La TAV in Val di Susa

Dopo la manifestazione di domenica scorsa in Val di Susa, contro la linea TAV, sono apparsi sui giornali molti articoli e molti servizi sono stati trasmessi sui canali televisivi e radiofonici, però il nocciolo della questione, cioè se un’opera faraonica di questo tipo, e in quella valle, si giustifichi o meno sul piano tecnico-economico, ecologico e su quello dello sviluppo, non è stata per nulla trattato, se non in qualche sporadico caso.

Ed è, invece, proprio sulla questione di merito che Libertà e Giustizia chiede lumi e vuole sapere, per poter esprimere un giudizio non ideologico e non prevenuto su quest’opera che ha dato origine a una resistenza tanto decisa e tanto persistente da parte dei “Valsusini”.

Allora cerchiamo di capire, con calma e razionalità, come stanno le cose sulla base delle, purtroppo, scarse informazioni e dei dati pubblicati in quei pochi interventi di merito che sono stati fatti sui media.

Anzitutto gli aspetti economici dell’opera, cioè i costi che si dovranno sostenere e i benefici che ci si aspetta dalla sua realizzazione. Il costo oggi preventivato ( però in base alle passate esperienze si sa che tali costi poi lievitano di 3 o 4 o anche più volte) è di 22 miliardi di euro (cifra enorme – superiore al costo preventivato del ponte sullo Stretto di Messina – di cui soltanto la minima parte (circa 600 milioni) verrebbe dall’Europa e tutto il resto sarebbe a carico del contribuente presente e… futuro). I benefici attesi sono nella capacità di trasporto della linea, destinata a sopperire alla saturazione della linea esistente e nell’alta velocità ma questo, alla luce dei rilievi e delle valutazioni che sono stati fatti da autorevoli tecnici indipendenti (docenti universitari che hanno analizzato il progetto) appare infondato in quanto negli ultimi anni sulla linea esistente vi è stata una continua diminuzione sia del traffico merci che del traffico passeggeri, che si è nell’ultimo decennio addirittura dimezzato, passando da circa 1.400.000 passeggeri annui a circa 750.000; quanto al traffico merci la linea attuale risulterebbe avere una capacità, oggi come oggi, dieci volte superiore a quella verificatasi nell’ultimo anno!

Da notizie apparse proprio in questi giorni su alcuni giornali risulterebbe inoltre che, tra gli altri, anche la Corte dei Conti abbia valutato inutile e antieconomica quest’opera; pare anzi che la Corte abbia anche espresso un giudizio di iniquità in quanto i suoi costi andrebbero a gravare in maniera eccessiva e insopportabile sulle future generazioni.

Veniamo ora a considerare gli aspetti ecologici. Qui, sempre gli esperti, valutano che i volumi di inquinamento prodotti dai cantieri e dal movimento di camion nella valle (si valuta un milione di viaggi/camion) per smaltire l’enorme volume del materiale di scavo non sarebbe mai compensato dalla riduzione d’inquinamento prodotta dal trasferimento su rotaia di una parte del trasporto merci che percorre la valle.

Poi, naturalmente, occorre considerare la sistemazione e il trattamento del materiale di scavo, che sarà costituito da rocce con presenza di amianto e uranio (minerali che si considerano sicuramente presenti), l’intercettazione e la derivazione delle falde acquifere presenti lungo il tracciato delle gallerie, ecc; e su questo non v’è compensazione.

Ultimo tema importante da considerare è quello dell’occupazione di personale per la realizzazione e la gestione dell’opera. Ma qui appare evidente a chiunque abbia un minimo di conoscenza di questi temi che la stessa enorme cifra di denaro, se spesa in parte per opere di ammodernamento, miglioramento e manutenzione della linea esistente e per il resto per il   miglioramento della infrastruttura ferroviaria nazionale genererebbe una quantità di posti di lavoro, tra l’altro stabili e non temporanei come quelli della linea TAV, enormemente superiore.

