come col SEMIALTERNO si propugna!
    Passo indispensabile per infondere quella detta contendibilità necessaria a sempre più abbassare sempre più le filiere per così sempre più ridurre quel GAP che distanzia la POLIS da un siffatto il mondo reale e meglio sintonizzarvici! Giacché solo l’innovazione potrebbe permetterci di accorciare sempre più le filiere d’intermediazione se l’impianto elettoral-istituzionale sarà congeniato ed improntato su basi dinamiche inclusive come quanto col SEMIALTERNO si va proponendo essendo strutturato a base proporzionale proteso ad ingenerare ed infondere maggiore ’inclusività indispensabile per potere estendere la democrazia non solo su formale bensì protesa a meglio incarreggiarsi a ad essere insieme formale e sostanziale come quanto già asseriva N. Bobbio! Qual Ping Pong irrinunciabile!?
    E’ pertanto, che urgono innovazioni ed aggiornamenti su più fronti e livelli, per far sì, che gli ITALIANI vengano considerati dalla “classe politica” cittadini, secondo quei termini già ribaditi anche dal nostro Presidente all’atto del suo insediamento, del dover intervenire a rimuovere tutti quegli ostacoli che si frappongono e, limitano di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei Cittadini, secondo quanto al il 2°comma dell’art. 3, già sancisce la nostra Costituzione, per evitare che le maggiori disuguaglianze sociali si traduca in disparità di potere politico (T. Piketty)!
    Così come occorre, quindi, sostanzialmente meglio attrezzarci acquisendo un impianto elettoral-istituzionale in grado di sistematicamente riprodurre accountability, sia acquisendo un più completo ed equilibrato sistema elettorale, come detto col SEMIALTERNO quale virtuoso agevolatore d’aggregazione governativa per far sì che: chi governa, governa e, chi fa l’opposizione più puntualmente controlli, per una più indotta dinamica e riprodotta conseguente accountability! Quella del dover perseguire contestualmente perseguire obiettivi secondo la “triple botton line” di equità sociale, qualità ambientale e economicità: intesa come prosperità economica! Tutto questo affinché i cittadini non vengano reputati o percepiti dei meri individui da pedagogizzare con melense modalità discenti alla stregua della Prima Repubblica o, da venir ammansiti attraverso inconcludenti imperanti “tokenismi”! Bensì reputati cittadini da mettere nelle condizioni d’esercitare la propria cittadinanza nella sua pienezza ed interezza, adeguandola alle esigenze che un siffatto epocale cambio di paradigma reclama ovvero, poter assolvere più responsabilmente la democrazia integrandola anche con modalità a democrazia diretta introducendo: il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!! Elementare! Così come eliminare il Quorum ai referendum per sostanzialmente rafforzarli rendendoli così effettivamente competitivi;
    Così come servirebbe vedere la nostra Repubblica integrarsi con altri più appropriati nuovi istituti a democrazia diretta acquisendo – il RECALL–ostracismo– quale minimale esigenza per equilibrarsi a “quel…senza vincolo di mandato” dell’art. 67 per ovviare a quei furtivi cambi di casacca sempre proni a passare da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro, ecc. Il recall è già presente da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani.
    - il “Write in” – aggiungere l’istituto del “write in” anche per le primarie ovvero, di poter scrivere direttamente sulla scheda elettorale nominativi di cittadini anche quando non sono presenti in alcuna lista; quale modalità per meglio contrastare: cooptazione, lobbismo, nepotismo, clientelismo degli apparati partitocratici e non. Questo per la necessità di tutelare l’indipendenza e il pluralismo del foro pubblico dell’informazione tanto dal potere delle maggioranze politiche quanto da quello dei centri di potere economici. Supposto che venga rafforzato il potere delle specifiche autorità di controllo. Inoltre col
    -“TOP TWO” poter istituzionalizzare le primarie di collegio ove tutti possano liberalmente concorrevi ma, non mantenere quelle parziali riferite ad un solo od unico partito, bensì introdurle secondo il criterio aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana ed altrove avviene da secoli.

  33. Stupenda questa definizione di ‘ beni comuni ‘: quelli necessari per l’ esercizio dei diritti fondamentali e per il libero svolgimento della personalità. E’ la cultura che si respira in ogni riga della Costituzione e che dovrebbe farci indignare davanti ai quotidiani tentativi di privatizzare anche l’ aria che respiriamo. Ed invece ? Tolleriamo che questa cultura della bellezza e della condivisione, della sobrietà e della partecipazione, sia ridotta in un angolo, mortificata ed umiliata dallo strapotere del mercato e della sua logica anti-democratica, anti-costituzionale, anti…umana. Verrebbe da dire – chiedendo venia ai non credenti – che urge un nuovo patto, non ‘ del ‘ Nazzareno ma ‘ con ‘ il Nazzareno. Con quel Nazzareno che Francesco d’ Assisi ha mostrato di aver così ben compreso, proprio con quel suo radicale rifiuto di ogni logica mercantile.
    Giovanni De Stefanis, LeG Napoli

  34. E tuttavia, Nadia, come alla tolleranza si può preferire la laicità, così all’idea che la religione sia una pulsione arcaica incapace di non mostrare il pugno si dovrebbe preferire l’idea che non c’è seria cultura teologica che non sia al fondo anti-idolatrica. Cioè in particolare anti-ideologica.

    Mi spiego su entrambe le cose. A differenza della semplice tolleranza, il principio di laicità implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.

    Ogni religione che veramente riconosca una trascendenza ha un precetto che proibisce di nominare Iddio invano, cioè di far uso del suo nome per fini umani, e addirittura di parlare in suo nome. Questa è la vera radicalità di ogni religione. Noi l’abbiamo percorsa fino in fondo, e siamo divenuti liberali. Dovremmo chiedere alle altre religioni di scendere nelle loro stesse profondità. Nel cuore di ogni religione c’è la mistica, e la mistica sa che ogni nome umano è inadeguato a Dio.

    Ma se trattiamo le religioni da residui arcaici e selvaggi, non le aiuteremo a riconoscere se stesse. Prima che fosse proclamato l’habeas corpus, nel Vangelo il Cristo dice: “Noli me tangere”. Via le mani dall’uomo dal nome di Dio, via le mani di chiunque dal corpo dell’uomo.

  35. Paolo Barbieri scrive:

    Illustre signora Camusso,

    prima di lanciare nuove iniziative, tenga a grave monito che già qualche settimana fà ha cammellato a Roma un milione di persone per una gitarella che, pur costando alcuni milioni di €, alcuni milioni di ore/tempo, alcune tonnellate di CO2 supplementari, non ha prodotto altro che, oltre la CO2, disagi ai Romani, discorsi e riti retorici, applausi al solito leader sul palco, Lei stessa in questa occasione.

    Non ha prodotto infatti alcun cambiamento, neppure millimetrico, della politica del governo!

    Illustre signora Camusso,

    con un milione di persone che impegna mezz’ora del proprio tempo nel comune di residenza, si può cambiare il destino del Paese! E solo esercitando la Costituzione!

    Se è interessata sono a disposizione H24!

    Paolo Barbieri.