Franceschini: “Referendum elettorale, è il momento di correre”

“Dobbiamo correre. Davvero dobbiamo correre, per poter raccogliere entro la fine del mese oltre 500 mila firme per promuovere il referendum che cancella la legge elettorale Porcellum”, dice nel suo studio alla Camera il presidente del gruppo Pd, Dario Franceschini, fra coloro che nel partito sono più impegnati nel sostenere l’iniziativa. Ha firmato domenica scorsa il modulo di adesione al referendum. Non sono tutti d’accordo nel suo partito. Hanno compiuto la medesima scelta Romano Prodi (“La legge Calderoli va cancellata, è iniqua”), Rosy Bindi, presidente del Pd, Walter Veltroni, e poi Chiti, Fassino, Castagnetti, Errani, Rossi e tanti altri alle Feste del partito che in questi giorni sono in corso in tutta Italia. E il segretario Pierluigi Bersani spiega così la posizione del partito: “Noi siamo amichevoli verso un’operazione referendaria che ha come obiettivo quello di essere uno stimolo a cambiare la legge elettorale. Non mettiamo il cappello sopra il referendum, ma ospitiamo nei nostri luoghi, a cominciare dalle Feste, i comitati referendari. D’altronde abbiamo una nostra proposta di legge elettorale, che non è il Mattarellum di cui abbiamo visto i limiti dal punto di vista della governabilità”. Bersani non ha firmato per il referendum, neppure D’Alema; e non in tutte le feste del Pd si raccolgono le firme.

Chiedo a Franceschini se non teme che la scelta ufficiale del Pd sia poco chiara. “No, siamo assolutamente impegnati nella raccolta delle firme, nelle nostre Feste chi firma sono centinaia, spero migliaia, di militanti democratici. Più trascorrono i giorni, più dovremo impegnarci e maggiore sarà per l’organizzazione del Pd  la mobilitazione. Ripeto che dobbiamo correre per ottenere il risultato. Dobbiamo  lavorare bene e rapidamente. C’è una grande disponibilità dell’opinione pubblica ma l’organizzazione ancora non è soddisfacente: io incontro spesso persone che vorrebbero firmare ma non sanno dove andare, non trovano i banchetti per le adesioni. Il clima è favorevole, ma, certo, in un momento in cui l’attenzione degli italiani è concentrata sulle conseguenze della manovra economica nelle vite di ciascuno di noi, la legge elettorale non è in cima alle preoccupazioni. Tuttavia di fronte alla richiesta di abrogazione della legge Porcellum, tutto il nostro popolo si schiera senza esitazione. Da anni denunciamo le nefandezze della legge Calderoli e la nostra gente non capirebbe esitazioni o tentennamenti nel referendum”.

Tempus fugit, quindi: con il contributo determinante della società civile, con ogni probabilità si riuscirà a raccogliere le firme necessarie (per la nostra associazione siamo all’ultima chiamata per cambiare la legge elettorale). A coloro che desiderano aderire, segnaliamo che sul sito di Libertà e Giustizia è possibile sapere città per città dove sono i banchetti di LeG per firmare, sul sito dei referendari c’è la mappa completa dei banchetti in tutta Italia, e sul sito referendumcontroporcellum.it un ulteriore elenco relativo alla città di Roma. Repubblica.it rilancia in rete la mobilitazione.

È possibile, tuttavia, che la maggioranza nei prossimi mesi, pur di mantenere la Calderoli, scelga la via della crisi e delle elezioni anticipate al 2012, evitando così la consultazione referendaria primaverile: questo scenario è un rischio o una soluzione?

“Noi abbiamo già detto più volte che, nella situazione attuale, la via migliore sarebbe un governo guidato da una personalità di grande credibilità internazionale con una maggioranza parlamentare vasta, che approvi una nuova legge elettorale e abbia la capacità di affrontare la crisi. E poi si vada a votare. Questo progetto di buon senso però cozza contro la volontà di Berlusconi (e della sua maggioranza) che vuole resistere a tutti i costi. Allora: se il referendum ci portasse a votare un anno prima della fine della legislatura, vorrebbe dire che l’era di Berlusconi si concluderebbe nel 2012. E questo sarebbe un bene. Ma potrebbe anche accadere che la convocazione del referendum induca la maggioranza a svegliarsi e a capire che la soluzione dei problemi non sarebbero le urne anticipate ma una nuova legge elettorale. Cioè il referendum porterà comunque a risultati positivi. E d’altronde  la strada che noi Pd preferiamo non è il semplice ritorno al Mattarellum previsto dalla consultazione. Il referendum deve funzionare come strumento di pressione sul Parlamento per arrivare a modificare la legge elettorale. Ma sostenere il referendum, ora, è necessario”.

