La rivoluzione mite delle cassandre

La lettera di Bersani al Corriere della Sera ci porta a fare il punto su alcune delle preoccupazioni che ho espresso sotto il titolo “salta tutto”: un rischio, un pericolo; certo non un auspicio, come alcuni hanno preferito intendere. Ho risposto soltanto che si soffre a fare da cassandre, eppure anche quello è un compito, ingrato, che qualcuno ogni tanto purtroppo deve assumersi, sapendo che spesso si diventa antipatici e che spesso si è incompresi.

Pazienza.

Dunque, Bersani. E prima di lui, Luciano Violante, che in una intervista al Foglio mostra di essere profondamente consapevole del solco ormai scavato tra società e politica e dice: “ Durante Tangentopoli la corruzione del ceto politico rispecchiava un profilo analogo esistente nella società. Ora è diverso: nessuno ha scelto questa classe dirigente, non rispecchia il popolo, al massimo lo scimmiotta mediaticamente tentando di recuperare in Tv un rapporto che la politica non si può più permettere”. Una avversione al ceto politico che secondo Violante colpisce in Italia all’incirca ogni venti anni.

Dunque, saremmo oggi a suo avviso in una situazione molto grave e difficile da sbloccare.

L’intervento di Bersani punta piuttosto a rivendicare le cose giuste fatte dal suo partito per contrastare  corruzione e illegalità. La diversità che invoca è una diversità di atteggiamento politico una volta che le inchieste coinvolgano dirigenti e parlamentari. Tutto bene dunque?

La situazione come la vedo io in questa fase può evolversi in tre direzioni, con esiti ovviamente diversi. Cerco dunque di riassumere anche parte del dibattito che si sta svolgendo a commento di “Salta tutto”. E la premessa consiste nel giudizio di estrema gravità che mi sento di dare rispetto alla distanza fra politica e società in questa fase di crisi morale ed economica che durerà a lungo ma che non ci consente più  tempi  lunghi per cercare soluzioni anche perché i tempi delle elezioni che dovrebbero portarci fuori dal berlusconismo non sono del tutto prevedibili. Una fase in cui il cittadino pone la sua fiducia esclusivamente nel presidente della Repubblica, nella sua ininterrotta fatica per tenere insieme le istituzioni logorate da questa maggioranza.

Prima ipotesi: nulla cambia, nel senso che si va alle urne con questa legge elettorale, con liste e candidati scelti dalle segreterie. Le forze di opposizione contano sul fatto che saranno comunque votate, che “non c’è alternativa”. IL solco si approfondisce, la politica perde ancora di credibilità, appare priva di ideali, e tutti, destra e sinistra, sembrano uguali o potenzialmente uguali. Il potere rimane apparentemente nelle stesse mani e nei medesimi “giri”: si tratta di un potere fine a se stesso, utile esclusivamente a autoriprodursi. Servono soldi per mantenere le scatole vuote che sono diventati i partiti e per finanziarne i dirigenti. Ma questa situazione di stallo non fa che accelerare la fine, l’esaurirsi della forma partito conosciuta nella prima e seconda Repubblica, una forma sconosciuta nel mondo moderno almeno nella maggior parte delle democrazie occidentali.

Seconda ipotesi: nasce qualcosa di nuovo (non necessariamente di positivo) fuori dai partiti, liste civiche o altro, che certamente non può soddisfare il bisogno di politica e di ricostruzione dopo questo ventennio e che rischia di esser egemonizzato da spinte populiste e demagogiche, da forti protagonismi, da scarsa cultura politica e istituzionale..

Terza ipotesi: il “miglioramento” di cui parla Bersani si avvia sul serio. Ma per ottenerlo servono segnali di profondo rinnovamento della politica, della struttura e delle finalità dei partiti, attraverso messaggi immediatamente comprensibili  che testimonino la consapevolezza della gravità della situazione e la volontà di abbandonare le vecchie rotte. Segnali e messaggi che ancora non si vedono. Possibile, ad esempio,  che ancora nessuno (dico: nessuno) tra i vecchi dirigenti abbia  detto: la prossima volta non mi ricandido e lascio il posto a un giovane? Possibile che sulla legge elettorale si sia tergiversato per tutti questi anni e solo ora si presentino modelli nuovi e non si dica di esser disponibili almeno per ora a  tornare al mattarellum? Possibile che non si rispettino i limiti delle tre legislature previsti dallo statuto del Pd, che non si parli più di primarie e così via…Possibile che non si presenti subito un documento di pochi irrinunciabili e rigorosi punti sui valori e le proposte che dovranno portarci fuori dall’incubo berlusconiano?

Caro Bersani, tutti noi vorremmo il miglioramento,  ma siamo diventati vecchi nel chiederlo, gli anni sono passati, delusione dopo delusione e non si salverà il rapporto fra il cittadino e la politica demonizzando le cassandre.

Aspettiamo segnali concreti. Parole e lettere non bastano più.

72 commenti

  • Bellissimo articolo. Complimenti a chi l’ha scritto. Mi piacerebbe leggere ancora molti articoli come questi.

  • A me pare che Salvo non escluda affatto la sinistra dalle sue considerazioni critiche, e che parlando di “…mangiare al tavolo accanto” e di “…bicamerale … su misura” parli proprio degli amici di Bersani. O no?

