Il piacere dell’umiltà

Il centrosinistra non è la somma (variabile) dei partiti che lo compongono. È molto di più, qualitativamente e (soprattutto) quantitativamente. È la somma dei cittadini italiani disposti a votarlo, ai quali importa nulla se il candidato è del Pd, di Sel, dell´Idv o altro: basta che sia un candidato credibile, e che sia scelto con le primarie, e sarà il candidato di tutti.
Questa, in sintesi, è la lezione di questo fantastico voto. Ora si tratta di capire se i leader hanno fatto lo stesso salto di qualità dei loro elettori. O se qualcuno ha ancora intenzione di mestare nel fondo disseccato della vecchia politica, pasticciando con accordi di vertice, patti opachi, spartizioni di potere, furbate tattiche, sgambetti reciproci tra i dinosauri della nomenklatura. Costoro, se come Berlusconi non hanno avuto il tempo per stabilire la data del loro funerale, facciano almeno lo sforzo di stabilire la data della loro resa incondizionata alla volontà del loro stesso popolo. Mettano i loro incarichi, le loro fondazioni, le loro logore reputazioni di ex-strateghi a disposizione del movimento, evitando di disturbare chi ha vinto e scoprendo – meglio tardi che mai – il piacere dell´umiltà. Lavorino per gli altri e non per se stessi. La smettano di spiegarci che cosa dobbiamo fare. E ci chiedano: “Che cosa vi serve?”

Questa Amaca di Michele Serra è stata pubblicata su Repubblica, mercoledì 1° giugno. A noi sembra fondamentale, per questo ve la proponiamo nel caso vi fosse sfuggita.

4 commenti

  • Io proporrei al Pd di fare un referendum per convincersi (con i numeri) che è sbagliata la vocazione apostolica di Dalema nei confronti dei “moderati” del terzo polo! A costui non son bastate le recenti elezioni per convincersi che non è strizzando l’occhio ai presunti moderati di centrodestra che bisogna guardare ma alla credibilità dei “sorprendenti” moderati di sinistra usciti vittoriosi dalle urne. La moderazione non è una virtù che discende dal casato di appartenenza, ma una qualità trasversale che prescinde dal personale pensiero politico.
    Destra e sinistra esprimono due visioni diverse della società e ciò è un bene per la democrazia. L’augurio è che ciascun schieramento operi all’interno della coalizione facendo emergere quanti più elementi di moderazione possibile e isolando le frange estreme. Pisapia ha avuto il voto degli elettori di Casini, Rutelli e Fini perché costoro hanno creduto nella sua specificità di persona moderata.

  • il problema della vostra vita è berlusconi. perché, e ve lo dico da amico, accanirsi così terapeuticamente contro una persona? perché arrivare ad odiare una persona? perché non si appoggiano gli studenti con proposte e non strumentalizzando le proteste?

    siamo coerenti, il sistema và cambiato ed in toto. quanti professoroni di sinistra regalano i voti o fan quel che cavolo gli pare con la loro cattedra.

    sono stufo di berlusconi, ma ancora più stufo di una mia parte di elettorato che confonde la libertà con la giustizia, di chi confonde la battaglia contro il fascismo nel fare fascismo, di chi rivendica l’ “anti” come dialettica politica, di chi ancora crede alla verità dei loro giornali ilfatto, ilmanifesto, larepubblica: sono “garantisti a volte”… tutti si incavolano per la diga in patagonia perché occidentale, ma di quella cinese avete letto qualche riga? come, del resto, quel magnifico foglio di carta igenica chiamato ilgiornale.

    un antiberlusconiano convinto che non si viva seguendo alla lettera la legge. w robin hood. POSSIAMO ESSERE PIU’ LIBERI…

  • puoi anche fare a meno di zuccherare il caffè mattutino dopo aver letto l’amaca di serra, ecco un giornalista ed anche uno scrittore che è in grado in 15 o 20 centimetri di stampa, a esprimere in sintesi un concetto che altri tromboni o sproloquiatori della carta stampata non sono in grado di restituirci neanche con una paginata intera.
    quanto al piacere dell’umiltà, se quest’ultima è merce che non si confà all’attuale classe politica italiana, è ben vero che le ultime elezioni amministrative ci hanno invece consegnato uomini e donne che con dignità e sobrietà si sono offerti agli elettori per servirli e gli elettori hanno capito e li hanno eletti, in alcuni casi due volte (primarie ed elezioni) in altri (de magistris) una volta sola e questo per demerito del maggior partito della sinistra che non ha del tutto capito che far scegliere i migliore candidati è non solo igienicamente preferibile ad una candidatura imposta dall’alto, ma che deve smetterla di candidare come sindaci i prefetti, perchè i prefetti non sono espressione della società civile ma devono fare i prefetti (vedi la scelta di candidare il prefetto ferrante a milano e il prefetto morcone a napoli).
    Chiudo con il dire che anche i dinosauri della nomenklatura (forse serra si riferisce a d’alema e veltroni) se sono persone oneste e perbene e se dichiarano di essere al servizio del paese e non di sè stessi, sono non solo benvenute ma verranno accolte dal popolo degli elettori con grandissima gioia; fassino a torino ha dimostrato di essere ancora utile per i torinesi e loro lo hanno capito e lo hanno votato; il plurriottantenne napolitano, anche se, a mio avviso, ha una fima troppo veloce e qualche volta potrebbe anche prendersi più tempo e valutare meglio quello che sta firmando, è uomo politicamente più giovane di tanti cinquantenni e sicuramente è al servizio del paese.
    Per quanto riguarda le primarie del pdl, al solo pensiero che b. le faccia mi viene da ridere e poi quali saranno i competitor di b., quelli stessi che quando lui ha chiamati sull’attenti alfano per conferirgli l’incarico di segretario del pdl sono stati muti come pesci senza il coraggio politico di dire almeno un ni ovvero pescherà nella società civile come ha fatto con lettieri a napoli?
    Il carrello dei bolliti (b. e i suoi accoliti) sta circolando ancora per l’Italia e farà ancora danni, chi lo sta guidando ora (bossi) prima o poi dovrà necessariamente liberarsene, speriamo che lo getti al più presto in una discarica molto profonda.

  • D’Alema e Veltroni dinosauri ?. Scherziamo ?. Sarà una mera impressione ricavata dalla finzione recitata negli ultimi vent’anni sul palcoscenico del teatrino politico italiano. Se così non è vuol dire che col risveglio dei nidi a fine maggio una folata di vento ha cominciato a portare via con se anche le residue foglie ingiallite delle vecchie nobili piante del trasformismo spregiudicato e del compromesso politico.

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