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Il manifesto di LeG

Dipende da noi. Dissociarsi per riconciliarci

23 febbraio 2012 - 713 Commenti »

Twitter: #dipendedanoi

Primi firmatari:
Sandra Bonsanti, Gae Aulenti, Roberto Benigni, Don Luigi Ciotti, Carlo De Benedetti, Nicoletta Braschi, Claudio Magris, Roberto Saviano, Lella Costa, Roberto Faenza, Elda Ferri, Sabina Guzzanti, Miriam Mafai, Lorenza Carlassare, Piero Pelù, Rosetta Loy, Salvatore Veca, Valerio Onida, Gad Lerner, Concita De Gregorio, Giuliano Turone, Roberta De Monticelli, Michele Ainis, Ernesto Bettinelli, Stefano Rodotà, Aldo Gandolfi, Filippo Di Robilant, Paul Ginsborg, Giunio Luzzatto, Stefano Pareglio, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Gennaro Sasso. Aderiscono: Articolo 21, I Comitati in difesa della Costituzione della provincia di Ravenna

Leggi la rassegna stampa

Guarda il video di Zagrebelsky e quello di Saviano

Guarda l’intervista a Zagrebelsky di Rainews24

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Nell’anno in corso, Libertà e Giustizia festeggerà i suoi dieci anni di vita. Faremo il bilancio del passato. Ma ora è urgente progettare l’avvenire e chiarire i nostri compiti, in continuità con l’impostazione originaria dell’Associazione. Si annunciano tempi nuovi e incerti per il nostro Paese. Speranza e preoccupazione s’intrecciano. Il nostro compito è capire le ragioni dell’una e dell’altra e agire di conseguenza, sapendo che la posta in gioco è alta.

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1. Il “governo tecnico” è un segno dei tempi: tempi di debolezza della politica e d’inettitudine dei partiti politici. Tra di loro si deve distinguere ma certo, nell’insieme, in Italia il sistema politico e la sua “classe dirigente” hanno fallito, arretrando di fronte alle loro responsabilità. Il governo che oggi abbiamo è frutto dell’iniziativa del Presidente della Repubblica che ha esercitato una difficile supplenza in stato di necessità. LeG ha salutato con sollievo la svolta, anche perché non si dimentica il timore che le forzature costituzionali accumulate negli anni potessero, nel momento decisivo, fare massa e indurre qualcuno a tentare una forzatura finale.

2. Nello stallo della politica, l’ascesa della tecnica al governo è apparsa l’unica alternativa al disastro finanziario, economico e sociale. La dobbiamo accettare come pharmakon. Ma la medicina che guarisce può diventare il veleno che uccide. Dobbiamo sapere che un governo può essere tecnico nelle premesse, ma non nelle conseguenze delle sue azioni. Il nostro è tecnico-esecutivo per le decisioni rese necessarie dal malgoverno del passato e dalla pressione di eventi maturati altrove, in sedi democraticamente incontrollabili, ma è altamente politico per l’incidenza delle sue misure sulla vita dei cittadini. Dire “tecnico”, significa privare la politica della libertà. LeG, che ha in passato denunciato i pericoli del populismo, cioè della neutralizzazione e dell’occultamento della politica dietro pratiche di seduzione demagogica, non può ignorare che la tecnica esercita anch’essa una forza ideologica che può diventare anti-politica. Allora, quello che inizialmente è farmaco diventa veleno: senza politica, non ci può essere libertà e democrazia; senza democrazia, alla fine ci aspettano soluzioni basate non sul libero consenso ma sull’imposizione.

3. Che si tratti di medicina o di veleno, non sappiamo. Sappiamo invece che dipende da noi. LeG, associazione di cultura politica, ha sempre operato per la difesa della dignità della politica e, proprio per questo, ha denunciato i casi di svilimento, di corruzione e di asservimento a interessi privati, di chiusura corporativa e autodifesa di casta. Oggi, quando la distanza tra i cittadini e i partiti non è mai stata così grande, proprio oggi è urgente un’opera di riconciliazione nazionale con la politica. Forse, il maggiore tradimento perpetrato dalla nostra “classe dirigente” nei confronti della democrazia, è consistito nell’aver reso la politica un’attività non solo non attrattiva ma addirittura repulsiva e di aver respinto nell’apatia soprattutto le generazioni più giovani, proprio quelle dove si trova la riserva potenziale di moralità e impegno politico di cui il nostro stanco Paese ha bisogno.