Ma forse tutto quanto detto sopra è inesatto e può essere smentito o rettificato; benissimo. Vorremmo però che chi ha deciso di rendere operativo questo progetto (il governo e alcuni politici locali favorevoli alla TAV) si facesse avanti e, anziché spendere tante inutili e squalificate parole per demonizzare i Valsusini e chi altri si oppone a quest’opera faraonica, ci fornisse, appunto, le controdeduzioni necessarie per smentire tutto il nostro argomentare.

Non ci sembra di chiedere più di quanto degli amministratori democratici, capaci e onesti della cosa pubblica dovrebbero dire e dovrebbero fare.

28 commenti

  • Basta delegare gli altri a decidere per noi.Basta con stì esperti da due soldi.Basta con gli affari sulle grandi opere.Basta con la corruzione,la mafia,la politica senza partecipazione diretta.
    Lo stato siamo noi,chi non lo riconosce è schiavo e suddito.

  • Caro Giuseppe,
    Sono d’accordo con te che manca l’informazione, e da entrambe le parti.
    La politica di questo governo, e non solo, è di creare emergenze e di polarizzare fino al riscaldamento degli animi e perfino la violenza. Della serie “Chi non è con me è contro di me”.
    Alla fine si ottiene una lotta tra tifosi che non ragionano più.

    Nel merito della questione della scelta dell’alta velocità.

    Nella zona in cui abitavo qui a Bologna ci fu un comitato No TAV perché i camion avrebbero disastrato tutto il quartiere (San Ruffillo).
    Ora che è completato e si arriva a Firenze in 37 minuti nessuno se lo ricorda. Ora c’è un parco verde al posto del cantiere e i treni tra non poco andranno sottoterra completamente da Borgo Panigale fino a Firenze.
    Una parte di questa campagna bolognese contro il TAV, poi, si è spostato sull’Appennino: “TAV: Pericolo per le falde aquiferi! Moriranno di sete i daini dell’Appennino!”. Ora non se ne parla più.

    Le domande che mi faccio sono:
    Perché queste persone (nel caso BO-FI) non vedono nessun problema per una galleria a 6 corsie per il traffico automobilistico (già completata) e un’altra a 6 corsie per i camion (il “Camionabile” BO-FI) in costruzione?
    Perché una galleria a 6 corsie riesce a schivare le falde aquifere e quella a 2 (per i treni) no? Altrettanto per le montagne “piene di amianto e uranio”!

    Un altro ragionamento che si fa: perché non migliorano i treni per i pendolari prima dell’AV?
    I treni per i pendolari sulla tratta BO-FI originale ora sono quasi sempre in orario (non devono più fermarsi in ogni stazioncino per aspettare e dare la precedenza ai TAV). Raddoppiare i binari porta a tante possibilità di miglioramento. Puoi immaginare BO-MI per il traffico stradale con solo due corsie, una verso BO e l’altra verso MI? Questo era la situazione per i treni BO-MI prima dell’AV.
    Per quanto riguarda il volume del traffico ferroviario e i numeri dei passeggeri – anche sulla tratta Mi-Roma prima di fare l’AV si poteva ragionare che non c’era la giustificazione per due binari nuovi. Qualche dato in proposito:
    “Successo dell’AV”
    “Venti milioni di viaggiatori hanno scelto nel 2010 l’Alta Velocità di FS, con un incremento di passeggeri del 24% sulla Roma-Milano e del 23% sulla Milano-Napoli. La loro scelta virtuosa ha consentito in un anno di alleggerire l’atmosfera di oltre 500mila tonnellate* di CO2. Ogni passeggero di Trenitalia produce infatti mediamente il 70% di gas serra in meno rispetto a chi viaggia in aereo e il 60% in meno dell’automobilista. E dal lancio dell’Alta Velocità ad oggi il market share del treno, sulle principali rotte servite dal Frecciarossa e dal Frecciargento, è costantemente cresciuto, sottraendo sempre più viaggiatori alle altre modalità. Oltre il 50% delle persone che si spostano fra Roma e Milano oggi lo fanno con l’Alta velocità di Ferrovie dello Stato. ”
    Oltre il 50%! Questo sì che è ecologia in azione.

