Manovra: sgombrate il campo!

Manovra: i conti non tornano//E’ proprio vero che spesso la realtà supera la fantasia: era facile previsione quella di aspettarsi grande tumulto nel governo di fronte alle immaginabili reazioni dei soggetti colpiti dall’ultima versione della manovra economica. Ma la velocità con cui tutto ciò sta accadendo ha dell’incredibile. Tanto da spiazzare perfino alcuni degli attori sulla scena. Per esempio la commissione del Senato che sta tenendo le sue audizioni in vista dell’approdo in aula del provvedimento. Su che cosa i senatori interrogano i loro autorevoli interlocutori? Sul testo presentato a Palazzo Madama e già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale? O su quello comparso sui giornali e strombazzato dal trio Berlusconi-Bossi-Tremonti, gongolanti per l’accordo raggiunto tra di loro? E’ chiaro che Ignazio Visco, vicedirettore della Banca d’Italia, non può commentare i giornali. Perciò parla della manovra prima versione, cioè di una cosa che non c’è più. Così come la Corte dei Conti.

Situazione surreale. Forse il Senato dovrebbe fermarsi e aspettare che il governo partorisca il testo definitivo, ma chissà quando questo avverrà. Il che fa a pugni con l’urgenza della situazione. E riporta in primo piano la plateale inadeguatezza del governo, che fa rimpiangere perfino i giorni peggiori dell’ultimo esecutivo Prodi.

Dunque, Berlusconi e Bossi, terrorizzati dal calo di consensi, non vogliono aumentare le tasse e non vogliono neppure diminuire le spese. O meglio: farebbero entrambe le cose se riuscissero a presentarle in modo tale da far credere alle loro vittime che non subiranno alcun danno. Ma questo giochino da prestigiatori non funziona più. E allora dicono e poi, al primo strillo di protesta, disdicono.

Pensavano che i pensionandi, di fronte allo scippo degli anni di laurea e/o di servizio militare, stessero zitti e buoni? Pensavano che le cooperative fossero solo rosse e non anche bianchissime come quelle che fanno capo a Comunione e Liberazione? Se fosse così si dovrebbe dubitare della loro capacità intellettiva. Speravano che i loro bersagli fossero distratti? Ma via.

Le scelte difficili, quando devono essere fatte come in questo caso, richiedono un’attenta ponderazione preventiva. Poi però, quando si è deciso, bisogna difendere la decisione presa. Se non se ne è capaci è meglio sgombrare il campo. E lasciare spazio a qualcuno che sappia ripartire i sacrifici necessari tra tutti, in proporzione alle loro possibilità. Qualcuno che, soprattutto, abbia l’autorevolezza e la credibilità necessarie per farlo.

8 commenti

  • Cara Patrizia, condivido in pieno le tue considerazioni. E’ veramente ora che questo governo di inetti, incompetenti e inaffidabili lasci il posto a qualcuno che intenda la politica come servizio alla collettività, e non agli interessi privati di chi detiene qualche spicchio di potere. Qualcuno che possieda i mezzi culturali, l’onestà intellettuale e la volontà politica di indicare una strada per lo sviluppo. E’ intollerabile, e persino ridicolo, che chi ha ridotto il paese in questo stato di crisi economica e morale sia ancora al comando e pretenda di offrire soluzioni per rimediare al disastro, senza peraltro assumersene la responsabilità. E’ compito della società civile far sentire la propria voce, il proprio dissenso, l’urgenza e la volontà di una prospettiva di ricostruzione del paese.

  • grave scivolone quello di considerare eguali l’immondo e lo sporcaccione berlusconi con il galantuomo prodi; spero solo che sia una voce dal sen fuggita, Sig. ra Rettori, altrimenti il diluvio ci sommergerà tutti poichè nessuno sarà più in grado di differenziare alcunchè, un pò come il vecchio motto di craxi di tangentopoliana memoria.

  • Un governo più confusionario che mai, sempre più paladino degli evasori e dei ricchi, e giustiziere degli onesti e dei lavoratori. Una maggioranza allo sbando, che dopo le leggi-porcata, guida (si fa per dire) la macchina del Paese in un passaggio pericolossimo, come se si stesse divertendo sugli autoscontri. Un solo sogno, una sola speranza, una sola parola: dimissioni. Quanto alla domanda di Carlo sul paragone con il secondo governo Prodi, credo che il riferimento dell’articolo fosse all’idea di litigiosità paralizzante. Siamo tutti d’accordo, immagino, sul fatto che il peggior giorno del governo Prodi sia stato infinitamente meno dannoso per l’Italia, del miglior giorno (si fa per dire anche qui) del governo Berlusconi.

  • Lungi da me l’idea di paragonare Berlusconi a Prodi. Quel che volevo ricordare è l’insopportabile rissa continua dei micropartiti che formavano la maggioranza di centro sinistra e che portarono alla fine del governo e della legislatura, col bel risultato di rimettere in sella il Cavaliere. Vi ricordate il Berlusconi di opposizione che ironizzava sulla maggioranza prodiana “divisa su tutto”, “unita solo dalle poltrone”, e via blaterando? Oggi si potrebbe citare tutto il florilegio della invettive berlusconiane dell’epoca e usarle per definire la maggioranza attuale. In questo senso il Berlusconi prodizzato è la massima vendetta della sorte. Ma magari Berlusconi si fosse prodizzato anche nell’azione di governo! Perché Prodi, nonostante i suoi schizofrenici alleati, riuscì a raddrizzare i conti pubblici già allora disastrati dal precedente governo della destra. Perciò tanto di cappello al Professore. Ma il Cavaliere che ora si ritrova a fare i conti con i suoi Bertinotti e Pecoraro Scanio suscita un sentito moto di ilarità.

  • dunque, ricapitoliamo.
    non mi ricordo più quante volte è stata riscritta questa manovra finanziaria.
    ma a me non sembra che bossi, tremonti e berlusconi litighino su qualcosa; a me sembra più che altro che non sappiano che pesci pigliare.
    il genio dell’economia, quello che aveva mantenuto in sicurezza i conti dello stato, si è trovato con il sedere per terra il giorno che la bce è andata a vedere il bluff; e allora i soldi adesso bisogna trovarli davvero.
    solo che qui c’è il problema dell’elettorato: chi glielo va a dire, adesso, ai forzaleghisti che devono cacciare il grano?
    e allora bibì e bibò e capitan coccoricò provano con il contributo di solidarietà con il cuore del capitano che sanguina.
    ma evidentemente c’è qualcuno che non è contento, e allora che fare?
    aumentare l’iva? sì, e a dicembre, quando le nostre previsioni si riveleranno, al solito infondate, che cosa cavolo faccio io per ramazzare i miliardi che mancano? dice il rag. voltremont.
    e allora proviamo con le pensioni, ma mica possiamo dire che aumentiamo l’età pensionabile. proviamo con i ricongiungimenti ….
    e adesso?

  • Devono essere cacciati via,a furor di popolo,questi incompetenti.
    ,incapaci e corrotti.Dobbiamo avere lo stesso coraggio dei libici,tunisini,egiziani che si sono liberati dei loro raìs.Ormai solo italia c’è l’ultimo rais,il più incompetente e pericoloso

  • l’ultima genialata!
    mettiamo on line le dichiarazioni dei redditi, così incasseremo di più!
    se necessario aumenterò l’iva di due punti per tre mesi!

    ma c’è qualcuno che gli scrive le battute a quei due lì, o se le inventano sul momento?

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