4. Siamo persuasi che la rifondazione della politica debba partire dalla sua decontaminazione dalla corruzione che, tra tutte le cause, è quella che più ha contribuito a imbrattarne la figura. Ormai, non si fanno più differenze, in una generale chiamata in correità. Gli scandali e le ruberie in un partito si riverberano in colpe di tutti i partiti. La percezione è che nel tempo si sia creato un sistema di connivenze e omertà, rotto occasionalmente solo dall’esterno, dalle inchieste giudiziarie o giornalistiche (da qui, la diffusa insofferenza per l’indipendenza della giustizia e dell’informazione). Questo sistema, prima che con le riforme legislative, può essere incrinato solo dall’interno. La connivenza può rompersi solo con la dissociazione e la denuncia. Le tante persone che, nei partiti e nella pubblica amministrazione avvertono la nobiltà della loro attività, escano allo scoperto, ripuliscano le loro stanze, si rifiutino di avallare, anche solo col silenzio, il degrado della politica. Acquisterebbero meriti e ne sarebbero ricompensati. LeG è convinta che questa sia la premessa e la condizione d’ogni riforma credibile della politica e della grande riconciliazione di cui abbiamo parlato. La legge sui partiti è una necessità di cui si parla da troppo tempo. Oggi, gli scandali quotidiani, l’hanno resa urgente. “Subito la legge ecc.”, si è detto. Ma possiamo crederci, se prima non cambiano coloro che la legge dovrebbero farla?

5. L’anno che ci separa dalle elezioni si annuncia ricco di propositi riformatori delle istituzioni. Non è una novità, ma l’auto-riforma si è dimostrata finora un’auto-illusione. Può essere che sia la volta buona per contrastare la caduta di consenso ed evitare lo “sciopero elettorale” che da diverse parti si minaccia. Ma si vorrebbe sapere con chiarezza che cosa ci viene promesso. Chiusura o apertura? L’alternativa è nelle cose, anzi nelle azioni. Non si può nasconderla con le parole. LeG ritiene di rappresentare un’elementare esigenza democratica, chiedendo di conoscere, in pubblico dibattito, se i contatti e gli accordi preliminari che si vanno stringendo tra partiti mirano a corazzare il sistema politico esistente, chiudendolo su se stesso, oppure se finalmente si avverte l’esigenza di aprirlo alle istanze diffuse dei cittadini, d’ogni ceto e d’ogni orientamento politico; se la “società politica” ritiene di fare a meno della tanto disprezzata “società civile”, oppure se ritiene di dover mettersi in discussione; se pensa che sia legittima la sua pretesa di difendersi dai controlli, oppure se sia disposta alla trasparenza e alla responsabilità; se il governo sia un problema di mera efficienza decisionale, oppure se la questione sia come, che cosa decidere e con quale consenso; se si vuole una democrazia decidente a scapito d’una democrazia partecipativa. Sono tante le domande che, finora, restano senza risposta.

6. Sulla riforma della legge elettorale: quale che sia il meccanismo prescelto, esso non deve essere pensato come strumento dei maggiori partiti e della loro dirigenza per “dividersi le spoglie”. Se c’è una legge nell’interesse primario dei cittadini, non dei politici, questa è proprio la legge elettorale. Finora, tutte le riforme, e forse anche quella in cantiere, hanno in comune l’essere concepite nell’interesse dei partiti che la fanno. LeG chiede che si ragioni di “giustizia elettorale” e non di “interessi elettorali”: si scelga dunque una formula chiara e coerente che metta i cittadini in condizione di controllare com’è utilizzato il loro voto e di entrare in rapporto con i loro rappresentanti, senza interessate distorsioni.

