Il clima che uccide ogni dialogo

Bavaglio per decreto: la notizia del nuovo provvedimento che il Governo prepara per rendere impossibile l’informazione sulle fabbriche del fango, domiciliate a Palazzo Chigi, distrugge ogni possibilità di tregua istituzionale con il Cavaliere.
Riforme della Costituzione come quelle chieste da Berlusconi in Aula e sostenute oggi dal Riformista, precludono ogni ipotesi di collaborazione con chi prepara il bavaglio alla magistratura e all’informazione e una riforma della Giustizia che distrugge l’autonomia della magistratura.
Non è in questo clima e con questa offensiva della maggioranza che è possibile sedersi allo stesso tavolo. Per metter mano con amore, competenza e disinteresse personale alla nostra Carta serve un clima costituente assai diverso da quello irrespirabile che pervade attualmente il Parlamento italiano.

6 commenti

  • Mai scendere a patti con re lanterna, direbbe f. cordero; chi ha il suo fortilizio nell’isola della tortuga (l’attuale italia berlusconiana) non ha interesse alcuno per la democrazia e le sue regole, nè si perita di proporre riforme di assetti o pseudo-assetti democratici, se non per i gonzi di turno, abituati a bere qualsivoglia arma di distrazione di massa.
    A b. interessa solo il fango, più ne crea (di fango) e più si pasce nel crogiolarsi degli effetti che fa sull’opinione pubblica asservita; nei momenti di maggior disperazione recita la logora litania della mota salmodiante del siamo tutti uguali, e lo fa naturalmente dopo aver colpito con dossier falsi ed artificiosi lo sprovveduto di turno, generalmente suo alleato o corifeo, che ha avuto l’impudenza di criticarlo; se poi un politico (uno solo) della parte avversa dovesse esser citato (non dico intercettato ma solo citato da altri) in una intecettazione, ecco che i suoi stipendiati servi son subito a gridare: vedete, siam tutti uguali nelle nefandezze, destra e sinistra, francia o spagna……..! Perchè dunque sedere ad un tavolo costituente con un baro, del quale sai già in anticipo quali saranno le sue carte, la regina dell’inganno e il re della menzogna, uniche carte, accanto alla manipolazione indotta dalla narcosi televisiva, che lo hanno visto vincitore nello scorso diciassettennio?
    Sei tenuto a sederti al tavolo della democrazia solo se sull’altro lato ci sono persone degne e che sai che giocheranno per il bene del paese e non per sè stessi; ricordiamoci di ciò che successe prima di quel fatidico e nefasto ’39, quando mussolini ed hitler ingannarono i beoti governanti di francia ed inghilterra, con lo scellerato patto di monaco.
    Lasciamo cuocere b. nel suo brodo, ormai freddo e fangoso, nelle sue narrazioni, ormai talmente consunte nella ripetizione, da non convincere neanche i suoi più più fedeli famigli.
    Limitiamoci a difendere la prima legge italiana, la costituzione, che è l’unica carta che in questo scorcio di tempo non sia diventata ancora straccia; solo salvaguardando il primato della costituzione, diceva pulitzer, potremmo difenderci dal governo del denaro e dei disonesti.

  • Credo che sia assurdo anche solo parlarne (ma purtroppo nel centrosinistra non manca mai qualcuno che lo fa) di un dialogo con Berlusconi. Ormai la legislatura è nella fase finale. Sono solo manovre per prender tempo e restare attaccato alla cadrega. Altro che dialogo: le opposioni – in senso chiaramente metaforico e pacifico – devono preparare il D-Day, “lo sbarco in Normandia”, ossia cogliere tutte le occasioni per mettere in difficoltà il governo, anziché mettersi in difficoltà a vicenda, e farne esplodere le contraddizioni.

  • Speriamo che si possa fare almeno la riforma elettorale, visto che la legge attuale va bene soltanto per dare al premier la possibilità di mandare al parlamento solo le persone disposte a dire sempre sì a tutto ciò che lui vorrebbe fare per difendere i suoi sporchi interessi e per sottrarsi alla giustizia.
    Speriamo di riuscirci almeno per via referendaria, visto che attraverso le normali vie legislative non sembra, per ora, probabile.

