Legge elettorale: chi rema contro

Avanti adagio. Non c’è oggi chi si senta di scommettere sul futuro della riforma elettorale. Eppure, in linea teorica, ci sarebbero le condizioni per cancellare l’infame “Porcellum”. Sul fronte economico, il governo sta facendo la sua parte, prima con la manovra sui conti pubblici, poi col piano di liberalizzazioni. Il Quirinale è da tempo in campo, a spronare il Parlamento perché si muova sul terreno delle riforme. La stessa Corte Costituzionale, se è vero che ha bocciato i referendum per il timore del vuoto legislativo, elenca tuttavia le carenze dell’attuale sistema elettorale e passa la palla alle Camere. Non avrebbero i partiti la propria convenienza a scuotersi dal torpore, a colmare il vuoto, a porre termine alla lunga “vacanza” della politica? In realtà, la situazione è ben più complicata di quanto non dicano le apparenze. “Stiamo uscendo dalla crisi”, sostiene Monti mentre si accinge a un più stringente negoziato con la Germania e  la Merkel.  Però, timori e sospetti si addensano sulla “strana” maggioranza che lo sostiene. Il problema sta nella persistente ambiguità di Berlusconi, che intorbida il clima. E’ qui l’anello debole. Il centrodestra rappresenta il terreno ideale sul quale potrebbe saltare il banco. Per il Cavaliere non è facile staccare la spina, ma non può nemmeno permettere che l’esecutivo diventi più forte. Se provocasse le elezioni, andrebbe incontro a una strada piena di rischi, come avvertono tutti i sondaggi che danno il partito in caduta costante. Ma il sostegno a Monti, sino alla fine della legislatura, potrebbe condurre alla rottura con Bossi, forse già a partire dalle prossime elezioni amministrative, e mette a rischio la giunta Formigoni in Lombardia. Così Berlusconi vive alla giornata. Minuto per minuto. Indeciso a tutto. Ma comunque con l’orecchio teso a ciò che verrà dal processo Mills e a come si concluderà la vicenda delle frequenze digitali per la sua Mediaset.

E’ una commedia indecente. Nella quale il Pdl, con la sua confermata incapacità di definire un’autonoma strategia, occupa la posizione più sgradevole. Però, bisogna riconoscere che, in linea generale, la questione della legge elettorale si sta giocando sulla base delle alleanze elettorali e degli interessi dei partiti, mentre dovrebbe, al contrario, avere per oggetto quale sia il modello migliore di democrazia per il Paese. Oggi, sul centrodestra soprattutto, ma anche sul centrosinistra, non si sa con quali alleanze si affronteranno le elezioni. Si fanno, quindi, molte chiacchiere, ma non c’è nessun fatto concreto. Eppure, la riforma elettorale rappresenta un punto cruciale. E’ il terreno sul quale si potrebbe fare il primo passo per ristabilire il rapporto tra i partiti e il consenso popolare. E’ vero che la gravità della crisi economica e sociale sta in cima a tutto. Ma se il governo tiene, se Berlusconi non fa saltare il banco, come pensano i partiti di occupare il loro tempo fino alle elezioni del 2013? Anche se molti mostrano di non accorgersene, il “Porcellum” rappresenta il principale  motivo dell’ulteriore delegittimazione della classe politica. La risorsa di cui i partiti ancora dispongono sta nella capacità di varare una nuova e buona  legge elettorale. E di gettare  nella pattumiera quel mostro giuridico, nato dall’accordo di potere tra Berlusconi e la Lega, che ha privato i cittadini, con la vergogna delle liste bloccate, del diritto di scegliere i candidati e, nello stesso tempo, ha aggravato il problema della governabilità perchè, in nome di un apparente bipolarismo, l’ha resa addirittura più fragile, favorendo la maggiore frammentazione tra i partiti.

