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Partiti e società civile

Salta tutto

21 luglio 2011 - 66 Commenti »

Ma questa volta rischia davvero di saltare tutto.

Ci aspettano giorni da brivido, sull’orlo del caos. Era questa dunque la fine temuta e prevista di questa fase tragica della storia italiana. Non ci sono scuse per chi non ha saputo evitare lo sfascio, e non c’è sollievo per coloro che avevano previsto quasi tutto.
Il Parlamento di deputati e senatori abituati ad ubbidire al Compratore lo fissano mentre atterrito batte il pugno sul banco e intuisce che la notte è dietro l’angolo.

Una classe politica screditata per i suoi costi e privilegi, con una maggioranza che non lo è più e un’opposizione che sa di aver fallito e che teme di esser coinvolta nella fine annunciata. Mentre il Pd si interroga sul caso Penati senza avere la forza di chiedergli almeno di farsi da parte fin quando le cose non saranno chiarite.

Un Capo dello Stato che ha sollecitato la condivisione e oggi sa che non può muovere le pedine sullo scacchiere istituzionale perchè lo scacchiere non c’è più, per l’ininterrotta violenza a cui il berlusconismo lo ha sottoposto in questi anni.

Si dice: il ’92, il ’94.

No. allora cadevano quei partiti che avevano governato l’Italia dal dopoguerra. Dc, Pci, Psi e i minori.
Ma oggi cadono i partiti: la forma partito, così legata ai costi della politica, così lontana dal territorio e dall’anima della gente, non può sopravvivere. Ma c’è qualcuno, qualche mente illuminata che nel frattempo ha studiato un alternativa che consenta al sistema di funzionare?

Ecco il caos in cui sta precipitando un Paese sull’orlo del crack. Molto è nelle mani della società civile: responsabilità, riflessione, intransigenza. Se ne è accorto (forse) persino D’Alema che non l’ha mai amata. E’ in essa, nella stragrande ricchezza della sua esperienza che si troveranno le energie necessarie ad affrontare il caos.

Non chiediamo nulla per noi e tutto per tutti.

66 interventi a “Salta tutto”

  1. nicola capozza scrive:

    D’accordo sulla estrema necessità di una nuova legge elettorale.
    Per ciò che riguarda la società civile, forse l’unica speranza che abbiamo dopo lo straordinario significato liberatorio delle elezioni amministrative e i referendum, già rimosso dalla casta politica, vedrei bene una campagna di massa per affermare il principio della separatezza tra Politica e Amministrazione della cosa pubblica. E’ questo il cuore della “questione morale”.
    Tradotto: via dalla Rai, dalle Asl, dai C. di A., ecc.. da parte di tutti i partiti, in primis da quelli di centro sinistra.
    Non mi basta, caro Bersani, che i politici siano “persone per bene”, come affermi: ci mancherebbe altro che non lo fossero!
    Perché, tanto per fare un esempio, visto che anche tu l’hai riconosciuto, dopo l’errore del voto di astensione del PD alla dichiarazione d’intenti sulla soppressione delle Province, non hai sfiduciato il capo-gruppo alla Camera Franceschini?

    Nicola

  2. Cara Sandra,
    grazie per l’impegno quotidiano con cui tu e l’associazione da te presieduta cercate di tamponare il disastro dei ns politici di tutte le tendenze.
    E’ un momento veramente terribile per tutti noi. Impotenti ed inascoltati ci sentiamo meno soli ed abbandonati solo seguendo l’attività di L&G.
    Coraggio dunque e speriamo che qualcuno dei nostri rappresentati, in questo tragico momento per l’Italia, rinsavisca.
    Un abbraccio.
    Anna Maria

  3. palmiro scrive:

    uno peggio degli altri bastA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. salvo scrive:

    Penati dal consiglio regionale lombardo si è dimesso,ma è attivo nel partito che l’ha cresciuto e rifocillato. Vuoi vedere che tra non guari otterrà rifugio nel cerchio della casta fornita di carta di libera circolazione (profumata altresì di privilegi economici extra moenia ) nella società degli onesti ormai sempre più minoritaria in questo mondo di venditori e di prestatori di denaro ?.