  • Prego il sig.luciano di leggersi l’intero articolo del D’Avanzo sulle motivazioni della sentenza del processo Mondadori datato 10 luglio u.s. e riportato su Repubblica on line. Utile lettura soprattutto per coloro che a suo tempo non hanno seguito o non hanno potuto curiosare sugli sviluppi della speciosa,pubblica vicenda.
    A quanto pare non sono stati pochi i giudici e poche le corti ai vari gradi di giudizio a sentenziare sul loro poco degno collega,istruttore nel “porto delle nebbie” del ricorso di Berlusconi contro la delibera del giurì che aveva dato ragione al suo contendente De Benedetti.

    Lo prego inoltre di rileggere,se ne ha voglia,le mie riflessioni sull’intero arco politico,incostituzionale (chi li conosce,da chi sono stati eletti gli individui che oggi legiferano a Roma sul nostro futuro ?).

    Alla signora renatafranca,mi permetto di ricordare che da governanti e legislatori spergiuri e corrotti (v.possesso dell’etere pubblico concesso dallo Stato e perciò disponibilità piena degli “strumenti di risonanza” cioè,radio,televisione,giornali e settimanali fondamentali oggi per la formazione dell’opinione pubblica,perciò conclamato conflitto quotidiano di interessi personali con gli interessi dello Stato concessionario,con lo Stato cioè che si vuol governare nel rispetto della legalità ?)),taluni addirittura usi a delinquere,qualunque sia la loro collocazione a tavola,non potrà mai venire al Paese e alla collettività nulla di buono. Come dimostra la realtà alla quale stiamo andando a parare,noi tutti che paghiamo i loro stipendi ed i loro privilegi,per esserci dedicati a lungo alla caccia di farfalle sotto il noto arco,mentre i furbi riempivano alle nostre spalle i loro carnieri di tortore e allodole.
    Pregandola di scusarmi il livello terrestre del mio incedere.

  • Che pensate dell’appello di Giorgio Airaudo, Roberta De Monticelli, Flores d’Arcais, don Gallo, Margherita Hack, Barbara Spinelli per l’apertura di un Forum per il programma di governo dell’altra Italia (micromega-online)?
    Vi sembra una proposta concreta? LeG dovrebbe partecipare al dibattito?
    Quali sono, in caso affermativo, i contenuti imprescindibili?
    Qualsiasi scenario si prospetti o si auspichi credo che dobbiamo comunque continuare a lavorare per favorire la crescita di una cultura politica e di una democrazia partecipata.

    Saluti a tutti
    Silvia

  • Personalmente penso l’”Altra Italia” non debba pensare ai programmi di governo, ma alle “PERSONE” da delegare al governo e alla politica.

    La storia repubblicana è lastricata di programmi tanto eccellenti quanto assolutamente disattesi. Il programma è dettato dalla situazione oggettiva insostenibile in cui ci troviamo e solo persone eccellenti sapranno interpretarli al meglio e perseguirli.

    Fare i prgrammi non mi sembra il nostro compito.

    Scegliere PERSONE ECCELLENTI E’ LA NOSTRA ULTIMA SCHANCE SEMPRE CHE, CHI PUO’, CE NE DIA LA POSSIBILITA’:

    CON LA LISTA CIVICA NAZIONALE RIFORMATRICE DELLA SOCIETA’ CIVILE

  • L’esperienza,quella più recente in particolare,dovrebbe averci fatto rilevare che esiste in Italia una maggioranza di elettrici e di elettori (al netto dei militanti nei partiti e nei movimenti ideologico-affaristici o impiegati fissi o precari negli apparati di essi sparsi nel Paese: cioè qualche milione che brancola in parte,a un fischio dei capetti,da un’assemblea all’altra della Penisola e delle isole a riempire gli schermi televisivi e suggestionare occhi e orecchie dei pappagalli. Lo stesso principio truffaldino della quantità fittizia posto in essere qualche anno addietro con la “porcata” elettorale !) che ha capito ormai a quale gioco hanno giocato finora e continuano a giocare gli uomini politici in genere di maggiore esposizione alle telecamere del Belpaese e qualcuno di essi più esperto in sceneggiate col braccio teso,la smorfia agli amici inesistenti al di là della telecamera e un battaglione di butta fuori a contorno.

  • Mi permetto di suggerire di togliere la faccia di Bersani dall’intestazione dell’articolo : sarebbe un piccolo aiuto a non lasciarsci travolgere dal più funesto pessimismo. Non è più tempo di volti serii (?) e inutilmente pensosi (ma che penseranno,poi? La situazione attuale mi pare proprio il prodotto dei loro sottili e ben retribuiti pensieri), bensì di volti onesti,che non lascino trasparire,con tutta evidenza, la loro mancanza di chiarezza e la loro catastrofica incapacità.