Ecco: il progetto di riforma della legge elettorale presentato dal Pd a luglio in che tempi può essere messo all’ordine del giorno del dibattito in Parlamento?

“Il Pd ha finalmente raggiunto una posizione unitaria sul progetto di una nuova legge elettorale (doppio turno di collegio con correzione proporzionale). È la soluzione che servirebbe al Paese. La proposta è stata da noi votata negli organi dirigenti, ed è stata depositata in Parlamento. Su questa proposta insisteremo. La riforma elettorale è incardinata, come si dice in termine tecnico, al Senato. Noi  chiediamo che venga calendarizzata e che vada in aula per essere discussa e votata. Prima delle vacanze estive, il presidente della Camera Fini aveva sollecitato un incontro e un chiarimento al presidente del Senato Schifani, per stabilire il momento della discussione. Credo che ne parleranno in tempi brevi. Ma la maggio- ranza non ha alcun interesse alla modifica dell’attuale legge perché il sistema di potere che hanno creato Berlusconi e Bossi regge solo se i parlamentari vengono nominati. Se essi fossero eletti per meriti, a Berlusconi sfuggirebbe il consenso, da lui stesso controllato. Hanno bisogno della legge Porcellum. Ma potrebbero trovarsi costretti ad una riforma, dall’incombere del referendum abrogativo. Ecco perché dobbiamo mobilitarci in questi giorni”.

Il senatore Beppe Pisanu, Pdl e presidente della commissione Antimafia, ha chiesto a Berlusconi un “passo indietro” a favore di un governo di fine legislatura fra “uomini di buona volontà”. Somiglia alla proposta del Pd?

“Certo, è molto simile a ciò che noi stessi chiediamo. Pisanu è l’unica voce nel centrodestra che ha il coraggio di parlare chiaro. Per noi ci vuole, appunto, un governo di transizione guidato da una personalità credibile in Europa e nel mondo, che chiuda finalmente questa fase. Ma Berlusconi è chiuso nello schema ‘muoia Sansone con tutti i filistei’. Purtroppo, i filistei siamo noi italiani”.

4 commenti

  • In realtà nel nostro paese e in tutti gli stati dell’unione europea il vero problema è il signoraggio bancario che pretende il 275% sui prestiti fatti dalla Federal Reserve Americana gestita dalla Compagnia di Gesù e approvata dall’ONU e foraggiata dalla BCE…. Qual’è il paritito che sino ad ora ha cercato l’abolizione del signoraggio? Quando un qualsiasi partito inizierà a parlare di questo allora si potrà parlare di vera democrazia e libertà (ammesso e non concesso che abbia veramente intenzione di abolirlo). Altrimenti anche con la migliore legge elettorale si sarà costretti a baciare le pile ai politici che faranno sempre i loro interessi.

  • Corriamo pure…
    MA PERCHE’ IL FRANCESCHINI ED I SUOI COLLEGHI P R O D I A N I E S E G N I A N I DI PARTITO NON CORRONO INVECE AL SENATO AD APRIRE O FARE APRIRE IL CASSETTO SEGRETO NEL QUALE IL PRESIDENTE SERVANT DEL FUGGIASCO A BRUXELLES TIENE NASCOSTA DA ALCUNI ANNI LA PROPOSTA (EX ART. 71 COSTITUZIONE ITALIANA), SOTTOSCRITTA DA 350.00 ELETTORI CON LA QUALE SI CHIEDE TRA L’ALTRO
    L A C A N C E L L A Z I O N E D E L L A “P O R C A T A” E L E T T O R A L E E S P U L S A D A L C A L D E R O L I D O P O A B B O N D A N T E P R O S C I U T T O ?.

    Forse per annebbiare e confondere i passanti ?.

