Quando la casa brucia

Ecco un bel test per misurare i danni del berlusconismo. Alfano, Bersani e Casini (ABC nella felice sintesi giornalistica) si incontrano: 1) non ci trovate nulla di strano; 2) ritenete che sia necessario accordarsi per il bene del paese; 3) vi sentite traditi; 4) gridate allo scandalo, all’inciucio e alla vergognosa solidarietà di casta.

Se propendete per le risposte 3 o 4, preoccupatevi: il contagio berlusconiano è ancora dentro di voi. La controprova? Eccola. Quando morì Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante andò a mettersi in fila davanti alla sua camera ardente, ed erano gli anni in cui destra e sinistra si bastonavano di santa ragione. La cosa fece scalpore, ma in positivo. I comunisti in coda si scostarono per far posto al capo del Msi, guardandolo con stupore e rispetto. I missini che videro la scena in televisione, dopo un primo momento di sbandamento, furono orgogliosi di quel gesto di cavalleria.

Ed è lì che dobbiamo tornare. Berlusconi ha creato, e tenacemente coltivato, un clima di odio tra gli italiani, li ha divisi in fazioni, ha soppresso il buon senso sostituendolo con l’acclamazione acritica. La vera fine di Berlusconi arriverà perciò quando gli italiani torneranno a parlarsi e ad ascoltarsi. Conclusione: l’incontro tra i leader di Pdl, Pd e Udc è il gesto più antiberlusconiano che si possa immaginare. E va applaudito.

Naturalmente, in questo paese così disabituato alla democrazia, il rischio è di cadere nell’eccesso opposto, cioè la confusione tra posizioni diverse e ricette politiche contrapposte. E qui la vigilanza è d’obbligo. Dunque, è bene che ABC si incontrino, ed è ancor meglio che lo facciano alla luce del sole e non nel buio dei tunnel. Così i cittadini potranno vedere e giudicare. Altrettanto chiaro deve essere che la maggioranza che sostiene il governo è una necessità emergenziale, non un’alleanza politica. Se la casa brucia, tutti i condomini portano acqua, anche quelli che si accapigliano tutti i giorni sul volume della tv o l’uso degli spazi comuni. Poi, quando il fuoco sarà spento, torneranno a litigare.

Oggi è l’Italia a bruciare, ed è un bene che tutti partecipino al suo salvataggio. Si accordino, dunque, sulle misure essenziali da prendere, ognuno rinunciando alle posizioni di bandiera, e le facciano approvare in Parlamento. Poi, quando l’emergenza sarà superata, e speriamo che ciò accada presto, i partiti riprenderanno la loro autonomia progettuale, magari avendo avuto il tempo di elaborare una visione del futuro che non sia condizionata dalle risse politiche quotidiane. Per raggiungere l’obiettivo, però, bisogna smettere di guardare i sondaggi e gli interessi di bottega per privilegiare il bene collettivo.

E questa è una cosa difficile. Bersani e Casini assicurano di volerlo fare. Vedremo. Di certo non vuole farlo Berlusconi che, si legge sui giornali, medita di proporre un rimpasto di governo per inserire qualche fidato ministro nei posti giusti. Va da sé che questo azzopperebbe Monti, perché porterebbe dentro l’esecutivo proprio quella politica malata che è la causa dei mali odierni. Alfano è in grado di contrastare il Cavaliere? Chissà. Dovrà farlo se vuole camminare in politica con le sue gambe, ma la sua capacità in materia è tutta la dimostrare. Tuttavia una cosa dovrebbe saperla anche lui: l’incontro ABC è possibile solo perché c’è la A. Se al suo posto ci fosse stata la B di Berlusconi nessuno ci avrebbe neppure pensato. E non è poco.

8 commenti

  • Oggi, un oggi che sta durendo qualche anno, brucia l’Italia ma, cosa più importante, è che brucia l’Europa e con essa quasi tutto il mondo occidentale. L’analisi di Patrizia Rettori è corretta ma parziale.
    I tre piccoli uomini politici, A, B e C, che per una sorta di rendita di posizione, si trovano a rappresentare una fetta maggioritaria di Italiani, potrebbero essere un un unico grande politico se solo si togliessero gli occhiali da miopi con cui gardano ai loro piccoli interessi di bottega. Il coraggio dello sguado lungo, di una visione senza paraocchi, senza tabu’ e riserve mentali (a detta di Mario Monti), è indispensabile, almeno per i prossimi 15 mesi.
    I tre piccoli politici sono all’altezza del compito? Riusciranno a rappresentare insieme un grante unico politico? Riusciranno a vedere il “bene comune”; e non solo la propria bottega, che sa di muffa, è vecchia e sta alimentanto la disaffezione e l’antipolitica?
    Aspettiamo risposte che siano all’altezza dei problemi.
    Noi, società civile, dobbiamo fare la nostra parte con responsabilità nei confronti dei nostri figli e nipoti.
    Nessun dorma, Alberto