    Insomma, la risposta è semplice: Offre un mezzo di trasporto comodo, che arriva molto prima con meno spese e le persone usano quello.

    Vogliamo parlare di ambiente?
    – Quanti voli MI-RM sono stati soppressi con i treni Freccia Rossa (3h da centro città a centro città e dal 2013 a 2h30)?
    – Oggi chi prende più l’auto per andare a Milano da Bologna, Firenze o Roma?
    – A parte il rumore incessante e insopportabile del traffico autostradale continuo, quanti tonnellate di particolato (sia dalla combustione sia dai freni e pneumatici) da auto/camion vengono comunque sparse sull’Appennino ogni giorno?

    Onestamente, ho cercato dei motivi per non fare il TAV in Val di Susa (dove durante la mia ultima visita ho visto anche dei cartelli NO TIR) e l’unico che mi viene in mente è quella dell’economia locale.
    Se le file di traffico in autostrada (che ha già bucata con 4 corsie le stesse montagne, senza trovare sembra tracce minime né di amianto né di uranio, e senza un minimo di protesta) o lungo la statale consigliano una sosta in qualche paese lungo la valle, l’economia locale avrà sicuramente dei benefici. Altro non riesco a trovare.

    Infine, ribadisco che sono d’accordo con te sulla malagestione della questione che mette a repentaglio la sicurezza sia delle forze dell’ordine sia dei residenti sia dei lavoratori di quell’opera (45% di quest’ultimi presi localmente per contratto).

    Condivido in pieno, quindi, il tuo appello per informazioni da entrambe le parti.
    Ciao,
    Derek

  • Considerati i rilevi esposti, in più circostanze, dagli abitanti della Val di Susa che non sono favorevoli alla TAV, sarebbe necessario, visti i costi e l’utilità della costruzione, un ripensamento da parte dell’autorità governativa.

  • sono d’accordo su quanto detto, direi che la pubblica amministrazione dovrebbe usare prima di tutto il buon senso e la gestione della cosa pubblica come farebbe un “buon padre di famiglia” cioè utilizzando e migliorando tutto ciò che già è stato fatto e poi fare tutto ciò che occorre non perdendo mai di vista l’economicità dei provvedimenti. Sicuramente gli abitanti della Valsusa che tanto osteggiano i lavori sapranno molto bene ciò che occorre e va fatto, non vorrei essere polemica ma certamente i politici al governo avranno i loro interessi e per di più mettono avanti i finanziamenti europei che sono ben poca cosa se confrontati ai costi dell’opera che sicuramente lieviteranno! su questo fronte occorre chiarire bene ai più. grazie

  • Sono pienamente d’accordo su quanto afferma Meineri e ritengo comunque che lo Stato centrale debba sempre valutare le controproposte avanzate dalla popolazione locale prima di avviare progetti faraonici, tanto più che il finanziamento europeo che si paventa di perdere é minimo rispetto al capitale che dovrà pesare sui contribuenti attuali e futuri.
    Da tempo si tende a finanziare la realizzazione di grandi opere, i cui costi sono vertiginosi, i tempi di realizzazione lunghissimi perché non si riesce mai a rispettare i tempi di avanzamento previsti in progetto, così che, il più delle volte queste opere diventano grandi incompiute, che si continua a rifinanziare mettendo in moto meccanismi perversi che molto spesso avvantaggiano giri di speculazione, malaffari tra imprese e politica e magari anche mafie.
    Le imprese, i lavoratori, le comunità locali hanno bisogno che ripartano i cantieri, non quelli faraonici, ma quelli di dimensioni anche minori, di più veloce realizzazione e utilizzo, quelli che danno subito un rientro economico a tutta la società, in quanto si tratta di strutture o infrastrutture fruibili in tempi certi, anche se meno appetibili a chi ama le speculazioni. Chi ha buon senso deve farsi sentire, premendo i vertici dei partiti che hanno a cuore l’Italia e gli Italiani, perché il progetto venga rivisto in un’ottica diversa, magari mettendo a confronto costi e benefici della realizzazione di questo progetto con la proposta di potenziare la linea già esistente, anche per rispetto a quanti vivono e lavorano nel territorio.