  • dio ce ne scampi e liberi dei ciampi dei tremonti dei monti dei draghi degli amato dei padoa schioppa dei bersani dei veltroni dei letta dei d’alema dei frattini e…e di tutti quelli che hanno bipartisan hanno tradito il paese , confermandolo la colonia atlantica lacrime e sangue a prezzo della sua pseudo-liberazione di un stato che dall’inzio alla fine ,dalla lunga notte del 43 ad oggi, ha recitato di essere indipendente , imbarcando le peggiori mafie, criminalità servizi fascisti postfascisti comunisti ,dicciisti,e postcomunisti , classe politica e clssi dirigenti tutte evolutesi nel corso dei 66 anni da una strategia della tensione di una certa forma all’altra, solo per rinsaldare al suo pseudoliberatore il suo patto di sangue ,come quello pagato profumatamente alla truffa europa Bce e compari.

    il paese anziche avere lucidi intellettuali a denunciare le vere tangenti internazionali, bruciate anche ieri come agli inzi degli anni 90, e il famoso britannia che svendette il paese e le sue ricchezze , ha avuto tranne lo 0,1 % dei neuroni ancora pensanti e indipendenti, una classe di intellettuali in buonafede e in malafede, di pessimi analisti della nostra non repubblica ..che solo a parole vuote e ipocrite ha fatto delle ricorrenze dei suoi morti ,che avevano pagato un durissimo prezzo per volere un paese libero, delle “opportunità” di rito senza senso come le messe con molta comunione e fatturazione… un disastro così trasversalizzato fa rivoltare nella tomba tutti i calamandrei che denunciavano fin dalla costituente i mali assoluti della giovane repubblica , cosi pure si rivoltano tutti i veri indipendenti che hanno pagato con la vita il fatto di non volere tradire questo paese, dall’economia alla cultura, dalla magistratura ai giornalisti, dai Mattei a Pasolini, dal giudice Mario Amato a Pippo Fava o De Mauro o Siani e tutte le migliaia di morti di uno Stato che è sempre stato in guerra contro se stesso, vendendo i propri fratelli perche dalla somalia che sarebbe diventato , l’impero potesse sempre piu guadagnarci ….

    ho letto i commenti avvenuti dopo il mio ultimo per agguiornarmi , anche quello della presidente dottoressa Bonsanti , che ha preferito nascondersi dietro una morte improvvisa , morte che gia di per se, merita il rispetto e che non tiro in ballo io , se non perchè costretta a reagire in quanto è perfettamente inutile tirare in ballo qualcuno che non c’entra nulla con il filo del discorso e i tem di questo post o articolo ed è sintomo del solito atteggiamento molto latino e molto italiano di evadere , di eludere con qualcosa che non c’entra nulla se non confermare che di caste ce ne sono per tutti i gusti , e per mia consapevolezza molto media senza nulla di che, so che sarebbe gia atteggiamento di casta se io tirassi in ballo una morte, peraltro non violenta e devastante come quelle a migliaia ,conosciute e sconosciute del nostro tragico paese, attuate per applicazione della colonia di servi che dovevamo e dobbiamo contiuare a essere ….se io mi appellassi a un morto di un mio D’Avanzo della sezione professionale a cui appartengo, al fine di non dare risposte a chi si interroga (che non sono stata solo io fra questi commenti ), senza fare i soliti teatrini che avvengono in rete e fuori rete ” bravi bravissimi bis” , ecco che mi sentirei di essere venuta meno a un minimo di codice etico della parola nemmeno altisonante come democrazia, ma di semplice ABC di fratellanza laica, a cu mi sarei irreparabilmente sottratta se mi fossi fatta scudo di un mio esimio rappresentante di categoria perchè la dignita, della vita e della morte, è da dare per default a chiunque ,sia che porti un nome altisonante sia che siano perfetti nessuno, a meno che anche il web sia stato come la tv un altro modo per far finta di essere da base a base …

    è inoltre antipolitico come gesto pocihe riconferma l’italia improntata ai suoi marchi doc, per cui uno spalto ha i suoi feltri ,viventi o morti che siano, e l’altro ha suoi d’avanzo , viventi o morti che siano.

  • C’è pure uno strano fenomeno costituito dal periodico apparire come un fantasma sul palcoscenico on line di LeG di qualche baldo guerriero carolingio o di una D’Arco ridiscesa a brandire minacciosa la sua durlindana contro gli infedeli che non gli/le danno retta.
    Lungi dalla sua fervida,indaffarata mente la voglia di spiegarsi il perchè, a 66 anni dal suo familiare,luttuoso evento.

  • salvo scrive:
    5 agosto 2011 alle 12:31

    per ricordare la storiacosi come i semplici meccanismi umani, basta essere delle normalissime e banalissime persone ( che poi siamo tutti fantasmi ,basta a dircelo l’unica legge certa e che ci fa tutti uguali, prutroppo l’unica sempre rispettata, quella della morte al contrario di quelle della vita)..nel banale di saper ricodare la storia o dire le parole pane al pane e vino al vino, si rischia ormai di essere presi, nell’orwell sistema mondo, per rivoluzionari o addirittura giovanne d’arco?
    mah

    ….le martiri o i martiri o gli eroi sono ben altro, e gli stessi eroi non avrebbero voluto mai esserlo ( vedi Falcone e non solo lui) a meno che ci si riferisca alla vita contemporanea fatta delle piu diverse atrocità per tutti i gusti,che di conseguenza può far dire di ogni vita gia eroica di per sè

    la sua non attinenza ai temi trattati da miei o altrui interventi che si domandano, la lascio al suo interrogarsene…non ho bisogno di dire di lei a quale personaggio della storia potrebbe apaprtenere, mi limito agli argomenti , non argomenti, del suo intervento tipico da rete,e da comunita chiuse ai vari” bene bravo bis”

  • Leggere commenti mi fa proprio pensare che siamo alla canna del gas. Come possono certi elettori di un partito che per 20 anni ha governato a colpi di slogan in un governo che ha condotto il paese sul baratro a sperare ancora che questo partito passi dagli slogan ai “fatti”…
    Un detto dice: puoi ingannare una persona per molto tempo
    puoi ingannare molte persone per un po’di tempo
    ma non puoi ingannare tutti per tutto il tempo.
    Per chi ha votato in passato lega (come me) e pdl e da 10 anni dorme beatamente, svegliarsi sarebbe già un progresso. Ma ormai non ci drogheranno più.

