“No al bavaglio, in piazza finché non lo ritirano”

ROMA – È plastico lo scontro sulle intercettazioni. Si gioca al centro di Roma, 600 metri e sette minuti di strada, come indica Google maps. Da una parte c´è palazzo Grazioli, dove il premier compie gli anni all´insegna dell´ennesimo vertice in cui si pianifica il colpo di mano per bloccare l´uscita degli ascolti sui giornali. Lì si decide che tra lunedì e martedì al massimo saranno pronti gli emendamenti, li stanno già scrivendo i fidati Enrico Costa e Manlio Contento. Si conferma che si va di furia verso la vecchia legge Mastella, che se serve si mette la fiducia anche perché la Lega non vuole troppa bagarre sull´argomento, che tra l´11 e il 12 ottobre la partita dev´essere chiusa.
Quando Maurizio Lupi, il vice presidente della Camera, esce e ufficializza il rush sulle intercettazioni sono le 15 e 30. Negli stessi minuti, a tre, quattro isolati di distanza, la protesta diventa protagonista a piazza del Pantheon. Tornano i post-it gialli del “no al bavaglio”, srotolato per terra c´è lo striscione con la faccia di Berlusconi con su scritto «nessuno ti può giudicare, nemmeno il web, la verità ti fa male lo so». Ecco Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il detenuto ucciso a Rebibbia.
Le sigle dei partiti, della stampa, dei sindacati, della rete ci sono tutte. La manifestazione non è oceanica, ma si ripercuoterà con le dirette per tutto il pomeriggio sul web. Contano facce e promesse. Quella del presidente della Fnsi Roberto Natale: «Porteremo la protesta nelle piazze d´Italia, non smetteremo, alla fine l´avremo vinta noi». Giuseppe Giulietti di Articolo 21: «A legge approvata andremo alla Corte europea dei diritti dell´uomo». Nelle cancellerie Ue sarà lasciato un dossier che prova il black out. Il presidente dell´Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino dice no a una legge per colpire «i giornalisti scomodi». La piazza applaude, il popolo viola, Valigia blu, Libertà e giustizia, la neonata Giulia (giornaliste capitanate dai volti Rai della Busi e della Ferrario). Bandiere della Cgil. Pd, Idv, Sel. Ci sono Udc e Fli. Invito a lasciare tutto com´è adesso. Per garantire diritto a informare e libertà d´indagare.
Sempre in quei minuti si muove il Terzo polo. Si vedono Giulia Bongiorno, battagliera presidente finiana della commissione Giustizia, il centrista Roberto Rao, il rutelliano Pino Pisicchio. Ed emerge, come dice la Bongiorno, «un no reciso al ritorno alla Mastella per come lo propone Ghedini. Se passa il suo stravolgimento nascerà un “mostro” e c´è il rischio di un totale blackout out informativo. Vietare di pubblicare gli atti di un´inchiesta anche nel contenuto significa buttare al macero due anni di dibattito in Parlamento e lo sforzo fatto per una soluzione equilibrata. Significa varare una norma oscurantista contro cui il nostro no sarà reciso».
Ma il Pdl va avanti. Il capogruppo Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa lavora con l´ex An Manlio Contento agli emendamento. Come Repubblica aveva anticipato già dal 24 giugno il Pdl torna, sui input di Niccolò Ghedini, al primo articolo della Mastella, più rigido dell´attuale testo in aula perché fa calare il sipario sulle telefonate («È vietata la pubblicazione anche parziale, per riassunto o nel contenuto fino al termine delle indagini o dell´udienza preliminare»), ma anche sugli atti di indagine che dovranno restare segreti fino alla sentenza d´appello. Unico spiraglio, pubblicazione «nel contenuto», per le ordinanze ormai notificate agli avvocati. Costa e Contento terranno in piedi l´udienza filtro, ma solo per fini processuali, per selezionare le intercettazioni necessarie e quelle inutili, ma i testi resteranno comunque segreti. Ammorbidita la norma ammazza-blog con la modifica di Roberto Cassinelli. Alla Pd Donatella Ferranti che annuncia «dura opposizione perché non accettiamo una legge per coprire i rapporti del premier con escort e faccendieri», Costa risponde che «il Pdl vuole mettere fine all´abuso di uno strumento investigativo che dev´essere usato nel e per il processo e non a fini mediatici».