  • Condivido e ringrazio il sig Derek che senza scomodare paroloni e No preconcetti descrive le catastrofi annunciate per altri percorsi e i successivi evidenti risultati positivi , e tanti.
    Mi chiedo se l’Unione Europea , i governi ( da Prodi 1 e 2 , Berlusconi 1 e 2 ) Regione Piemonte ( PD ieri oggi Lega e PDL ) la Provincia di Torino ( sinistra da sempre ) il Comune di Torino ( sinistra da sempre ) , la Francia che è arrivata a Modane , sono tutti ciechi o peggio .
    Si parli di compensazioni e vedremo i rumoroso NoTav , che sono la minoranza comunque in valle, minoranza rumorosa che raccatta anche tutti i NO d’Italia , cambiare opinione.
    grazie sig Derek ha dimostrato come nella sua zona le premesse di morte ambiente, falde , amianto ecc si sono concretizzate con successi per tutti . Allora un po’ di coraggio esi vada avanti .
    Quando si è fatto il traforo del Frejus ( 1800 ) si era parlato in valle della presenza di un drago sotto la montagna . Per fortuna dorme ancora sotto e non si è fatto vedere ! RF

  • Condivido quanto espresso da Meineri, e mi chiedo in quale considerazione siano tenute le opinioni delle popolazioni che abitino in quella valle ! Sono convinto che la classe politica si debba fare interprete delle esigenze e delle condizioni di vita di chi abita in quei luoghi. Di esempi ce ne sono a iosa, vedi il nucleare.

  • Ho letto considerazioni analoghe supportate da pareri qualificati su micromega news.Occorre che chi sostiene l’indispensabilità dell’opera controbatta punto per punto tutti gli argomenti portati a sfavore della tav valsusina ; se è in grado di farlo. Altrimenti anche qui occorre una mobilitazione nazionale

  • I proponenti di tale opera,politici in testa,visto l’altissimo costo di tale infrastruttura, dovrebbero sentirsi obbligati a fornire dei dati oltremodo
    esaustivi e senza possibilità di essere confutati che giustifichino tale esborso per le casse disastrate dello Stato, davanti alla comunità tutta.Senza considerare il devastante impatto ambientale, che ormai dovrebbe diventare il ”vero valore irrinunciabile del nostro agire.

  • Non ho competenze specifiche ma gli argomenti adddotti contro l’opera mi sembrano superficiali e polemicamente abnormi rispetto a quanto ho letto sulla stampa specializzata a iniziare dai costi per terminare con l’amianto che comparirà negli scavi: E’ evidente che a questa stregua non si dovrebbe fare più nessun scavo in galleria…strano poi che dal lato francese tutte queste obiezioni nn siano state sollevate!
    Mi aspetto più serietà, professionalità, dati documentati secondo le regole usuali di ogni documento scientifico e senso della misura da parte di chi scrive a nome di libertà e giustizia su aspetti così importanti e critici anche per lo sviluppo futuro dell’Italia.

  • Ma…. accidenti, sembra che un’opera del genere sia una prima mondiale, mentre questo genere di infrastuttura è stata realizzata in Svizzera (i tunnel di base del Gottardo e del Loetschberg), per non parlare del tunnel sotto la Manica. Certo, non mi aspetto grandi ritorni economici nel breve e persino medio termine, ma la tav/tac ferroviaria è il futuro del trasporto in Europa.
    Inoltre facciamo questo tunnel in valsusa in comunione con i francesi che, a quanto ne so, non solo non si oppongono ma lo desiderano. Il traffico ora non è molto, è vero, ma non è possibile che una volta realizzata l’opera e constatata la comodità sia per i passeggeri che per le merci (anzi, auspico che i tir vengano OBBLIGATI a usare il treno).
    Per questo io sono favorevole alla tav.

