A Milano Zagrebelsky e Saviano


Presentazione del manifesto di Libertà e Giustizia
DIPENDE DA NOI. DISSOCIARSI PER RICONCILIARCI

Milano, lunedì 12 marzo 2012ore 20.30
(ingresso libero – apertura al pubblico ore 19.00)

Teatro Smeraldopiazza XXV aprile 10

con
Gustavo ZAGREBELSKY, Roberto SAVIANO,
Sandra BONSANTI

conduce Concita DE GREGORIO

partecipano
Giuliano PISAPIA
Umberto ECO
Lorenza CARLASSARE
Roberta DE MONTICELLI
Lella COSTA


COME ARRIVARE
MM2 linea Verde – fermate Moscova – Garibaldi

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Dipende da noi. Dissociarsi per riconciliarci

 

9 commenti

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  • E’ innanzitutto necessario chiedersi quale sia la natura dei “governi tecnici” insediati in Italia, Grecia e Portogallo, vista l’inettitudine del sistema politico oggi definito: democrazia parlamentare. La “classe dirigente”, tutta, dagli USA all’Europa, ha fallito, capace com’è di interpretare solo i bisogni delle lobby e non della”polis”. Qui da noi è affondata in modo clownesco, arroccata com’è nei suoi benefici di casta, ora si ritiene generalmente che il governo Monti sia solo frutto della supplenza esercitata dal Presidente della Repubblica, ma esso a me sembra “senza entrare nella teoria dei complotti”, comprensibilmente un esperimento imposto dal sistema finanziario mondiale in cerca di una differente visione del concetto di “democrazia”. A questo serve la riduzione del welfare (vedi Draghi) e la negazione rappresentativa alle minoranze sia della via referendaria, sia di quella sindacale, sia dei dettati costituzionali richiesti da LeG. Sistema che agisce in Italia con la carota, ed in Grecia e Portogallo con il bastone. Rispetto al folclore del berlusconismo comprendo che si sia salutata con sollievo questa svolta, è meglio un definito e progettuale governo di destra che un populismo corrotto ed arruffone. A voler rappresentare un primo bilancio di questi mesi di Monti, la carota sembra velleitaria quando intende regolare poteri od interessi lobbistici ben rappresentati, dai notai, alla Rai o alla Giustizia. La mia analisi porta a credere che il pharmakon adottato non guarisce ed è possibile che diventi il veleno che ucciderà quello che rimane del contratto sociale, se la tecnica esercita una forza ideologica che può diventare anti-politica, senza democrazia. In fondo a questo percorso, ci aspettano soluzioni basate non sul libero consenso ma sull’imposizione, se invece gli interessi dei partiti romperanno il vaso di Pandora, mandando tutto a scatafascio, la distanza tra i cittadini e i partiti, oggi incolmabile, non consente una riconciliazione o un progetto di nuovo contratto sociale. Chi è oggi in grado di proporlo? Per questo la degenerazione della politica genera apatia e distacco nelle generazioni più giovani, quelle che dovrebbe avere in se quel capitale, quella riserva di impegno e di morale così necessaria alla politica, intesa come servizio pubblico. Ho seri dubbi che questa classe politica possa auto-decontaminarsi dalla corruzione, o dal sistema di connivenze e omertà, disturbato ma non interrotto dalle inchieste giudiziarie o giornalistiche. Visto che le proposte di riforma di legge elettorale sono concepite per preservare gli interessi dei partiti che la fanno, si può credere che un parlamento screditato possa mettere mano alla Costituzione, in nome degli interessi generali? Davvero esistono persone nei partiti e nella pubblica amministrazione che avvertono l’urgenza di dare un significato più nobile al loro ufficio? Usciranno mai allo scoperto, rifiutando questo degrado? L’auto-riforma si è dimostrata finora un’auto-illusione. Non essendoci in prospettiva un ”Palazzo d’inverno” forse si può auspicare uno “sciopero elettorale” pur di ottenere un’elementare agenda democratica, che si apra alle istanze della tanto disprezzata “società civile”.
    LeG propone, il controllo del corpo elettorale con un referendum che eviti l’ulteriore involuzione autoreferenziale dell’attuale sistema politico, ne partecipo volentieri pur sapendo che la società italiana per essere rappresentata in modo degno nel segno della democrazia e della giustizia sociale ha bisogno di delegare, con compiti dettagliati e ben definiti, una nuova rappresentanza politica. Bisogna prevedere altresì un sistema di protezione per evitare che chiunque salga al Potere possa ancora considerare la cosa pubblica un suo principato o una delega a delinquere.

  • Ho grande e sincera stima per L&G.
    Ma anche L&G. deve scegliere.
    L’ Ing. Debenedetti è eccessivamente ingombrante per questa corrente di pensiero.
    Come tutti coloro che hanno contribuito troppo pesantemente all’attuale gravissima situazione deve fare molti passi indietro.
    Ed in particolare non può permettersi parole in libertà consentendo ai tanti Belpietro di affermare che in fondo siamo tutti uguali.
    Noi non siamo tutti uguali!