    Replica

  • “Salta tutto” dovrebbe riferirsi alla situazione finanziaria del Paese e non alla presunta scollatura tra società e politica. Che poi è una divaricazione come nelle figure delle carte: due teste identiche capovolte. La nostra politica è un’ottima trasposizione degli umori del Paese, delle sue mancanze e delle sue cattive abitudini. Una società e dunque una politica degradata; non stupisca il loro odio reciproco! La società civile, per la cronaca, non esiste. O meglio, la società civile è quella componente politica che ha fatto un passo indietro, che ha scelto di non partecipare direttamente alla competizione, alla ricerca di una presunta imparzialità (nè di destra, nè di sinistra – fondazioni varie), o per non sporcarsi, o perchè tutto sommato è bello sentirsi liberi, non rinunciare a nemmeno un grado di libertà, essere svincolati dalle logiche elettorali e parlamentari. In parole povere guardare giù dall’alto ed essere cassandre.

    Riguardo il miglioramento. La discriminante tra centro-destra e centro-sinistra è ridotta ad una diversa predisposizione alla corruzione ed all’illegalità da due decenni di continuità assoluta in politica estera, energetica ed economica. La crisi trascende Berlusconi ed è una crisi economica e finanziaria, in cui la prima componente assumerà contorni più definiti, e foschi, nei mesi a venire. Pensare che da una simile buca di potenziale si possa uscire attraverso la trasparenza e una ristrutturazione dell’apparato politico è mentire a sè stessi.

  • salta tutto dovrebbe parlare dei veri bersagli che sono d’accordo con Marco D sono tuttaltro che quelli degli specchietti per le allodole di un antiberlusconismo comodo ai poteri forti.
    Mai come oggi o meglio questa fase storica “GLOBALE” si ripropongono gli stessi temi dei primi anni 90 , coperti dalla piazze di incazzati di tangentopoli ,depistati ad arte per non scoprire allora, tanto come vogliono rifare oggi, le varie cassandre che cassandre non sono. Le vere atrocità al di la di quelle minori( di corruttele e costi della politica), sono state la totale SVENDITA dei gioielli di famiglia(il tessuto economico che consente ad uno Stato di esserlo e di saper provvedere con la sua economia a un minimo di sopravvivenza della sua popolazione) ,unite alle manovre lacrime e sangue anche per entrare nell’euro(pa) senza alcuna europa…diventare colonia a tutti gli effetti oltre i patti e ricatti di Yalta e la strategia delal tensione precedente, che successivamente è diventata squisitamente della tensione economica finanziaria

    purtroppo la sinistra è votata al suicidio perchè non vuole raccontare le connivenze dei piani alti alla distruzione del paese …la distruzione di un paese avvine sempre su un piano economico , per lasciare posto agli altri visto che il dio mercato reaganiano tatcheriano, non lascia molto posto a tutti e sempre meno a colonie di colonie quale l’italia..che se ne va in guerra contro la libia solo perchè deve mollare i suoi ultimi gioielli rimastigli quali l’Eni

    la sinistra intellettuale anziche scoprire i veri altarini, fa il gioco del circo barnum, quello necessario a non raccontare come stanno le cose , sia tradendo la storia della prima repubblica non raccontadola, sia sopratutto quella iniziata per passare alla seconda epubblica, che essendo peggio delal prima , conferma nel suo tradimento ad opera proprio della mitizzata opposizione , che le mani sporche nei veri disegni che hanno pesato sul tragico destino del paese, le hanno entrambi “i poli” , del resto come descritto ,ormai pubblico e ufficiale agli atti, da parte del disegno di rinascita democratica di gelli