  • Oltre al sig derek, anche mister A esprime i suoi dubbi su quanto si dice e scrive per il NO .
    Grandi opere in tutto il mondo , anche nelle nostre Alpi, e noi qui ad aspettare qualche migliaio di valligiani che dicono NO. Certo dovranno esserci compensazioni ( noi italiani siamo poveracci ma per le compensazioni – vedi autostrade e alta velocità – siamo larghissimi e buttiamo veramente i soldi dalla finestra ) , si discutano ma non ci si fermi e soprattutto amici della ValdiSusa non accodatevi ai balordi che sono itineranti per tutto l’Europa per rompere e bloccare in nome di chissà che cosa . Si è sentito parlare della resistenza , antifascismo, partigiani , ma se posso , non mescolate cose serie ai vostri discorsi di bottega. Vigilate su amianto e uranio ( !! ) , ma l’opera va fatta e sembra proprio che dopo venti anni tutti i tavoli di verifica e controllo siano esauriti . Ma perchè le valli francesi , dall’altra parte , non hanno contestazione ma i lavori sono andati avanti ?

  • non ritengo validi gli argomenti sullo studio del fabbisogno basato sui dati attuali di utilizzazione della rete ferroviaria è ovvio che se il setrvizio è inefficente l’utente si rivolge verso altri mezzi di trasporto spesso individuali e allora contiamo anche i dati sull’inquinqmento del trasporto privato che attraversa la valle per poter fare una valutazione onesta e non di parte.
    l’ipotesi della manutenzione e adeguamento della linea esistente sia di pubblica convenienza è elaborata certamente da qualcuno che non ha la minima idea di come vengano fatti gli appalti di manutenzione altrimenti fuggirebbe immediatmente l’idea.
    credo che il problema di fondo sia il fatto che siamo in italia e allora entrano nel calcolo vella valutazione parametri che non dovrebbero essere presi in considerazione:
    - la moltiplicazione dei costi di realizzazione in corso d’opera
    - il sistema di affidamento dei lavori
    - l’incidenza delle tangenti
    -l’ormai appurata incapacità dello stato di realizzaren’opera pubblica
    Nella vicina Francia il sistema TGV funziona in maniera egreggia e gli uttenti aumentano in maniera costante anche con un sistema tariffario tra i più alti d’europa, salvo le agevolazioni dovute agli uttenti meno ambienti, a studenti e pensionati.

  • sorry, avevo dimenticato un pezzo:
    “ma non è possibile che, una volta realizzata l’opera e constatata la comodità sia per i passeggeri che per le merci (anzi, auspico che i tir vengano OBBLIGATI a usare il treno), si veda che ne è valsa la pena?”
    Risposta: secondo me sì, anche se questo avverrà tra un paio di decenni.

  • Condivido pienamente tutte le argomentazioni addotte e sto dalla parte degli abitanti della Val di Susa. Penso che “chi ha deciso di rendere operativo questo progetto” evidentemente è mosso da interessi personali e dalla prospettiva di guadagni faraonici che un’opera di questa portata – peraltro non necessaria, può dare alle varie “cricche” in agguato.

  • mi sembra che le argomentazioni siano piu che giuste non ho la competenza per valutarle aspetto che si facciano avanti coloro che ritengono quest’opera indispensabile tanto da passare sopra a centinaia di persone sulla cui testa tutto questo dovrà passare

  • Anche a me piacerebbe conoscere le argomentazioni delle forze politiche al governo e all’opposizione che sono favorevoli, perchè mi rifiuto di fare illazioni malevole. Possibile che in tutti questi anni nessuno di loro abbia dato spiegazioni sufficienti e/o convincenti?
    E poi, ammettere i propri errori, soprattutto se fatto in tempo, e credo che il tempo ci sia, non sarebbe disonorevole, no? Anzi, penso che sarebbe lodevole e intelligente!

