Non staremo a guardare

Una cosa è certa: questa volta la società civile non starà a guardare. Quando finalmente gli italiani potranno votare per mandare a casa questa maggioranza, non varrà più per nessuno la rassicurante posizione di rendita: non c’è alternativa, o prendere o lasciare. Come, in quali forme, con quali richieste e proposte i protagonisti della primavera referendaria e amministrativa si faranno sentire è la grande discussione che sta mobilitando il web in questo agosto di “ferie non ferie”.
Lo ha detto con la precisione e la chiarezza di sempre Gustavo Zagrebelsky nel suo appello “Per cambiare davvero”: “Come cittadini elettori non siamo più disposti a sostenere il ruolo di portatori d’acqua nell’interesse di burocrazie di partiti che usano i posti di rappresentanti dei cittadini in Parlamento come loro proprietà, per distribuire favori, per ricompensare d’altri favori, per assicurarsi la fedeltà di clienti”. Da qui in avanti tutto è da scrivere, niente è deciso. Ma il passo compiuto è già molto importante e indica che il messaggio inviato attraverso le grandi manifestazioni e la mobilitazione dei mesi scorsi non si è perso nell’afa estiva, ma è ben presente e sarà ascoltato.
Da qui anche l’auspicio di Ilvo Diamanti che su “Repubblica” del 1 agosto scrive: “Che le persone di buona volontà e i mille segmenti del movimento invisibile cresciuto in questi mesi non si rassegnino”. A voler spaccare il capello in quattro, potremmo dire a Diamanti che quanto è accaduto non è solo frutto di un lavoro di mesi ma di anni, in cui associazioni, movimenti e singole personalità hanno tenuto nel silenzio e nell’indifferenza dei media il rapporto con quel territorio che i partiti stremati da guerre interne e dalla ricerca di fondi hanno abbandonato a se stesso. Quella presenza, quelle voci critiche e riflessive sono servite: il filo tra società e politica, logorato dalla mancanza di fiducia nella capacità di rappresentanza, non si è spezzato del tutto. Il populismo e la demagogia non hanno vinto: e nello spazio, fortemente critico verso chi si ostina a non vedere la fine della forma partito che abbiamo conosciuto dal dopoguerra, adesso possono entrare le proposte e l’azione dei movimenti. Non chiediamo di esser ringraziati, siamo avvezzi all’indifferenza di chi si sente messo in discussione. Però intanto ci prepariamo e organizziamo.
A che cosa? Non chiediamo nulla per noi e tutto per tutti, fu la formula del raduno di febbraio al Palasharp di Milano quando Saviano, Zagrebelsky, Eco e tanti altri chiesero per primi le dimissioni di Berlusconi in maniera pubblica, ultimativa, civile, argomentata trascinando una folla straordinaria. Dunque la premessa deve essere questa: non cerchiamo posti o privilegi o tantomeno il potere, vogliamo solo aiutare a ricostruire. Il programma? Si discute da tempo su proposte che hanno caratterizzato l’impegno della società civile. La rappresentanza? Certamente. Attraverso la pressione per cambiare la legge elettorale, prima di tutto. E poi: attraverso l’individuazione e la scelta di personalità della società civile (e anche all’interno del mondo politico) che siano competenti e meritevoli, bravi e onesti da sostenere nella campagna elettorale. Attraverso liste civiche, secondo alcuni; attraverso la pressione sulle forze politiche, secondo altri, ma nulla è deciso per ora.
Il segretario del Pd, Bersani, nella sua lettera al “Corriere della Sera” del 26 luglio sembra essersi impegnato a un “miglioramento” del suo partito. Troppo poco, anche se fosse vero. Gli anni passati ci hanno mostrato come la politica abbia preferito proseguire sulla strada imboccata: lontananza dalla voce dei cittadini, dalle loro esigenze, dalla loro richiesta di valori chiari e non negoziabili. Quel rigore sui principi che chiedeva Piero Gobetti. Quel rigore che dovrà finalmente distinguere la nuova classe politica, la forma partito e le istituzioni che vogliamo per dare un futuro al nostro Paese.

