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30 novembre -0001 - Commenti disabilitati

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  1. Marco_N scrive:

    Quello che bisogna capire è che rimaniamo un paese molto instabile indipendentemente dal tipo di legge elettorale che utilizziamo.
    Nel 1996 il csx aveva preso la maggioranza sia alla Camera che al Senato: ci sono stati 3 governi in 5 anni.
    Lo stesso cdx nel periodo 2001-06 ha avuto 2 governi e nel periodo 2008-13 altri 2.
    Quindi il problema non è quello di avere un vincitore chiaro (quello si è già verificato in passato) bensì di introdurre maggiore equilibrio nella ripartizione dei poteri tra governo e parlamento. In parole povere, avere un governo a legislatura, come avviene nel resto d’Europa.

  2. Marco_N scrive:

    Con l’italicum non ci sarà nessun premierato assoluto, anzi il premier continuerà possibilmente a rimanere debole più o meno come è stato in questi primi 70 anni di Repubblica.
    I partiti cercheranno di fare listoni unitari per accaparrarsi il premio di maggioranza, con la conseguenza che il segretario del partito più forte non avrà un potere assoluto sulla formazione delle liste come sembrerebbe ora (in cui il Pd potrebbe tentare di prendere il premio da solo).
    Inoltre la soglia di sbarramento al 3% è un bell’invito a separarsi immediatamente dopo il voto.
    Si faranno listoni unitari e poi ci si dividerà immediatamente dopo, in parlamento.

  3. Carlo scrive:

    Non concordo affatto con la conclusione. Una cattiva architettura istituzionale è più devastante e rende molto più difficile correggere altri problemi come la corruzione. Non c’è paragone.

  4. La Dirigenza del PD è già geneticamente multata: ultraliberista, pro poteri fortissimi, distruttrice di ogni base dello stato scoaile per come `´espressa dalla nostra Costituzione.

  5. Il PD non è un partito di sinistra. è impossibile votarlo e dirsi di sinistra viste le politiche micidiali che applica in distruzione di tutto il tessuto sociale e contro la Costituzione. Il ragionamento di Rosi Bindi è logico. Quanto prima la base PD si dirigerà vere una nuova rappresentanza tanto meglio sarà per il paese.

  6. Corinna Ferrari scrive:

    Testo bellissimo. Zagrebelsky è tra i pochi, ormai, giuristi e unico, direi nei modi, a farci comprendere il senso dell’ idea di giustizia che si traduce nell’ elaborazione legislativa. Senso che la mentalità “esecutiva” sembra avere, ed è grave, del tutto smarrito.

  7. Antonio scrive:

    C’è ne vorrebbero almeno a mio parere 10 Antonio Di Pietro per tutta l’Italia e saremo i migliori del mondo, non aggiungo altro a voi i commenti, Antonio Cavezza Cicciano Napoli, email;cavezza54nano@libero.it

  8. mariarosaria marino scrive:

    io non vorrei sapere questo – vorrei sapere piuttosto qual è l’ obiettivo di quanti detengono attualmente il potere politico nel momento in cui DECIDONO di concentrare e blindare ulteriormente, nel metodo e nel merito, questo potere: con la revisione costituzionale, con la legge elettorale, e anche con la cancellazione vera e propria della scuola pubblica – il tutto con procedure che sono dichiaratamente in contrasto con lo spirito, e molto spesso anche con la lettera, della Costituzione – una cultura estranea ai principi dello stato di diritto (che circola abbondantemente tra le forze dell’ ordine, non lo scopriamo adesso) non sarebbe tanto pericolosa se non si accompagnasse a una pratica del potere istituzionale ESTRANEA e CONTRARIA ai principi dello stato di diritto: cosa, se non questo, è il parossistico ricorso alla decretazione d’urgenza in spregio evidente dell’ art 77? rincarato dal parossistico ricorso alla questione di fiducia? e appoggiato dal supremo organo di garanzia costituzionale nella comune menzogna dello ‘straordinario caso di necessità e urgenza’ che , a lume di logica, non può essere ‘quotidianamente straordinario’? Cosa se non questo è una riforma che sconvolge lo stesso spirito democratico della Costituzione per opera di un Parlamento eletto con legge incostituzionale, e responsabile non di fronte ai cittadini ma di fronte a un Governo sordo e autocratico?