  • Pingback: Per il ritorno della buona politica

  • Molto lodevole è stata l’iniziativa di “Libertà e Giustizia”per rifondare la politica, con l’apporto di personalità come Zagrebelsky, Eco, Bonsanti e Pisapia. Scusate, ma che c’entra Saviano? Sembra diventato ormai quest’ultimo, come effetto di un’isteria generale e nell’immaginario collettivo, l’unica “autorità morale” del Paese. Altri, prima di Saviano, hanno scritto di malavita organizzata in tutta semplicità, esponendo al pericolo le loro persone ed in primis come dovere civico, senza suscitare lo stridio mediatico, che accompagna lo scrittore. Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza. Un po’ presto quindi per acclamare il Saviano come tuttologo. Tanto più che da “Gomorra” in poi, il personaggio in questione invece di evolvesi verso “armonie superiori” (lo diceva Gramsci), segna una preoccupante involuzione: da scrittore di successo a santone televisivo, passando per l’ardua impresa di storico e critico letterario. E mi riferisco nello specifico alla menzognera ricostruzione operata da Saviano di un episodio, durante il terremoto di Casamicciola del 1883, avente come protagonista Benedetto Croce, che nella sciagura aveva perduto tutta la sua famiglia, ricorrendo egli ad articoli di giornale poco attendibili pubblicati negli anni ‘50. Suscitando in tal modo smentite ed indignazione da parte dei discendenti del filosofo. Per non parlare del suo giudizio su Antonio Gramsci, individuato come precursore dei cattivi maestri. Invece, come tutto il mondo sa, trattasi di uno dei più grandi intellettuali del ‘900, molto al di là della sua appartenenza politica e del suo sacrificio. Una figura di tale spessore, politico, culturale ed umano nelle mani di un dilettante allo sbaraglio!
    La tuttologia di Saviano non include, non rinnova, anzi divide e disgusta nel momento che con protervia, in una estrema sopravalutazione di sé e delle sue conoscenze, disserta di questo e di quello, senza alcun tipo di contraddittorio, trattandosi di un “solista” puro. Spesse volte dando prova di scarsa preparazione e di superficiale improvvisazione. Lo scrittore loda, nella sua critica, al libro di Orsini, “Il riformismo”. Dovrebbe avere la bontà di spiegare che cosa intenda per riformismo. Non basta dissacrare Gramsci. Anche perché ultimamente, la parola “riformismo” l’abbiamo sentita pronunciare da ferri vecchi della politica italiana. E proprio questi, ovvero personaggi squalificati della politica corrono entusiasti verso le nuove esternazioni del Saviano. Sempre a proposito di riformismo, ovviamente contro il massimalismo, lo stesso Craxi si diceva riformista e poi si è visto come è andata a finire, dalla “Milano da bere” a Tangentopoli. Non vorrei che, dietro lo schermo di un progetto riformista, si nascondesse invece il tentativo di una omologazione conservatrice, che potrebbe molto bene sposare con il conformismo, che sembra invadere in ogni campo la società italiana. Per quel che mi riguarda, da cittadino comune, mi batterò come non mai contro questa evenienza. Molti, nel nostro Paese, percepiscono Saviano come esterno e guastatore del sistema e spesso non ci si rende conto di quanto egli sia nella sostanza funzionale ad esso.
    Se la rifondazione della politica passa necessariamente per i boatos di moda mediatici, senza attraversare in maniera critica la nostra storia (che non è solo dei comunisti, dei socialisti, dei liberali, dei democristiani ecc.) ma di tutto il popolo italiano, non credo che si otterrà un risultato positivo. E se non si darà vita realmente e concretamente ad un progetto alternativo, politico, culturale, economico, etico e morale, rispetto a quello della destra e di questa attuale sorta di unità nazionale, sono convinto che non si andrà da alcuna parte.

  • Tutte le iniziative per cercare di rifondare la politica sono lodevoli ma mai come ora servirebbe un nuovo soggetto politico con volti nuovi che dovrebbe avere il coraggio di porsi come obiettivo primario la lotta al malaffare (corruzione,illegalita’,evasione ecc.ecc.)perche’ questo e’ il problema primario del paese un problema che blocca lo sviluppo di questa grande nazione.Purtroppo e’ sotto gli occhi di tutti che nessuno vuole affrontare il problema seriamente.Si e’ volutamente arrivati ad un sistema di regole leggi cavilli e pene irrisorie che sono quasi mun invito a delinquere, senza parlare dei problemi dei processi,dei tribunali,del sistema carcerario,tutto voluto naturalmente e’ troppo evidente .Chi asserisce il contrario o vive altrove o e’ in malafede.E’ mai possibile che che un sistema cosi collaudato con gli stessi personaggi fara’ un passo indietro?Ho molti dubbi in merito.Ecco perche ci vorrebbe un nuovo soggetto politico che intervenga con pene certe severissime ecc. e.. ( per colpire seriamente i parassiti di questo paese.Oppure se non sara possibile un nuovo soggetto politico, propongo un movimento popolare finalizzato solo e soltanto al problema del malaffare per coinvolgere tutti i cittadini e per essere propositivi su un argomento cosi basilare .Signori,non possiamo lasciare il paese in mano a dei parassiti.

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