7. La riforma elettorale, anzi le elezioni con la nuova legge elettorale devono precedere ogni altra riforma. Come possiamo accettare che un parlamento tanto screditato qual è quello scaturito dalla legge elettorale attuale possa mettere mano alla Costituzione? I frutti sono il prodotto dell’albero. Nessuna speranza può esserci che i frutti siano buoni se l’albero è malato. In ogni caso, LeG chiede, come elementare esigenza, che le eventuali riforme possano essere sottoposte al controllo del corpo elettorale in un referendum di particolare significato: come difesa d’una democrazia aperta contro i possibili tentativi d’ulteriore involuzione autoreferenziale dell’attuale sistema politico.

8. LeG è un’associazione di cultura politica, ma non un’associazione politica, fiancheggiatrice di questo o quel partito. Essa si rivolge ai cittadini che vorrebbero amare la politica e, per questo, la desiderano più dignitosa e rispettata. Poiché in questo momento la società italiana è ricca di energie che chiedono rinnovamento e desiderano essere rappresentate, l’invito a tutti è a non disperdersi nella sterile protesta e a non dividersi nell’infecondo protagonismo, geloso di se stesso, ma a unire le forze perché il difficile momento che vive il nostro Paese possa essere superato nel segno della democrazia, della libertà e della giustizia.

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Le firme raccolte

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7012) Lina Pattini,
Abbiamo bisogno di ricostruire tessuto, solidarietà e giustizia sociale.

7011) antonietta iolanda lima,
occorre ridistribuire la ricchezza e pensare a un modello di vita nuova che ponga al centro la centralità delle relazioni umane, la possibilità che le persone possano realizzare i loro progetti di vita in un mondo per il quale non siano più il denaro, il potere e l'immagine le uniche cose che contano. Non è il binomio sviluppo e crescita impropriamente mutuato dal mondo organico che potrà aiutarci a risolvere la terribile crisi che attanaglia non soltanto l'Occidente. La frugalità dovrebbe diventare un costume di vita

7010) natalino ticconi,
un buon sistema elettorale non è variabile a ogni tornata politica,ma si deve proporre di rappresentare massimamente gli elettori.

7009) Smilena Stankova,

7008) Luca Chierici,

7007) luciana della latta,

7006) Ugo Bologna,

7005) Massimo Mescoli,
Condivido le parole scritte sul manifesto ma sono molto preoccupato perché questa classe politica ha smarrito il contatto con la realtà,spero di sbagliarmi,ma non credo che da questo Parlamento possa uscire una legge elettorale che in qualche modo ci dia il modo di controllare il nostro voto.Temo piuttosto l'ennesimo pasticcio a favore di gente che ormai non è più degna di rappresentarci.Penso che questa volta l'astensionismo sarà il vero vincitore delle prossime elezioni.In bocca al lupo a tutti noi.

7004) liliana ghigo,

7003) Gerardo Bifulco,
Voglio esserci.

7002) Renato Frabasile,
LeG non si rivolga agli uomini di buona volontà, ma alla buona volontà di tutti gli uomini.

7001) stefania schitizzi,

7000) Erica Montanari,

6999) Guido Morosi,
Ero e resto convinto che ci vorrebbe una costituente col proporzionale! Non siamo nati così?

6998) roberto fereoli,

6997) Giorgio Peloni,
Per una politica che torni ad essere "nobile" ed utile ai cittadini non inutile o peggio ancora dannosa. Contro tutte le mafie.

6996) GIOVANNI SCOTTO,

6995) Giorgio Esposti,

6994) Massimo Ribaudo,
I tempi nuovi sono già arrivati. E da dieci anni. La crisi è il portato di non averli minimamente presi in cosniderazione.I partiti dovrabnno in pochissimo tempo adeguarsi al compito di rafforzare l'Europa, gestire i mutamenti nel mediterraneo, trasformare le scelte produttive ed economiche del Paese. Solo così si crea lavoro e sviluppo. Dalle strategie. Non da vuote parole come giovani, riforme. Non da vecchi modelli ormai superati. Spero che non si faccia nessun bilancio. Ma si inizi a lavorare. Si è perso già troppo tempo.

