Quando la casa brucia

Le risatine ostentate di Merkel e Sarkozy, come l’ilarità complice dei giornalisti presenti, dovrebbero aver aperto gli occhi anche a quella parte di opinione pubblica più pervicacemente berlusconiana. Che oggi dovrebbe ragionare così: se il mondo ride di noi è inutile discutere su chi abbia torto e chi ragione, non resta che prenderne atto e cercare di risalire la china. Zapatero (di cui nessuno rideva ma che veniva comunque considerato responsabile dei guai spagnoli) lo ha fatto. Perché non dovremmo farlo anche noi? E qui arriviamo al punto dolente.
La società politica di centro destra non ha nessuna intenzione di prendere atto della realtà. Berlusconi ha le sue ragioni, che sono in parte quelle espresse ruvidamente da Di Pietro, “deve scegliere tra Palazzo Chigi e San Vittore”, e in parte legate alla sua egolatria patologica. Gli altri, dirigenti o peones che siano, non vedono futuro per se stessi al di fuori dello status quo. Di qui la resistenza a oltranza, la ricerca di scuse sempre meno credibili, lo scaricabarile continuo.
La società dei cittadini elettori è invece sempre più disillusa e sfiduciata. La maggioranza vorrebbe liberarsi di questo governo, ma stenta a coagularsi attorno ad un’ipotesi alternativa. In proposito, l’ultima “mappa” elaborata da Ilvo Diamanti per Repubblica è illuminante. Il centro sinistra, se si votasse oggi, vincerebbe sempre e comunque, sia con la formula Pd-Idv-Sel, sia alleandosi con Casini.
E l’asse Pdl-Lega perderebbe sia da solo che insieme al Terzo polo. Sembrerebbe un’indicazione chiara, ma non lo è. Perché se si va a guardare all’interno degli schieramenti si vedono dati sorprendenti. Il Pdl è in lieve crescita, mentre la Lega perde nettamente. Il Pd è in lieve calo, come Vendola e Di Pietro. Crescono, sia pure di poco, solo Udc e Fli mentre Grillo avanza un po’ di più, ma sempre meno di un punto percentuale. Nella graduatoria dei leader si nota che sono tutti in calo, Grillo compreso, ma la performance negativa più evidente è quella di Vendola. Forse aumenta ancora l’area grigia di incerti e astensionisti? Niente affatto: quell’area è invece in netta diminuzione. C’è da farsi venire il mal di testa.
Certo questo è il risultato della sfiducia che investe tutta la classe politica. Ma questa sfiducia non nasce dal nulla. Per il centro destra deriva dalla sua evidente incapacità ad affrontare i problemi, un’incapacità che il culto per la persona del premier non riesce più a bilanciare. Il centro sinistra, invece, paga la sua persistente rissosità, per la quale se uno avanza una proposta c’è subito un altro che si alza a contestarla. Oppure, quando si parla di alleanze, ci si accapiglia sui confini da stabilire per vietare l’ingresso a questo o a quello. La controprova dell’inadeguatezza dei due schieramenti è nel fatto che il terzo polo cresce se è da solo, mentre cala se si allea con l’uno o con l’altro.
Una situazione tanto paradossale potrebbe essere oggetto di curiosa indagine per politologi se non fosse che la casa brucia ed è urgente spegnere l’incendio. A questo compito dovrebbero essere chiamati tutti, tranne, ovviamente, l’incendiario. In Spagna hanno fatto così, e stanno riuscendo nell’intento. Noi no, noi siamo fermi agli scambi di improperi, tra avversari ma soprattutto tra compagni di banco.
Ha ragione Eugenio Scalfari nel richiamare alla memoria il disegno moroteo dell’unità nazionale, volto a disegnare una geografia politica sana, dove l’alternanza tra forze diverse potesse avvenire senza traumi e in un quadro istituzionale condiviso. Ma per imboccare quella strada, che pure l’emergenza economica indicherebbe come l’unica percorribile, ci vuole una presa di coscienza di cui al momento non si vedono tracce. Può accadere che la Lega, davanti all’ultimatum europeo e alla consapevolezza del suo declino, si decida a staccare la spina al governo. Ed è possibile che la crisi dia ai partiti la spinta che serve per inventare una soluzione e ritrovare il loro ruolo. Del resto, tutto è meglio dell’attuale pantano. Ma è impossibile fare previsioni, perché ormai la logica è stata espulsa dalla politica. E l’irrazionalità è sempre una pessima maestra.