  • QUESTO REFERENDUM è INUTILE L’UNICO SCOPO DI CHI LO HA PROPOSTO è QUELLO DI AFFOSSARE IL REFERENDUM DI PASSIGLI

    un ritorno alla legge Mattarella è radicalmente negativo non risolve né il problema delle liste bloccate (i candidati nei collegi sono pur sempre scelti dalle segreterie di partito) né di evita che il Collegio uninominale a turno unico della Mattarella produca gli stessi effetti del Premio di maggioranza (e cioè coalizioni troppo ampie e disomogenee incapaci di governare).

    1. SOLO IL REFERENDUM PASSIGLI SARA’ AMMESSO DALLA CORTE COSTITUZIONALE
    2. IL REFRERENDUM DI IDV+SEL PORTA AD UNA LEGGE ELETTORALE CON GLI STESSI DIFETTI DEL PORCELLUM ANCHE SE IN FORMA ATTENUATA.
    3.SINO AL 15 settembre 2011 è possibile firmare presso le segreterie di tutti i comuni italiani IL REFERENDUM PASSIGLI – L’UNICO REFERENDUM IN GRADO DI RESTITUIRE UNA LEGGE ELETTORALE DEMOCRATICA

    http://miccolismauro.wordpress.com/2011/09/07/appello-urgente-la-legge-elettorale-porcellum-va-abrogata-subito-con-il-referendum-passigli-e-sartori-non-con-quello-di-idvsel/

