Lite nel Pd sui referendum elettorali Bersani boccia l’iniziativa di Veltroni

Bersani dà l´alt alla “guerra dei referendum” sulla legge elettorale – che si consuma tutta nel centrosinistra. Il segretario del Pd si mette di traverso e chiede un passo indietro ai leader del partito (Castagnetti, Veltroni, Parisi) che sono pronti a presentarne uno per ripristinare il Mattarellum e contrastare i quesiti anti-Porcellum presentati da Passigli, da intellettuali e società civile. «Mi stupirei se dirigenti del Pd promuovessero un referendum sulla legge elettorale – avverte Bersani – Il Pd non promuove referendum perché si tratta di strumenti a disposizione della società civile; il partito può appoggiarli ma deve esserci un buon equilibrio tra partiti e società civile». Insomma, i parlamentari facciano il loro mestiere in Parlamento.
Un richiamo, una tirata d´orecchie. Cui prontamente risponde Arturo Parisi: «Anziché sorprendersi, Bersani risponda all´appello e ci dica come vuole abbattere il Porcellum». Si dia cioè, una mossa. I referendari pro-Mattarellum hanno intenzione di andare avanti. A renderli così determinati è una ragione di merito (non si può tornare alle urne con l´attuale legge-porcata) e una politica, ovvero sono convinti che ci siano D´Alema e Casini e il progetto di proporzionalizzare il sistema elettorale dietro il referendum-Passigli. La fine, sottolineano, del bipolarismo e della stessa ragione sociale dei Democratici.
A sorpresa a bocciare il referendum elettorale è anche Di Pietro, che pure è stato promotore dei quattro referendum di giugno su acqua, nucleare e legittimo impedimento. «Cambiare la legge elettorale è assolutamente necessario – spiega il leader Idv – Ma ritengo che il referendum sia la soluzione meno appropriata. Per definizione il referendum è abrogativo serve a cancellare una legge ma non a proporne una nuova. Ci vuole piuttosto un confronto nell´opposizione, per questo chiedo a Bersani di riunirci». Decisa a impegnarsi per cambiare le cose e a favore del Mattarellum, è Rosy Bindi, presidente del Pd. Però precisa: «Non promuovo alcun referendum». Bassolino, ex governatore della Campania, firmerà il referendum pro-Mattarellum. Idem Sandro Gozi.
Oggi sarà una giornata di riunioni decisive. Stamani i promotori del “contro referendum” si riuniscono: se non ci sono stop al massimo martedì prossimo i due quesiti che vogliono resuscitare il Mattarellum saranno depositati in Cassazione. Stasera poi la decisione sarà approfondita in una riunione dei sessanta parlamentari Pd che una settimana fa hanno firmato la lettera di Parisi per la riforma elettorale. Con il “contro referendum” stanno tutti i prodiani, manca solo Prodi. Sul Professore, convinto paladino del maggioritario, una parte del Pd sta facendo pressing affinché solleciti un cambiamento del Porcellum ma al tempo stesso faccia argine a frammentazioni e ritorno alla Prima Repubblica. E Passigli? I referendari di “Riprendiamoci il voto” hanno già avviato la raccolta di firme e Riccardo Nencini il segretario Psi ha incontrato ieri Passigli. ha garantito l´impegno del suo partito per la raccolta delle firme. La mobilitazione della società civile – è l´opinione di Passigli – smuoverà le acque e sarà comunque salutare, permettendo di uscire dallo stagno dei veti incrociati.

2 commenti

  • La confusione regna sovrana ed è una grosso confusione perchè dopo sei anni ( dal 2005 ) non si ha una proposta .
    Parisi ha ragione : chiedere conto a Bersani della sua inazione , altro che prendersela con i referendari che non combinano nulla di buono .
    Candida domanda al PD ….che non si voglia cambiare nulla come sino ad oggi ? Altrimenti ci si sarebbe mossi un po’ prima .

  • Non hanno ancora capito,o fingono di non aver capito ancora quale peso ha esercitato sull’esito degli ultimi referendum la massa di elettori schifati del basso livello morale della casta di qualunque odore e sapore rifugiata nel recinto extraterritoiale dei due contenitori ubicati nella capitale dell’inciucio affaristico-politico-confessionale del Belpaese.

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