Quando si parla di una buona legge elettorale si pensa a tre obiettivi da raggiungere: restituire la scelta degli eletti agli elettori, garantire la governabilità del sistema politico; creare coalizioni di governo che non siano semplici cartelli elettorali. Chi scrive ritiene che la soluzione migliore sia la reintroduzione dei collegi uninominali, questa volta con elezione a due turni, secondo il modello francese. E’ però l’ipotesi, allo stato delle cose, di più difficile, pressoché impossibile,  realizzazione. E, d’altra parte, quando si discute di legge elettorale, bisogna puntare a una vasta convergenza di consensi. I compromessi possono, dunque, rivelarsi necessari. A condizione che non compromettano gli obiettivi di fondo. Ma quello che manca, al varo di una buona legge, è la convenienza di Berlusconi e di Bossi. E’ questo il primo ostacolo. Che il Parlamento dovrebbe superare con un soprassalto di senso di responsabilità. Se lo facesse, sarebbe davvero un miracolo. Ma, senza questo miracolo, i partiti perderebbero definitivamente il loro ruolo di indirizzo. E il vuoto tra cittadini e istituzioni si farebbe incolmabile.

9 commenti

  • E’ un miracolo davvero difficile quello auspicato nell’ottimo intervento di Meli. Berlusconi e Bossi sono i fautori e i principali beneficiari del Porcellum e a esso continuano ad aggrapparsi nel loro disperato attaccamento al potere. Nel centrosinistra, anche sulla legge elettorale c’è il solito sovrapporsi di mille posizioni e distinguo che porta alla paralisi di ogni vera iniziativa (e che ha già portato, non dimentichiamolo, al sabotaggio dell’unico referendum che probabilmente avrebbe passato il vaglio della Corte). Il governo Monti ha già troppe grane per potersi fare carico anche della riforma elettorale. E allora che fare? All’indomani della sentenza della Corte avevamo auspicato in molti una seria e ben organizzata mobilitazione dal basso (raccolte di firme, appelli ai presidenti delle Camere, leggi di iniziativa popolare ecc.) per far sentire in modo incisivo e costruttivo la voce dell’opinione pubblica e sollecitare il cambiamento. Se qualcuno è in grado di avviare questo complesso meccanismo, è il momento opportuno per farlo.

  • Non vi siete ancora stancati di assistere al gioco del gatto con il topo tra gli uomini in carriera seduti in Parlamento e rappresentanti di fatto se stessi in seno a quelle finzioni di partito (in realtà mangiasoldi pubblici dediti alla compravendita di senatori e deputati)) quali sono oggi ridotti i vari PDL,PD,UDC,etc.etc. ?.
    Essendo stati i loro conducatori di oggi educati e maturati elettoralmente in anni di imperio partitocratico,loro stessi arrivati in Parlamento tramite liste elettorali composte da candidati selezionati (generalmente tra i militanti di partito)e imposti in partenza alla scelta degli elettori dai medesimi capi o dai loro comitati centrali,come potete pensare che siano interessati ad abolire una legge che consente loro di ottenere la maggioranza assoluta senza faticà,bastando un voto in più di quei quattro o cinque milioni di votanti (chè a bocce immutate più di 10 milioni di italiani non andranno la prossima volta a votare) nelle due camere dei privilegiati di questo Belpaese ?.

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    MA, SENZA QUESTO MIRACOLO, I PARTITI PERDEREBBERO IL LORO RUOLO…
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    Dottor Arturo Meli,

    ma quale “ruolo di indirizzo” mai i Partiti perderebbero se la loro SOLA funzione – ormai da decenni! – e’ stata quella di rappresentare l’intero arco della Delinquenza Nazionale?

    E perche’ mai Lei conclude il Suo articolo prefigurando un apocalittico “vuoto tra cittadini ed istituzioni” senza i Partiti? Ma e’ esattamente il contrario! I Cittadini – quegli Italiani, voglio dire, che si identificano con lo Stato, la Sua Costituzione e la Legalità – hanno già rischiato di perdere questo legame con le Istituzioni a causa dei Partiti che delle Istituzioni sono – di fatto! – i sabotatori.