  • Road to an instant democracy! – Riflessioni, considerazioni sul poter “abitare” una democrazia matura!? Urgono liberalizzazioni e non bavagli!!!! Per vivere una democrazia più matura!
    Come la coinvolgente pervasiva maggiore interattività che l’informatizzazione promuove autopromuovendosi grazie all’impostazione sistemica d’autoimplementazione per la chiarezza, la trasparenza e la semplicità resa nei suoi mezzi (secondo la legge di Moore!), in altrettanto modo, questo epocale rivoluzione – innovazione potrebbe prossimamente diventare per analogia, un’autentica prerogativa/opportunità alla stessa democrazia per strutturalmente migliorarsi! Supposto che la democrazia riesca a riscattarsi dalla morsa della buro-gerontocrazia che l’attanaglia precludendole or ora, la possibilità d’acquisire quelli stessi implementabili criteri necessari a strutturarsi ed infondere la medesima chiarezza, trasparenza e semplicità dello stesso suo mezzo ovvero, la democrazia essendo essa stessa il miglior mezzo organizzativo politico sinora conosciuto e riconosciuto allo scopo!
    Pertanto, indifferibile risulta la sfida che ci troviamo di fronte quella di dover implementare questo nostro mezzo che si chiama appunto “democrazia” affinché, essa stessa riesca a sintonizzarsi su quella lunghezza che il tempo reclama ovvero che risulti rivolta al suo miglioramento incrementalmente continuo. Da cui l’esigenza di dotare questa nostra democrazia (mezzo) in modo da renderla sempre più appropriata al nostro tempo affinché risulti strutturalmente dinamica e capace di incrementarsi al più alto tasso propulsivo possibile di democraticità nello spazio tempo! Qualità indispensabile che qualifica una democrazia rispetto ad un altro or ora, nel compendio mondiale, dove vivendo un momento di transizione, quello d’un cambio di paradigma, giacché già da tempo “è stato tratto quel dado dell’irreversibilità della globalizzazione”, la sfida non può che essere quello gravoso e responsabile del contribuire ad ingravidare positivamente quella costituenda global-i-cloud di new global rules tali da qualificarsi in un autentica human democracy!?
    E’ pertanto che urge aggiornarsi, alla luce dell’accelerazione che siffatti nostri tempi impongono per approdare velocemente a quella attesa singolare dimensione-democratica! Supposto che la legittimità di una legge risplende per la chiarezza e la trasparenza che racchiude! E’ pertanto che in sintesi si propongono adeguamenti:
    Appunto, nell’era dell’”instant” data la “quasi” total interactivity e del just in time che le nuove tecnologie ed internet concedono la concorrenzialità diventa un “must” strutturale perché è l’accelerazione dei processi che permetterebbe di maggiormente aumentare l’efficienza la democraticità; criterio per poter espandere democraticità – qualità indispensabile per rilevare il grado di maturità d’ogni democrazia!
    Proprio perché il voto del 13 giugno rappresenterebbe “il futuro che d’un tratto irrompe” ovvero che l’ondata d’innovazioni che le nuove tecnologie ed internet hanno introdotto reclamano su ogni fronte più pertinenti equilibrati adeguamenti per agevolare il cambio di pardigma… si può condividere che “il popolo è uscito dai dogmi!?” una maturità per una nuova voglia di decidere “possibilmente”: senza filtri, senza mediazione, senza delegare alcuna scelta di mediazione di partito. Pertanto, anche l’assetto elettoral-istituzionale non può esimersi e si dovrà aggiornare per poter meglio rispondere a vecchie e nuove istanze che le prossimità impongono data l’accelerazione impressa da una siffatta realtà. E’ pertanto che si propone introdurre una serie di rimodulazioni, al fine di equilibrare anche i meccanismi del dispositivo elettorale per ingenerare una maggiore virtuosa più fisiologica concorrenza indispensabile a poter meglio dissipare viziose derive speculative autoreferenziali e/o rischi autoritari e corporative deterrenze! Pertanto si propone introdurre
    • 1- un meccanismo elettorale completo quanto col sistema SEMIALTERNO si propone. Sistema il SEMIALTERNO che strutturandosi su una base proporzionale verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Questa innovativa articolazione serve per iniettare/ingenerare competitività e contestualmente riequilibrare l’insieme sotto il profilo induttivo: “centripeto/centrifugo” e per massimizzare governabilità, rappresentatività ed economicità gestionale. Il SEMIALTERNO rappresenta una conseguente soluzione per incamminarci verso un sistema capace d’implementare democraticità ed una responsabile sussidiarietà! Qualità queste, indispensabili per rendere sempre più matura la “nostra” democrazia e per poter evolvere verso l’implementazione dell’eccellenza! Giacché nessun sistema democratico può reggersi e/o proceder spedito se risulta strutturalmente zoppo sin dai suo meccanismi delle front line – ingressi! Specialmente quando tende recidere i rapporti fra elettore ed eletto come sta accadendo con l’attuale “porcellum” che concede un enorme strapotere ai soliti inamovibili tenutari di partito contribuendo a togliere autorità e prestigio al Parlamento. Benché la Costituzione all’art. 49 autorizza a concorrere con metodo democratico alla politica nazionale… associandosi in partiti ma, senza creare monopoli da esercitare in solitudine!? Pertanto, servono aggiornamenti per poter arginare il nepotismo, il familismo di una siffatta gerontocratica inamovibile casta!
    • 2- istituzionalizzare le primarie in modo aperto alla “TOP TWO” californiana;
    • 3 – aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale;
    • 4 – eliminare il quorum ai referendum;
    • 5 – introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!?