  9. Davide Muratori scrive:

    Articolo interessante nel quale colgo alcuni elementi che vorrei sottolineare. Il prof Zagrebelsky ci dice che i vitalizi sono retribuzione differita , pensioni , ci dice anche che gli eletti percepiscono specificatamente una indennità . Indennità è diverso da retribuzione .Se i vitalizi sono pensione, retribuzione differita, i parlamentari che non vengono retribuiti ma bensì ricevono una indennità, come stabilisce la costituzione, perché ricevono un beneficio in virtù di un trattamento economico per loro non previsto ?
    Mi chiedo anche se nell’ istituto dei vitalizi sia rispettato il principio di uguaglianza fra i cittadini.
    I lavoratori italiani per ricevere la pensione, retribuzione differita o vitalizio come lo si voglia chiamare, devono lavorare per oltre 40 anni, i parlamentari possono avere il vitalizio pensionistico con pochi anni di presenza in parlamento, anni in cui ricevono indennità di importi mensili che possono corrispondere a retribuzioni annue di molti lavoratori costretti a lavorare 40 anni e oltre per ricevere ,forse ,pensioni misere , veramente da fame.
    Credo che il problema dei vitalizi riguardi tutti i parlamentari e anche tutti coloro che inseriti nella amministrazione pubblica ricevono a fine carriera assegni pensionistici di importi irragionevole

  10. Paolo Barbieri scrive:

    “Sig.” Ferretti,

    nella sua ossessione demolitrice di ogni alito che le paia antigovernativo o antirenziano, finisce per demolire solo il suo acume, presunto o vero che sia: non ho fatto alcun accenno al governo ne a Renzi, ma solo al Parlamento e al Popolo Astenuto.

    E persino lei, formato alla Sapienza di Roma, non può negare la mediocrità del primo, e Renzi non ne fa parte, ne la ricerca di una guida del secondo.

    Ne quanto bisogno ci sia, in quei ruoli, “dell’indispensabile dotazione culturale, morale, di competenze e di orientameno al bene comune”.
    ,
    La saluto suggerendole, quando parla di “idiozia”, di piazzarsi davanti ad uno specchio ben temperato in modo possa resistere all’intensità.

  11. grc scrive:

    Quanti bei progetti, a partire dagli investimenti in edilizia scolastica, non si capisce bene con quali soldi. Mi colpisce la “buona scuola”: chi è che, presentando una riforma della scuola, la chiamerebbe “scuola cattiva” o “scuola così così” o “scuola si fa quel che si può”?

    E così avremo l’ennesima riforma della scuola, basata non tanto sugli obiettivi da raggiungere da parte dell’istituzione che rimangano validi nel corso degli anni, ma sulle necessità del momento, informatica, inglese, stages nelle aziende. Vi ricorda qualcosa? a me sì: la fortunatamente abortita (o quasi) riforma Moratti, la scuola delle tre i.

    E soprattutto la valutazione: i docenti devono essere valutati, in modo da potere istituire un sistema premiante che funzioni in base a criteri oggettivi al posto del demotivante sistema attuale che appiattisce le retribuzioni per tutti, buoni e cattivi, lavoratori e fannulloni, sessantottini (che peraltro ormai dovrebbero essere tutti in pensione) e altri. Sarà interessante capire quali saranno i criteri della valutazione e verificarne la reale oggettività. Ma non voglio avere pregiudizi: aspetterò con pazienza, sperando sempre che le prove Invalsi vengano mandate alle riciclerie della carta, dove meritano di stare.

    Ma è bella tutta questa attenzione al mondo della scuola, chissà quanto veritiera. Eppure la verifica sarebbe estremamente semplice: basterebbe controllare la presenza di un rotolo di carta igienica in ogni bagno di ogni scuola del territorio nazionale. Ma perché preoccuparsi di una cosa così banale, direte voi. Semplice: perché se lo Stato non è in grado di fare una cosa così banale, come possiamo pensare che riesca a modificare la struttura e intervenire in modo efficace sull’edilizia? Ma perché preoccuparsi della carta igienica nei bagni, quando dalla scuola escono masse di ignoranti, direte voi. Semplice: perché uno degli obiettivi della scuola è la formazione, e la carta igienica nei bagni significa rispetto per le norme del vivere civile. E una scuola che non è in grado di insegnare il rispetto per il vivere civile, come possiamo pensare che formi i cittadini di domani?

  12. L’Italia governata dai “professoroni e dai parrucconi”: è qui che si tocca con mano il pauroso aumento del tasso di idiozia nazionale.
    E per cui vale la pena, anzi è doveroso combattere contro.

  13. Raffaele Destro scrive:

    Triste è il vedere che molti, pur dichiarandosi progressisti, stanno tradendo lo spirito ” democratico ed ispirato alla giustizia sociale ed ai diritti di libertà”, che i padri costituenti avevano sognato e scritto per un paese uscito stremato dalla guerra mondiale tragico corollario di un ventennio di tirannide “fascista.

    A tutti il dovere di lavorare sul solco degli insegnamenti di Calamandrei
    per difendere le libertà conquistate anche con il grande contributo della lotta partigina.

    Raffaele Destro