  • Ciò che scandalizza non è che ABC si incontrino: ciò che scandalizza è la loro pochezza politica e il vuoto spinto di idee che (non) esprimono.
    A bruciare è molto più che l’Italia e “portare acqua” non serve a nulla se non si sa che farne. La politica italiana – anzi: i politici italiani – si sono affidati ai tecnici per evidenti incapacità proprie. Incapaci di interpretare il presente e di immaginare il futuro continuano a discutere in modo inutile, volgare e irritante solo di sé stessi.
    Immaginare questa crisi come una fase emergenziale della durata di qualche mese, archiviata la quale tutto tornerà come prima (come ahimé anche questo articolo sembra a tratti suggerire) è folle: il suo superamento passa per il raggiungimento – si spera non traumatico – di nuovi equilibri economici e geopolitici a cui non è affatto scontato che l’Unione Europea saprà sopravvivere.
    E se cade l’Europa anche le iene del nostro Belpaese avranno molto da ridere.

  • Se partiamo dal presupposto che il governo Monti, con i suoi pregi e i suoi difetti, è l’unica carta che abbiamo in questo momento per salvarci, si può anche comprendere l’incontro fra i leader di partito. Del resto, non è il primo caso, per così dire, di “intelligenza col nemico”. Abbiamo assistito alle “bicameralate” o “patti delle crostate” – se non ricordo male – di D’Alema con Berlusconi, al “dialogo per le riforme” di Veltroni sempre con Berlusconi in prima persona. E sappiamo com’è andata a finire. Paragonato a quegli imperdonabili autogol, questo dialogo a tre in una situazione emergenziale sembra quasi alta politica. Non dobbiamo però mai dimenticare che il capo del PdL è sempre Berlusconi, che da sempre ha come unico criterio il suo “particulare”. E non credo che Alfano abbia la forza e la volontà di fare il Maroni del PdL. In poche parole, la prudenza non è mai troppa. Soprattutto quando c’è di mezzo B.

  • come si vede Monti non è un marziano tanto meno la sua compagine, quindi non era difficile trovare le soluzioni che hanno permesso all’Italia di tornare all’onor del mondo.
    bisogna chiedersi perchè queste soluzioni non le hanno proposte ABC pur conoscendole ?
    abbandonare la nave e lasciarla al “papa straniero” è stato un atto di vigliaccheria e anche un po pretestuoso verso il proprio elettorato mi auguro che alle prossime elezioni per rispetto degli elettori (se mai ce ne saranno) non si presenteranno, perchè ritornare in plancia quando la barca è in porto mi sembra patetico e poerile
    non entro in merito B e D che usano la strategia più banale al mondo

  • “Ed è lì che dobbiamo tornare.” Cioè? Ad un reciproco rispetto? Come Almirante dimostrava di averne per Berlinguer?
    Gentili amici di LeG, quelli erano anni in cui la Sinistra non si vergognava di avere una visione politica di sinistra! Anzi ne era orgogliosa. Non era certo appiattita sulle parole d’ordine della Destra. La forza di Berlinguer non derivava solo dalla sua onestà e dalla sua coerenza, ma anche dal suo partito e da donne e uomini convinti del valore delle battaglie politiche combattute.
    Gli accordi di A-B-C sono altra cosa. Gesto antiberlusconiano? Berlusconi sarebbe capace di allearsi con chi ha insultato fino al giorno prima. Coltivare l’odio … ma solo finché torna utile.
    Magari qualcuno si sentisse tradito! Vorrebbe dire che la politica emoziona ancora. Il problema è che A-B-C lasciano indifferenti. Non per la loro statura politica, ma perché il progetto politico manca, e quindi manca un orizzonte che dia significato a qualunque azione politica e dietro a loro, di conseguenza, sembra esserci il vuoto.
    Amici di LeG, la politica ha bisogno anche di passione, di ideali, o almeno di idee, di respiro. Il lascito peggiore della stagione trascorsa, a mio parere, non è l’odio e la contrapposizione, ma il cinismo che ha ridotto la politica a gestione di affari privati e ha convinto troppi italiani che democrazia è una parola priva di senso.
    Saluti
    Silvia

  • “Illusione/ dolce chimera sei tu,…” cantava con grazia femminile una voce diffusa dall’EIAR nell’aere dell’Impero,già ricomparso dopo venti secoli sui colli fatali di Roma,per volontà di un solo uomo: il Duce, S.E.. il Cavaliere Benito Mussolini.
    A proposito che ci è andato a fare in quel di Messina il camerata,fratello massone tessera P2 n. (l’ho riportato in tante altre occasioni ma non lo ricordo più),Cavaliere S.Berlusconi,oligarca dei mezzi di comunicazione in Italia,prima che il misterioso movimento dei “forconi” paralizzasse l’autotrasporto siculo ?.

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