19 commenti

  • non possiamo, davvero, più stare a guardare il marcio che ci governa, l’inconsistenza calcolata e utilitaristica dell’opposizione, l’inutilità e il tornaconto dei casini, rutelli e di tutti gli ex margheriti.
    O ci muoviamo o è la fine della democrazia, dello stato di diritto e dello stato sociale. Saremo governati da ladri, corrotti, corruttori, puttane e puttanieri.

  • Scusate ma allora perchè non approfittare del movimento 5 stelle che risponde a molte di queste essigenze ? a già varie cose avviate a un buono statuto che e sempre trasformabile dai cittadini perchè comunque e un movimento nato dai cittadini per i cittadini .

  • Quoto Gianluca! Il 10 settembre tutti a Roma per esigere che la proposta di legge “Parlamento pulito”, che 350000 italiani hanno sottoscritto durante il V-Day, venga discussa in Parlamento. La protesta sarà pacifica ma AD OLTRANZA! Loro non molleranno mai(ma gli conviene?) noi nemmeno!

  • @Gianluca: la società civile si muove su principi e contenuti, sulla saggezza e sulla lungimiranza; sull’equilibrio e sul rigore.
    Ma attenzione a non discernere ” il grano dall’oglio” ( Moratti e Pisapia pari sono…il qualunquismo di “pisapippa”…).
    Per il resto l’arcipelago di associazioni, gruppi e movimenti della società civile dovranno trovarre per forza declinazioni comuni,lo credo e lo spero per il bene dell’Italia di domani.

  • Uno dei problemi, siamo gli emarginati che votano e che, proprio perchè emarginati, in troppi modi, negli ultimi decenni, si chiudono in se stessi rinunciando anche a votare. Non riusciremo a mettere in piedi che poco o nulla, se non ci impegnamo, spendiamo, attuandole forme di aggregazione democratica. Abbiamo spazi enormi che neanche sfioriamo e che diventano sterili man mano che sono abbandonati. Ho scelto, e non me ne pento, di abbinare onestà e povertà. L’azione di governo degli ultimi vent’anni, mi ha quasi reso indigente, al punto da dover gestire con estrema attenzione le mie poche risorse, tagliando anche i pochi spiccioli di iscrizione a movimenti del quale mi sento parte. Non crediate unica o rara la mia condizione. Ogni giorno, nel mio ceto sociale, devo lottare per convincere a non sprecare la democrazia conquistata con il sangue da giovani e meno giovani nella lotta al fascismo. Anche negli anni trenta, sembrava impossibile battere il fascismo. Oggi spira lo stesso vento che gela le speranze. Purtroppo, scritti come il vostro, lo alimentano. Prendersela con chi uno straccio di opposizione la fa e non solo a chiacchiere, è molto utile ai berluscones, e assai disorientante per chi ha ideali e interessi opposti. L’impressione, vi piaccia o no, è che spento il PD, possiate pascolare nei suoi spazi. I disonesti sono ovunque, il partito degli onesti non esiste, ma solo può esistere, quello che si dota e applica regole ferree di moralità. Un vecchio e collaudato metodo di confusione mentale, gioca sulle inchieste che nel caso del PD, si sono quasi sempre concluse in colossali bufale, di cui ci si guarda bene dal dare il corretto risalto. NON SONO TESSERATO AL PD. Quando vado a votare, lo scelgo perchè nel marasma generale, è suicida indebolire l’unica vera forza di opposizione. Occorre smetterla di arzigogolare critiche sterili e passare all’occupazione degli spazi democratici, ma questo significa chiudere ogni tanto la bocca, tenere sempre inserito il cervello e lavorare. Come? O Trasparenza (ricordate la perestroica e la gladnost? Gorbaciof perse la battaglia e il KGB perpetua il potere sotto altre forme…) o il nulla, per chi ha veramente a cuore un minimo di etica. Esempi? L’amministrazione delle ingenti risorse di improbabili ONLUS. Il controllo contabile delle risorse (i nostri soldi) pubbliche, siano esse amministrate da partiti o da enti di governo, come anche da qualsiasi che usi pubblico denaro. Semplicità e chiarezza, contrapposta come principio etico contabile, alla discrezionalità. Volete criticare il PD? Fategli i conti in tasca: quato prende di finanziamento pubblico o altri finanziamenti leciti e quanto spende per la sua gestione? Ha ah ah, scusate se mi vien da ridere. A nessuno viene in mente un simile controllo: se lo facciamo a “tutti”, che succede? Anche la credibilità ha un prezzo. Occorre pagarlo, e poi si può andare avanti. Ma se non ci si danno regole chiare e si va a gestire con quelle le speranze e i soldi della gente per attuare correttamente il bene comune (vago ve?) non se ne esce. Chiudo, da defenestrato amministratore, clean hand, e inflessibile nell’attuare il mandato di perseguire il bene comune, macellato nell’orgia del berlusconismo, che ben mascherano troppi furbi vestiti da democratici e che troppo invadono tutti gli spazi ai loro scopi utili. Il successivo infarto, l’ho curato, lotto in attesa del prossimo, conseguente alle inevitabili prossime campagne denigratorie. Non è consolante, comunque, continuare a incontrare emarginati come me, spazzati via dagli arrivisti, furbi, opportunisti, abili a fare il vuoto di onesti, mentre chi ne ha ancora la forza, non mette sul tavolo un’alleanza possibile anzichè antagonismi perniciosi. Leggetevi la sytoria della Spagna negli anni trenta… e grazien per quanto comunque fate.
    Antonio Primatesta.

