Bindi: Costituzione, no a questa riforma. Sono con voi

Cari amici,
come in altre occasioni, anche stasera  Libertà e Giustizia offre un contributo importante di mobilitazione civile sulla salute della democrazia in Italia.
Condivido molte delle osservazioni avanzate nel vostro appello, a cominciare dalla preoccupazione sulle ipotesi di riforma della Costituzione che circolano in queste ultime settimane.
Abbiamo condiviso, al fianco di Oscar Luigi Scalfaro, una dura battaglia contro i reiterati tentativi della destra di snaturane l’impianto e insieme a milioni di cittadini italiani vinto una consultazione referendaria che ne ha messo in sicurezza i principi fondamentali.  Per questo anche stasera per prima cosa voglio ribadire a tutti voi che con la Costituzione non si scherza. Non si fanno gli apprendisti stregoni. La nostra Carta fondamentale non è a disposizione di questo o quel partito né di ‘strane’ e occasionali maggioranze e non può diventare oggetto di un baratto politico che scambia l’esigenza di governabilità con un indebolimento del parlamento e degli istituti di garanzia.  Occorre perciò tenere desta l’attenzione di tutti ed esigere che su questo terreno, cruciale per la qualità della nostra democrazia e della nostra convivenza civile, vi sia la massima trasparenza delle intenzioni degli obiettivi..
Questa trasparenza è in primo luogo un imperativo delle forze politiche, chiamate a riscattare la propria funzione e il proprio ruolo, a prescindere  dal sostegno o meno al governo Monti.
Penso anch’io che la politica non debba essere appaltata dalla tecnica, pena la trasformazione della democrazia in una nuova forma di oligarchia tecnocratica.
C’è il rischio che il fallimento del governo Berlusconi e della sua cattiva politica, getti discredito e vergogna su tutta la politica. Sarebbe l’ultimo avvelenato frutto della stagione del berlusconismo. Per questo fin d’ora vanno respinte con chiarezza tutte le suggestioni – larghe intese, Grosse Koalition e quant’altro – che tendono a evocare anche per il futuro una qualche continuità con l’esperienza di questo governo. Dopo Monti non può che esserci una competizione tra schieramenti e programmi alternativi. Per questo è essenziale che la riforma della legge elettorale non si risolva in una nuova beffa ai danni dei cittadini elettori.
La rigenerazione e il riscatto della politica si misurano sulla capacità di autoriforma dei partiti. Forse ora le premesse non sembrano incoraggianti, ma sarà questo il banco di prova per la credibilità di chi, nel 2013, si candiderà al governo del paese.
A vent’anni da Mani Pulite, la questione morale resta al centro della questione democratica. Tra i punti qualificanti dell’alternativa e della ricostruzione civile e morale del Paese ci sono, più ancora che in passato, l’impegno per la legalità, e la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata Il Paese va liberato dalla morsa soffocante degli interessi criminali che ne condizionano la crescita economica. Altro che articolo 18 dello Statuto dei lavoratori! questi interessi illegali sono il più potente ostacolo allo sviluppo di intere regioni del Mezzogiorno.
Non possiamo permetterci di attenuare l’efficacia degli strumenti e delle norme oggi a disposizione dello Stato e della magistratura. L’offensiva dell’illegalità condotta da mafia, camorra, Ndrangheta è stata e continua a essere così penetrante, e si va estendono ben al di là delle  tradizionali aree di riferimento delle organizzazioni criminali, che appare indispensabile, al contrario, rafforzare le strategie e i mezzi di contrasto.
Cari amici, la vostra passione civile è una risorsa preziosa per tutti coloro, e sono tantissimi, che vogliono ancora scommettere sulla buona politica e la democrazia.
Ne abbiamo un gran bisogno e di questo vi ringrazio di cuore.
Buon lavoro a tutti noi !
Rosy Bindi

3 commenti

  • Con la Costituzione non si scherza ma intanto, sotto silenzio, manca un solo passaggio al Senato per la modifica definitiva dell’art. 81.
    Da sottolineare che, se verrà confermata la larghissima maggioranza dei tre precedenti passaggi, non sarà possibile chiedere il referendum confermativo.
    Stranamente, però, questa modifica non riesce a suscitare alcuna attenzione e allarme.
    Ci sono articoli della Costituzione di serie A e di serie B, per cui questo Parlamento di nominati può intervenire senza problemi?

  • Rosy Bindi, ha molti meriti, tra cui quello di essersi immolata a contrastare l’investitura autoritaria del primo segretario del PD, cercando di darle un minimo di credibilità perché assomigliasse a un’elezione popolare. Ha il demerito di non essersi rimessa in gioco nell’elezione vera, nel 2009, e poi di essersi fatta appioppare il ruolo-icona di presidente del partito, che ne neutralizza almeno in parte la forza politica.
    Detto questo, se ciò che scrive ha un senso, e se Bindi non è davvero solo un’icona, cosa ci fa il PD impelagato in una trattativa sulla Costituzione con il “partito” che brandisce la Rai in una mano, la corruzione nell’altra, come Cose Loro, indisponibili e intoccabili? Come si può, come giustamente è stato osservato prima di me, già essere a un passo dalla modifica dell’art.81 con una maggioranza che lo sottrarrà al referendum, ignorando gravi e argomentate obiezioni espresse da numerosi economisti e costituzionalisti?

  • giusto, altro che articolo 18 .contratti di lavoro ecc.ecc.il problema del paese sono gli interessi illegali la malavita organizzata che bloccano lo sviluppo del paese.ma scusate,queste problematiche non sono sorte ieri mattina ma sono maturate lentamente ed era gia tutto evidente anche 20 anni orsono .non mi risulta che ci si e’ strappati capelli per :avere una pena certa,inasprimento della pena ,abolizione del patteggiamento/ abbreviato (sono una vera vergogna) non mi risulta l’impegno per nuovi penitenziari moderni onde evitare l’insulto alla dignita del popolo quando si grida al superaffollamento ecc.ecc. mi risultano pero’ scioperi per: articolo 18,aumenti degli stipendi, contratti di lavoro,posto di lavoro,ecc.ecc.Ma allora di cosa stiamo parlando,e’ facile additare sempre e solo il berlusconismo.anche voi in questi venti anni avete avuto le vostre oppotunita’ e cosa si e’ concluso concretamente in merito al cancro del malaffare. Un po’ di sana autocritica farebbe bene, e’ puerile dare sempre la colpa agli altri .Anche il silenzio e l’immobilismo sono una colpa anzi, forse e’ la peggiore delle colpe.

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