Alice scopre Milano

Colpisce, quando si aggira per le vie di Milano, quello sguardo stupito, meravigliato del sindaco Moratti. Mancano i boccoli e il grembiulino ricamato, il cappellaio matto e il gatto del Cheshire per farne un’Alice nel Paese delle Meraviglie. Insomma, è chiaro a tutti che lei, la “sua” Milano, la sta scoprendo in questa campagna elettorale.

Ma negli anni passati dov’era? Non le interessavano, allora, le case popolari e i mercati? Cosa sapeva di quello che avveniva in città, di come la pensavano i milanesi, di quali erano le loro esigenze?

Conoscere il territorio vuol dire questo: esserci stati, aver già parlato con la gente prima della campagna elettorale.

Cosa che Pisapia ha fatto: quando era deputato indipendente e nei lunghi mesi che hanno preceduto queste elezioni. Pisapia conosce Milano, la Moratti la sta scoprendo 48 ore prima del voto.

4 commenti

  • Sono assolutamente d’accordo con questa analisi. Spero che i milanesi diano fiducia a Pisapia, che la merita pienamente. Pdl e Lega hanno fatto una campagna tutta basata su menzogne e paura (il loro pane quotidiano, del resto). E la Moratti, a parte la vera e propria uscita di teppismo morale nel faccia a faccia, ha fatto una campagna improvvisata e stucchevole, come i cinque anni della sua (non) amministrazione. Mandiamola a casa il 29 e il 30!

  • Credo che l’errore fondamentale che hanno fatto moratta & soci sia stato quello si sentirsi in una botte di ferro piena di consensi che si sono illusi fossero ormai consolidati. Il popolo alla fine e alla lunga non è cosi’ stolto
    come credono gli aspiranti dittatori…

  • E magari dentro di sè ha una espressione schifata ,
    che orrore pensa , mischiarsi al popolo bue ,
    cosa mi tocca fare ,
    stringere mani anche ,
    e le persone del suo seguito pronte con litri di amuchina per lei disinfettarsi ……..

  • Come era prevedibile questi quindici giorni che precedono i ballottaggi mostrano i lati peggiori del centrodestra. Promesse degne del laurismo, musi lunghi, discorsi sconnessi, menzogne, calunnie, accuse reciproche, tutti contro tutti. Anche sulla balla sui ministeri al nord, una cosa impossibile e inutile, surreali polemiche interne a non finire, come fosse una cosa seria. Le comiche finali.
    Ottima cosa il calo elettorale della Lega, che da oggi difficilmente voterà altre leggi ad personam o provvedimenti in tema di giustizia utili solo a Berlusconi. Se per un miracolo passasse il referdum sul legittimo impedimento, ci sarebbe da divertirsi.
    Un’ultima considerazione. Il 14 dicembre scorso il governo avrebbe potuto perdere la maggioranza in parlamento, ma un governo alternativo non lo si vedeva e le elezioni in quel momento erano un rischio altissimo perché la destra era ancora in maggioranza nel paese (grazie alla legge elettorale, ma è quello che conta in caso di elezioni).
    Il voto amministrativo invece, specie se la destra perdesse non solo a Milano ma anche a Napoli (e a Cagliari, e a Trieste) può aprire davvero scenari nuovi perché dimostra il collasso del berlusconismo nel paese e tra i cittadini e può fare da volano per un avvitamento rapidissimo del consenso elettorale della destra (non centrodestra, il centro è altrove).
    La risposta alla crisi economica è inesistente e la pace sociale è travolta dalle sacrosante lotte per il lavoro.
    L’opposizione parlamentare da sola non poteva far molto ma con la spinta popolare e della società civile che ha arato il terreno, la svolta può essere vicina.

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