  • Perchè non facciamo pagare le spese agli elettori che hanno sempre gridato : MENO MALE CHE SILVIO C’E’ ??? Era molto comodo avere un “omino” che spendeva e spandeva ( con escort e donnette) sulle spalle degli italiani e a favore di tanti delinquenti , presenti anche all’interno del PALAZZO?? E adesso si chiede a quelle persone chiamate “coglioni e senza cervello ” perchè contestavano le scelte politiche sbagliate, i pettegolezzi che ci hanno sputtanato nel mondo, i vari scilipotter che attraversavano il parlamento da sx a dx ( per amor di soldo) , la distruzione della Magistratura che scoperchiava le porcate del sultano e dei suoi lecchini?? E adesso DEVO PAGARE IO I DANNI DI QUESTO IMBE…LLE ??Per amor di patria accetterò i sacrifici ma questi signori dovranno andare in GALERA e pagare i danni fatti.

  • quello che ci vuole è una rivoluzione silenziosa, senza spargimento di sangue, interiore ancorprima che sociale!

  • Le Aziende private …ringraziano. Licenzieranno donne e uomini che lavorano nel privato in Italia per assumere in India o in Cina.Mentre i lavoratori dello Stato che rendono molta ricchezza(?) voglio vedere chi li tocca. E vorrei anche vedere chi ci arriva a lavorare fino a 65 anni nelle Aziende private.Quindi: Licenziati, senza pensione ,cornuti e bastonati. Bravi B.&B.Avete trovato la formula per risparmiare all’INPS e per spedire con calci nel culo tutti quei coglioni e senza cervello ( e adesso sono tanti) che cominciano a capire in che mani sono capitati. Tanto loro la pensione se la sono già messa via in Svizzera o alle isole Caiman e male che vada per il sultano ha tante ville e case dove andare a fare riposare le stanche ossa …per le nottate ..calde. Tanto : muoia Sanzone con tutti i Filistei

  • Vorrei proprio “offrire” alla politica professionale una/due legislature di “vacanza dall’esercizio del potere”, affinchè nell’ozio potesse trovare il tempo della meditazione trascendente e quindi rigenerarsi anche eticamente dalle dalle proprie ceneri, esito della purificazione ardente!

