“Lista unica con Sel e Di Pietro scelta vincente col Nuovo Ulivo”

FIRENZE – «Non funziona il Pd all´acqua di rose. Invece di inseguire alleanze con Udc e Terzo polo noi dovremmo concentrarci sul rafforzamento dell´asse con Sel e Italia dei Valori: le amministrative dimostrano che dove corre unito il centrosinistra viene premiato». Non ha dubbi il presidente della Toscana Enrico Rossi: la ricetta per vincere le elezioni politiche si chiama Nuovo Ulivo, una formula usata di recente anche da Romano Prodi.
D´Alema non la pensa come lei, anzi dice l´opposto. E anche Bersani lascia la porta aperta a possibili intese con Casini. Sbagliano entrambi?
«È giusto dialogare con l´Udc sui temi costituzionali e le grandi riforme ma non fare di questo il punto centrale del nostro lavoro. La priorità sono le cose da fare, le proposte, i programmi, la scelta dei candidati con le primarie e soltanto dopo le alleanze. E poi, attenti: il giorno in cui Berlusconi si ritirasse davvero ritengo assai probabile che Casini e Fini giocherebbero la loro partita nel centrodestra. Non servono tatticismi, l´impegno prioritario è compattare le forze di opposizione che possano riconoscersi in quello che chiamo Nuovo Ulivo».
In caso di primarie Bersani e Vendola potrebbero sfidarsi.
«Facciamo un passo per volta, quando si porrà il problema lo affronteremo. Bersani esce rafforzato da queste elezioni ed è il nostro leader naturale. Io l´ho sostenuto fin dall´inizio, non lo dico certo da ora, sta scritto nello statuto del Pd. E meno se ne parla meglio è».
Non le piace il Pd annacquato, dice. Lo vorrebbe più rosso?
«Non invoco certo il ritorno ai simboli del passato, in Italia il muro di Berlino è caduto fin troppo tardi. Ma oggi al primo posto c´è la questione sociale, che è la vera e propria emergenza. Il socialismo di Blair ha fallito proprio perché si è lasciato attrarre dalle sirene del liberismo. Così la sinistra ha perso buona parte dei suoi riferimenti, soprattutto nel mondo del lavoro».
Vendola sottoscriverebbe al volo.
«In Toscana ce lo abbiamo un cattolico che ha fatto proprie le battaglie sociali ed è La Pira: ha requisito le case per gli sfrattati e difeso posti di lavoro. La politica è anche passione, non lo scordiamo, e deve saper parlare al cuore. Dietro al risultato elettorale c´è chi non ne può più di Berlusconi e dei suoi eccessi ma c´è anche una questione di disagio sociale, perché la crisi comincia veramente a colpire. Abbiamo stipendi fermi a 1000-1200 euro, quattro milioni di precari, decine di migliaia di operai in cassa integrazione, un mondo di partite Iva composto da supersfruttamento e 250 miliardi di evasione fiscale. Il Pd deve stare dentro a questo movimento della società ed elaborare proposte serie».
Renzi sostiene che più dei partiti conti la personalità del candidato.
«Non sono d´accordo. Bisogna utilizzare bene le primarie e lavorare per avere partiti forti e organizzati che siano davvero un luogo di discussione e formazione. Queste elezioni ci insegnano che il partito del padrone subisce una sconfitta, a Milano Berlusconi perde metà preferenze».
Serve un rinnovamento nel partito, almeno?
«Non c´è dubbio. D´Alema e Veltroni sono i dirigenti che ci hanno fatto vincere, perdere, anche sognare. Ma adesso c´è bisogno di un ricambio, Bersani deve guardare alle esperienze nuove sul territorio, agli amministratori che abbiano dimostrato di avere capacità e di sapere far bene politica».

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