  • Trovo disdicevole che si continuino a ripristinare il solito famigerato gioco dell’oca per reiterare il precedente insulso modello limitato e limitante Mattarellum al posto dell’attuale altrettanto limitato e limitante Porcellum oltretutto, immersi in una siffatta mordente crisi congiunturale, prodotto dai creativi della finanza inciucciati con la politica che ha fatto finta di non vedere e degli amici delle agenzie di rating, ecc.! Se effettivamente non si cambieranno gli spartiti sempre più magra ed avvilente sarà la soluzione! Così continuando resteremmo perennemente succubi degli eventi ed in preda a quella solita frenesia indotta dalla stessa casta che tenderà a sempre più espandersi per rendersi sempre più intransitivi ed irremovibile mantenendo transitivi parziali ed incompleti i soliti modelli elettorali quando nella compagine mondiali essendo diversi e vari intrinseca non potrà che essere la loro perfettibilità! Pertanto la casta grazie al fatto del poter gestire il banco continuerà a propinarci quel solito famigerato gioco dell’oca fatto di continuativi dispendiosi insulsi compulsivi gattopardeschi cambiamenti. Trasformazioni che si concretizzano in ciclici -“pit-stops”- farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare o ricambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali variando ogniqualvolta soltanto la percentuale di quanto maggioritario rispetto al proporzionale e/o viceversa non ultimo il precedente insulso Mattarellum al posto dell’attuale Porcellum! Modalità con la quale la casta “inciucciata” s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ed inequivocabilmente transitivi per rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva, per semplicemente in modo schizofrenico farci ripercorrere a ritroso la storia, specialmente per l’aspetto elettorale dove, continuiamo a doppiare le stesse ibride caselle; dal filo Proporzionali a quelle filo Maggioritari e/o viceversa senza considerarne il fatto che per complementarietà l’una induzione centrifuga –Proporzionale non può che per complementarietà coniugarsi nell’altra sua integrativa centripeta Maggioritaria e, viceversa!
    Questo è quanto il sistema SEMIALTERNO propugna per risolvere ed evolvere verso un futuro che sempre più c’accomuna. Serve anche per l’aspetto elettoral-istituzionale un sistema elettorale che sappia strutturasi secondo quanto le esigenze dei nostri tempi pretendono secondo quanto la realtà già d tempo trasuda ormai ad ogni latitudine! Proprio perché il momento pretende soluzioni sistemiche capace d’ingenerare un autentico dinamico concorrenziale a bipolarismo contendibile aperto all’intero catalogo delle opportunità che lo spazio tempo reclama! Giacché urgono, soluzioni “cittadino-centriche” rispetto a quanto la melina della casta sostanzialmente tenderebbe mantenere i modelli elettorali inequivocabilmente transitivi ovvero incompleti per rendersi come casta politica sempre più intransitiva! Prigionieri d’un’autoreferenzialità che prefigura farci mantenere in un autentico nuovo epocale irreversibile assolutismo! Quindi, inutile sarà piangersi addosso evocando l’analogia con la caduta dell’impero romano come taluno acclama, quando chi è causa del suo mal dovrebbe piangere se stesso! Urge semplicemente riflettere e ponderare per decidere al meglio ed un futuro più condiviso e partecipato non può essere preconfezionato dal prossimo improvvisatore od incantatore mantenuto grazie a siffatti anacronistici obsoleti modelli elettorali!!
    Quando, se è il futuro che ci appartiene ed accomuna abbiamo reciproci doveri d’impegnarci per renderlo fruibili a tutti! Pertanto, nell’era di una sempre più pervasiva informatizzazione dell’“touch* & instant” data la “quasi” total interactivity e del just in time & streaming che le nuove tecnologie ed internet concedono alla concorrenzialità diventare un indifferibile “must” al quale tutto si dovrebbe incurvare e la questione elettoral-istituzionale non potrà esimersi dal doversi ristrutturale giacché sarà la pervasività d’accelerazione delle prassi e dei processi che ci permetterà d’evolvere ed appropriarci del futuro. Pertanto rendendo agili e snelli a filiere corte i sistemi si potrà incrementare l’efficienza la qualità della vita, la democraticità e così poter rilevare il grado di maturità d’ogni democrazia! Allora, serve munirsi di quel necessario coraggio a riscattarci dalla nuova schiavitù rappresentata dall’obsolescenza dei modelli anche da quelli elettorali che ci ingabbiano in quel famigerato gioco dell’oca col quale la nostrana casta da decenni ci mantiene in scacco rubandoci giorno dopo giorno ogni prospettiva per un futuro più radioso e prosperoso!