    Vorrei anche che l’importante compito della guida del Paese fosse OFFERTO alle LIBERE ECCELLENZE DELLA SOCIETA’ CIVILE, quelle persone caratterialmente schive e riservate, più dedite alla cultura dei saperi che alle sceneggiate e ai teatrini della politica e della TV. Quelle persone che quando casualmente ci troviamo ad ascoltare in qualche sperduta trasmissione radiofonica o televisiva, ci chiediamo perchè non stanno a palazzo Chigi o in Parlamento, in quei posti dove da troppo tempo bivacca la mediocrità più offensiva.

    Vorrei raggiungerli nei propri uffici o abitazioni e chiedere loro insistentemente di lasciare le amate occupazioni e accettare la candidatura per salvare il Paese. Vorrei inserirli, 1.000 donne e 1.000 uomini, in una LISTA CIVICA NAZIONALE RIFORMATRICE DELLA SOCIETA’ CIVILE e candidarli (o nominarli) ai 1.000 seggi parlamentari e …finalmente rilassarmi per 5 o 10 anni e dedicarmi sorridendo serenamente ai nipoti senza più angoscie per il loro futuro…

    (divagazioni oniriche di senescente…in fuga momentanea dalla cappa della mediocrità)

  • Credo che in questo momento ci sarebbe bisogno, un estremo bisogno del governo tecnico presieduto da Mario Monti, l’unico in grado di “costruire” una manovra equa, perché non preoccupato di consensi elettorali.
    E intanto si lavori per la modifica del “porcellum” e la risoluzione del conflitto di interessi.

    Temo che se non ci si risolverà a imboccare questa strada in un momento di tragica emergenza come quello attuale, ben poco resterà della stessa società civile e della sua capacità di protesta e riscossa.

  • In questo momento si dovrebbero imporre le dimissioni di B. e di qusto Governo di dilettanti allo sbaraglio, quando va bene, che altrimenti si tratta di personaggi messi lì al solo scopo di asservire una persona ed i suoi interessi. E, ripeto, aggregare attorno ad una figura capace e condivisa dal resto dell’Europa e del Mondo economico/politico, come Mario Monti, con una squadra di Ministri veramente capaci per realizzare il piano di rientro dal deficit, per poi far ripartire il Paese con programmi seri e credibili di crescita. Rivedere un sistema per una Legge elettorale seria, cancellando quindi l’attuale “maialata di Calderoli & C.”. Procedere anche sulla drstica riduzione della spesa politica, riorganizzare lo Stato, la Scuola, la Giustizia, il Welfare,… Poi si potrà rivedere, fra qualche anno, se potrà rinascere una Classe Politica veramente degna di questo nome!

  • Gentile Presidente,mentre lo pseudogoverno nelle ultime settimane decideva la sorte dell’Italia(e tutti abbiamo visto in quale pessimo modo)qui si è dibattuto per intere settimane sulla legge elettorale da modificare.Argomento senza dubbio della massima importanza,ma al momento esistevano cose e argomenti ben da trattare.Nell’articolo di oggi Lei si crogiola sul successo del Palasharp e delle successive manifestazioni,motivo d’orgoglio per tutti noi che vi abbiamo partecipato.Ma quello è il passato.Ci descrive oggi ciò che la società civile potrà ancora fare,ma quello è il futuro.E’ il presente che stiamo trascurando,in un momento nel quale emeriti incompetenti stanno decidendo del nostro futuro.In Spagna gli Indignados sono sempre sul pezzo… e in modo civilissimo.Da noi purtroppo non ci si indigna più di niente,da noi lasciamo che tutto ci scorra sulla pelle consolandoci su ciò che di bello farà la società civile…quando non si sa. Perdoni la francheza.Cordiali saluti Biagi Roberto.