6993) Maria Del Vento,
Credo che sia necessario che nasca qualcosa di nuovo. Non credo che la vecchia classe politica sia in grado di rinnovarsi, né voglia cambiamenti. E' urgente che dalla società civile nascano i nuovi soggetti politici. Riguardo agli atti dal governo Monti: Cosa può venir fuori da un Parlamento così formato, come possiamo aspettarci che chi ha portato il nostro paese ad un così basso livello, possa approvare cambiamenti contro il loro interesse? E come possono arrivarci I TECNICI che provengono dal mondo delle banche e della finanza, nonché da una vita da ricchi? Ora si fa un gran parlare dei loro redditi. Lo stupore e l'indignazione deve andare in direzione di una reale ridistribuzione dei redditi perché ogni essere umano abbia di che vivere dignitosamente. Non mi interessa conoscere i redditi già denunciati a cui ha fatto seguito il giusto pagamento delle tasse, serve una seria riflessione sul ridimensionamento dei grandi guadagni di: politici, notai, avvocati, calciatori, cantanti e tutto il mondo dello spettacolo, costi che si ripercuotono comunque sull'economia familiare della base. Se non si affronta tutto questo, non si può parlare e praticare la giustizia e l'equità. Continuerò a sostenere le vostre iniziative e a dare il mio piccolo contributo come posso. Maria Del Vento

6992) Romano Zovato,
Quando ricopriremo il senso dell'essere liberali o socialisti nello spirito delle grandi democrazie europee, forse allora impareremo meglio a far politica!!

6991) Elisabetta Marchetti,

6990) Massimo Bianchi,

6989) Silvio Bellorini,

6988) giovanna carina,

6987) Giovanni Tortorelli,
Mi dispiace molto,ma credo proprio che la nostra situazione non sia più gestibile.Chiedo a Voi tutti se non sarebbe meglio dichiarare l'insolvibilità dell'Italia e ricominciare come dopo la 2a guerra mondiale.In questo modo possiamo ricominciare a costruire per i nostri Figli e Nipoti,invece che lascisre una montagna di debiti che non hanno fatto Loro.Mi meraviglio che i Sig.ri Lerner,Santoro,Floris,Telese,Gruber ecc.non hanno saputo controbattere (forse battendo anche il pugno sul tavolo) quando i "poco" on.Cicchitto,Gasparri,Quagliariello,Santachè,Lupi,Capezzone e persino "santo silvio" che non dice mai bugie avendo giurato sui suoi figli,asserivano il disastro veniva tutto da molto lontano:invece dovevate contrbattere e dire che dagli anni inizio anni 80 con Craxi ecc.fino alla conversione della Lira-Euro il debito era di ca. 1200 miliardi di Euro (un ventennio).Mentre con l'Era Berlusconi + 1,5 anni del Prof.Prodi il debito è salito a ca. 1900 miliardi (tutta spesa corrente senza investimenti), quindi come possiamo vedere se si farebbe una media il debito cresciuto di ca. 80 miliardi di Euro all'anno,certo mi si può dire che gran parte erano interessi da pagare,ma io dico,ma Berlusconi non si era presentato agli Italiani come colui che doveva salvare la Patria? e Cicchitto dov'era in quest'ultimo trentennio?Io dico, Italiani! sciegliamoci un Robespierre e spazziamo via questa classe dirigente TUTTA senza compassione di nessuno anche degli onesti che certamente ce ne sono ma la Loro "colpa" è che avranno visto e hanno taciuto e se non hanno visto e perchè non sono buoni rappresentanti dei Loro Elettori; perchè hanno dormito percependo lo stesso lo stipendio (e che stipendio).

6986) Giorgio Nardari,

6985) Anna Carpi De Resmini,

6984) Giuseppe Mammolenti,

6983) Fenolia Petruzzi,

6982) marcocapponi,

6981) Carlo Vicari,

6980) grazia ivaldi,

6979) michele ravagnolo,

6978) Roberto Ottonello,

6977) ivanafranchini,

6976) Roberto Saviano,

6975) andreina cappellini,

6974) angelo fior,

6973) Paolo Zanazzo,
Sono d'accordo con lo spirito dell'appello. Penso che la democrazia debba essere partecipativa, ma anche efficiente e perciò decidente.

6972) Corrado Magi,

6971) Nicola Pecoraro,

6970) Sandro Dal Fior,

6969) Giandomenico Morabito,

6968) Isabella Angiuli,

6967) averardo brinati,
ieri sera dalla trasmissione: servizio pubblico, ho appreso che "rappresentanti" del Vaticano, occupano tutti i posti decisionali in RAI, come siamo arrivati a questo? chi non ha fatto il suo dovere? la nuova politica dovrà esibire il laicismo come una bandiera. averardo.