    • Iniettare concorrenza si rende di per sé necessario al fine d’aumentare la già scarsa produttività che langue sul fronte politico-amministrativo. Un passaggio che si rende indifferibile attivare e per legittimare i rapporti fra l’elettorato attivo a quello passivo legandone il rapporto in modo più coerentemente al mandato elettorale ricevuto dai rappresentanti … al di là delle prerogative che l’articolo 67 concede ad ogni membro del Parlamento “d’esercitare le su funzioni senza alcun vincolo al mandato”. Come controbilanciamento servirebbe anche qui, l’istituto del “recall” per equilibrane i rapporti al fine di ovviare a quei numerosi cambi di casacca che ad ogni legislatura si presentano. Quando un minimo di reputazione dovrebbe implicare implicitamente innanzitutto le dimissioni?! Poiché il voltagabbana lede innanzitutto quel atto di lealtà che, il candidato ha stretto nei confronti dell’elettorato e con il partito d’appartenenza quanto col leader del partito stesso! Lealtà, in linea di massima, che si renderebbe necessaria mantenere ai fini d’un buon funzionamento di qualsiasi sistema, quale indispensabile criterio per poter ottenere coerenti soluzioni e risposte alle istanze espresse dall’elettorato attivo senza doversi richiamare al “mandato imperativo” dei Parlamenti a regime feudale. Pertanto, “snobbare-disconoscere” il mandato ricevuto significa cullarsi/rifugiarsi cinicamente nell’autoreferenzialità di casta e disconoscere la propria identità!?
    Urgono dei contro bilanciamenti pertanto oltre che ai referendum senza quorum e quello propositivo compreso per dar modo agli elettori di esprimersi su testi normativi e poter contrastare l’attuale straripamento della casta sarebbe opportuno introdurre anche l’istituto del “recall” analogo a quel ateniese “sano” ostracismo istituito per contrastare le tirannidi!
    Tutti i suddetti elementi rappresentano degli induttori al fine di attivare quell’autentico sistema elettoral-istituzionale più plasmo elastico flessibile pronto con quelli antidoti atti a contribuire a contrastare ogni inerziale tirannia per mantenere in equilibrio sotto i vari profili, indispensabili per contrastare e dissipare sul nascere eventuali derive autoritarie! Ovviamente, il tutto non disgiunto da quanto si renderebbe necessario introdurre per implementarne l’efficacia d’insieme, rappresentato dalle tante promesse, istanze espresse e dei buoni propositi perennemente elencati in ogni campagna elettorale dalla casta e sempre rimandati che da decenni s’era promessa assolvere ma, che tuttora rimangono inevasi:
    • Riequilibrare i rapporti sulla fiscalità dei percettori rispetto ai produttori – ridurre le tasse;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Riconoscere più specificità funzionale alle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Rendere improrogabile (al di là degli atteggiamenti dei tacchini a Natale!) una concreta riduzione del pletorico numero dei Parlamentari (max a 100 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista inciucciata bozza Violante… uno schema che umilia il tanto vantato italico Europeismo!? Quando l’overdose di politici ferisce la democrazia L. Verzichelli.
    In quanto basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento Europeo le direttive, le normative lì deliberate senza frenarne e/o contrastare con la solita “nostrana plutocratica retorica” giacché i legiferati a “Strasburgo” “abbondano” e non recepirli significa finire come usualmente accade nelle solite ammende! Pertanto, una netta riduzione dei Parlamentari dimostrerebbe di per sé una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione a-castale!
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici comunità di valle comprese;
    • Eliminare innanzitutto la possibilità delle candidature multiple dove il capolista decida di poter optare a suo piacimento farsi eleggere in un collegio rispetto ad un altro e viceversa;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali “a filiera corta” si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo?!
    Quindi, in ultima analisi sarebbe opportuno velocemente rilevare e riconoscere tutti quelle lacune che se non riparate ci manterranno eternamente prigionieri dei nostrani creativi “dead lock” – “cul de sac” nei quali più o meno volutamente ci siamo cacciati e ci potremmo restare per “lock in imprinting e/o d’altro vario condizionamento” ricacciarci. Allora, prima di procedere a decidere sarebbe utile di umilmente iniziare a ricercare più radicali, organiche, complete, equilibrate sostanziali soluzioni più appropriate e non parziali od azzoppate per rispondere alle esigenze dei nostri tempi come precedentemente esposto!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a poterci riscattare da ancoraggi condizionatnti. E l’italico imprinting sotto il profilo socio-politico ne resta un’endogena conosciuta caratterizzazione date le varie costanti storiche ricorsività che la casta perora dal paternalismo discente alla fattasi sistematica cooptazione non disgiunta da un famelico nepotismo ed non ultimo un endemico familismo, che rischia di farci prigionieri in ottusi compiacimenti plebiscitari che potrebbero innestare commendevoli derive autoritarie, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter ricomporre i rapporti remunerativi iniziando col ridurre i lauti appannaggi dei nostrani italici politici che risultano esosamente fuori ogni criterio rispetto ad ogni media “Parlamentare dell’€urozone” così come si rende indispensabile riequilibrare l’eccessivo divario retributivo che intercorre fra i dirigenti rispetto ed ogni suo comune operatore giacché allucinante risulta che tale rapporto possa arrivare talora a ben mille (1.000) volte superiore così come sarebbe opportuno ovviare ad altre palesi e diverse incongruenze che le cronache quotidianamente ci rilevano!