    Era il 2 giugno 1992, tanto come in questo 150mo di unità delle mafie e delle comiche di stato …era la festa della Repubblica,nel senso come ora in cui alcuni fratelli d’italia ,bipartisan, grazie al circo barnum delle varie AAA ,porvvedono (come avevano gia fatto) a svendere gli ultimi tessuti economici, quelli che una volta svenduti consentono al tessuto sociale di non avere scelta e lavorare per le varie mafie in cerca di un qualche lavoro..per poi sentirsi i predicozzi degli stessi che hanno fatto quelle operazioni, esempio draghi, andare in giro con don ciotti e altri della societa civile a parlare di antimafia, gli stessi che svuotando l’italia di tessuto sano, hanno spostato il il mitico pil , dai mercati economici legali a quelli illegali …
    era il 2 giugno , quando a bordo del «Britannia», il panfilo della regina Elisabetta, oltre centro tra banchieri, uomini d’affari, pezzi da novanta della finanza internazionale anglo-americana (tra gli ospiti eccellenti anche George Soros), si incontrarono per un summit urgente organizzato straordinariamente al largo delle coste tirreniche, tra le acque di Civitavecchia e quelle dell’Argentario. Argomento forte del meeting a bordo, le privatizzazioni. Le privatizzazioni italiane. Ai tempi di quella crociera sulla terra ferma andavano forte le inchieste di Mani Pulite e la prima Repubblica si apprestava a cedere il passo. A bordo si discusse anche di «riforme», naturalmente. Ma soprattutto del programma di dismissioni da parte dello stato. Le privatizzazioni, ovvero come «finanziarizzare» il sistema economico italiano. C’è chi rintraccia in quel passaggio l’origine della «finanziarizzazione» del sistema economico nazionale, il momento in cui l’industria lasciò il passo all’economia di carta. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, tra loro un giovane Mario Draghi, allora direttore generale del tesoro che nel suo discorso sostenne che il principale ostacolo ad una «riforma» del sistema finanziario in Italia era rappresentato dal sistema politico. Il ministro del Tesoro era Piero Barucci, il governatore di Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi, anche lui invitato a bordo del panfilo. A palazzo Chigi invece c’era Giuliano Amato. Imbarcato anche Romani Prodi e il direttore di Bankitalia Lamberto Dini. E non finisce qui perché c’era anche, lo ha confermato lui stesso solo di recente, anche l’attuale ministro Giulio Tremonti. Hanno fatto tutto insieme e bipartisan.

    studiare la storia fa bene, soprattutto quella cosi ben abilmente occultata dalle lobby finanziarie globali che distruggono paesi e popolazioni , come stanno rifacendo in questo cambio di fase .
    La societa civile italiana ,praticamente una chimera, in parte sa in singole coscienze persone, in larga parte dorme ,va in vacanza , non vuoel sentire ragioni perchè il disco rotto di un certo antiberlusconismo, aiuta i suoi vertici ad essere buoni buoni ai vari vertici di partito o impresa, fedeli degli svariati Soros, Goldman Sachs, S&P ,ordine mondiale del casting rating truman show.

  • Così in questi ventitre anni dalla caduta del muro la gatta ladra è andata tanto al lardo contenuto nelle casse dello Stato libero e democratico da lasciarci la zampa.

    Le aveva temute il polacco Papa Wojtyla le conseguenze sociali ed economiche della liquefazione dei veri valori del socialismo (a proposito a cosa è dovuto invece oggi il silenzio della chiesa cattolica che conta nel Belpaese che l’ha assunta a carico,di fronte alla macelleria sociale che la grande finanza sta apparecchiando ?), ma ci sono voluti vent’anni circa per cogliere finalmente al di là e al di qua dell’Atlantico,i segni concreti del riaffermarsi sotto altre sembianze di un feudalesimo che privilegia il potere in mano a pochi possessori spregiudicati di immense disponibilità finanziarie ai quali sono state consegnate le chiavi delle casseforti pubbliche,con licenza di nascondere in soffitta i principi che nei trascorsi settant’anni circa dall’ultima catastrofe bellica umana,ha regolato bene o male la nostra vita; principi ora inadeguati ai bisogni dei nuovi feudatari,fondati come essi sono sul diritto-dovere al lavoro,sulla uguaglianza di fronte alla legge e su altri diritti certi della persona senza distinzione di età,di sesso,di religione,di censo.
    Perciò assenti dal dibattito politico di questi tempi del nostro straordinario ceto politico tutto incentrato sulla nobilitazione degli speculatori finanziari, sulla tutela dei grandi patrimoni … al di là e al di qua dell’Atlantico e per quanto riguarda il Belpaese dei mestatori di ogni risma.!.

  • Con i libri di scuola Renzo Bossi, soprannominato dal padre stesso «il Trota», ha ancora parecchie difficoltà. Superato finalmente, dopo vari tentativi, lo scoglio dell’esame di maturità (nel 2008 aveva tentato inutilmente per due volte, facendo ricorso al Tar, al liceo scientifico del Collegio arcivescovile Bentivoglio di Tradate), ora l’aspirante «delfino»del Carroccio( sempre pesce è, ma è meglio non offendere i delfini) si scontra con gli esami della facoltà di Economia. E ha bisogno di aiuto, al punto tale che il patron del Cepu ha organizzato per lui una formula ad hoc, con i tutor che gli fanno lezione a domicilio. Inoltre, per l’illustre allievo, è tutto gratis. Vorrei dire al PATRON DEL CEPU che se è questa la pubblicità che fa alla sua Azienda sarà bene che cambi mestiere e dia senza nessun esame la laurea AD ONORIS ( anzi AD PERSONAM)al giovane TROTA cosi risparmia tempo e denaro , che comunque paga il contribuente. Complimenti per la scelta ,siamo veramente italiani anzi….padani tanto da farmi vergognare.
    “La mia voce si alza volutamente senza diplomazia, perché noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell’astuzia della palude romana che non si accorge che così tutto muore. Noi vogliamo il cambiamento”.Così appare scritto sul sito della Padania ,che purtroppo ho votato, alla faccia di tanti ragazzi che si sono dannatamente sudate e strapagati quei pezzi di carta, alias LAUREA

  • non finirò mai di ringraziare per l’esistenza di persone come la Sig.ra Bonsanti , il Prof. Zagrbwelski e tutti i partecipanti attivi di LG – Rendo Omaggio alla Vostra intelligenza e perseveranza nel chiarirci la visione della realtà.

