Una casa decente per la Giustizia | Libertà e Giustizia

Una casa decente per la Giustizia

A Bari la situazione infrastrutturale della “Giustizia”  pone un problema in più a chi in tale ambito deve operare ed ancor di più a chi dalla Giustizia deve essere tutelato.

Una causa per separazione può durare anche 10 anni, un reato penale può essere prescritto per “scadenza” dei termini, una procedura esecutiva può prolungarsi oltre il necessario, a volte oltre la vita delle persone interessate, (specie in questo periodo di crisi economica).

Se a questo quadro generale di sfascio totale della (in)giustizia, aggiungiamo anche la precaria manutenzione delle strutture ed in qualche caso addirittura l’inadeguatezza degli immobili che,  pur se di recente costruzione, sono a dir poco, incompatibili per una sufficiente vivibilità ….non possiamo che constatare – ancora una volta -  il degrado totale di questa importante e fondamentale Istituzione della nostra Società Civile e Democratica.

E’ quanto denuncia il Coordinamento tra le Associazioni di Categoria (costituito il 24 Novembre 2009) dai seguenti operatori di Giustizia:
Associazione Nazionale Magistrati,
Associazione Italiana Giovani Avvocati sezione di Bari (AIGA);
Camera Penale di Bari (CPB);
Associazione Italiana Giovani Avvocati, sezione di Bari (AIGA);
Rappresentane Sindacali del Personale Amministrativo del Tribunale di Bari (R.S.U. della Procura della Repubblica di Bari, R.S.U. del Tribunale di Bari, R.D.B./C.U.B. Pubblico Impiego, C.G.I.L. funzione pubblica e C.I.S.L. funzione pubblica.

Si legge testualmente in una lettera/denuncia del 10 febbraio 2012 indirizzata al Presidente della Corte d’Appello di Bari, al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bari, al presidente del Tribunale di Bari, Al Procuratore della Repubblica di Bari Al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Al Procuratore Regionale della Corte dei Conti, Al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria – Nucleo Territoriale VISAG e al Sindaco di Bari:
A causa del cattivo funzionamento dell’impianto di climatizzazione si registra negli ultimi tempi una temperatura dei locali di lavoro intollerabilmente bassa, fuoriuscendo dagli impianti di areazione solo aria fredda.
Il personale amministrativo e i magistrati nonché gli avvocati sono costretti a lavorare in queste giornate rigide indossando cappotti e sciarpe, esponendosi per molte ore al giorno a temperature assolutamente insostenibili soprattutto laddove si tratti di persone in età non più giovane e quindi esposte a subire gravi danni alla salute; analoghe difficoltà e disagi incontrano gli utenti.
In questa inaccettabile situazione, sono state rinviate (o talora sospese) per le condizioni climatiche avverse numerose udienze anche in materie delicate (come ad
es. cause di separazione e divorzio) con conseguente difficoltà e/o impossibilità nello svolgimento delle funzioni giudiziarie e turbativa del pubblico servizio; alcun Capi ufficio hanno doverosamente autorizzato, con il primario fine di garantirne la salute, il personale amministrativo a evitare, dopo la prestazione lavorativa mattutina, il programmato rientro pomeridiano.
Né è possibile per i dipendenti munirsi in proprio di stufe elettriche in quanto ciò determinerebbe il sovraccarico dell’inadeguato impianto elettrico, con il ripetersi di black out, donde anche gli ulteriori immaginabili disservizi (blocco dei telefoni, fax, computer, ascensori residui ecc.) per tutti i fruitori degli edifici giudiziari di P.zza E. de Nicola, di Via Nazariantz e di Viale Europa.
A ciò aggiungasi che il fermo prolungato di alcuni impianti, e in particolare si fa riferimento a quelli elevatori, determina continuamente disagi e disservizi anche per la difficoltà di movimentazione dei fascicoli d’ufficio.
Per non dire delle innumerevoli violazioni della disciplina di cui al d.lvo n. 81/2008 vuoi in materia di igiene, vuoi in materia di sicurezza sul lavoro (si pensi alla mancanza del certificato di prevenzione incendi e al non funzionamento delle luci di emergenza e dell’illuminazione di sicurezza per lo stabile sito in P.zza E. de Nicola)
Trattasi di situazione ormai ben nota, in quanto consacrata anche in documenti ufficiali (per tutte, vd. la nota 12-1-2012, Prot. n. 199 ai firma del Procuratore Generale e, da ultimo, il verbale della Commissione di Manutenzione datato 24-1-2012).
Il quadro complessivo di degrado e abbandono in cui versano le strutture e gli edifici si riflette anche, ben s’intende, sull’immagine e il prestigio della funzione giudiziaria.
Si registra, con vivo sconcerto, che tutte le richieste di intervento formulate dai Capi degli Uffici Giudiziari al Sindaco di Bari sono rimaste inevase (o solo sommariamente evase), con costante ripetersi dei disservizi e dei guasti, non avendo il Comune di Bari assolto agli obblighi su di lui incombenti ex lege n. 392 del 1941 (la quale, all’art. 1 co. 1 lett. b, pone a carico dei comuni le spese per il funzionamento degli uffici giudiziari, tra cui anche quelle per il riscaldamento, la manutenzione, l’illuminazione e le riparazioni degli impianti tutti degli uffici in parola), né risulta sollecitato alcun intervento nei confronti degli enti proprietari degli immobili per la effettuazione delle opere strutturali di manutenzione straordinaria di loro competenza.