6966) Riccardo Pirana,

6965) Marco Avesani,
Il futuro è dei giovani ,è ora che prendano in mano le sorti dell'Italia e la cambino,prima che sia troppo tardi!

6964) Vito Rizzi,

6963) antonio sartori,
È da metà degli anni 70 che è iniziata la deriva che ci ha portato progressivamente alla catastrofe odierna, cioè quando il PCI e la sinistra hanno scelto che bastasse fare un po meglio degli altri le stesse cose. A questa scelta si è sovrapposta una crescente incompetenza ed incapacità dei gruppi dirigenti con la politica che è diventata un mestiere a vita di pochi. E’ successo anche altro e forse non a caso ma non è un alibi per un fallimento storico.
Reintrodurre le preferenze nella nuova legge elettorale serve a poco o nulla se le liste vengono preparate sotto lo stretto controllo e selezione dei partiti poiché alla fine si sceglie sempre qualcuno della casta. Milano, Napoli, Cagliari, Genova danno delle indicazioni importanti su metodi di scelta dei candidati se vogliamo scegliere al voto tra persone che ci rappresentano. Questo è solo una minima parte del “che fare” necessario poiché ci troviamo di fronte ad un percorso complicato. Si tratta di azioni a breve, medio e lungo periodo sulle quali vanno trovate ed attuate pratiche sociali e politiche nuove poichè i vecchi schemi non funzionano più. Ci piaccia o no dobbiamo diventare protagonisti e porsi senza dubbi l’obbiettivo del governo. Gli va tolto della mani il potere economico e politico altrimenti da fuori le possibilità di cambiamento e/o condizionamento sono illusorie

6962) Giuseppe Ponsetti,
Ritengo che il problema della libertà sindacale comunque la si pensi sulla linea della Fiom debba rientrare tra le preoccupazioni più urgenti di Libertà e Giustizia

6961) luciana foschi,

6960) Corrado Coppedè,

6959) buschini,

6958) Riccardo Grazzini,

6957) Leonardo Ricciardi,
Mi piace, sono d'accordo.

6956) Giacomo Bertinato,

6955) patrizia scapecchi,

6954) Vincenzo Cesarano,
E' necessario ancora credere che cambiare si può. Auguri

6953) Mario De Santi,

6952) MONICA GENNARI,

6951) fabio scarfi,

6950) Jacopo Marini,
I politici non tecnici sono un cancro per il paese perchè non sanno prendere decisioni e sono lontani dall'elettorato e dal paese.

6949) Lorenzo Gurreri,

6948) Carolina D'Aubert,

6947) Maria Teresa Balugani,

6946) Raffaele D'Aquino,

6945) Gemma Macagno,
Ognuno di noi deve realizzare la Costituzione. La nuova legge elettorale dovrà garantire il diritto di parità rappresentativa di genere.

6944) Claudia Profumo,

6943) Domenico Di Matteo,

6942) Flavio Urizzi,

6941) Paolo Lombardo,
apriomo una rete che rifaccia interessare alla politica e alla scelta dei nostri rappresentanti

6940) Amalia Molina in Torelli,

6939) maria canziani,

6938) Danilo Gheno,

6937) Lucio Trizzino,
Sono con voi

6936) Valeria Zacchi,

6935) Gianni Miotto,
I responsabili dei partiti li conosciamo tutti o quasi, come si fà per indurli a cambiare mentalità?, per assumere i comportamenti e di conseguenza diffondere nell'opinione pubblica quei
valori che LeG suggerisce?
Questo Governo detto Tecnico dovrebbe rimanere per
almeno altri due anni per fare le riforme elettorali da precedere con referendum come suggerito da LeG.

6934) mariantonietta cappella,

6933) Guido Sala,

6932) alessandro giannetti,
resistere

6931) annalisa Bonfadini,

6930) Annamaria Bria,

6929) Giacomo Pistilli,

6928) giusy Simari,
Il figlio dell'operaio ha gli stessi diritti e deve avere le stesse possibilità di inserimento lavorativo del figlio del parlamentare, del farmacista, del notaio, cerchiamo di unire le nostre idee per un'Italia più equa, un'ITALIA in cui ad oggi i giovani, non possono progettare un futuro!!