  • Sig Roberto BIAGI,
    “NON STAREMO A GUARDARE” è un riferimento al futuro, che nel futuro può restare immutabile.

    Mentre “LA COSTRUZIONE DELLA RIVOLUZINE MITE” può attendere o anche restare per sempre un bellissimo titolo programmatico.

    Ma, Roberto, indignarsi è solo uno stato dell’anima che di per sè non produce effetti. Devono accadere comportamenti conseguenti che non trovo neppure nell’andare in piazza e basta. Ma trovo senz’altro nell’andarci con obbiettivi precisi, definiti, maturi e quindi ottenibili, nella forma costituzionale dell’art. 71, proposta di legge d’iniziativa popolare, 1, 5 o 10 che siano. E starci sulla piazza, magari piazza Montecitorio, fino ad approvazione avvenuta. Questo a me pare un lucido comportamento conseguente ad una scontata indignazione.

    Altrimenti sarà ulteriore frustrazione.

  • Gentile Barbieri,scusi il ritardo nel risponderle.Sono consapevole di essere stato critico nel precedente commento però rimango dell’opinione che in Italia non si stia facendo abbastanza in proporzione a ciò che stanno cercando di farci scivolare sulla pelle.Non sono in grado,nè lo desidero,di filosofeggiare ma cerco di guardare la realtà.Abbiamo ministri che sono riusciti a danneggiare la scuola(in passato una delle migliori d’Europa),la cultura(guardiamo ai danni che ha creato il ministro Bondi),l’economia(Tremonti fino a qualche mese fa ci raccontava che andava tutto bene e di acquistare i titoli di stato,per fortuna!!).Vogliono modificare la Costituzione.Abbiamo degli emeriti imbecilli che decidono per noi sul testamento biologico,subdoli personaggi che non concedono i diritti alle coppie di fatto e tolgono la libertà di pensiero in nome della Chiesa.Non le sembra sufficiente per alzare la voce?Anch’io sono per la rivoluzione mite.Tante volte ho citato la “rivoluzione degli educati”citando una frase tratta dal libro di Franca Valeri.Educati sì ma senza scendere nell’allienazione e nell’impotenza. Ho citato gli Indignados perchè in questo preciso momento abbiamo molto da imparare dal comportamento degli spagnoli.Sta arrivando da loro il Santo Padre?Bene, loro ne approfittano per farsi sentire.Oltre un centinaio di associazioni si sta predisponendo a manifestare per i motivi più diversi.Noi che il Papa l’abbiamo in casa non siamo capaci di farci sentire e dobbiamo tenerci Giovanardi.Considerando il fatto che questa sarà il mio ultimo commento su questo blog approffitto per porgere cordiali saluti a tutti.

  • Credo che mai come ora siano profetiche le parole di Pierre Bourdieu:di costituire un movimento internazionale che contrasti la forza del capitale, utilizzando le migliori menti di sinistra. Diversamente saremo costretti a subire ogni forma di erosione dei diritti dei lavoratori. La forza dei sindacati è sempre più minata, per non dire l’unità degli stessi. Le opposizioni sono incerte, slegate e deboli…
    Devono essere trovate forme di contestazione eclatanti, per dare seri segnali e non sono più sufficienti le antiche forme di sciopero.