Tanto premesso, il Coordinamento delibera quanto segue:
prende definitivamente atto della ormai conclamata grave situazione nella quale versano gli uffici giudiziari del Circondario di Bari (P.zza de Nicola, Via Nazariantz, Tribunale per i Minorenni, Uffici del Giudice di Pace) con riferimento ai profili di manutenzione, strutturali (cadute di calcinacci dalla facciata di edifici, allagamenti per intasamenti della fogna, fessure nelle pareti, infiltrazioni di umidità) nonché di funzionamento e sicurezza degli impianti, quali quelli elettrici e di climatizzazione e, ancora, di elevazione;

auspica
un sollecito intervento, ex art. 2087 c.c., dei Capi degli Uffici Giudiziari, responsabili della salute e sicurezza dei dipendenti, con sospensione dell’attività giudiziaria non urgente, nonché un intervento degli organi e degli uffici preposti alla vigilanza e agli accertamenti dei reati e dei profili anche di responsabilità erariale;

denuncia
l’esigenza di procedere all’accertamento delle violazioni preindicate, richiedendo l’immediato ripristino di condizioni accettabili di lavoro a salvaguardia della salute e della sicurezza dei dipendenti e degli operatori di giustizia, avvocati e utenti, nonché della dignità della funzione giudiziaria.

Al termine della lettera il coordinamento delle Associazioni ha indetto una Assemblea di categoria per le ulteriori iniziative di protesta.

Il Circolo di Bari di Libertà e Giustizia , preoccupato per la specifica situazione e per la mancata tutela dei diritti fondamentali del cittadino (sanciti dalla Costituzione…per i diversi aspetti) aderisce all’attività di informazione e di denuncia all’Opinione Pubblica delle inaccettabili condizioni di lavoro all’interno degli edifici giudiziari baresi, nonché delle più elementari norme di tutela dell’individuo.

Domanda: ma se la giustizia non ha una “casa” decente…come può svolgere il ruolo di Giudicante, di tutela della società civile e del cittadino Italiano?

1 commento

  • Fatevi un giro nel tribunale penale di Roma,sembra di stare in in un girone Dantesco,parenti di inquisiti che minacciano Carabinieri e personale civile,sputano in terra,fumano,schiamazzano e quantaltro,tutto nell’indifferenza di tutti.Qualcuno diceva che:IL LIVELLO DI DEMOCRAZIA DI UN PAESE,SI VEDE DALLA QUALITà DEI TRIBUNALI.

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