6927) DARIO CICCARESE,
Concordo con i contenuti della lettera.
Ho 35 anni e sono un lavoratore indipendente.
Sono presidente di un comitato denominato "Ambiente Sano" con sede a VEGLIE.
Sono fermamente convinto che lo strumento "PARTITO" debba uscire dallo stato larvale in cui si trova oggi e, riappropriarsi del ruolo di strumento al servizio della democrazia e ritorni tra la gente per ascoltare .

6926) Emanuela Greghi,

6925) Salvatore miseria,
Perseveriamo

6924) anna riotti,
è sparita la provincia di milano?
no agli inciuci (termine che odio, ma per sintetizzare...)Monti è troppo "rispettoso" con B

6923) Piero Cella,

6922) Veronica pecorini,
Mi

6921) patrizia parisotto,

6920) DANIELA FLAMINI,

6919) Antonio Napolitano,

6918) Giancarlo Crava,

6917) Paola Doglioni,

6916) antonino ciccia,
Ma la vera rsponsabilità di tutto questo disastro di chi è? Nostra,soltanto nostra che ci siamo fatti abbindolare da Berlusconi;e ancora nostra che non siamo stati capaci di trovare mediazioni nel centro sinistra.

6915) Marita Desti,

6914) Carla Isacco,
Libertà e Giustizia una voce indipendente nel mare di conformismo e di indifferenza

6913) Maria Grazia Baro,
finalmente!!!

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713 interventi a “Dipende da noi. Dissociarsi per riconciliarci”

  1. [...] 23 febbraio LeG ha pubblicato l’appello Dipende da noi. Dissociarsi per riconciliarci che ha raccolto 40.000 firme, presentato poi al Teatro Smeraldo di Milano il 12 marzo. Avevamo [...]

  2. [...] dell’UDC e del PdL (tentativi di rivergination?), all’appello Dipende da noi di Libertà e Giustizia. La politica italiana è in (s)mobilitazione. Dove vada, ancora non si [...]

  3. [...] Libertà e Giustizia ha lanciato nel febbraio scorso un appello/manifesto (“Dipende da noi”) per sottolineare l’urgenza di un rinnovamento della politica, dei partiti, della classe [...]

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    Hi there! This is my 1st comment here so I just wanted to give a quick shout out and say I genuinely enjoy reading your posts. Can you suggest any other blogs/websites/forums that deal with the same topics? Thanks!…

  5. [...] dice il Fondatore, a “l’insofferenza verso la ‘dittatura’ dei tecnici”. In effetti nel manifesto di Libertà e Giustizia, presentato lunedì scorso, Zagrebelsky ha scritto che i tecnici sono un “pharmakon” ma “la [...]

  6. [...] dice il Fondatore, a “l’insofferenza verso la ‘dittatura’ dei tecnici”. In effetti nel manifesto di Libertà e Giustizia, presentato lunedì scorso, Zagrebelsky ha scritto che i tecnici sono un “pharmakon” ma “la [...]

  7. Michela scrive:

    “Se come diceva un ragazzo in un altro intervento, continuiamo ad essere in pochi ad avere il coraggio di essere ” normali” ovvero onesti, continueremo ad essere vittime”… condivido pienamente e anche che si viene isolati e accusati di avere motivazioni personali, perchè non è concepibile avere un’altra visione delle cose e ancora più inconcepibile è avere degli ideali di giustizia, onestà, equità, trasparenza, bene comune… e cercare di metterli in pratica nell’agire quotidiano. Quindi “se c’è qualcuno che ha voglia di cambiare si faccia avanti”!

  8. [...] affiancare a tante altre in atto (come ad esempio http://www.ridatecilanostrademocrazia.it/ oppure http://www.libertaegiustizia.it/2012/02/23/dipende-da-noi-dissociarsi-per-riconciliarci/) poiché dobbiamo unire tutte le energie sane nel chiedere una nuova legge [...]

