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Comunicato stampa

Riforme: un pasticcio colossale

28 marzo 2012 - 18 Commenti »
La Presidenza di LeG

In questa fase, nella quale manca ancora la possibilità di conoscere elementi fondamentali delle intese in campo sulle riforme, la presidenza di LeG giudica “un pasticcio colossale” le ipotesi prospettate e ritiene che sarebbe nell’interesse delle parti coinvolte spiegare al più presto cosa vogliono ottenere e dove vogliono davvero arrivare. Per quanto riguarda la legge elettorale, da tempo invocata da LeG ricordiamo che:

1) esigenza prioritaria deve consistere nel rispetto di “giustizia elettorale”: una volta scelto il sistema maggioritario o quello proporzionale, non si facciano pasticci che favoriscano l’una o l’altra delle parti impegnate nella riforma.

2) Abbiamo chiesto che il cittadino possa scegliere chi eleggere in Parlamento. L’ipotesi che circola ci sembra consentirebbe al cittadino di scegliere il partito ma non chi di quel partito. L’indicazione del premier sulla scheda: a che serve se le alleanze di governo si fanno solo dopo il voto?

3) Premio di maggioranza: abbiamo chiesto l’abolizione del premio previsto dal Porcellum, perché assolutamente abnorme. Nell’intesa ci sembra che prevalga l’idea di dare un premio ai due maggiori partiti, il che è una assoluta contraddizione di termini, essendo il premio di maggioranza qualcosa che dovrebbe aiutare la governabilità e dunque premiare uno solo. Due premiati: qui cade l’asino. Si rivela il pateracchio, il baratto.

LeG ribadisce la richiesta di una buona legge elettorale che consenta agli elettori di esprimere in maniera chiara e consapevole il proprio voto.

Infine: a proposito dell’accordo su riforme della Costituzione, LeG ribadisce la linea espressa nel manifesto “Dipende da noi”. Spettano al prossimo Parlamento eletto e non nominato.

Le anticipazioni sul “bicameralismo eventuale” (!), sui maggiori poteri al Premier senza adeguati contrappesi, la sfiducia costruttiva (nelle mani del solito Premier) e tutto il resto di cui si parla rientrano in quel “pasticcio colossale” sul quale ci si augura presto un chiarimento.

Non è il caso di aggiungere alla crisi economica anche una perenne incertezza sulla solidità delle nostre istituzioni e di una Costituzione che negli ultimi venti anni si è rivelata assai più lungimirante di quanto si voglia ammettere.

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18 interventi a “Riforme: un pasticcio colossale”

  1. Antonio scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con le critiche espresse da L&G nei confronti della bizzarra riforma elettorale in gestazione, per non parlare di quelle costituzionali. Invito a una particolare attenzione su questi premi di maggioranza. Non dimentichiamo che, poco dopo le elezioni, il Parlamento sarà chiamato a eleggere il presidente della Repubblica. E anche una manciata di deputati “in omaggio” potrebbe essere determinante. Con conseguenze catastrofiche se si trovassero in certi partiti. Siamo tutti ansiosi di liberarci dal Porcellum, ma non certo per sostituirlo con un altro inaccettabile pasticcio.

  2. Paolo Barbieri scrive:

    La “casta” continua imperterrita nella sua prassi di gestione del potere quasi indifferente al disagio e alla ripulsa che sale dalla cittadinanza che ha ormai esaurito la troppa tolleranza di cui ha dato pessima e lunghissima prova.

    Ma intanto e finalmente ha preso corpo il “Manifesto per un Soggetto Politico Nuovo”! Indispensabile perchè la Società Civile possa trovare una via Alta per esprimere il prorpio consenso e non sia costretta perennemente al meno-peggio e perchè l’Aventino elettorale possa lasciare il posto ad un nuovo entusiasmo nel voto!

  3. sergio materia scrive:

    E’ un progetto di riforma elettorale su misura per le esigenze dei partiti. I problemi della governabilità e del rispetto della volontà degli elettori, con coalizioni da formare dopo il voto, non contano.
    Eppure anche in queste condizioni i partiti mostrano una arroganza insopportabile.
    Le critiche da sinistra alla riforma dell’art. 18 contengono un sovrappiù crescente di acredine e di insofferenza e quasi di minaccia verso Monti e il governo.
    Ai primi sondaggi meno favorevoli il PD perde tutto il suo senso di responsabilità e attacca Monti con toni incredibili. Rosy Bindi parla di “deriva populista” del Presidente del Consiglio che stanco di essere dipinto come nemico del popolo si è permesso di ricordare gli alti consensi al suo governo e quelli bassissimi (4%) per i partiti. Da queste gloriose posizioni si protesta perché il governo Monti non rispecchia la volontà popolare. Bisogna tornare alla politica, dicono D’Alema e Latorre, intransigenti come sempre.
    Vedo nel PD nei confronti del governo comportamenti molto simili a quelli che l’ultimo governo Prodi subì dall’ala sinistra della coalizione, con i risultati che sappiamo e che possono ripetersi.
    Il governo Monti non è perfetto ma che i partiti, PD in testa, lo attacchino in questo modo è indecente. E preoccupante.
    Massimo Salvadori su Repubblica del 27 marzo ha scritto che “occorre sperare che la voglia degli scalpitanti partiti di riprendersi il potere perduto non li porti a credere di poter tornare alla ribalta piegando il governo Monti ai propri diktat o al limite facendolo cadere prima della primavera 2013. Si renderebbero responsabili di aprire inquietanti prospettive che provocherebbero un ulteriore deterioramernto della nostra già profondamente usurata democrazia” .

  4. Lidia Beduschi scrive:

    A Franco Ragusa. LeG è ancora in tempo. Ma lo vuole? Contro il pareggio di bilancio in Costituzione e contro il MES siamo SOLI ma siamo TANTI, TANTISSIMI! Inondiamo di email Senato, Camera, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica. E parliamone con chi non “viene” in rete: gli organi di disinformazione stanno facendo ottimamente il loro lavoro. TUTTI praticamente.

  5. Lidia Beduschi scrive:

    Questi partiti sono irriformabili. Non ci interessano più. Stanno emergendo nuovi soggetti politici. E’ con loro che bisogna dialogare.
    E un appello: contro il cosiddetto “governo tecnico” (lo potrebbe essere se i suoi membri vivessero per un anno con € 800 mensili), TORNIAMO SUBITO ALLA DEMOCRAZIA.

  6. Franco Ragusa scrive:

    Voto slittato alla prossima seduta. LeG è ancora in tempo per un appello per invitare le Senatrici e i Senatori ad un voto tecnico che consenta la possibilità del referendum confermativo.

  7. Franco Ragusa scrive:

    Mi scuso per l’insistenza: ma importa nulla che forse oggi verrà votata definitivamente una revisione costituzionale?
    Importa nulla che con ogni probabilità verrà approvata da più dei due terzi e che, quindi, non ci sarà la possibilità di richiedere il referendum confermativo?
    A proposito, di quale revisione si tratta?
    In quanti lo sanno?
    In quanti hanno sentito il bisogno di informare?
    LeG, che dice? Che fa? E’ d’accordo e quindi non ne parla, e chi se ne importa di tutti i bei discorsi sul Parlamento dei nominati?
    Con la speranza di essere smentito con qualche fatto, anche se ormai potrebbe essere troppo tardi.

  8. ugo arcaini scrive:

    Gentile Presidente
    Condivido appieno il contenuto del documento ed il pasticcio politico a cui esso fa riferimento, ma mi dolgo profondamente nel contempo perché se da un lato i nostri politici in continuazione commettono errori intollerabili, mancanze, prelievi anomali di nostri quattrini e senza vergogna alcuna rimangono al loro posto, dall’altro il buon governo dei professori sta prendendo con troppa “nonchalance” gli errori ahimè molto gravi che sta commettendo. Mi riferisco in particolare agli esodati quelli che dalle interviste televisive i nostri parlamentari non sanno chi siano. Come è stato possibile commettere un errore di calcolo così macroscopico per un coacervo di ricercatori di alto profilo che al suo interno possiede addirittura membri che, nelle precedenti posizioni aziendali, di esodati ne ha creati a decine di migliaia.
    Le maestrine dalla penna rossa vadano con immediatezza a chiedere scusa di questi errori,e per favore questa volta senza lacrimare sarebbe intollerabile, ma con l’impegno di immediata soluzione. Si rendano conto di cosa stanno facendo!
    Adriano Olivetti che da anni si gira e rigira nella tomba per cercare di sfuggire all’inferno targato Mc Kinsey ed ai diavoletti che da esso hanno invaso il nostro mondo del lavoro anche attraverso la rinascente università bocconiana di dannunziana memoria ve lo chiede con profonda amarezza

  9. claudio fortis scrive:

    C’è da meravigliarsi che solo il 4% degli italiani apprezzi questa classe politica?
    Bisogna opporsi a questo colossale pastrocchio in ogni possibile forma democratica, magari facendo pressione sul Capo della Stato.