  • Sig. Mauro,
    è molto generoso nei confronti dei nostri stimati dirigenti!

    Personalmente mi aspettavo e aspetto ogni giorno, riconoscendo a Libertà & Giustizia e ai suoi vertici una importante autorevolezza, una maggior concretezza nell’impegno politico, diretto a por fine alla emergenza qualitativa della nostra classe politica e dei nostri delegati al Parlamento. Impegno ampio e diretto conseguente e coerente a quello profuso nel referendum a difesa della nostra Costituzione qualche anno fa.

    Pare invece che sia subentrato uno strano assurdo timore di invadere gli spazi dei partiti, quasi che gli spazi della politica non siano aperti e agibili a tutti i liberi cittadini attraverso le loro associazioni.

    Il richiamo al rispetto dello Statuto fondativo, per quanto profuso dal 2002 ad oggi e per la situazione oggettiva, non mi pare ulterirmente spendibile.

    E invece pare che “LA COSTRUZIONE DELLA RIVOLUZIONE MITE” debba restare un bellissimo titolo programmatico, in attesa che la “casta”, offesa e intimorita dai nostri rimbrotti, si autorigeneri.

    Speriamo (ancora) che la tensione che si avverte nella cittadinanza in attesa di una guida e di una rotta credibili e affidabili, trovi il modo di costruire comunque quella “RIVOLUZIONE MITE”, capace di portare quelle indispensabili qualità e di rasserenare gli animi pur nella consapevolezza degli ulteriori sacrifici, finalmente equi e contemporanei alla lotta all’evasione fiscale e alla corruzione.

  • AI LEGHISTI E PDELLINI CHE CONTINUANO A VOTARE BOSSI E BERLUSCONI CHIEDO:SMETTETELA DI FARE I MASOCHISTI PERCHè NELLA MERDA CI TRASCINATE ANCHE A NOI…………

  • Inutile illudersi e illudere!

    Il porcellum, vigente legge elettorale, fu introdotto nel 2005, con tre caratteristiche salienti: un mostruoso e antidemocratico premio di maggioranza per la lista di maggioranza relativa ( 55 per cento dei seggi), analogo a quello previsto dalla legge Acerbo del 1923 , peraltro addirittura meno premiante; l’anticostituzionale designazione del premier e liste bloccate (candidati nominati da oligarchi di partito e non dagli elettori).
    Un sistema partitocratico capace di trasformare una minoranza in maggioranza assoluta, con il potere di eleggere il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato e di modificare la Costituzione (a colpi di “minoranze” divenute solo ex lege maggioranza assoluta)), e ancor prima di “nominare” sostanzialmente il premier, con effetti disgregativi del principio del bilanciamento dei poteri.
    Tra i punti programmatici dell’ultimo Governo Prodi vi era il cambiamento del porcellum e la messa in sicurezza della Costituzione, da modificare con sola maggioranza qualificata di due terzi, fermo restando il referendum popolare confermativo di cui all’art. 138.
    Il 17 giugno, sotto la spinta di importanti e indipendenti personalita’ dalle cultura, delle professioni, dell’economia, da Giovanni Sartori a Carlo Federico Grosso a Tullio De Mauro a Gian Enrico Rusconi, Stefano Passigli , Claudio Abbado, Margherita Hack, Innocenzo Cipolletta, Massimo Teodori, Franzo Grande Stevens , Gae Aulenti, Gianni Ferrara, Domenico Fisichella, Umberto Eco e tante altre belle persone, si e’ avviato l’iter referendario per abrogare il mostruoso e antidemocratico premio di maggioranza e le liste bloccate del porcellum, mantenendo lo sbarramento del 4 per cento: col risultato di avere non piu’ di 5 partiti, in luogo dei 12 -13 regalatici dal porcellum, ma anche dal mattarellum, che improvvisamente e callidamente risorse dalle ceneri, evocato da un gruppo di parlamentari, improvvisatisi “referendari” o meglio controreferendari.

