Il futuro Pgt mette tutti d’accordo

Miracolo a Milano: tutti d’accordo sul futuro Pgt. Gli ambientalisti a braccetto con i costruttori, le cooperative bianche con le rosse, l’Arci con le Acli. Una Babele al contrario quella dell’urbanistica milanese, dove all’improvviso tutti cominciano come per magia a parlare la stessa lingua. E si può riprendere a costruire la città.

Questa era l’impressione, ieri, alla presentazione pubblica di un documento congiunto firmato da Acli, Arci, Assimpredil, Legacoop, Legambiente, il circolo milanese di Libertà e Giustizia. E pure i Genitori Antismog. Titolo: «Un Pgt che si fa progetto, per il rilancio di Milano». Ovviamente soddisfatta l’assessore all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris: «Il dialogo da noi sollecitato ha portato i suoi frutti». E persino il suo predecessore, oggi capogruppo del Pdl a Palazzo Marino, Carlo Masseroli: «La concezione liberale e sussidiaria del Pgt come l’avevamo concepita è stata mantenuta. Non avrei difficoltà a firmare anch’io».

Ecco allora gli architravi del nuovo Pgt in salsa arancione. Il primo: il parco Sud non sarà toccato. Per chiarezza, il Pgt versione Moratti prevedeva che mille metri quadrati di parco generassero il diritto a costruire 150 metri quadrati di superficie lorda di pavimento in cambio della cessione dell’area al Comune. Il secondo: meno volumetria nei nuovi progetti. Per gli ex scali ferroviari e le ex caserme il Pgt del centrodestra prevedeva la possibilità di costruire con un indice di edificabilità pari a uno. Ora tutti sono d’accordo: questo valore si può ridurre.

Non si nasconde dietro un dito il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis: «Quattro anni fa, quando cominciammo a parlare del nuovo Pgt, il mercato ancora tirava. Oggi la situazione è ben diversa». In compenso i costruttori hanno fortemente voluto — e ottenuto — un passaggio del documento in cui si parla di premi volumetrici per chi ristrutturerà edifici in modo da aumentarne la sostenibilità ambientale. In altre parole: il condominio che mette in cantiere lavori per passare da categoria energetica G a B potrebbe un domani ottenere un premio volumetrico da rivendere sul mercato per ripagarsi il costo dei lavori. Certo, mettere d’accordo tutti i condomini di un palazzo rispetto a un’operazione così complessa potrebbe essere difficile. Ma per grandi proprietari con patrimoni obsoleti come l’Aler il discorso potrebbe cambiare.

Ultimo ma non meno importante, l’housing sociale. Su questo si sono impuntate le cooperative che hanno fortemente voluto l’inserimento di un passaggio in cui si parla della messa a disposizione di aree a buon mercato per alloggi a prezzi abbordabili. Conclude Alessandro Maggioni, presidente di Federabitazione Confcooperative Milano: «Non siamo imprese, il nostro obiettivo è semplicemente costruire buone case a buon prezzo per i nostri soci. E per fare questo la rendita fondiaria va abbattuta».

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