    Mi e’ estremamente difficile credere che a Lei sfugga il nuovo grande evento della nostra vita nazionale: la presenza di milioni di Italiani – di ogni estrazione partitica – che si dicono di NON essere più disponibili a rimanere OSTAGGIO della Partitocrazia, e di essere determinati a cambiare definitivamente pagina alla nostra Storia Democratica: sono gli Italiani di Napoli e Milano, dei tre Referendum, delle firme per l’abrogazione del Porcellum, ed ancora, del presente 58% supporto del Governo Monti, nonostante le difficili ed impopolari decisioni che Esso e’ stato chiamato a prendere.

    Questi Italiani, Dottor Meli, chiedono ed attendono una ALTERNATIVA ELETTORALE per le prossime Elezioni politiche. Vogliono che Monti dia una continuità al Suo Governo che vada oltre la presente Legislatura. Vogliono – non importa se con o senza il Porcellum – una nuova Sigla Civica Nazionale con la quale lasciare alle loro spalle la zavorra dei Partiti con le loro Clientele parassitarie.

    Vogliono un’Italia nuova e civile. Ed hanno una MAGGIORANZA ASSOLUTA per farlo! Lasciando i Partiti nella cenere del loro fatale squallore.

    Cordialmente,

    jb Mirabile-caruso.

  • Il sistema politico italiano ha un brutto difetto: la disciplina di partito. Abbiamo sposato questa caratteristica con un sistema maggioritario che presupporrebbe l’esatto contrario. Il cosiddetto “bipolarismo”, che non si sa perché dovrebbe essere preferibile (semmai è il contrario…), s’è rivelato una chimera, e soprattutto ha fallito l’unico obiettivo vantaggioso che avrebbe potuto raggiungere: ammorbidire la disciplina di partito. Al contrario, l’ha rafforzata, blindando le maggioranze, e laddove si sono avuti voti in dissenso dallo schieramento d’appartenenza si sono registrati in realtà cambi di casacca che avevano tutto l’aspetto di compravendite (e probabilmente lo erano). In Italia forse il proporzionale non è necessario, ma è tendenzialmente sufficiente come sistema “tappabuchi” del malcostume della politica di questo paese. Ma in generale tutti i sistemi elettorali sono destinati a FALLIRE se non si rende effettiva la libertà del parlamentare di votare in dissenso dal proprio gruppo. In assenza di quest’effettività, i partiti stessi —strumenti essenziali della democrazia rappresentativa, non a caso tutelati dalla Costituzione— vengono percepiti come i detentori del potere, una cupola, una casta, una struttura da abbattere. E sorgono movimenti velleitari che hanno il solo effetto di rendere ancora piú distorto e confusionario il sistema.

  • E allora dott. Mieli

    facciamola Noi, Società Civile, quella perfetta legge elettorale, facciamole Noi, Società Civile, tutte quelle norme indispensabili per un corretto funzionamento della Democrazia! Facciamole Noi con l’uso forzato ed esteso dell’art.71, ma corretto nello spirito costituzionale!

    Voi saggi dottori e professori, depositari delle profonde conoscenze democratiche e delle culture classiche, Voi fuori dalla mischia della esasperata e abbrruttente competizione politica, fatevi carico di redigere un decalogo di norme ad oc, secondo l’art.71, poi l’associazionismo della Società Civile si farà carico di sottoscrivere le proposte a norma di Carta e di invitare poi i cittadini a farsi POPOLO SOVRANO sottoscrivendo il decalogo a milioni nella forma semplificata, ma normata nella Carta, della “petizione popolare”.

    Questa è la via dottori e professori! Questa è la via per recuperare dignità di cittadini e qualità di democrazia.

    Di forbite proposte sono pieni biblioteche e archivi: è ora di dare concretezza!

    E’ ora che qualcuno della migliore Riserva della Repubblica assuma l’onere di guidare un popolo sbandato per mancanza di valide guide! E’ ora che questo Paese trovi la sua Rotta Perfetta. E non puo venira dai partiti che, per forza di tradizione, selezionano persone spinte più dall’ambizione di potere che dal senso del dovere, più abili nelle lotte intestine e negli “inciuci”, che portatori di correttezza, competenza, capacità e cultura.

    E la via per questo è nella Costituzione, nella possibilità che il POPOLO SOVRANO “detti le leggi” per il proprio progresso, sostenendo l’impegno dei professori nell’esercizio esteso dell’art.71.

