Risposta a Civati

Caro Pippo, scusa se sono passati giorni da quando hai risposto e firmato l’appello di Zagrebelsky. La società civile è fatta di singole persone e spesso queste persone sono un po’ dappertutto. Intanto grazie di esser intervenuto. Il tema se si debba lavorare da dentro o da fuori per ottenere il rinnovamento è interessante: ma non sono certa che si debba scegliere, o da qui o da lì.
E’ chiaro che tutti siamo utili, in questa fase di assoluta povertà della politica.
I partiti ringrazieranno e faranno come prima? Porteranno per intera la responsabilità della delusione dei cittadini, del loro cercare altrove ciò che questi partiti non sono disposti a dare: attenzione, ascolto, coinvolgimento. Noi di Leg non chiediamo nulla per noi, ma tutto per tutti, come ben sai.
Infine, mi pare che il tuo invito a entrare e occupare voglia dire: solo se facciamo massa e siamo più numerosi possiamo vincere e imporre il cambiamento. Ma secondo me il problema non è solo aggiungere, essere più numerosi. E’ semmai essere più convincenti, più efficaci nelle nostre richieste.
E più umili rispetto al non fatto nel ventennio berlusconiano. Serve una presa di coscienza collettiva del fatto che i guasti siano tanto profondi. Io sono pronta a dire che noi della società civile non abbiamo fatto abbastanza. Ma i politici? Se ne vanno fieri come se la caduta di B. sia merito loro. E se non hanno la modestia di capire la loro modestia, purtroppo c’è poco da fare.
Comunque grazie per la discussione, che proseguirà lunedì 12 a Milano con Zagrebelsky e Saviano. Se vieni ci fai piacere. Abbracci Sandra

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