  5. Paolo Barbieri scrive:

    Grazie Roberto per il fraterno o paterno consiglio che hai voluto darci a gratis. Ma se l’intenzione è apprezzabile me ne sfugge la congruità: non abbiamo tolto ad alcuno la possibilità di intervenire, ci siamo attenuti strettamente al tema cercando alacremente di portare i nostri mattoncini per “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE MITE CON LA SOCIETA’ CIVILE” e non mi sento in colpa se nella foga sono stato troppo zelante. Tutt’altro: mai parlare al telefono di questo argomento, sempre in pubblico ad alta voce, in ogni sala d’attesa, bar osteria o pub, sul web o con mail collettive, deve diventare un mantra incessante, va portato in ogni associazione circolo mutua o congrega, non dobbiamo lasciarlo cadere perchè la presidente Bonsanti che con felice intuizione ha coniato il titolo “COSTRUIRE LA RIVOLUZIONE MITE CON LA SOCIETA’ CIVILE” si senta sostenuta nel costruire il progetto, nel portarlo avanti e nel condividerlo con altre associazioni della S. C.. E su questa pagina chi non ha mattoncini originali da conferire, non stia in silenzio, ma scriva a sostegno il mantra bello e possibile “COSTRUIAMO LA RIVOLUZIONE MITE CON LA SOCIETA’ CIVILE”. E che diventi un coro assordante!

  6. antonio caputo scrive:

    Cara Sandra Bonsanti,
    purtroppo la retoria degli appelli non serve piu’.
    Non serve ad evitare che Voi siate, oggettivamente, suggeritori peraltro distrattamente ascoltati dei soliti noti.
    E nemmeno rappresentate una societa’ civile i cui anticorpi sono stati distrutti e comunque avvelenati dal politicantismo anche vostro.
    L aVostra colpa piu’ grande e’ stata di NON AVERE FATTO NULLA DI CONCRETO PER CAMBIARE L’INFAME LEGGE ELETTORALE: come dimostra la squallida vicenda del “controreferendum” e la retorica, che dura da anni di Vostri inascoltati appelli.

    Altre generazioni, altre persone, altri si affacceranno.
    Ora e’ il tempo dei piccoli Pisacane, come Noi, inascoltati e lasciati morire civilmente.
    Chissa’, sguiranno chissa’ quando i Mille del nostro tampo, davvero difficile!

  7. rita scrive:

    i partiti sono diventati lr sanguisughe del paese ci hanno tolto tanto di quel sangue che ormai siamo al collasso – ds e sn tutto l’arco costituzionale -omnicomprensivo- e’ responsabile di questa tragedia. da dove cominciamo se vogliamop cambiare? dateci una valida rispostas

  8. jb Mirabile-caruso scrive:

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    MOLTO É NELLE MANI DELLA SOCIETÀ CIVILE: RESPONSABILITÀ, RIFLESSIONE…..
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    Signora Bonsanti,

    il mio commento – che vuole anche essere un modesto contributo alle difficili scelte di questo momento storico – é sintetizzato in calce. I Partiti sono diventati i ricettacoli dell’Italia MALATA: prendiamone atto ed agiamo con “intransigenza”.

    Con stima,

    jb Mirabile-caruso.
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    I NOSTRI VOTI SONO L’OSSIGENO DELL’ITALIA “MALATA”. STACCHIAMOLE LA SPINA!
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  9. roberto scrive:

    Un piccolo consiglio:Paolo,Salvo e Carlo,ma perchè non vi telefonate? Fareste prima.Ciao.

