No Tav occupano comune Milano contro Caselli e Anpi

MILANO – E’ iniziata con una sorta di sit dei No Tav nella sede del Comune ed e’ finita con una standing ovation per Giancarlo Caselli la giornata milanese del procuratore di Torino. Intorno alle 14, una ventina di ragazzi del centro sociale Cantiere ha fatto irruzione a Palazzo Marino, riuscendo a passare senza problemi i due vigili all’ingresso. Uno dei due, anzi, e’ rimasto leggermente contuso alla mano. Una parte dei manifestanti ha occupato la sala Alessi dove alle 18 era prevista la presentazione del libro di Caselli ‘Attacco alla Giustizia’. Gli altri fuori hanno srotolato uno striscione con scritto ‘Non usate la memoria dei vecchi partigiani contro i partigiani di oggi’. Non ce l’avevano, infatti, solo con lui ‘colpevole’ degli arresti di decine di militanti in Val di Susa, ma anche e soprattutto con l’Anpi che, insieme ad altre associazioni fra cui liberta’ e giustizia, ha organizzato la presentazione del libro di Caselli ‘Assalto alla giustizia’. Nel giro di un paio d’ore sono stati fatti sgomberare dalla polizia e portati fuori dal comune. Per un po’ si sono seduti in piazza Scala applaudendo e belando agli agenti in tenuta antisommossa. Poi sono andati a casa. ”Nessuno pensi di intimidirci” ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia in un comunicato. Intanto e’ iniziato ad arrivare il pubblico dell’incontro. Carlo Smuraglia, il presidente dell’Anpi, ha spiegato che la decisione di far presentare il libro a Caselli era stata presa dopo che a febbraio erano state cancellate per motivi di sicurezza altre due presentazioni. ”Questa e’ una contestazione a chiunque voglia esprimere il proprio pensiero” ha commentato Smuraglia parlando della ”troppa violenza” che c’e’ ora in Italia. Proprio ieri, a Milano, un incendio doloso, rivendicato con una scritta dai no tav, ha danneggiato una centralina delle ferrovie causando problemi alla circolazione. Accostare i no tav ai partigiani, secondo Caselli, e’ ”appropriazione indebita”. Ha difeso nuovamente gli arresti ”confermati dal gip e dal tribunale della liberta”’, ha detto che se non si sentisse minacciato ”sarebbe leggermente superficiale”. E poi ha elencato alcune delle scritte su di lui apparse in tante citta’ da Torino, a Milano, a Genova: ‘Caselli boia’, ‘Caselli brucerai’, ‘Caselli come Moro’, ‘Caselli ti ruberemo la salma’ ma soprattutto ‘Caselli mafioso’. Ed e’ questa scritta che per lui – procuratore a Palermo – e’ ”al di la’ del bene e del male, menzogne per menzogne fatte per infangare”. Il fatto che tanta gente abbia riempito la sala – dove ha parlato con Umberto Ambrosoli, Sandra Bonsanti di liberta’ e giustizia, Smuraglia, Armando Spataro e il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo – gli ha fatto piu’ che piacere. ”Certe manifestazioni di intolleranza, le scritte sui muri, i blitz per un certo tempo sono passate anche grazie al silenzio – ha detto – Il clima e’ cambiato. Oggi ne abbiamo avuta una importante testimonianza e non e’ un problema che riguarda Giancarlo Caselli, riguarda i valori della nostra civile convivenza. La testimonianza di oggi era nell’interesse di tutti”. (ANSA).

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