  • Certo non si deve giocare con il baro, la democrazia stabilisce chi è bravo ( lor signori lo sanno e danno i biglietti per lo spettacolo ) e chi invece deve essere escluso , sia chiaro democraticamente con la Costituzione in mano . La quale se non è cambiata in questi giorni recita che esistono elezioni, che vanno vinte e poi si governa . Ma si dice la legge elettorale : perchè ad oggi dopo oltre CINQUE anni non si conosce un progetto chiaro di nuova legge ? L’opposizione dove è o non vuole cambiare perchè la nomina a tavolino non la fa solo il centro destra del bandito di A. ma anche il centrosinistra , ed allora casca l’asino. Infatti il tentativo di Passigli & c con la grancassa di molti intellettuali per un referendum abrogativo non ha , mi sembra , molto successo . Allora mi richiedo e lo chiedo a Voi che vuol fare da grande il PD e amici ? Il ferioce saladino ha armi spuntate e sembra in un teatro di marionette. E’ triste perchè una opposizione ci vuole sempre , invece..!

  • Attenzione, nella nuova manovra, c’è anche la prescrizione breve, molto “ben” mascherata. Ci vogliono ancora prendere in giro. E’ ora che ci facciamo sentire fortemente, senza sosta, perchè finiremo nella fossa e loro invece si salveranno. Il referendum ha detto chiariamente che la legge è uguale per tutti, ma loro vogliono di nuovo tentare di prenderci in giro. PROTESTIAMO, SCENDIAMO IN PIAZZA, BASTA SONO UNA VERGOGNA!!!!!!!!

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