    Pertanto, non possiamo rimanere succubi degli eventi lasciando che la capitalizzazione del nuovo solo appannaggio ai soliti speculatori di turno! La mission dovrebbe tradursi nell’esigenza di estendere in altrettanto semplificato modo quanto già accade nel mondo reale (mercato) per rendere la stessa democrazia più completa ed in modo implementare partecipata secondo le esigenze del nostro tempo! Pertanto, si rende indifferibile strutturala ad ogni livello, in modo più dinamico e completo per far si che si renda capace di pervasivamente incrementarsi al più alto tasso propulsivo possibile di democraticità nello spazio tempo!! Da cui l’esigenza d’infondere ovunque ed ad ogni livello maggiore contendibilità per rendere sostanziale ed autentica la competizione a tutto tondo ed a tutto campo, pertanto, per rendere la discontinuità/contendibilità permanenti urgono introdurre strutturali innovazioni per così riprodurre quella necessaria fisiologia procedurale indispensabile a rendere incrementale la democraticità ovvero, quella qualità che qualifica una democrazia migliore rispetto ad un’altra o più matura e sulla considerazione che molte e diverse sono le democrazie nel compendio mondiale implica non può che essere il potenziale d’un suo miglioramento Lo stesso agglomerato degli Stati Europei -EU- pretende implicitamente una congrua risposta politica se non vuol continuare ad essere l’ideale piazza della speculazione monetaria mondiale! Pertanto, quale “road map” di miglioramento incrementale si propongono iniettare inderogabili innovazioni d’aggiornamento su vari fronti affinché la democrazia riesca a riscattarsi dalla morsa della buro-gerontocrazia che l’attanaglia e la stringe e soffoca (data l’assillante pressione fiscale!) Aspetti che precludono le possibilità d’acquisire più velocemente quelli stessi strutturarli criteri d’implementazione indispensabili a conseguentemente poter accelerare le proprie prassi nei vari attivati processi in modo da poter sempre più infondere chiarezza, trasparenza e semplicità allo stesso suo mezzo – “democrazia”! Essendo per l’appunto, essa stessa la democrazia riscontrata e conosciuta finora per il miglior mezzo organizzativo politico riconosciuto allo scopo!
    Pertanto si propone acquisire quanto segue:
    •1- un meccanismo elettorale completo – il SEMIALTERNO che strutturandosi su una base proporzionale verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Questa innovativa articolazione serve per iniettare/ingenerare competitività e contestualmente riequilibrare l’insieme sotto il profilo induttivo: “centripeto/centrifugo” e per massimizzare governabilità, rappresentatività ed economicità gestionale e, non ultimo dissipare rischi di deterrenza monopoli od inciuci! Il SEMIALTERNO rappresenta una conseguente soluzione per incamminarci verso un sistema capace d’implementare democraticità ed una responsabile sussidiarietà! Qualità queste, indispensabili per rendere sempre più matura la “nostra” democrazia e per poter evolvere verso l’implementazione dell’eccellenza! Giacché nessun sistema democratico può reggersi e/o proceder spedito se risulta strutturalmente zoppo sin dai suo meccanismi delle front line – ingressi! Specialmente quando tende recidere i rapporti fra elettore ed eletto come sta accadendo con l’attuale “porcellum” che concede un enorme strapotere ai soliti inamovibili tenutari di partito contribuendo a togliere autorità e prestigio al Parlamento. Benché la Costituzione all’art. 49 autorizza a concorrere con metodo democratico alla politica nazionale… non si è ancora provveduto a regolamentare i partiti secondo quanto già avviene nella realtà esterna della nostra società al fine di poter contrastare il nepotismo, il familismo di una siffatta gerontocratica inamovibile casta!
    • 2- istituzionalizzare le primarie in modo aperto alla “TOP TWO” californiana;
    • 3 – aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale;
    • 4 – eliminare il quorum ai referendum;
    • 5 – introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!?
    • Iniettare concorrenza si rende improrogabile di per sé necessario al fine d’aumentare la già scarsa produttività che langue sul fronte politico-amministrativo. Un passaggio che si rende indifferibile attivare e per legittimare i rapporti fra l’elettorato attivo a quello passivo legandone il rapporto in modo più coerentemente al mandato elettorale ricevuto dai rappresentanti … al di là delle prerogative che l’articolo 67 concede ad ogni membro del Parlamento “d’esercitare le su funzioni senza alcun vincolo al mandato”. Come controbilanciamento servirebbe anche qui, l’istituto del “recall” per equilibrane i rapporti al fine di ovviare a quei numerosi cambi di casacca che ad ogni legislatura si presentano. Quando un minimo di reputazione dovrebbe implicare implicitamente innanzitutto le dimissioni?! Poiché il voltagabbana lede innanzitutto quel atto di lealtà che, il candidato ha stretto nei confronti dell’elettorato e con il partito d’appartenenza quanto col leader del partito stesso! Lealtà, in linea di massima, che si renderebbe necessaria mantenere ai fini d’un buon funzionamento di qualsiasi sistema, quale indispensabile criterio per poter ottenere coerenti soluzioni e risposte alle istanze espresse dall’elettorato attivo senza doversi richiamare al “mandato imperativo” dei Parlamenti a regime feudale. Pertanto, “snobbare-disconoscere” il mandato ricevuto significa cullarsi/rifugiarsi cinicamente nell’autoreferenzialità di casta e disconoscere la propria identità!?