  10. Paolo Barbieri scrive:

    Tagliare le spese della politica, aumentare le entrate colpendo evasione, elusione, rendite, corruzione e malaffare, rivedendo anche la progressività delle aliquote produrrebbe già disponibilità di risorse. Procedere a tagli brutali nella PA non è certo facile ne semplice. Mentre sarebbe obbligatorio pretendere in continuo maggior produttività e migliori e più ampi servizi alla cittadinanza. La tendenza alla riduzione della spesa e all’azzeramento di quella parassitaria, deve entrare nella cultura e nella prassi di ogni amministrazione. (Scontate banalità).

  11. salvo scrive:

    Dobbiamo fare i conti oggi con il mercato,sembra dire Grezio,il mercato che soggiace per sua natura all’instabile mondo della finanza e del capitale in mano a pochi.
    Da quì il caos in cui siamo precipitati,l’assenza di valore della società civile,la glorificazione del privato,la distruzione del pubblico,delle basi dello stato moderno cioè dello stato di diritto fondato sul principio di uguaglianza,la dissolvenza delle regole democratiche condivise di convivenza nella libertà. A cui si sono genuflessi anche coloro che hanno costruito le loro carriere politiche nei partiti socialisti,contribuendo al loro funerale.

  12. carlo grezio scrive:

    dice Salvo : …” Per dire che l’abbattimento della spesa pubblica che ne deriverebbe spiegherebbe a mio avviso i suoi effetti a scadenza non certo ravvicinata,giacchè qualsiasi governo di persone serie,oneste,competenti e socialmente responsabili,non potrebbe consentire di gettare sul lastrico dall’oggi al domani migliaia di famiglie di impiegati e funzionari vari…”
    e giustamente mette il dito nella piaga, perchè quando si dice che le regioni non servono non solo si vuol dire che non servono pseudogovernatori, consiglieri, assessori regionali, ma non servono nemmeno dipendenti e dirigenti regionali. Del resto quando un’azienda privata finisce fuori mercato, molte volte anche per colpa dell’insipienza di imprenditori e manager, è del tutto ovvio che i dipendenti di quell’azienda dovranno cercarsi un altro lavoro…esattamente allo stesso modo sarà per i dipendenti delle regioni.
    Con tutti gli ammortizzatori normalmente concessi in casi simili e con l’accortezza di scegliere tra loro per le nuove eventuali assunzioni nel pubblico…che però dovrà complessivamente ridursi di perimetro e non poco.
    In ogni altro caso la spesa pubblica non si riduce e quindi il debito pubblico continuerà a crescere ancora.Bisogna trovare risorse per fare ripartire lo sviluppo vero e quindi l’area pubblica deve essere ridotta e razionalizzata.Non ci sono alternative purtroppo, dopo oltre 60 anni di cattiva gestione.

  13. Paolo Barbieri scrive:

    Caro Carlo G.
    sarà pure “un vaste programme”, ma è sicuramente un programma che la gente ha sentito promettere enne volte, che sarebbe pronta a perseguire e pretendere con azione di “DEMOCRAZIA DIRETTA”. Ottenere da un parlamento figlio di questo tanta roba a misura di cittadinanza, mi pare cosa assai ardua e dura. Nella Società Civile non mancano eminenti esperti (come lei) delle varie materie da riformare, ai quali lascio il compito di redigere le proposte e la vaghezza sparirà. Se poi la vaghezza viene dai nn 9/10 indeterminati, possiamo cassarli, ma anche aggiungere 11/12 se del caso: fare una “RIVOLUZIONE anche MITE” vuol dire mettere in gioco un piatto pesante, altrimenti è un’altra cosetta.
    Mi sembrano anche proposte che si autofinanziano a parte la scuola.

    Salvo, riformare la struttura amministrativa per me vuol dire eliminare i posti della politica non certo la struttura operativa che dovrà rimanere per assolvere i propri incarichi e se i politici rimarranno disoccupati …

  14. salvo scrive:

    Cari Bonsanti,Barbieri,Grezio …,come voi mi insegnate le idee,i progetti camminano in questo mondo sulle gambe dell’umanità. Onde penso che,dato il chiaro di luna che illumina in proposito il Paese delle caste rifugiate nelle istituzioni pubbliche centrali e periferiche,sarebbe cosa saggia se rivolgessimo la nostra attenzione preventiva o in parallelo a questo problema di non poco conto,oggi altresì fondamentale e urgente.