    Un gruppo di parlamentari, tra cui Parisi, Veltroni, Di Pietro, Castagnetti, Bindi, ha infatti ritenuto di proporre un altro referendum, al dichiarato scopo di :far rivivere per via referendaria il mattarellum.
    E’ un evidente inganno e segno di arroganza. di chi ha inteso unicamente ostacolare il referendum proposto dal cosiddetto Comitato Passigli, come e’ di tutta evidenza solo che si ponga mente alle seguenti considerazioni:
    a) In primo luogo, non consta, ed e’ anzi un dato di fatto che i sullodati parlamentari, nei sei lunghi anni trascorsi dal porcellum, mai abbiano proposto nella sede propria una qualche riforma della legge elettorale, richiedendone l’esame parlamentare, anche quando – ultimo Governo Prodi – la maggioranza paramentare era a portata di mano.
    b) E’ sempre un dato di fatto insuperabile, che i sullodati appoggiarono e anche promossero il fallimentare e fallito referndum Guzzetta, che certamente non avrebbe ripristinato il mattarellum, bensi’ esaperato le tre catretterstiche negative del porcellum, riconducendo il mostruoso premio di maggioranza al solo partito di “maggioranza”relativa
    Le circostanze fattuali sub a e sub b dimostrano che i sullodati intendevano mantenersi stretto il porcellum e casomai un superporcellum.
    Che poi un parlamentre si arroghi la pretesa di proporre per via referendaria l’abrogazione di una legge emanata dall’Organo legislativo di cui Egli fa parte, senza che consti una sua qualche iniziativa in proposito in Parlamento, e’ segno evidente di eticamente disdicevole confusione con un ruolo che la Costituzione assegna al popolo, ad integrazione del procedimento di formazione delle leggi.
    Arroganza, confusione e inganno che mascherano l’evidente volonta’ di continuare a tenersi buono il porcellum, in una visione fondamentalistica del maggioritario, in realta’ disgregatrice della forma parlamentare e, potenzialnmente, della stessa democrazia.
    Non e’ qui in gioco la contrapposizione tra proporzionalisti e fautori del maggioritario.
    E’ in gioco la pretesa di ristrette oligarchie di continuare a tenersi stretto stretto il risultato di una qualunque competizione elettorale., in un momento che vede nell’intero Occidente democratico la crisi dello stesso principio della rappresentanza democratica e in Italia la disfatta di presunte elites, immodificabili e delle classi dirigenti in genere incapaci di autoriformarsi e di produrre sietemi capaci di consentire quella che Gaetano Mosca definiva la “circolazione”delle elites, ovvero il loro ricambio per via democratica.
    Al punto che il maggioritrario all’italiana, dal mattarellum in poi, ha permesso che le stesse persone fisiche, divenute oligarchia, tanto dell’uno che dell’altro sedicente alternativo schieramento politico, si siano ripetutamente “proposte”, sistematicamente autoricandidandosi la volta successiva.
    Come diimostra l’esperienza anglosassone, lo stesso bipartitismo non puo’ essere e non e’ il risultato di una fictio legis, quando ne vengano meno le condizioni.
    E in ogni modo la democrazia parlamentare inglese conosce contrappesi in Italia inesistenti, rispetto al potere della maggioranza (reale e non virtuale).
    La fictio legis sostiene viceversa, in Italia, senza contrappesi, le due oligarchie al potere, che peraltro sistematicamente continuano a sfasciarsi dopo il voto
    La stessa sorte ebbe il mattarellum, che giunse a produrre dopo l’iniziale embrassons nous, con relative spartizioni preventive dei Collegi ad opera dei “capi” partito, prima del voto, sino a 15 raggruppamenti parlamentari, con relativa e conseguente dilapidazione di risorse pubbliche.
    Senza contare che il mattarellum , in un Paese a forte insediamento criminale e clientelare , ben si presta alla elezione popolare di capi-mafia”, capi bastone e patrroni di ogni specie e risma, comunque contribuendo ad un eccesso di personalizzazione della politica e al proliferare di tanti partitini personali.
    Ma vi e’ di piu’:
    Come ben sanno e non possono non sapere i “controreferendari”, che hanno peraltro conseguito il risultato della smobilitazione del Comitato c.d. Passigli:, prima ancora che lo stesso cercasse di organizzare la raccolta delle firme, la proposta che essi fanno di abrogare per intero il porcellum e’ unicamente segno di demagogia, che non porta in nessun luogo e meno che meno alla “reviviscenza” del mattarellum: a riprova del fatto che essi intendono tenersi il porcellum:
    Perche’ in un Paese di “giocatori” la lotteria del premio di maggioranza potrebbe premiarli, e chissenefrega della democrazia.
    Perche’, se anche la vittoria non arrivasse, come e’ altamente probabile, in quanto il porcellum “costringe” l’intero schieramento autodefinotosi di centro-destra, maggioranza comunque in senso relativo nel Paese, ad unirsi, gli oligarchi delllo schieramento che arrivera’ secondo, avranno comunque in mano tutto cio’ che si definisce e autodefinisce “opposizione”, con tutto cio’ che la cosa comporta in termini di possibili e reali “spartizioni” in termini anche di sottogoverno e di abuso di pubbliche risorse.
    L’ingannevole controreferendum e’ infatti palesemente inammissibile, per evidenti motivi di logica formale, oltre che giuridiche, in quanto:
    1) Mai la Corte Costituzionale, che in proposito piu’ volte ribadi’ il principio, potrebbe ammettere un referendum che, a brogando per intero la vigente legge elettorale, lascerebbe in tal modo il Paese privo di una qualunque legge elettorale, ovvero di una legge “necessaria” per la stessa esistenza della democrazia parlamentare
    (cfr. ex multis Corte Costituzionale n.15/2008, per cui:”le leggi elelttorali appartengono alla categoria delle leggi cotituzionalmente necessarie, la cui vigenza e’ indispensabile per assicurare il funzionamento e la continuita’ degli organi costituzionali della repubblica”, per cui “i requisiti di ammissiblita’ dei referendum abrogativi concernenti leggi elettorali implicano, come conseguenza logica e giuridica, che i relativi quesiti referendari non possono avere ad oggetto una legge eelttorale nella sua interezza..”);
    2) L’abrogazione sic et simpliciter del porcellum non e’ in grado di far rivivere alcunche’, in considerazione degli effetti meramente abrogativi della proposta referendaria:
    tantomeno una legge da anni abrogata, che peraltro non tutti gli abrogazionisti del porcellum intendono far rivivivere, non potendosi comunque presumere ex lege in capo ai medesimi una qualche volonta’ positiva , come tale sostitutiva di prerogative che appartengono al Parlamento.
    La migliore riprova sta nella proposta del Prof.Zagrebelsky, indirizzata, inutilmente, ai parlamentari della sedicente opposizione, di proporre, in Parlamento, una legge che abroghi il porcellum e ripritini il mattarellum..
    Nessun parlamentare si e’ mosso seriamente in tale direzione, lasciando il Prof.Zagrebelsky con il cerino tra le dita.
    Ultimo inganno rivolto agli ingenui: l’impossibile ripristino del mattarellum per via referendaria.
    Ma quando la Corte Costituzionale, ammesso e tutt’altro che concesso che vengano raccoltre le firme, che nessuno sta peraltro, significativamente, seriamente raccogliendo, dichiarera’ inammissibile il referendum, chi ripaghera’ gli ingenui?
    C’e’ il serio rischio di un ulteriore avvitamento, che puo’ trascinare ulteriormente il Paese sulla strada dell’avventura , i cui esisti potrebbero essere infausti.
    Come scriveva il Prof:D’Alimonte su Il Sole 24 ore del 13 agosto 2010: “Inutile illudersi e illudere, Vi spiego perche’ la riforma elettorale del porcellum non si fara’”.
    Forse perche’, come ha scritto Bill Emmott su La Stampa del 14 settembre 2010 un sistema maggioritario “non e’ adatto ali italiani”, laddove in Gram Bretagna, a maggio del 2010, quando le elezioni politiche “non hanno prodotto una maggioranza assoluta per cui quella tradizione costituzionale” (bipartitica) “e’ stata messa a dura prova, in soli quattro giorni e’ stata formata una coalizione, accettata dallo sconfitto Partito laburista”..