12 commenti

  • Questa non é una legge bavaglio, allo stato attuale l’informazione fa semplicemente pena. Gli argomenti trattati sono sempre e solo quelli che riguardano Berlusconi. Mi somo letto la Costituzione, al titolo I art. 14-15 parla chiaro, mi sono letto il C.P.P. la violazione di questi articoli comporta il carcere, mi sono letto la deontologia professionale dei giornalisti ed in questi casi é messa sotto le scarpe. Non é una legge bavaglio, ma un richiamo alla correttezza ed al rispetto delle regole. Da nessuna parte é scritto che a Berlusconi siano stati sospesi i diritti costituzionali come invece sta succedendo. Tanto l’informazione é capillare ed assillante contro il Cavaliere, tanto ignora o fa finta di non vedere la parte avversa. Questa é la vera vergogna!!!

  • Ma come hanno potuto Prodi ed i vari ministri e sottosegretari del governo da lui montato e gestito a suo tempo e come hanno potuto i vari Bindi,Franceschini,Veltroni,l’attuale sindaco di Torino,D’Alema,Bersani e compagnia bella di centro sinistra,la stessa che ora si appella democratica,consentire a suo tempo ad un ministro di quel governo di progettare e portare avanti in Parlamento a nome e per conto del governo medesimo il mostro giuridico di cui parla la Bongiorno,da cui ora traggono conforto morale e sostegno materiale l’avvocato Mavalà e tutti i nominati con diritto a scranno personale in Parlamento ?!.
    Hanno torto coloro che diffidano della vaselina nell’introduzione della verità ?!.

  • Per la nostra sanità mentale – caro Salvo – occorre conservare memoria, quella che a destra, a centro e a sinistra vorrebbero tanto che noi tutti perdessimo.

    Il problema vero non si chiama Mastella, quello è solo un banale – anche se squallido – incidente di percorso.

    Il problema vero risiede nel fatto – ampiamente rimosso dai media e quindi dalla memoria ufficiale – che nel corso dei sedici anni passati gli uomini della sedicente sinistra non solo hanno legittimato il portatore del più grande dei conflitti d’interessi, in barba alla legge 361/57 che tuttora vieta l’elezione dei concessionari dello Stato (nel 1994 un solo ds, Luigi Saraceni, votò contro l’elezione del piduista in Giunta per le elezioni, tutti gli altri votarono a favore, 20 luglio 1994, pag. 3 del verbale. Nel 1996 nella stessa giunta non ci fu neppure un voto contrario, 17 ottobre 1996, pagg.10-12 del verbale), ma successivamente, dal patto della crostata in poi (svendita della regolamentazione delle frequenze tv, il cuore, la fabbrica del consenso elettorale del caimano), hanno nei fatti “normato” accordi di ogni tipo con lo stesso, senza mandato elettorale e, ovviamente, non hanno mai cancellato – quando potevano – una sola delle innumerevoli leggi vergogna. Per contro, la “nuova” legge (assolutamente inutile, in vigenza della 361/57) sul conflitto d’interessi, inserita in più vaniloqui programmatici, è rimasta nella penna di Violante. In panne d’inchiostro, I suppose.

    Per dirla con Jung, hanno mostrato una irrefrenabile enantiodromìa, cioè una vera e propria corsa verso l’opposto, un rovesciamento sul (finto) avversario, con persistente ed irreversibile continuità.

    In altre parole, se abbiamo avuto un ventennio o giù di lì di berlusconismo lo dobbiamo ai cari compagni. Che sono l’identico-opposto del piduista.

    Col tempo hanno creato e tuttora sostengono un atto di fede: il dogma dell’intoccabilità del conflitto d’interessi, nel senso che se qualcuno di loro dice a mezza bocca che il fatto è discretamente inaccettabile, nella comune vulgata, la linea del PD è che il caimano è da battere, sì – ma per carità! non per via legislativa né, quod deus avertat, giudiziaria -, e comunque tenendo sempre presente che siamo di fronte ad un fenomeno naturale, non controllabile, come un terremoto devastante in area non sismica o la caduta d’un meteorite avente massa pari al di lui conflitto d’interessi.