7 commenti

  • Sono d’accordo sulla impossibilità di formulare previsioni, tanto più che, pur afflitto dai “ceffoni” europei, zitto zitto Berlusconi ha intascato un altro rinvio del processo Mills. A ricordarci che anche dalle difficoltà più nere riesce sempre a trarre qualcosa pro domo sua. Quanto al fatto che, lasciato lo scranno di Palazzo Chigi, sia così automatico il suo ingresso a San Vittore, non credo. Anche se condannati, un cavillo i ricchi e i potenti, a differenza dei poveri disgraziati sorpresi con una mela in mano per disperazione, lo trovano sempre. E alla peggio ha tante belle ville all’estero in cui rifugiarsi. Qualcuno dei suoi glielo faccia comprendere e ci faccia la grazia di farlo dimettere. Poi qualsiasi cosa sarà “meglio di questo pantano”, come dice giustamente Patrizia Rettori.

  • Sono pienamente d’accordo con Patrizia. In più vorrei aggiungere che quelle risatine di Merkel e Sarkosy potrebbero essere rivolte non solo a Berlusconi ma ai 315 deputati che lo sostengono. Possibile che non si vergognino nemmeno un pò di continuare a sostenere questa ridicola situazione? E’ vero che l’attaccamento a quella poltrona è forte ma a tutto c’è un limite!!!

  • No, Carla, non se ne vergognano, anzi (lo dimostra con terrificante evidenza il congresso dei Responsabili) ne menano vanto. Pur di imbarcarsi sulla stultifera navis, abbandonano ogni pudore e senso del ridicolo.
    I soldi e il potere distruggono la dignità.
    Dite quello che volete, ma io faccio molta fatica a capire come quelle persone possano guardarsi allo specchio o essere di esempio ai propri figli, mentre nello stesso tempo si vendono per i 30 denari (sono molto di più, ma alla fine sempre 30 sono!).
    Silvana

  • la lettura che date è assolutamente compatibile col grande fratello orwell mondiale, che dopo aver sfilato vari gioielli al nostro paese(tutti misfatti abilmenti nascosti da panfilo britannia a tutti gli altri fatti ) , lo ha costretto a una guerra ( peraltro con un paese amico anche per prodi) di vampiri oltre la fantascienza e peggiore del colonialismo italiani brava gente .
    Sicchè il gatto e la volpe francotedesco, durante l’orgia petrolio gas libici, cerca di distruggerci come la grecia dove ovviamente non hanno il solito silvio dimettiti che va bene ormai per tutte le stagioni pur di non dire come stanno le cose.

    Spero che questo articolo sia in buonafede , di persone che avendo dimenticato la loro storia, pensando che il loro paese si trovi nel baratro per un solo uomo, devono continuare a raccontarsi favolette, mentre i predatori se la ridono e se la rideranno ancora…come già altre poplazioni d’europa, di cui nessuna di esse ad esempio, ma solo per farne uno, ha una, dicasi una etàpensionabile , che sia di 67anni.

    La sinistra , che non è piu sinistra, come anche questo sito dimostra, ha perso e ci ha fatto perdere tutto, perchè non sa piu dove vive, e quali sono i rapporti di forza che da sempre governano il mondo e che sono quelli geopolitici…o forse lo sa cosi bene che si è ripetutamente venduto i suoi fratelli intaliani, la loro indipendenza, la loro sovranità recitando anche sulel risate , di estremo gdimento come quelle in questione , che per l’ennesima volta ce l’hanno messa in quel posto con la scusa di silvio da dare in pasto al fratello italiano del tutto imbastardito dalle recite della (pseudo)sinistra stessa