  • Perchè non si circondano le sedi parlamentari per non fare entrare questi signori che vanno a riposare le ossa stanche dagli stravizi?Perchè non la piantano di raccontare “monate” e se ne vanno a casa e la smettono di fare danni? Vorrei inoltre dire al padron del CEPU che se l’aspirante trota/delfino di bossi vuole prendere la laurea non deve mandare i tutor gratis a dare lezioni al pesce, perchè non apprende ed è un costo per la Comunità. Sarebbe meglio non fargli dare nessun esame e consegnargli la laurea ad HONOREM( ANZI AD PERSONAM)Comunque complimenti al PATRON per la scelta, siamo veramente italiani…anzi padani.”LA MIA VOCE SI ALZA VOLUTAMENTE SENZA DIPLOMAZIA ,PERCHE’ NOI PADANI RIFIUTIAMO DI ESSERE COINVOLTI NELL’ASTUZIA DELLA PALUDE ROMANA CHE NON SI ACCORGE CHE COSI’ TUTTO MUORE . NOI VOGLIAMO IL CAMBIAMENTO”.Così appare scritto sul sito della PADANIA che purtroppo ho votato.ALLA FACCIA DEL CAMBIAMENTO.PRESI PER I FONDELLI DA UN FANFARONE ACCOMPAGNATO DA UN RICERCATO DALLA GIUSTIZIA. Ma un detto dice : puoi ingannare una persona per molto temo, puoi ingannare molte persone per un pò di tempo , ma non puoi ingannare tutti per tutto il tempo.B&B…AVETE CHIUSO.

  • No Roby,
    non bisogna chiuderli fuori, ma assediarli dentro e obbligarli a discutere e approvare le NOSTRE proposte di legge! Le proposte di legge della Società Civile!

    La RIVOLUZIONE MITE si può fare realmente! Con gli strumenti di DEMOCRAZIA DIRETTA che la Costituzione mette a disposizione della Cittadinanza, con l’USO ESTREMO DEGLI ARTICOLI 71 e 1.

    Rivoluzione “mite” nei modi nonviolenti, aggressiva negli obbiettivi, incoercibile nel perseguirli per ottenerli.

    Rivoluzione mite con un “decalogo” di leggi e riforme scritte secondo l’art.71 “proposta di legge di iniziativa popolare” e sottoscritte, come previsto dalla forma, da almeno 50 mila firme e da una “petizione popolare” multimilionaria a sostegno.

    Un decalogo con le 10 proposte per le leggi più attese dalla cittadinanza e più promesse e disattese dalla casta politica: riduzione/azzeramento privilegi della casta, anticorruzione, giustizia, monocameralismo secco (per ridurre numero parlamentari, ridurre decisamente i costi con la liberazione di palazzi e uffici e dimezzamento dei servizi), stipendi come parlamento europeo, fiscale, ecc..

    E se ancora una volta faranno orecchie da mercante (quali sono), allora ci inventeremo il conclave laico e assedieremo in modo non violento, ma ermetico i palazzi del potere fino ad approvazione ottenuta, dando una nuova dignità alla cittadinanza che PRETENDE il rispetto della Costituzione nei suoi articoli 71 e 1 e che va in piazza non per fare una gita fuori porta, ma per conquistare leggi e riforme che i delegati al Parlamento hanno negato per decenni e per ridare qualità alla Democrazia ridimensionando per sempre l’arroganza del potere abusivamente esercitato dai delegati del popolo all’alta funzione legislativa, miseramente tradita.

    Sì Roby, bisogna solo trovare il modo di “catalizzare” questo evento, basta l’innesco, poi tutto verrà da se’!

    Auguri per un paese migliore!

  • non ho letto tutto ma mi basta l’inizio incipiente
    poi mi scappa l’occhio e vedo la poster
    ecco la soluzione di questa melma italiana
    aboliamo le cazzate maschili
    ascoltiamo una donna
    liberiamola e permettiamogli una vita minimo come quelli che comandano
    che ovunque sono uomini
    non è fallito solo comunismo e capitalismo
    qui si tratta di mettere in discussione tutto
    che si chiami potere, mafia, religione
    quest’anno ha segnato il cambio
    da adesso le cazzate le sparano le donne
    facciamo comandare le donne
    e riparati se non 6 colpevole (io lo sono stato , sto pagando)

  • Io sto cercando lavoro in America e non vedo l’ora di andarmene da questa fogna che è diventata l’Italia grazie a b. & co.

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