  10. Scusate, ma di cosa vi meravigliate ,queste persone hanno portato il paese ad un degrado morale spaventoso,perche’ questo e’ il vero problema altro che problema economico.Ci vogliono volti nuovi,concreti, convinti che il problema primario e’ l’intero sistema giudiziario perche’ e’ da qui che nasce lo sviluppo morale ed economico di un paese.Questi signori ,che noi tanto critichiamo,sono li da anni luce compresi i sindacalisti, che nel bene o nel male discutono e decidono. Qui nessuno vuole metterci la faccia ,quindi, in base a quale logica le cose dovrebbero cambiare.?Importanti e non basilari sono sia la legge elettorale che il contratto di lavoro ma e’ giusto che ne discutano nuovi personaggi non intrappolati in vecchi schemi e sistemi.D

  11. plinio designori scrive:

    la “nuova” legge elettorale è un porcello rifatto, che cambia poco o niente delle schifezze introdotte dal porcellum originale.
    questi ci stanno a prendere in giro: non bisogna votarli mai più.

  12. Davide Muratori scrive:

    I timori manifestati nelle settimane trascorse ,si sono dimostrati fondati.Gli uomini che occupano le posizioni di potere all’interno dei partiti,e conseguentemente nelle istituzioni, vedendo il loro ruolo in pericolo, la magistratura non sconfitta,(il caso Lusi) ,disegnano una legge elettorale a propio esclusivo vantaggio e riforme istituzionali che limitano il ruolo e potere del parlamento.Questo non deve essere loro concesso fare.

  13. Il punto 2 è di centrale importanza: non che sia sufficiente ad eliminare corrotti ed incompetenti dalle aule parlamentari (spesso il voto se lo accaparrano comunque), ma per lo meno andrebbe a depotenziare quei carrozzoni dei partiti (e – soprattutto – delle loro segreterie).

  14. Oli Leppi scrive:

    Che lascino stare la costituzione ora! E’ un inganno sostenere che la legge elettorale debba inquadrarsi in una modifica costituzionale. Questo parlamento non ha sufficiente autorevolezza per farlo. E poi si rischia che se una o due votazioni vanno per le lunghe, per un qualsiasi intralcio, salta tutto e ci si ritrova ancora con il porcellum.
    Si faccia solo una legge ordinaria con un singolo passaggio alle camere.

  15. Vi ringrazio per le vostre considerazioni. Mi sento meno solo, anche se la frustrazione resta.
    Non si capisce su quale mandato, e per quale finalità per così dire migliorativa tre segretari di partito debbano riunirsi più o meno a porte chiuse per toccare la Costituzione.
    Grazie per l’ospitalità.

  16. Marco Suman scrive:

    Solita lucidità; poche, elementari, chiarissime osservazioni.
    Osservo però: ci si augura presto un chiarimento? Perché diffondere ancora la speranza che da questo parlamento venga fuori qualcosa di sensato? Siamo fuori tempo massimo da un pezzo! Si sarebbe già dovuto andare a votare. Non si può assolutamente più continuare a parlare tutti i santi giorni al vento di quello che continuano a dire, a non dire, a fare e a non fare a Montecitorio e a Palazzo Madama. Bisognerebbe occuparsi tutti i gironi di quello che fanno i governanti non eletti, alla faccia del Parlamento e della società civile; ne stanno combinando peggio di Bertoldo. Per ora mi pare che solo la resistenza della Fiom e della parte attiva della cittadinanza sia riuscita a far sentire un po’ di energia. Di questo abbiamo bisogno. Augurarsi che presto un chiarimento, in altre parole che gli Alfano-Bersani-Casini mutino la loro natura, è come sperare che un tossico getti una siringa piena.

  17. Franco Ragusa scrive:

    Se le riforme non spettano a questo Parlamento di nominati, come mai LEG non sta facendo nulla sull’introduzione del Pareggio di bilancio in Costituzione?
    Giovedi è previsto il voto finale al Senato e, con ogni probabilità, si ripeterà la maggioranza bulgara che si è già avuta nelle tre precedenti votazioni alla Camera e al Senato. Non ci sarà neanche la possibilità, quindi, di poter raccogliere le firme per il referendum confermativo.
    Per questo motivo c’è da muoversi con urgenza, quanto meno per sensibilizzare l’opinione pubblica su una revisione della Costituzione che sta passando sotto silenzio.
    L’invito è pertanto quello di scrivere alle Senatrici e ai Senatori di aderire all’appello per un “voto tecnico” lanciato dall’Associazione per la democrazia costituzionale, tale da non permettere il raggiungimento della maggioranza dei due terzi.

  18. LucaGras scrive:

    Come membro del PD ho lanciato il seguente appello sulla nuova proposta di legge elettorale e sul “pacchetto” delle riforme istituzionali a essa collegato:

    http://pentagras.wordpress.com/2012/03/28/preferirei-di-no-un-appello-sulla-legge-elettorale/