  • Da ieri molto si discute sulla risata con cui Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno accolto la domanda di una giornalista sulla credibilità del nostro governo. Il ministro Frattini, faccia truce d’occasione, ha reagito stracciandosi le vesti davanti a quello che considera un delitto di lesa maestà nei confronti dell’adorato Berlusconi. Da parte loro i membri della maggioranza, occhi fuori dalle orbite, sputano livore contro i due “irresponsabili” che, invece di pensare agli affaracci loro, insultano “il popolo italiano”. Certo, anch’io trovato disdicevole ridere di un alleato, ma mi sono anche posto alcune domande per desiderio di capire. Prima domanda: come giudicare la sghignazzata con la quale i presenti hanno accolto il gesto d’intesa fra la Merkel e Sarkozy? Non è forse da ritenere ancor più grave della risata dei due dal momento che viene a sottolineare quanto la presa in giro sia condivisa in tutta Europa? Seconda domanda: l’insulto, o più propriamente la mancanza di rispetto, aveva di mira anche il popolo italiano? Non mi sento di escluderlo, ma se tale era l’intenzione essa si manifesta in modo, per così dire indiretto. Il popolo italiano, insomma, è solo in parte oggetto dello sfottò per essere stato non solo incapace, in tanti anni, di liberarsi da un tale personaggio ma anche di continuare ancor oggi, seppur in maniera meno osannante, a sostenerlo. Terza domanda: Berlusconi meritava veramente un così plateale sberleffo? Senza volere gettare tutta la croce addosso a un uomo che sta lentamente scivolando nel baratro mi par di poter dire che chi ha tanto amato far ridere doveva attendersi, come contrappasso, una tale irrisione. Infatti, come non deridere un uomo di Stato che passa il più chiaro del suo tempo a inalberar corna e diti medi, a raccontare barzellette da bettola, a narrare imprese da seduttore da balera, a sparar bubbole e panzane stratosferiche (ah, la Ruby nipote di Mubarak…) a darsi arie di insopportabile smargiasso? E’ lui, è proprio Berlusconi a essersi spudoratamente intronizzato “miglior Presidente del Consiglio italiano degli ultimi 150 anni”; è lui ad essersi vantato, durante una conferenza stampa con Sarkozy, di “avergli dato una moglie italiana” (sic); è lui ad aver dichiarato di essere all’origine dell’accordo fra Giorgio (naturalmente Bush) e Vladimiro (naturalmente Putin); è lui ad essersi proclamato lo “sdoganatore” agli occhi dei Grandi della terra del mirifico Gheddafi; è lui ad aver assicurato recentemente di avere svolto un ruolo essenziale di mediatore fra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy; è lui lo spaccone che due giorni fa ha affermato, davanti al colto pubblico e all’inclita guarnigione, di non essere mai stato bocciato agli esami, è lui che si è fatto bello dichiarando di aver sderenato otto pulzelle in una sola notte… Senza contare (e lascio nella penna altre risibili imprese) che questo incredibile “siur Tentenna” ha fatto mille promesse ai colleghi europei senza mantenerne nessuna e ancora oggi ha la faccia tosta di presentarsi a Bruxelles con l’ennesima “dichiarazione d’intenti”. Ah, se il ridicolo uccidesse chissà da quanto tempo ci saremmo liberati di questa vera calamità nazionale. (Gino Spadon)

  • gino spadon26 ottobre 2011 alle 09:30

    ciao…non può andare in oblio il primo discorso che dalla commissione pellegrino in avanti,e da piano solo alla p2 è il cardine della nostra storia piena di tanti revisionismi sia di destra che di sinistra in perfetto stile bipartisan, come infatti ha voluto di noi, colonia, il piano dell’impero.

    Se ti dimentichi quindi del piano di rinascita democratica, tenderai a vedere distratto come volevano dalla mazza del singolo uomo ( che ha reitato semplicmente una parte, come altri la loro) , cio che serve al loro piano dall’inzio alla fine , dal piano di portella della ginestra all’omicidio di mattei , fino al panfilo britanni e alla attuale somalizzazione del sud europa , in cui la miseria conviene al grande fratello ….cosi come conveniva riversare e mantenere il sud nella mafia da far risalire come la palma, sciascia docet, in ogni e dove.

    dimenticare anche i piu recenti p2iani necessari alla balcanizzazione definitiva del nostro paese, con guerre diverse e non convenzionali, rispetto a quelle irachene o libiche , è atto grave da parte di chi si crede di sisnistra…se ritornassero brecht o gramsci , pasolini o pertini, non avrebbero parole , insieme a loro i vari mazzini

  • “Le richieste che ci fanno in Europa sono pesanti, sono onerose sul piano del consenso elettorale, ma sono ineludibili. Vi chiedo quindi un mandato pieno per andare a Bruxelles, altrimenti è inutile che io parta”.
    Questa frase pronunciata l’altro giorno da Berlusconi, rivolto a Bossi, di fronte al Consiglio dei Ministri è stata notata dai cronisti politici per essere il primo cedimento del premier a fare l’atteso passo indietro : … mandato pieno … altrimenti … Questa frase è invece significativa perchè disvela la verità e la miseria di un uomo e della cultura politica dominate: l’accettare la realtà di richieste pesanti, ma ineludibili perchè provienenti dall’esterno (Iddio lo vole) e, sopprattutto, sottolineare la caratteristica di queste richieste per la loro onerosità sul piano del consenso elettorale.
    Dunque, per il Presidente del Consiglio, che ha governato il nostro Paese per quattro legislature, le misure economiche da adottare contro la crisi economica e finanziaria vanno valutate non in base alla loro efficacia, ma in funzione della loro capacità di mantenere, e perchè no aumentare, il consenso elettorale.
    Il che ci mostra definitivamente la vera ragione della ignavia dell’attuale Governo, il quale aveva negato fin dagli inizi la realtà e gravità della crisi, che mai avrebbe potuto intaccare la solidità economica dell’Italia, secondo il principio del ‘non è vero perchè non mi piace’.
    Non leggi ad personam, non conflitto d’interessi, non frequentazioni equivoche, non frustrazioni e ossessioni sessuali. E’ condizione sufficiente la gravità di una tale concezione populista della gestione di un governo di un Paese per squalificare qualsiasi uomo politico.

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