«Truffò anche lady Abelli». Lettera accusa Ponzoni

Libertà e Giustizia chiede le dimissioni di Roberto Formigoni: «Già nello scorso dicembre LeG le aveva chieste a fronte dei gravissimi fatti commessi da esponenti di rilievo. A partire da Filippo Penati che ancora siede nei banchi del consiglio regionale all’ex vice presidente Nicoli Cristiani sorpreso con la mazzetta in casa per una vicenda legata a cave di amianto e a pezzi di autostrada costruiti con rifiuti proibiti. Per arrivare a Nicole Minetti indagata per induzione alla prostituzione, senza dimenticare le pericolose commistioni nel crack del San Raffaele.L’ultimo caso dell’ex assessore, membro dell’ufficio di presidenza Massimo Ponzoni, arrestato per bancarotta, corruzione, concussione e finanziamento illecito è la goccia che fa traboccare il vaso».di Fabrizio Merli w PAVIA Rosanna Gariboldi «bidonata» da Massimo Ponzoni? Questo è quanto risulta da una lettera autografa di Sergio Pennati, imprenditore della Brianza e già braccio destro dell’ex assessore regionale all’ecologia in quota Pdl. Ponzoni si è costituito, l’altroieri, all’autorità giudiziaria ed è stato condotto in carcere. Deve rispondere di varie accuse, tra cui la bancarotta della società immobiliare “Il Pellicano”, società che per una quota del 17,5 per cento faceva capo a Rosanna Gariboldi, ex assessore provinciale e moglie di Giancarlo Abelli. Agli atti dell’indagine condotta dalla procura di Monza, tuttavia vi è anche una specie di lettera-memoriale scritta da Pennati, ex socio di Ponzoni, il 4 marzo 2009. L’uomo riferisce una serie di dettagli poco edificanti che riguardano la vita, sia pubblica che privata, dell’ex assessore Ponzoni. Un passaggio del documento, tuttavia, è riservato anche alla coppia Gariboldi-Abelli. «Fra le varie vigliaccate che ha fatto – scrive Pennato riferendosi a Ponzoni – si è permesso di “bidonare” anche la moglie dell’onorevole Giancarlo Abelli. Sono andato io stesso a ritirare, una volta almeno, euro 260mila (circa) mentendo sul valore di un terreno da acquisire in società per avere questa disponibilità ed estinguere un debito aperto dalla società “Sm Piermarini” presso la Banca popolare di Sondrio, fondi usati per la campagna elettorale. Saluto la signora Abelli e suo marito Giancarlo che sono due persone eccezionali». Il passaggio, naturalmente, si inserisce nel contesto di una lettera molto più lunga e articolata. Fatto salvo il fatto che le affermazioni dell’imprenditore brianzolo dovranno trovare un riscontro nel contraddittorio tra le parti, il senso generale è piuttosto chiaro. Pennati, che è stato anche amministratore della società “Il Pellicano”, racconta della campagna elettorale di Ponzoni che, a suo dire, sarebbe costata un milione e 600mila euro. Quattrini che – sempre secondo l’ex uomo di fiducia dell’esponente Pdl – sarebbero stati reperiti anche attraverso alcune società. Il riferimento a Rosanna Gariboldi sembra lasciare intendere che Ponzoni abbia acquistato, attraverso la società nella quale era presente anche Rosanna Gariboldi, un terreno “gonfiandone” il prezzo. I soldi, in questo modo, sarebbero tornati allo stesso Ponzoni per il finanziamento della campagna elettorale. Ma le carte dell’inchiesta portata avanti dalla procura della Repubblica di Monza rivelano anche altri, interessanti dettagli. Ad esempio, gli arresti di Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche di Santa Giulia, recentemente scomparso, e della stessa Rosanna Gariboldi, allarmarono Ponzoni. «Emerge la necessita di occultare documentazione compromettente» scrive il giudice delle indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare per l’ex assessore regionale all’ecologia. E il giudice riporta anche una conversazione del politico con la moglie: «“Hanno arrestato la Rosanna… E il Pino! Hai capito?… È finita la pacchia per tutti adesso”». Il “Pino” era Giuseppe Grossi. L’intercettazione risale al 20 ottobre 2009, il giorno in cui l’ex re delle bonifiche e l’ex assessore provinciale furono arrestati. Rosanna Gariboldi, successivamente, patteggiò.

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