    Intendo dire: che un bandito voglia salvare le chiappe e la “rrobba” frutto delle sue rapine e che quindi si giochi tutto il suo potere finanziario, corruttivo e mediatico, mi sembra banale, il meno che ci si possa attendere. Che sia tanto bravo da costruire intorno a sé un sistema sodale e gregario che dal malaffare del Capo trae indecenti profitti d’ogni genere, mi sembra la prova della sua abilità criminale.

    Ma coloro che gli hanno retto il moccolo per 16 anni tradendo senza soluzione di continuità il mandato ricevuto sono la verifica, in corpore vili, che ogni uomo ha il suo prezzo. E che il prezzo di costoro è da svendita di saldi di fine stagione.

    Per aver detto queste cose in risposta ad una sua velina, un collaboratore di L&G, scandalizzato, ha scritto che l’allarme poteva considerarsi superato essendo chiaro che si trattava delle parole di un qualunquista.

    Si tratta dello stesso tipo di persone che – come reazione pavloviana al dissenso – in altri tempi ti avrebbe mandato davanti al plotone d’esecuzione o, se ti andava bene, a soggiornare in un gulag.

  • Rieccolo, il solito troll di nome Alex, sempre infaticabile nel postare in difesa di Berlusconi, su questo e parecchi altri siti. L’informazione è assillante contro il Cavaliere? Ma mi faccia il piacere, ché tutti quelli che gli erano sgraditi sono stati epurati (Biagi, Luttazzi, Santoro, la Busi, la Ferrario, la Dandini, Vergassola…) e sono stati sostituiti da conduttori “allineati” (Minzolini, Paragone, Ferrara, Vespa…)! Se Berlusconi è il protagonista negativo della scena politica, è solo e unicamente colpa sua e della sua squallida condotta! Adesso dobbiamo anche star qui a sentirci raccontare la favoletta che il povero Berlusconi non controlla l’informazione in Italia!

  • A sto signor Costa: poichè i processi in Italia sono pubblici,come in tutti i regimi democratici del mondo e pubblici sono gli atti con le prove integrali che li giustificano e li preannuciano,sarebbero fonte di gravi sospetti e insulto alla democrazia se tali atti fossero colmi di reticenze.
    Sorridiamoci su e buttiamola sul comico,o sul ridicolo così completiamo il quadro della considerazione globale in cui è tenuto il Paese di Pulcinella e di Arlecchino,ma anche di Petrolini,di Totò e Peppino De Filippo,il Paese cioè in cui una fetta rilevante di popolazione per farsi governare si è lasciata irretire da un vecchio sessualmente e psicologicamente malato !.

  • A proposito di politici servitori di due padroni ma non dello Stato. Cioè di cattolici rifugiati in una delle due camere parlamentari asserviti alla Chiesa preconciliare e conteporaneamente a Berlusconi. C’è chi preferisce dedicare alcune ore antimeridiane presso il ministero di Palazzo Grazioli a Roma e il pomeriggio ai suoi affari personali, trovando spesso anche il tempo per fare quattro passi con qualche sua collega. Uno di questi è un certo Lupi.
    Grazie a palinuro delle sue condivise riflessioni e complimenti per la sua verde memoria.

  • non mi ritrovo in un paese privo di politica pulita.No a leggi per assecondare il nolere di politici corrotti.Difesa di chi vuole benessere e salure lavorando come ai tempi dei miei genitori-Basta puttene travestite da parlamentari -Basta al Berlusca che purtroppo i maledetti Italiani ex Fascio ancora vogliono al potere -Anche se ridotti al 20 % vogliono restare al governo.Torniamo al mondo pulito del 1946,sperando che la vergogna per quanto propinatoci dal Berlusca e dal potere fascista a Lui concesso per 18 anni -

