‘Liberalasedia’ sfida Formigoni domani con Bisio, il Pd e L&G

Democratici e radicali, attori e associazioni. Crescono le adesioni al sitin che domani mattina chiama a raccolta sotto il nuovo Pirellone, in piazza Città di Lombardia, quanti chiedono al governatore Roberto Formigoni di dimettersi e di sciogliere una istituzione segnata in questi mesi da arresti e inchieste. ‘Liberalasedia’, l’iniziativa nata dal consigliere regionale pd Pippo Civati e dal consigliere comunale dello stesso partito Carlo Monguzzi sta raccogliendo adesioni giorno dopo giorno, ma anche la risposta via Twitter del governatore stesso: «Se accettassi l’invito di Civati & c. potrei ripresentarmi perché non è passato metà mandato. E li mazzolerei per la quinta volta. Ma sarò generoso e non lo farò». Controreplica a stretto giro Civati: «Se avesse avuto la serietà di recepire nella legge elettorale regionale il limite dei due mandati non avrebbe potuto fare neanche questo, comunque dimettersi per ricandidarsi segnala che il problema è patologico. Se lo fa batterà ogni record, e noi batteremo lui, c’è sempre una prima e un’ultima volta».

Nella piazza civica dalle 10,30 alle 13 chi vorrà potrà portarsi una sedia, intervenire per esprimere il proprio pensiero — niente palco, ma un microfono che girerà tra la gente — su quella che Civati definisce «una campagna né giudiziaria né elettorale, ma politica». Ci saranno anche il Pd lombardo — a partire dal coordinatore dei circoli Francesco Laforgia — e i Giovani democratici, la leader radicale Emma Bonino ha annunciato il suo sostegno. Netta la presa di posizione dell’associazione Libertà e Giustizia: «È inaccettabile la condotta di Formigoni, il quale rifiuta di assumersi la responsabilità politica di fatti che, tutti, hanno a che vedere con i suoi anni di governo, e anzi nega addirittura che esista un problema». Parla di «declino di questo gruppo di potere», L&G, che però «pare determinato a restare in carica fino al 2015, incurante del discredito che lo sommerge e del pregiudizio che ciò reca ai cittadini».

Carlo Monguzzi, per tanti anni in Consiglio regionale e ora a Palazzo Marino, chiede «aria nuova e pulita in Regione», e attacca il governatore per le ultime esternazioni sulla scelta dei primari degli ospedali lombardi «per la capacità e non per l’appartenenza politica». «Sono diciassette anni — si indigna Moguzzi — che le nomine in sanità sono rigidamente sottoposte al regime spartitorio, e ora dice che bisogna operare a partire dal merito delle persone». In piazza, con la sua sedia (perché l’invito è a portarsene una da casa), ci sarà anche Claudio Bisio.

Il sit-in di domani crea una spaccatura nell’Udc: perché se il consigliere regionale Enrico Marcora ha aderito, il capogruppo e il segretario lombardo, Gianmarco Quadrini e Christian Campiotti, prendono le distanze: «La crisi politica c’è tutta, ma non è certamente la piazza la sede più opportuna per risolverla», dicono, spiegando di aver «chiesto a Formigoni un gesto di discontinuità con l’azzeramento della giunta e dell’Ufficio di presidenza» come «unica alternativa possibile alle elezioni». Dichiarazioni che per il capogruppo Pdl al Pirellone, Paolo Valentini, dimostrano come domani «non ci sarà sollevazione popolare di tutte le posizioni politiche e di tutte le culture contro il legittimo governo della Regione».

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