    Urgono dei contro bilanciamenti pertanto oltre che ai referendum senza quorum e quello propositivo compreso per dar modo agli elettori di esprimersi su testi normativi e poter contrastare l’attuale straripamento della casta! Quindi, sarebbe opportuno introdurre anche l’istituto del “recall” analogo a quel ateniese “sano” ostracismo istituito per contrastare le tirannidi!
    Tutti i suddetti elementi rappresentano degli induttori al fine di attivare quell’autentico sistema elettoral-istituzionale più plasmo elastico flessibile pronto con quelli antidoti atti a contribuire a contrastare ogni inerziale tirannia per mantenere in equilibrio sotto i vari profili, indispensabili per contrastare e dissipare sul nascere eventuali derive autoritarie e/o inciuci! Ovviamente, il tutto non disgiunto da quanto si renderebbe necessario introdurre per implementarne l’efficacia d’insieme, rappresentato dalle tante promesse, istanze espresse e dei buoni propositi perennemente elencati in ogni campagna elettorale dalla casta e sempre rimandati che da decenni s’era promessa assolvere ma, che tuttora rimangono inevasi:
    • Riequilibrare i rapporti sulla fiscalità dei percettori rispetto ai produttori – ridurre le tasse;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Riconoscere più specificità funzionale alle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Rendere improrogabile (al di là degli atteggiamenti dei tacchini a Natale!) una concreta riduzione del pletorico numero dei Parlamentari (max a 100 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista da inciucciate bozze od analoghi schemi che umiliano il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché l’overdose di politici ferisce la democrazia L. Verzichelli.
    In quanto basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento Europeo le direttive, le normative lì deliberate senza frenarne e/o contrastare con la solita “nostrana plutocratica retorica” giacché i legiferati a “Strasburgo” “abbondano” e non recepirli significa finire come usualmente accade nelle solite ammende! Pertanto, una netta riduzione dei Parlamentari dimostrerebbe di per sé una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione a-castale!
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici comunità di valle comprese;
    • Eliminare innanzitutto la possibilità delle candidature multiple dove il capolista decida di poter optare a suo piacimento farsi eleggere in un collegio rispetto ad un altro e viceversa;
    • In un siffatto momento di crisi indifferibile risulta dover ricomporre i rapporti remunerativi iniziando col ridurre i lauti appannaggi dei nostrani italici politici che risultano esosamente fuori ogni criterio rispetto ad ogni standard – media “Parlamentare dell’€urozone” così come si rende indispensabile riequilibrare l’eccessivo divario retributivo che intercorre fra i dirigenti (specialmente coloro che hanno generato deficit aziendali) rispetto ed ogni suo comune operatore giacché allucinante risulta che tale rapporto possa arrivare talora a ben mille (1.000) volte superiore così come sarebbe opportuno ovviare ad altre palesi e diverse incongruenze che le cronache quotidianamente ci rilevano!
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali “a filiera corta” si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler?!
    Indifferibile risulta la sfida che ci troviamo di fronte, ovvero, quella di dover implementare questo nostro mezzo che si chiama appunto “democrazia” affinché, essa stessa riesca a strutturarsi a miglioramento resiliente incrementalmente ricorsivo continuo tale da potersi sintonizzarsi su quella lunghezza che ogniqualvolta il tempo reclama. Questa dovrebbe essere la qualità indispensabile da ricercarsi quella che qualifica una democrazia rispetto ad un altro ed or ora, se nel compendio mondiale molte e diverse se ne annoverano implicita non può che esserne la loro perfettibilità! Stiamo vivendo un momento di transizione d’un cambio di paradigma specialmente da quando è stato tratto quel dado d’irreversibilità della globalizzazione”, la sfida diventa sempre più gravosa ed indifferibile del contribuire ad ingravidare positivamente ed in modo responsabile quella costituenda global-i-cloud di new global rules tali da qualificarsi in un’autentica human democracy, providing to unlock proactive human potential!? Servono strutturali enucleati meccanismi tali da generare per “benchmark” sinergiche soluzioni capace di farci allinearci a quanto la stessa realtà protende e già offre su molti fronti dato l’inscindibile reciproco intreccio di democrazia e mercato. Pertanto solo acquisendo, per mainstream convergenza, più potenti sistemici strutturali dispositivi “hard & soft” capaci di avviluppare quel sinergismo necessario indispensabile e rendere più gestibili e meno traumatici gli eventi, ineludibili risultano pertanto gli adeguamenti necessari ed inderogabili da adottarsi attraverso sistemi aperti che strutturalmente agiscano direttamente sui processi in modo da dissipare e contrastare rischi d’autoreferenzialità “di casta”! Specialmente in Italia si rischia di continuare a restare prigionieri di quel latente storico “inciucio” che la nostrana storia annovera: un rissoso immobilismo che fa confondere mezzi e fini… tale da lasciare ai soliti soli speculatori di turno mano libera a tutto tondo!