  • non mi ritrovo in un paese privo di politica pulita.No a leggi per assecondare il volere di politici corrotti.Difesa di chi vuole benessere e salute lavorando come ai tempi dei miei genitori-Basta puttane travestite da parlamentari -Basta al Berlusca che purtroppo i maledetti Italiani ex Fascio ancora vogliono al potere -Anche se ridotti al 20 % vogliono restare al governo.Torniamo al mondo pulito del 1946,sperando che la vergogna per quanto propinatoci dal Berlusca e dal potere fascista a Lui concesso per 18 anni abbia fine definitiva-

  • L’abbiamo detto più volte: è l’ennesimo colpo di piccone mortale alla fragile democrazia di questo Paese e alla sua nobile Costituzione repubblicana, inferto soprattutto in questi ultimi vent’anni dall’avvento fortunoso (v.caduta del muro di Berlino,mani pulite e disastri della partitocrazia) di un discusso imprenditore alla guida del Paese.
    Il tutto,oggi come ieri, tra l’indifferenza (o con il tacito assenso) delle due maggiori forze politiche e morali che in questi centocinquant’anni di sviluppo della sua natura laica e unitaria lo hanno oltremodo condizionato,vale a dire il Vaticano e la grande finanza,ovvero la grande imprenditoria industriale e terriera,con qualche rara eccezione.

    L’appello di Napolitano sulla necessità di consolidare la conoscenza e l’osservanza dei precetti costituzionali,giunge quanto mai opportuno.
    In proposito chiesi a LeG qualche mese addietro perchè ha interrotto la bella iniziativa portata avanti,se ricordo male correggetemi,da Olga Piscitelli con il titolo ” LIBRETTO NERO – L’ITALIA DEI DIRITTI PERDUTI ” ‘.
    Che bel volume sarebbe per una discussione proficua in sede educativa anzitutto e della formazione di veri cittadini responsabili e quindi di autotutela consapevole di fronte al dilagare di soperchierie e menzogne !.

  • sto pensando se offrimi volonatario per il servizio d’ordine, ma cosi non potrei sventolare i miei cartelloni. …E a proposito: non li vedo pubblicati: li avete censurati?! TUTTI!? Mi vien da pensare che c’è una palese estridente contraddizzione pratica tra il senso della manifestazione e il vs comportamento censorio!

  • L’Italia non deve diventare un Paese di eterni minorenni minorati mentali.
    Per questo dobbiamo e vogliamo sapere. Licia M. Cecchini

  • Bavaglio? E allora i miticamente demo inglesi cosa hanno? Macchine spaccadenti? Mordacchie d’acciaio? La Boccassini (e il segugio Cascini, idem) mi pare abbia avuto espressioni di indignazione circa la pubblicazione di intercettazioni private (quoque tu, Roscia?). Bavaglio o antico diritto di portineria? Ormai, mentre si inneggia alla laicità – evidentemente degli altri – abbiamo Dei moderni taccuinomuniti, magari elettronico, un microfono e videocamera al seguito per fare cento volte le stesse domande, argomenti un po’ così e autoreferenzialità senza confini (si sposano, muoiono, scioperano, li rapiscono, litigano: tutto veniamo a sapere. Si sentono e ormai si sono messi al centro del mondo). Ridicolo che gli sia dia corda. Auguro a tutti di non avere problemi di informazioni bastarde (qualcuno lo ha dimenticato, ma anche i giornalisti sono umani, con tutte anche le bassezze del caso, molti hanno il titolo ma non la capacità, possono distruggere vite e troppo spesso capita), non credo che nell’epoca dell’informazione ormai anche sulla tazza del bagno, il mondo sia tanto meglio, sia eticamente che socialmente (e infatti basterebbe ogni tanto domandarsi chi comanda nell’editoria: non mi pare ci sia alcuna Compagnia di Sant’Egidio, o Frati Minori francescani! Tutte multinazionali con potentissimi interessi da tutelare e quindi notizie ‘calibrate’ sul proprio tornaconto). In ogni caso la libertà di informazione pare essere l’unica libertà per la quale non vale il vecchio e saggissimo adagio ‘la tua libertà finisce dove comincia la mia’. L’applicazione di questa fa dire ai vecchi cagnoni dell’informazione ‘aiuto, vogliono il bavaglio’!! Quanta tristezza nel vedere contrabbandata tanta commerciale barbarie per diritto e libertà….

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