  9. Barbara Parenti scrive:

    nel mio intervento o meglio commento precedente mi sono definita vittima della corruzione e del malcostume, poi ho voluto dire che la corruzione è ovunque, anche e sopratutto quelli che ti dilaniano se non ti omologhi, se non scendi a compromessi, sono i tuoi stessi cittadini, parenti, amici si fa per dire, Professori …… se come diceva un ragazzo in un altro intervento, continuiamo ad essere in pochi ad avere il coraggio di essere ” normali” ovvero opnsti, non corrotti ecc, continueremo ad essere vittime, come appunto fa la mafia, a chi non è omologato, ti isolano e ti schiacciamo, e ho nominato i Professori di proposito, chei e quanti sono al posto mio all’Università??? troppi, il merito ormai è cosa che conta = zero o meno di zero, e da li inizia il mio si sono una vittima, ho dato tanto e avuto niente,potrei dare tantissimo, ma quelli come me danno fastidio, non sono omologati, parlo del mondo accademico, in cui avrei potuto realmente spendere le mie competenze per fare bene, meglio, non solo accademico, comunque ricerca e insegnamento, ma anche nel modno del lavoro, mi rendo conto ora, di essere non vista come valore aggiunto, ma come elemento di disturbo perchè ho il coraggio di dire no, non va bene, non è corretto, non è etico non si fa ecc….. le conseguenze le subisco e le ho sempre subite io, non ti fanno più muovere o avere qualcosa, partendo dall’Università dove ripeto , ma non ce ne dovrebbe essere bisogno come al solito tutti sanno e nessuno fa qualcosa, il merito non lo considerano proprio, meg.io essere parente di, figlio di, nipote di ecc, poi la storia ifinita continua, sei costetto a andare verbso altri lidi, e trovi la stessa situazione, e non ti è permesso di lavorare, e anche se ti rivolgi per sopravvivere verso lavori che non rientrano nel tuo bagaglio di competenze, se trovi, è sempre per lo stesso motivo, magari sei figlio di, amico di, e se nn lo sei, sei vecchio a 40 anni, si dice sempre che non c’è lavoro per i giovani, ma se vogliono lavorare , se si accontentano un pò per i giovani c’è, per noi che siano tra 40 e i 50 zero, possimo essere fortim bravi, preparati ecc, ma vecchi, a me suona oscena sta cosa che una persona ai giorni di oggi è vecchia a 40 anni, perchè infatti non lo è, ma cosa deve fare per inon morire di fame, neanche più scrive sui Curricla che è Laureato, Specializzato ecc, è vecchio, di questo si parla troppo poco o nulla, e se ho ben capito qui danno la parola a tutti senza censura, finalmente ho trovato il posto per sfogarmi, non convinta che cambi qualcosa, non nell’immediato, spero che più voci facciano un coro, e che arrivino le più voci e non siano sempre le solite

  10. TONIO G. FALCHI scrive:

    qualcuno ha detto (e credo che sia proprio vero) che il contadino in tempo di crisi “taglia” su tutto ma non sulle sementi: e noi siamo così pazzi che tagliamo su scuola e università!! Proprio non riusciamo a capire che la cultura è la base fondamentale della crescita. Caro ministro Profumo, sono sicuro che anche lei è convinto che deprimendo la coltura si deprime la libertà e la democrazia: ma allora perchè permette questo scempio? La prego, rifletta e agisca di conseguenza.

  11. TONIO G. FALCHI scrive:

    Ho l’impressione che Monti, che pure aveva iniziato bene (ritengo che i sacrifici fossero indispensabili e li ho accettati) ora stia cedendo un po’ troppo ai signori dei voti. Dovrebbe avere più coraggio anche a rischio di provocare elezioni anticipate: so che le pagheremmo care in termini economici ma sono anche sicuro che gli italiani sapranno a chi farle pagare.
    In mancanza di coraggio i soliti arroganti continueranno a farla da padroni rendendo peraltro inutili i sacrifici che abbiamo fatto e continueremo a fare.

  12. Perché ci sia un reale cambiamento è indispensabile che ognuno acquisti consapevolezza delle proprie responsabilità come membro attivo del paese Italia. Non può esserci buona politica senza partecipazione e spirito critico, senza dimenticare l’importanza del dialogo e della mediazione, nel rispetto dei principi sanciti dalla nostra Costituzione.