    Questa è la via Maestra Perfetta che i partiti dovranno accettare obtorto collo perchè così vuole il Popolo Sovrano e Unito al 96% contro questa casta politica, e comanda brandendo la Costituzione!

  • Credo che sia importante e urgente indire una grande manifestazione nazionale organizzata unitariamente da tutte le forze della società civile per chiedere al Parlamento il rispetto per il milione e mezzo di cittadine e cittadini che hanno firmato il Referundum, bocciato dalla Corte Costituzionale che ha anche detto che il Porcellum deve essere cambiato dal Palamento

  • Rimando tutti a leggere l’appello di L&G per un referendum abrogativo della legge elettorale rossa e democratica Regione Toscana , nata nel 2004 prima del porcellum di Calderoli , e tuttora in vigore.
    NO alle preferenze cioè liste bloccate e premio di maggioranza bello importante.
    Allora mi chiedo con quanta ipocrisia stiamo ragionando , senza idee o meglio con troppe idee, di cambiare la legge elettorale senza aver mai guardato alla Toscana 2004 : porcellum l’una e l’altra toscana invece …super porcellum con l’aggravante che è stata copèiata da Calderoli.
    Leggo tutto ma capisco sempre meno , ahimè sarà colpa mia , però qualche equivoco è in circolazione. Saluti da RF

  • La legge vigente è incostituzionale e la sentenza della Corte, (giuridicamente debole, ma politicamente forte…), lo ha dimostrato una volta di più, ma purtroppo ed è difesa da chi la voluta e il PD, invece di dare retta a quello che vogliono i suoi elettori, si perde invece dietro proposte in cui l’unica cosa certa è quella di non crederci: ricordate il “Vassallum”? Ora si barcamena in un miscuglio tedesco-spagnolo sul quale è meglio tacere per carità di patria…
    Un soprassalto di senso di responsabilità: ripartire dal percorso bipartisan di riforma della legge “Mattarella”: 100 volte meglio delle finte proposte che girano oggi…

  • Quanto tempo dedichiamo a tutte queste chiacchere! La legge elettorale è, purtroppo, ormai l’ultimo dei nostri problemi. La crisi è mondiale, governata dalla finanza che è gestita da uomini, non da spiritelli; ma chi li vede e li tocca questi personaggi?
    Gli stati nazionali contano sempre meno, le popolazioni sono sempre più escluse, in Europa non mi pare sia molto chiaro cosa mai pensano di fare le classi dirigenti (si può ancora usare questa locuzione?); possono forse le genti d’Europa mettere uno zampino sulle amletiche inquietudini di questi signori?
    L’Italia, che non ha e non ha mai avuto stato degno di questo nome, è gestita da cricche di lestofanti delle più varie specie, da uno stato straniero – questo si solido -, il Vaticano, che riescono sempre facilmente ad assoldare quelle organizzazioni specializzate nella manipolazione dell’opinione pubblica che chiamano partiti.
    I cervelloni dell’economia hanno messo sotto controllo i conti rendendo dalla sera alla mattina più poveri i più poveri? Che bravi, quanto hanno studiato! Il Berlusconi e il Bossi sono in crisi? La (non)sinistra è avanti nei consensi? Ma cosa aspettiamo ad andare a votare e mandare a casa almeno la parte preponderante del problema – come giustamente evidenzia Meli, cioè Berlusconi e Bossi – e poi fare la legge elettorale e poi, magari, sostenere pure qualche sobrio cervellone tecnico che, sostenuto da una maggioranza un po’ più responsabile, non si occupi solo di spread?
    Ma qui i conti non tornano veramente mai ed è una vecchia storia: perché tutte le volte che la cosiddetta sinistra ha la possibilità di andare avanti, cogliere le spinte innovative della società civile, ritorna sistematicamente indietro? Vuoi vedere che, forse, il sistema partito non è più funzionale alle nuove esigenze della rappresentanza e della partecipazione attiva?
    Ecco, ho aggiunto altre chiacchere alle chiacchere.

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