  • non sono giovanissimo ma ai tempi della costruzione dell’autostrada del sole non c’ero ancora. Eppure qui dice che la A1 ricevette all’epoca (primi anni 50) più o meno la stessa opposizione che oggi riceve la tav. Eppure oggi nessuno si potrebbe immaginare il nostro paese privo di autostrade…
    http://www.libero-news.it/news/772841/Ieri_l_opposizione_all_Autosole__oggi_i_sassi_dei_No_Tav_Dagli_Anni____a_oggi__la_sinistra_non_cambia___PANSA.html
    Io rimango dell’opinione che la tav non è indispensabile, questo è ovvio, ma come tutte le infrastutture importanti avrà grande utilità in una prospettiva a lungo termine e in un piano complessivo di riassetto dei trasporti europei. Negarlo e privilegiare aspetti locali e contingenti mi sembra molto miope.

  • per quanto riguarda l’ Alta velocità in val di Susa mi capita spesso di pensare ai francesi che, dall’ altra parte delle Alpi, avendo ultimato i lavori del tratto di corridoio di TAV loro spettante, aspettano adesso che l’Italia faccia altrettanto e finisca il suo “pezzettino” di opera buttando giù l’ultimo diaframma di roccia per brindare insieme. Pur non esssendo esperta e solitamente dalla parte delle battaglie dei cttadini, in questo caso penso che sia fuori tempo massimo ripensare un’ opera che fa parte di un progetto europeo condiviso e deciso ormai da anni . E, sebbene conservi molti dubbi sulla gestione complessiva dei lavori e molte riserve sul come la cittadinanza sia stata spesso inascoltata ed emarginata dai processi decisionali e partecipativi , tuttavia, adesso , considerato lo stato di avanzamento dei lavori complessivi ( Francia-Italia) e gli impegni presi, mi sembra del tutto irrealistico tornare indietro come se nulla fosse.

  • nelle mani della politica si crea sempre un bene per loro. ma non come hanno giurato per il popolo Italiano.

  • Quest’opera è stata pensata nel 1990, da allora sono cambiate tantissime cose.
    La crescita economica e il conseguente incremento di scambio merci preventivato, non si è verificato, anzi al contrario è diminuito.
    Il trasporto passeggeri già basso si è dimezzato grazie alla liberalizzazione dei voli aerei.
    Oggi quest’opera nasce già vecchia, è solo uno spreco di denaro pubblico, fondi che invece andrebbero utilizzati per rilanciare l’economia.
    Poi come la finanziamo quest’opera, che non abbiamo soldi?Che siamo indebitati fino al collo?
    L’unico modo è imponendo nuove tasse e tagli alla sanità, all’istruzione, al sociale.
    Proprio il contrario di quello che si dovrebbe afre in un periodo di crisi, per rialnciare l’economia.Invece di fare un economia espansiva, faremo un economia restrittiva con conseguente crollo dei consumi e aumento della disoccupazione e della povertà.
    Complìmenti alla nostra classe dirigente.
    Mandiamoli tutti a casa, facciamo entrare area nuova.

  • Ho visto che il mio scritto sulla nuova linea ferroviaria TAV in val di Susa ha suscitato interesse e commenti, la maggior parte favorevoli ma alcuni critici; ed allora mi sembra corretto reintervenire sul tema, sopratutto per tentare di dare risposte o quanto meno ulteriori elementi di giudizio proprio a chi ha giudicato non valido il mio intervento.
    Anzitutto sul rapporto costi benefici e sull’utilità dell’opera: Gli elementi tecnici da me citati e, provenienti da esperti indipendenti, configurano l’opera come antieconomica ed inutile però quello che si chiedeva a questo proposito era solo di conoscere quali sono gli elementi di valutazione contrapposti a supporto della realizzazione di questo progetto e, soprattutto, se tali elementi rispondono ancora alla realtà di oggi, dato che le previsioni di traffico passeggeri e merci su cui si era basato il Cipe nel 2001 per approvare il progetto preliminare si sono rivelate, ad oggi, infondate (si prevedeva la saturazione della linea esistente al 2020, ciò che oggi appare fantasioso).
    Porre questa domanda pare del tutto legittimo e correto in uno Stato democratico; ovviamente non lo sarebbe in un regime di sultanato orientale. Ma allora perché queste risposte che i “valsusini” richiedono da tempo non vengono date?
    Se poi si ritiene, confidando nella crescita indefinita dell’economia di mercato e nelle “magnifche sorti e progressive” dell’Italia, che un’infrastruttura faraonica quale la TAV in val si Susa meriti comunque di essere realizzata, qualunque sia il rapporto costi/benefici e l’impatto sulle finanze pubbliche (che definire disastrate e eufemistico) ed a prescindere anche dall’impatto ecologico della stessa, allora penso che non ci sia alcun ragionevole argomento di discussione e di valutazione da proporre.

