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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. Credo che queste iniziative sulla scuola siano l’inizio di un vero cambiamento nella politica, quello che io e forse altri aspettano da circa un trentennio.

    La questione dell’educazione è il cuore , in Italia, dei problemi della politica e dell’economia. Renzi almeno lo ha intuito: Education, education, education, è stato il suo inizio….poi è venuta la sua “buona scuola”
    e abbiamo capito tutto.

    Ma almeno la scuola si è mossa.

    Accludo qui alcune riflessioni che mi auguro possano essere utili.

    IL DDL SULLA BUONA SCUOLA, I BISOGNI REALI DELLA SCUOLA E I VINCOLI EUROPEI

    Il 5 maggio 2015 gli insegnanti italiani – e gli operatori della scuola- hanno dato vita a quello che forse è stato il più partecipato sciopero di tutta la storia repubblicana. Ma perché questo evento inaspettato persino da chi l’ha promosso? Perché si è mosso chi non scioperava più da decenni ?
    La spiegazione mi pare semplice. Questa volta il calice dell’amarezza è davvero colmo. Il ridicolo e l’assurdo di una cieca e fanatizzata volontà di cambiamento hanno fatto il “miracolo”, spingendo una massa enorme di persone allo sciopero. Pretendere di affidare ai dirigenti scolastici la responsabilità “autonoma” delle scelte educative degli istituti, la possibilità di una chiamata dei docenti senza credibili vincoli di imparzialità, tentare di realizzare una “autocrazia” spacciata per “autonomia”, mettere tutti gli insegnanti, a partire da un settore dell’organico di istituto, in una lista di mobilità permanente, poter premiare i cosiddetti “meritevoli” o “più produttivi” – magari con la copertura di un “comitatino di docenti”- significa trasformare una professione umiliata e da sempre privata di una vera e propria carriera professionale, in una massa anonima di servi della gleba, corvéable a merci. E d’altro lato significa anche gettare fumo negli occhi per realizzare una modernità che è solo nella facciata e nelle apparenze esibite via web, in una “vanity fair” permanente e con un investimento a costo zero ( come la bozza di testo coordinato AC 2994 A non si stanca di ribadire).
    Quello che è mancato alla scuola italiana- che è spesso una buona scuola- ma quasi mai è una scuola all’altezza dei tempi, è la formazione sistematica, che sostenga i motivati e disincentivi gli avventurieri, che formi in continuità i docenti per metterli in grado di rispondere alle sfide culturali globali, che strutturi una vera carriera, con diversità di funzioni, e non con una pseudo gerarchia interna. La scuola italiana è ferma, ingessata, anche quando è già una buona scuola, perché la formazione dei docenti è abbandonata da decenni, le riflessioni sulla didattica anche. Dalle sperimentazioni si è raccolto poco o nulla. Il distacco della scuola dalle esigenze formative ed educative è per questo divenuto in Italia ormai abissale. Perchè l’Italia ha un tanto alto numero di “neet”? Perché la disoccupoazioone giovanile è da noi tanto elevata- il record dei…

  2. La signora (coi suoi soci) potrebbe/dovrebbe occuparsi delle sentenze della Cassazione che assolvono Berlusca e gli affaristi e sbattono in galera i ladri di mele!
    Macché…

  3. grc scrive:

    a parte che paragonare Rodotà a Pol Pot è da somari, bisogna pur dire che ci sono persone alle quali dissodare i campi con la zappa farebbe solo bene.