    Urge rimuovere ovunque l’obesità (anche quella dei vitalizi e di quelle anacronistiche collegate catene ed eredità dei partiti defunti che gonfiano smisuratamente la spesa pubblica) che ci appesantisce quale conclamato rischio di devianza dalla fisiologia questione che si sta purtroppo imprigionando in una rischiosa irreversibile endemica patologia; una deriva che affligge l’intero “vecchio” occidente e che così continuando ci sta sempre più rubando il futuro! Obesità, non solo per l’aspetto alimentare ma sempre più pericoloso per l’aspetto burocratico, particolarmente è quanto sta colpendo l’Italia e sempre più l’Europa nel suo insieme dato il trend espansivo pluto burocratico che gli ambiti ed apparati politici amministrativi stanno sempre più assumendo. Incontrovertibilmente dimostrato dall’eccessiva proliferazione di livelli politico amministrativo – or giunti purtroppo, a ben 10 considerandoli per la sola piramide politico-amministrativa che sopprimono come autentici infernali gironi il cittadino italiano-europeo ingessandolo dal livello circoscrizionale comunale fin su a quello dell’apice europeo!? Gironi che praticamente servono per meglio accantonare il debito pubblico!? Vista la strategia che l’Europa sta conducendo di cercare di tenere in piedi l’euro attraverso l’acquisto da parte della Banca Centrale Europea del debito pubblico dei paesi PIIGS questione che appunto non potrà anche lì funzionare a lungo termine come nell’iper indebitata italica piramide burocratico amministrativa! Dove ovunque s’istallano anacronistiche pachidermiche assemblee nelle quali si resta sempre più incartati per siffatti eccesivi livelli abnormemente rigonfi di rappresentanti. Quando gli stessi Parlamenti degli Stati europei così come i loro parlamentari sin dalla nascita ed insediamento del Parlamento Europeo avrebbero dovuto, tutti, scemare e numericamente ridursi sempre più in modo tale da scomparire nel tempo! Invece restiamo legati alla solita obsolescenza strutturale quando il muro è già dal secolo scorso –’89- crollato e non servono più contraltari per ripristinare nuove guerre fredde. Allora, a quale europeismo ci stiamo richiamando se l’obsolescenza resta a regime!
    Un siffatto anacronismo è palesemente dimostrato dal fatto che talora i loro governi vengono commissariati dalle direttive europee: l’attuale momento ne è pregno di siffatti condizionamenti/limitazioni – abdicazioni!? Prodromi al conservatorismo od ad un’imprescindibile esigenza di strutturale cambiamento. Allora per cambiare musica e suonatori servono nuovi spartiti al fine di poter rendere più celeri e più dinamiche le prassi affinché si possa arrivare e nuove e più virtuose soluzioni introducendo sistemi attuatori d’implementazione di qualità – sussidiarietà nei servizi resi!
    Allora, serve il coraggio d’un salto di qualità! Urge invertire questo perverso patologico trend iniziando ed applicare quanto le nuove tecnologie ed internet dimostrano permettere dato d quanto hanno saputo copiosamente applicare in modo fruttuoso i paesi emergenti -BRIC- che gli ha resi strutturalmente competitivi questo avallata dalla cronaca che sta diventando storia!? Oggigiorno, la competitività è tale da mettere tutti contro tutti e non ci possono essere più tempi diversi e/o comparti stagni, solo i nostri avi vivevano in ambiti ben definiti legati alla continuità, attualmente l’accelerazione e la discontinuità è tale da imporre di cambiare i parametri continuativamente urgono aggiornamenti su tutti i fronti. Quindi, per non rischiare nuove schiavizzazioni serve poter e saper superare questi gap (spread) inequivocabilmente, bisogna riguadagnare a livello “strutturale” fisiologia e, ciò non può che significare rendersi organicamente snelli a filiere corte! Bisogna ridurre i livelli di siffatte pletoriche pachidermiche assemblee: quella stessa europea per esimersi dal ridimensionarsi per non rischiare di restare imbrigliati nell’autoreferenzialità che potrebbe facilmente degenerare in patologia e rischiare come già profigurava I. Magli nel suo “La Dittatura europea”!
    Quindi, serve iniettare ovunque competitività anche nei meccanismi elettorali per ingenerare dinamismo nei processi e nelle prassi effetti indispensabili a rendere autenticamente fisiologica la competitività!
    * Come la coinvolgente pervasiva maggiore interattività che l’informatizzazione promuove autopromuovendosi grazie all’impostazione sistemica ricorsiva d’autoimplementazione per la chiarezza, la trasparenza e la semplicità resa nei suoi mezzi (secondo le velocità della legge di Moore!), in altrettanto modo multi-task-touch (S. Jobs) questo epocale rivoluzione – innovazione dovrebbe prossimamente diventare per analogia, un’autentica prerogativa/opportunità alla stessa democrazia per strutturalmente implementarsi e migliorarsi “multi-task-approach”! Proprio perché nell’era informazionale, degli accessi, della “in progressive mainstream total” convergenza, dove, lo stesso mezzo-medium è il messaggio! (E. Mc Luhan).

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