    In merito all’interessante elenco di cose da fare proposto da Grezio,mi soffermo sull’argomento indicato al punto due riguardante la modifica (costituzionale) della ripartizione amministrativa dello Stato così come è stata meglio precisata dai costituenti negli anni Quaranta. Per dire che l’abbattimento della spesa pubblica che ne deriverebbe spiegherebbe a mio avviso i suoi effetti a scadenza non certo ravvicinata,giacchè qualsiasi governo di persone serie,oneste,competenti e socialmente responsabili,non potrebbe consentire di gettare sul lastrico dall’oggi al domani migliaia di famiglie di impiegati e funzionari vari.

  15. carlo grezio scrive:

    caro barbieri
    un decalogo con due punti di varie ed eventuali (!) è un “vaste programme” .
    Cerchiamo di essere meno vaghi, se come dice Bonsanti qui salta tutto,allora bisogna concentrarsi sulle cose indispensabili , il resto verrà dopo.
    Io ho brevemente indicato le priorità :
    1.Nuova legge elettorale.
    2.Riforma della Struttura delle Amministrazioni Locali (abolizione delle regioni e razionalizzazione comuni e province e città metropolitane)
    3.Riforma fiscale grazie all’abbattimento di spesa pubblica ottenibile con il punto 2 (unico modo concreto e sicuro, visto che le regioni prima non c’erano).
    Poi si potrà fare molto altro.

  16. Paolo Barbieri scrive:

    Sig. Carlo G.,
    e meno male che è partito come un “elenco breve e ragionato”! Mi complimento per la sua capacità di analisi e competenza, ma non è di ulteriori analisi che abbisognamo che già sono pieni archivi, biblioteche e memorie, ma di PROPOSTE PERCORRIBILI per concorrere con la presidente Bonsanti alla COSTRUZIONE DELLA RIVOLUZIONE MITE (mite nella forma nonviolenta, ma radicale nella sostanza).

    Il decalogo che da qualche anno vado sostenendo, senza alcun esito come si conviene a un sig. nessuno qualunque, non è molto lontano dal suo (solo titoli, la stesura è per i migliori esperti della Società Civile)
    1. NUOVA LEGGE ELETTORALE (preferirei uninominale di collegio a doppio turno)
    2. RIFORMA FISCALE CON ATTENZIONE A FAMIGLIE E LAVORO, TASSAZIONE DELLE RENDITE COME MEDIA EUROPEA, confisca agli evasori
    3. RIDUZIONE NUMERO DEI PARLAMENTARI E DELLE SPESE DELLA POLITICA (monocameralismo secco, stipendi come Parlamento europeo) 
    4. LEGGE ANTICORRUZIONE
    5. RIDUZIONE DRASTICA PRIVILEGI DELLA CASTA
    6. RIFORMA DELLA GIUSTIZIA (per i cittadini, non per i politici già coinvolti in processi)
    7. LEGGE A SOSTEGNO DELLA SCUOLA, DELLA RICERCA EDELL’UNIVERSITタ
    8. ELIMINAZIONE PICCOLI COMUNI E PROVINCE INUTILI
    9-10 eventuali

    Decalogo il cui conseguimento affidavo alla Società Civile con L’USO ESTREM DELL’ART. 71, CNTRO LA CASTA, PER LE RIFORME, e che non contiene temi prettamente antiberlusconiani per coinvolgere tutta la società e non scatenare un ricompattamento di truppe a difesa del principe assediato. Difficilmente un parlamento eletto tradizionalmente troverà al suo interno una coesione sufficiente a fare queste leggi/riforme.
    Grazie comunque per l’impegno e l’originale presentazione dei dati sul debito a carico dei nostri governanti, già disprezzati al massimo livello possibile!