    Antonio Caputo

  • Sig. Caputo,

    ha ragione, illudersi e illudere è del tutto inutile!
    Ma la RIVOLUZIONE MITE si può fare realmente! Con gli strumenti di DEMOCRAZIA DIRETTA che la Costituzione mette a disposizione della Cittadinanza, con l’USO ESTREMO DEGLI ARTICOLI 71 e 1.

    Rivoluzione “mite” nei modi nonviolenti, aggressiva negli obbiettivi, incoercibile nel perseguirli per ottenerli.

    Rivoluzione mite con un “decalogo” di leggi e riforme scritte secondo l’art.71 “proposta di legge di iniziativa popolare” e sottoscritte, come previsto dalla forma, da almeno 50 mila firme e da una “petizione popolare” multimilionaria a sostegno.

    Un decalogo con le 10 proposte per le leggi più attese dalla cittadinanza e più promesse e disattese dalla casta politica: riduzione/azzeramento privilegi della casta, anticorruzione, giustizia, monocameralismo secco (per ridurre numero parlamentari, ridurre decisamente i costi con la liberazione di palazzi e uffici e dimezzamento dei servizi), stipendi come parlamento europeo, fiscale, ecc..

    E se ancora una volta faranno orecchie da mercante (quali sono), allora ci inventeremo il conclave laico e assedieremo in modo non violento, ma ermetico i palazzi del potere fino ad approvazione ottenuta, dando una nuova dignità alla cittadinanza che PRETENDE il rispetto della Costituzione nei suoi articoli 71 e 1 e che va in piazza non per fare una gita fuori porta, ma per conquistare leggi e riforme che i delegati al Parlamento hanno negato per decenni e per ridare qualità alla Democrazia ridimensionando per sempre l’arroganza del potere abusivamente esercitato dai delegati del popolo all’alta funzione legislativa, miseramente tradita.

    Sig Caputo bisogna solo trovare il modo di “catalizzare” questo evento, basta l’innesco, poi tutto verrà da se’!

    Auguri per un paese migliore!

  • Sennata l’analisi di Stefano Rodotà del “pastrocchio economico-finanziario” governativo in atto,apparsa su Repubblica di oggi,aderente alla cultura più o meno taciuta dalla quale trae origine la sostanza della politica liberistica (ricordiamoci il grave danno subito dai contribuenti italiani da chi doveva vigilare a suo tempo sulla conversione della lira in euro !) che in questi vent’anni si è alternata al potere legislativo di questo nostro povero Paese.
    Collima altresì con la marcata denuncia DELLE FINALITA’ IDEOLOGICHE SU CUI SI FONDA TALE “PASTROCCHIO”, fatta dalla Segretaria della CGIL nel preannunciare lo SCIOPERO GENERALE DELLA SUA ORGANIZZAZIONE.
    Sicchè onestà vorrebbe che tutti i contribuenti, sui quali more solito si vuol fare ricadere il maggior onere per la copertura dei buchi prodotti alle casse pubbliche dai numerosi ladri e corrotti travestiti da legislatori,SCENDESSERO ANCH’ESSI IN PIAZZA CON LA CGIL.

  • Non riesco più a pensare positivo, per cui sono certo, è evidente, che si avvererà la prima ipotesi: tutto continua e continuerà come prima, come sempre Tra i tanti difetti, questi partiti non hanno quello del suicidio. Cosa mai si deve fare? Una volta c’era un partito di riferimento, forse solo teorico; oggi anche quello si è involato. Auguri.

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