    Altro punto sul quale mi sembra utile intervenire è quello sullo stato dei lavori nella parte francese del tunnel internazionale; vedo che v’è chi ritiene che i francesi abbiano già completato la loro tratta. Ora questo a me non risulta, anzi, in base alle informazioni che ho potuto raccogliere sembrerebbe che in Francia si siano solo realizzate le gallerie di sondaggio previste dal progetto ma che, al momento, l’inizio dello scavo per il tunnel internazionale sia previsto per il 2023; però qui non ho informazioni sicure.

  • signor Meineri,
    il rapporto costi/benefici tra 30 anni di un’opera come la to-ly non mi sono noti e penso neanche a lei. Io vedo la tav come una scommessa che, a lungo termine, ha discrete probabilità di essere vinta. Che vada fatta a prescindere dall’ambiente e dalla salute dei cittadini è una cosa che non sta né in cielo né in terra: forse qualcuno si è lamentato dei tunnel svizzeri del Gottardo (ancora più lungo) e del Loetschberg? Ah già, noi siamo un popolo di mafiosi che manco sanno raccogliere i rifiuti dalle strade, figuriamoci se possono fare i tunnel.
    Ha ragione: discutiamo su dei piani diversi, non ci può essere intesa.

  • In effetti , leggo su Le Figaro del 6 luglio, sembra che l’inizio dei lavori per realizzare la galleria principale della TAV sia previsto, tanto per gli italiani quanto per i francesi, per il mese di dicembre 2013.

    “Le forage du tunnel de base, qui constitue le gros de l’ouvrage, devrait débuter en décembre 2013, simultanément du côté français et du côté italien. Long d’un peu plus de 57 km, il sera souterrain sur 88 % de son trajet avant de se raccorder dans la basse vallée de Suze au réseau ferroviaire actuel, à l’entrée de la plaine de Turin.”

    Tuttavia, per quanto riguarda le gallerie di raccordo a carico dei rispettivi paesi la situazione è alquanto diversa. Su Le Figaro, in proposito si scrive:

    «La France a fait sa part», souligne Patrice Raulin, qui préside le consortium public franco-italien Lyon Turin Ferroviaire (LTF) chargé de l’ouvrage. La dernière des trois galeries de reconnaissance a été achevée en avril 2010, dans les délais impartis par le traité bilatéral de 2001, pour un coût total de 350 millions d’euros.

    Du côté italien, le premier coup de pioche a été donné mercredi dernier au milieu des gaz lacrymogènes et avec six ans de retard. Il s’agit de réaliser une galerie d’exploration géologique de 7 540 m de long en cinquante mois à la Maddalena, un peu au-dessus de la petite commune de Suze. Le coût sera d’environ 143 millions d’euros. ”

    Questo dunque sembra essere lo stato dei lavori.

    ( Intero articolo su:
    http://www.lefigaro.fr/societes/2011/07/06/04015-20110706ARTFIG00618-tgv-lyon-turin-la-france-et-l-italie-ne-cederont-pas.php)

  • http://elenamioblog.blogspot.com/2011/09/noi-vogliamo-una-informazione-corretta.html

    Qui sopra avevo scritto, in modo molto meno elegante del vostro, che una informazione corretta, chiara e onesta per tutti ci vorrebbe! Inutile nascondere la testa sotto la sabbia! Chi è favorevole a questa opera ”smonti” con dati seri quanto hanno invece dimostrato i Val Susini… se chi la vuole costruire NON riesce a ”smontare” quanto i Val susini sostengono … bè allora magari hanno ragione loro! :-)))

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